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    Coesione sociale e inclusione: una prospettiva di comunità

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    Il tema dell’inclusione è stato ed è affrontato da più punti di vista. In questo contributo proporremo di considerare l’inclusione una risorsa nei processi di sviluppo di comunità. Lo sviluppo di comunità (community development) può essere definito come un processo finalizzato all’incremento delle condizioni sociali ed economiche di una comunità, attraverso la partecipazione attiva dei suoi membri. È utile precisare che i programmi di community development sono una categoria di interventi tesi a migliorare la qualità della vita di una comunità. L’intervento di community development valorizza, accanto alla care in the community, “l’assistenza nella comunità”, la care by community, “l’assistenza da parte della comunità”. Incrementare empowerment sociale, a questo proposito, vuol dire potenziare le risorse locali, in un assetto di comunità attiva, di sviluppo cooperativo e partecipativo, che prevede l’unione a rete di servizi e attività. Il lavoro di rete, nella più ampia cornice dello sviluppo di comunità, può rappresentare un importante possibilità per incoraggiare una “cultura della diversità” che si diffonda in tutta la comunità, stimolando nella coscienza collettiva il valore della diversità quale risorsa. Il contributo intende porre l’attenzione sull’importanza di progettare azioni di sensibilizzazione e formazione volte alla promozione di un cambiamento personale e comunitario, attraverso lo sviluppo di comunità e l’empowerment sociale. Questi si configurano quali strumenti efficaci per favorire azioni prosociali, per ridurre i pregiudizi, per valorizzare le differenze e per sviluppare interazioni sociali più positive e cooperative

    Edu-social Algorithm: educare con i social network a scuola. Un modello operativo per il Mobile Learning

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    In questo lavoro si mostreranno i presupposti teorici e operativi per lo sviluppo di un Mobile Learning capace di coniugare didattica in presenza ed esperienze digitali, sfruttando Instagram come social media privilegiato per una proposta di un modello metodologico volto a strumentalizzare le funzioni multimediali e interattive interne all’applicazione. I risultati qualitativi del progetto di ricerca-azione Edu-social Algorithm mostrano una serie di contenuti mediaeducativi che evidenziano il potenziale pedagogico dentro il social media Instagram e la replicabilità del modello metodologico sviluppato

    Heroic Education: An Educational Project that Helps NEET People Orient Themselves to the Future, Work, and Training with the Skills They Need to Be Successful in Life

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    Heroic education is an educational model that helps young people orient them selves towards the future, work, and training. It provides them with the skills they need to be successful in life. The program offers a variety of courses and activities that help participants learn about themselves and their world. It’s a great way for young people to get started on their path to success. The program is designed to help participants learn about their strengths and weaknesses. It also helps them learn about their options for the future. Heroic education is based on the principle that every young person has the potential to be a hero in their community. The program is offered in partnership with local businesses and organizations. It is open to young people aged 14 to 21 with the help of the social services of the Munici pality of Palermo

    La transizione verso l’età adulta dei MSNA. Percorsi di autonomia in un’ottica di lavoro di rete. In E. Di Giovanni & M. Garro (A cura di), Una possibile casa. Percorsi di autonomia e significatività operativa. Milano: Guerini e Associati.

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    Il presente contributo affronta il tema dell’accompagnamento nei percorsi di autonomia di coloro che arrivano in Italia come Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) e che, prossimi alla maggiore età, entrano all’interno del sistema di accoglienza affrontando contestualmente la transizione verso l’età adulta. In questi casi, avendo a disposizione poco tempo per sviluppare e rafforzare gli obiettivi di inclusione, integrazione sociale, autonomia e indipendenza personale, possono emergere molte vulnerabilità, specie nel momento in cui lasciano il sistema di accoglienza; un percorso travagliato, che spesso avviene in maniera precoce rispetto ai propri coetanei che invece non hanno dovuto confrontarsi con l’allontanamento, volontario o forzato, dalla propria comunità di origine e quindi dalla loro famiglia dalla quale nasce e proviene il senso di appartenenza e sicurezza. Se per i giovani autoctoni l’ingresso in comunità comporta dei compiti di sviluppo e obiettivi educativi specifi ci, si può immaginare quale sforzo dovranno fare i MSNA, che si ritrovano davanti una realtà sociale diversa dalla propria, dal punto di vista culturale, linguistico e a volte anche religioso; per tali ragioni, gli obiettivi educativi si concentrano sullo sviluppo di un’adeguata autonomia e indipendenza, per permettere loro di integrarsi nella società ospitante, e inevitabilmente il loro percorso sarà corredato anche da obiettivi dal punto di vista linguistico e culturale. Le traiettorie dei giovani MSNA che vivono la transizione verso l’età adulta sono variegate e si confrontano con le signifi cative trasformazioni legate al contesto socioculturale, che infl uenzano la sfera relazionale, emotiva e sociale. Pertanto, l’esperienzadei MSNA rispetto alla «dimensione della stranierità» è spesso affi ancata a un senso di estraneità che si confi gura come indicatore della propria e dell’altra diversità. Infatti, con il termine «straniero» si traccia inevitabilmente una sorta di confine, di delimitazione tra sé e l’altro, che si caratterizza con connotazioni pressoché negative, poiché genera distanza, esclusione e categorizzazione sociale; in altre parole, è un’accezione che genera rabbia perché è il risultato di una «non-appartenenza » (Cestaro, 2020). Oggi, dal punto di vista legislativo, non è previsto nessun tipo di normativa che tuteli, garantisca e aiuti il delicato passaggio alla loro indipendenza al di fuori delle strutture preposte. Una particolare attenzione in materia di Minori Stranieri Non Accompagnati si deve alla Legge Zampa, che per la prima volta ha racchiuso in un’unica legge tutte le questioni riguardanti la presenza dei minori presenti sul territorio italiano. Nel 2017 è stata emanata la legge n. 47/2017, «Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati », la quale disciplina e modifi ca tutte le disposizioni inerenti ai MSNA. Nonostante siano emerse delle novità corredate da un maggiore riconoscimento in materia, al contempo, non si è posta la stessa attenzione circa la conclusione del percorso in accoglienza di questi ragazzi ai quali solitamente viene richiesta un’immediata autonomia e indipendenza. Un riferimento circa il momento di transizione all’età adulta è riscontrabile nell’art. 13 della suddetta legge, il quale sancisce la possibilità di un prosieguo amministrativo per tutti coloro che manifestano diffi coltà nel raggiungimento della propria autonomia. Pertanto, risulta una condizione imprescindibile attivarsi, in un’ottica di lavoro di rete fi nalizzato all’inclusione sociale a sostegno dei care leavers MSNA. La letteratura scientifi ca a livello internazionale defi nisce con il termine «care leavers» tutti coloro che al compimento della maggiore età sono costretti a lasciare il luogo protetto di cura e tutela a causa della perdita, fi sica o amministrativa, dei legami familiari (Stein, 2012), andando incontro a nuove sfi de educative solitamente frammentate da esperienze migratorie traumatiche (Clyton, Gupta, Willis, 2019). In tal senso, di seguito si approfondirà il profi lo dei MSNA che arrivano nella comunità di approdo indagando, inoltre, le possibili modalità di intervento per favorire l’indipendenza e l’autonomia dei giovani care leavers

    CYBERBULLYING AND NEW TECHNOLOGIES AN EDUCATIONAL PROJECT FOR EMOTIONAL ORIENTATION AND CYBERBULLYING PREVENTION

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    Cyberbullying as a new form of bullying demands new coping strategies. As a result of new technology there has been a constant growth in the spread of harmful online behavior. The instant project “Cyberbullying and new technology”, which started from cooperation between school and university, was planned for pupils in the third year at “Leonardo Da Vinci” secondary school in Palermo. The project was started and carried out within the school setting with a focus on students, parents and teachers. Objectives: the main aim was to identify useful actions and precautions to help face cyberbullying (on smartphone and mobile applications) using technology to create a campaign of peer to peer sensitization. Methods: the methods applied in the classroom have been drawn from community pedagogy and psychology, as well as through direct teaching that allowed students to be participant and protagonist in this process of providing information and training in prevention. In the first phase the use of role-play, groupe parole and focus groups facilitated a rethinking of new technology, which was then used in the second phase when the pupils independently produced multimedia material aimed at dealing cyberbullying. Results: the brief project permitted the creation of significant educational products for the school (a pictorial/graphic exhibition by the pupils, sensitizing advertisements and videos shared among students and teachers) and the publication of an information brochure developed from cooperation between the school, the Sicilian Regional Government, the Centro Siciliano Sturzo and the department of Community Psychology at the University of Palermo. Conclusion: “Cyberbullying and new technology” is aimed at the caring professions. It is justified, in theory and practice by elements of community pedagogy and psychology for didactic experimentation with new strategies and methods, to counter the risks associated with the complicated problem of cyberbullying. The description of this field experience is aimed at prevention and comparison of this phenomenon

    Green dynamic Capabilities per la promozione dello sviluppo sostenibile

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    In questo capitolo l’UNIPA (Università del Polo Territoriale di Palermo-Agrigento, Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio e della Formazione) intende presentare l’approccio delle capacità (CA) (Sen, 1990; Nussbam 2002) come strumento sociale primario e preliminare responsabilità capace di risolvere la rottura del legame tra uomo e natura avvenuta nel corso dell'ultimo secolo: delimita le caratteristiche del contesto per definire le possibilità di azione, per immaginare, promuovere, progettare e quindi esprimere la propria libertà di agire e costruire il proprio sviluppo e quello degli altri. L'AC esprime quindi una competenza ad agire in tutti i contesti della vita, dalla scuola alla professione, definendo gli obiettivi che la persona stessa conseguirà e lo sviluppo di capacità volte a migliorare la vita di ogni essere umano. In questo senso, l'approccio per capacità e sostenibilità diventa un elemento sostanziale in ambito educativo e didattico, orientando la ricerca sulla figura del docente e sulla progettazione didattica che si attua quotidianamente nella pratica professionale. Essa, infatti, deve basarsi su un quadro teorico comune, come l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ovvero un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità, firmato dall’ONU nel 2015, che abbraccia tre dimensioni interconnesse (Alessandrini, 2019): sviluppo umano, giustizia sociale e tutela ambientale. Il paradigma della sostenibilità e la prospettiva dell'approccio delle capacità trovano un possibile punto di convergenza per la riflessione educativa, anche attorno al tema della comunità, soprattutto per quanto riguarda il significato del “comune” che tiene insieme le persone (Alessandrini et al, 2021). In questa prospettiva, è la stessa Agenda 2030 a individuare nella coesione comunitaria uno degli elementi chiave per la costruzione di un ambiente abilitante: l’agency rappresenta l’effettiva opportunità per il soggetto di esercitare la propria libertà in termini di capacità, cioè modi di agire, fare ed essere che garantiscono il pieno sviluppo come essere umano, il rispetto della dignità e la promozione del benessere individuale e collettivo (Alessandrini et al, 2021). Vicino alla prospettiva dell’approccio delle capacità, Malavasi (2019) definisce la capacità verde come la capacità/capacità di fare qualcosa in modo efficace ed efficiente per prendersi cura della casa comune. La pedagogia dello sviluppo sostenibile non può quindi fermarsi a iniziative limitate alle scuole, ma è chiamata a contribuire a promuovere la consapevolezza dell’interdipendenza tra ambiente naturale e azione umana in una prospettiva di vita intera (Aleandri, 2019)

    EdEn-Med: la mia scuola è il mondo. Modelli e strategie di Educazione Ambientale. Manuale Pedagogique

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    Il Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Tunisia 2014-2020, con decisione C (2015) 9131, è stato adottato dalla Com¬missione Europea il 17 dicembre 2015. Il Programma mira a contri¬buire alla costruzione di uno spazio di prosperità condivisa e di buon vicinato fra gli Stati Membri dell’UE e i loro vicini. Nell’ambito di tale programma di Cooperazione, dal 2021, insiste il progetto EdEn-MED – Education Environnementale pour une Méditerranée Durable - che costituisce un quadro per la condivisione e l’integrazione sinergica delle conoscenze scientifiche relative all’esistenza dell’uomo e alla sua qualità di vita, nonché al benessere degli esseri viventi e alla protezione delle risorse naturali. Il progetto EdEn-MED lavora per la mobilitazione dei decisori e delle autorità locali, e in particolare delle scuole e degli uffici scolastici e stabilisce relazioni di cooperazione duratura tra i due territori della Sicilia meridionale (nello specifico per UNIPA oltre alla sede di Palermo anche il Polo di Agrigento) e della Tunisia che si affacciano sul Mediterraneo, con lo scopo di migliorare la situazione socioeconomica e ambientale attraverso la creazione di una rete di cooperazione transfrontaliera nel campo dell’educazione ambientale. La mobilità tra le parti interessate è uno strumento strategico per implementare i processi di educazione ambientale transfrontaliera mediterranea. Il percorso, oramai giunto alla conclusione ha, al suo attivo, risultati concreti e oggettivi come il capacity building, la individuazione delle buone pratiche educative ambientali nelle scuole, le piattaforme educative al servizio di una cultura ambientale mediterranea e il manuale pedagogico frutto dei risultati ottenuti. Il progetto tiene conto delle innovazioni scientifiche sulle questioni ambientali (salute, alimentazione, mobilità, risorse naturali, cambiamenti climatici, ambiente rurale, urbano e marino, biotecnologie, benessere sociale e ambientale) e si confronta costantemente con tutte le istituzioni formali e informali che si occupano di educazione ambientale. Di fronte alle problematiche ambientali e ai molteplici rischi che minacciano l’intera umanità, infatti, il cambiamento dei comportamenti delle comunità non può essere fatto dall’alto, è necessario agi¬re sulle giovani generazioni. Solo l’azione educativa è in grado di indurre effetti tangibili nelle percezioni, negli atteggiamenti e quindi nei comportamenti dei giovani. All’interno della GT5, il Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione, dell’Università di Palermo, con la collaborazione di tutti i partner di progetto di entrambi i paesi, ha coordinato la progettazione e realizzazione del manuale pedagogico che presentiamo nella attuale pubblicazione. Il libro è il risultato finale ed espressione di tutte le azioni del progetto e ci auguriamo possa essere strumento per docenti e educatori che vogliono trasformare, dall’interno delle comunità scolastiche, il mondo

    The role of sexting in couple wellbeing for Italian women during the second wave of the COVID-19 pandemic

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    The social isolation due to the COVID-19 pandemic had an impact on the sexuality and quality of life of people around the world. A particularly negative effect was detected on women’s sexual health. As a consequence, many women began to use social media not only to stay in touch with their social networks, but as a way of maintaining sexual contact. The main aim of this research is to observe the positive effects of sexting in women’s wellbeing as a strategy to manage the negative effects of a condition of forced isolation. We collected all our data between November 2020 and March 2021 during a period of strict restrictions in Italy due to the second wave of the COVID-19 pandemic. In Study 1, the relationship between loneliness, sexting behaviors, and sexual satisfaction was tested on 312 adult women. The results showed the mediator role of motivation for sexting in the relationship between loneliness and sexual satisfaction. In Study 2, 342 adult women were organized into two groups (women who had sexting at least once during the second wave of the pandemic = 203, and women who did not have sexting during the pandemic = 139) and were assessed on a couple’s wellbeing (intimacy, passion, commitment, and couple satisfaction) and electronic surveillance. The results show that women who had sexting during isolation had higher scores on intimacy, passion, couple satisfaction, and electronic surveillance. These findings suggest the important role of sexting as an adaptive coping strategy during particular conditions of social isolation

    Parental Distress and Perception of Children’s Executive Functioning after the First COVID‐19 Lockdown in Italy

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    The spread of the novel coronavirus (COVID‐19), and the consequential first italian lockdown to minimize viral transmission, have resulted in many significant changes in the every‐ day lives of families, with an increased risk of parental burnout. This study explores the impact of the first COVID‐19 lockdown in Italy on parental distress and parental perceptions of children’s executive functions (EFs). Participants were 308 Italian parents with children between 4 and 17 years of age; they were recruited through online advertisements on websites and social media, and they were given an online survey. The measures were: the balance between risks and resources (BR2) and the executive functioning self‐report (EF). Findings of the study suggest that the most distressed parents perceived their children as less competent in EF, highlighting a cognitive fragility on attention, memory, and self‐regulation (Pearson correlation coefficient, p < 0.05); significant differences were found between parents of children exhibiting typical and atypical patterns of development (ANOVA, p < 0.05). The study reinforces the need to provide families with psychological aid to support parental competence in restrictive lockdown conditions

    La prospettiva psicodinamica

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    Il contributo che l’approccio psicodinamico porta alla lettura dei contesti, alla costruzione dei gruppi e all’azione politico-sociale per realizzare convivenza e partecipazione viene presentato richiamando, in apertura, i fondamenti teorici dei costrutti psicoanalitici e illustrando via via la complessità con cui questi si sono declinati, nella riflessione degli autori, in senso sociale. Le dimensioni legate alla soggettività, alla relazione, alle resistenze transferali e controtransferali sono infatti la cornice riflessiva psicodinamica da tenere presente ogni volta che si compiono scelte metodologiche e si utilizzano strumenti che, implicitamente o esplicitamente, guardano alla relazione
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