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    Musiche dal giorno prima: intervista a Marina Toffetti. A caccia di musiche dimenticate tra tardo Rinascimento e Barocco, di Daniele Gigli

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    Intervista di Daniele Gigli a Marina Toffetti sulla valorizzazione dei repertori musicali dimenticati attraverso l'edizione critica e la ricostruzione della polifonia incompleta, pubblicata nella sezione ‘Osservatorio’ del sito ‘Heritage’ in data 6 maggio 2014

    Idea e Scrittura. Architetture 1990-2005

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    Questo libro è un catalogo ragionato, redatto a seguito della mostra che Rosario Gigli ha tenuto nel 2005 presso i locali della Facoltà di Architettura Valle Giulia di Roma. Le opere esposte sono state l’occasione per tracciare un bilancio da parte di più persone sull’opera del Prof. Gigli. Il volume è un’antologia di testi tra cui quelli di Massimiliano Fuksas, Stefano Catucci, e Benedetto Todaro, oltre a un autoritratto dell’autore. Il percorso progettuale e critico si Rosario Gigli è analizzato mettendo in evidenza i fattori rilevanti che caratterizzano le architetture e gli scritti dell’Architetto

    Annotazioni topografiche sul tempio della Fortuna Muliebris

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    Stefania Quilici Gigli, Annotazioni topografiche sul tempio della «Fortuna Muliebris», p. 547-563. Vengono prese in esame notizie edite ed inedite sui ritrovamenti avvenuti lungo la via Latina, al quarto miglio, ove le fonti antiche concordemente ricordano che sorgeva il tempio della Fortuna Muliebris : sulla loro base l'ubicazione del tempio viene proposta sulla collinetta situata a sud-est dell'acquedotto Claudio, subito dopo via del Quadraro.Quilici Gigli Stefania. Annotazioni topografiche sul tempio della Fortuna Muliebris. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 93, n°2. 1981. pp. 547-563

    Considerazioni sui confini del territorio di Roma primitiva

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    Stefania Quilici Gigli, Considerazioni sui confini del territorio di Roma primitiva, p. 567-575. Viene ripreso in esame il passo di Strabone che ricorda le cerimonie celebrate tra il V ed il VI miglio da Roma nel luogo chiamato φήστοι e in numerosi altri luoghi ugualmente vicini e di confine. Considerati i luoghi sacri documentati a taie distanza da Roma, viene rilevato oltre il loro significato giuridico-sacrale, anche la primitiva funzione politica, tramandata da Strabone stesso. Si tenta quindi di definire a quale epoca si possa riferire taie limitazione dell'ager romanus e si propone che rispecchi la situazione determinatasi in seguito alla primissima espansione romana, forse già alla fine dell'VIII - inizio del VII sec. a.C.Quilici Gigli Stefania. Considerazioni sui confini del territorio di Roma primitiva. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 90, n°2. 1978. pp. 567-575

    Appunti di topografia per la storia di Trevi nel Lazio

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    Stefania Quilici Gigli, Appunti di topografia per la storia di Trevi nel Lazio, p. 129-169. Resti di monumenti, materiale archeologico e notizie di vecchi ritrovamenti, permettono di restituire le vicende di Trevi nel periodo successivo alla conquista romana ed alla costituzione della tribu Aniensis. Il centro, presumibilmente già sede di un abitato equo, appare fungere da punto di riferimento per la zona meridionale del territorio equo, e nel III-II secolo a.C. vede incisivi interventi urbanistici, tra cui la sistemazione dell'acropoli, cinta da mura in opera quadrata, la realizzazione di edifici pubblici su piattaforme in opera poligonale, la fioritura di un luogo di culto. Nel corso del I secolo a.C, quando vi è attestata l'organizzazione municipale, Trevi appare ben rispondere a quel programma di promozione della edilizia privata urbana al quale sappiamo che dopo l'89 a.C. fu chiamata la classe dirigente municipale.Quilici Gigli Stefania. Appunti di topografia per la storia di Trevi nel Lazio. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 99, n°1. 1987. pp. 129-169

    Quale pedagogia per le famiglie contemporanee?

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    I cambiamenti familiari, attivi da più di tre decadi, hanno prodotto sia una molteplicità di rappresentazioni e pratiche educative, sia l’indebolirsi dell’efficacia e della coerenza dei modelli educativi messi in atto dai genitori. Tale scenario pone alla riflessione pedagogica l’urgenza di sostenere efficacemente l’opera formativa delle famiglie; tale difficile obiettivo può essere intrapreso a partire dal rispetto della complessità e del polimorfismo che contraddistinguono le famiglie di oggi. Le riflessioni di A. Gigli invitano a ripensare le coordinate epistemologiche, teoriche e metodologiche, per meglio sostenere il compito genitoriale, senza perdere di vista i nuovi bisogni e le nuove domande che nascono nei contesti familiari contemporanei
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