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La persona come paradigma di senso. Dibattito sull’eredità di Mounier
Vede la luce per i tipi di Città Aperta il volume, a cura di S. Sorrentino e G. Limone, che raccoglie gli Atti del Convegno svoltosi fra il 3 e il 5 Novembre 2005 presso la Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche della stessa Università in collaborazione col Dipartimento di Filosofia dell’Università di Salerno, l’appuntamento, dedicato a «Il personalismo di Mounier e la questione della persona» nel centenario della sua nascita, si propone l’ambizioso scopo di raccogliere «nel fuoco di una comprensione articolata e possibilmente unitaria la complessa eredità mounieriana». Un’eredità «complessa» perché, com’è noto, la sua ricezione investe, oltre al piano strettamente teorico, una rilevanza che è di tipo marcatamente politico, sociale, storico
Hagar Spano (a cura di), Religione, etica e laicità. Atti del VII Convegno annuale dell’Associazione Italiana di Filosofia della Religione, Fridericiana Editrice Universitaria, 2008
Di fondamentale rilievo per l’evoluzione delle tendenze negli studi italiani in materia di filosofia della religione - oltre che per la riflessione sui risvolti teorici delle contemporanee vicende in tema di laicità, religione ed etica - è il volume, uscito nel dicembre 2008 a cura di H. Spano, che raccoglie i contributi presentati nel corso del VII Convegno annuale dell’Aifr tenutosi a Napoli il 20 e 21 giugno dello stesso anno. Sua ispirazione fondamentale è la necessità di rispondere alle sollecitazioni critiche e alle istanze definitorie «che provengono con sempre maggiore insistenza dal dibattito filosofico e culturale» su integrazione multiculturale, tolleranza e laicità
Marco Maria Olivetti. Un filosofo della religione, «Archivio di filosofia» LXXVI, 2008, N. 3, Fabrizio Serra editore, Pisa-Roma 2009
«Quello di Marco Maria Olivetti è un pensiero difficile»: le battute che aprono questo numero di «Archivio di filosofia», nella presentazione di Stefano Semplici, annunciano in una secca assunzione preliminare - che suona quasi come una limpida ammissione - lo spessore problematico del compito di cui esso si fa carico. La difficoltà di cui si parla non attiene d’altronde a un piano soltanto immediato ed è la sua portata teoretica che il volume tenta di mettere in luce. In prima istanza, esso vale dunque nel complesso come un efficace strumento - il primo tentativo sistematico in questo senso - per introdurre alla filosofia di Marco Maria Olivetti, cercando di coprirne l’intero sviluppo, dai primi lavori degli anni ‘60-‘70, passando per quello che è considerato il suo testo filosoficamente più arduo, Analogia del soggetto (1992), fino agli ultimi saggi pubblicati nel 2007-2008
Sergio Sorrentino - Giuseppe Limone (a cura di), La persona come paradigma di senso. Dibattito sull’eredità di Mounier, Città Aperta Edizioni, Troina 2009
Vede la luce per i tipi di Città Aperta il volume, a cura di S. Sorrentino e G. Limone, che raccoglie gli Atti del Convegno svoltosi fra il 3 e il 5 Novembre 2005 presso la Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università di Napoli. Organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche della stessa Università in collaborazione col Dipartimento di Filosofia dell’Università di Salerno, l’appuntamento, dedicato a «Il personalismo di Mounier e la questione della persona» nel centenario della sua nascita, si propone l’ambizioso scopo di raccogliere «nel fuoco di una comprensione articolata e possibilmente unitaria la complessa eredità mounieriana»
G. Cunico - H. Spano (a cura di), Religioni e salvezza. La liberazione dal male tra tradizioni religiose e pensiero filosofico
Si è tenuto a Genova tra il 17 e il 18 novembre 2009 - organizzato in collaborazione col Centro di Studi “Antonio Balletto” - l’ottavo Convegno annuale dell’AIFR, di cui Religioni e salvezza pubblica gli Atti. Offrendosi come uno strumento di agile consultazione e al contempo come uno spaccato ricco e compatto, il volume saggia nelle sue stratificazioni molteplici «l’enigma del male patito e del male compiuto, della sofferenza e della colpa, e la sfida di come venirne a capo nella vita personale, interpersonale e collettiva»
Un compito infinito. La Trinitätslehre di Friedrich D.E. Schleiermacher tra dogma e vissuto religioso
Il contributo si propone di indagare il significato del potenziale ortodosso da Schleiermacher riconosciuto alla dottrina sabelliana nello scritto Über den Gegensatz zwischen der Sabellianischen und der Athanasianischen Vorstellung von der Trinität (1822) alla luce del quadro teorico profilato dalla Glaubenslehre nelle due edizioni del 1821/22 e 1830/31, ricostruendo uno spaccato delle stringenti questioni filosofiche, teologiche e, non da ultimo, interpretative, che vi vengono sollevate: su tutte, la problematica oscillazione fra unità e trinità, causalità divina e sentimento di dipendenza, dogma e vissuto religioso. Oscillazione in virtù della quale un’adeguata definizione della Trinitätslehre si profila davvero, agli occhi del teologo, come un «compito infinito»
«Per realizzare i tuoi sogni, devi prima svegliarti». Il ritorno economico della cultura
Il ritorno economico della cultura: è in questi termini che potremmo accostare, con espressione doppiamente evocativa, il trend affacciatosi con rinnovato vigore sullo scenario del dibattito italiano durante l’anno appena trascorso
Demitizzazione, morale, libertà religiosa. Castelli e Ricœur nei “Colloqui romani di Filosofia della religione”
Il presente contributo si propone di inquadrare, attraverso la ricostruzione del confronto Castelli-Ricoeur, la questione del conflitto e della crisi nella cornice teorica profilata dalla demitizzazione. In particolare, sullo sfondo dello sviluppo del pensiero dei due filosofi nelle opere di questo periodo, si prendono in esame le proposte formulate nel corso dei Colloqui del 1965, «Demitizzazione e morale», e del 1968, «L’ermeneutica della libertà religiosa», assieme al dibattito che ne è scaturito
Gianni Vattimo, Addio alla verità , Meltemi, 2009
Uscito nel 2009 per Meltemi Editore, che ha intrapreso la pubblicazione delle Opere complete di Gianni Vattimo, questo agile volume annuncia già nel titolo, volutamente icastico, definitivo, la paradossalità della proposta che vi si condensa. E di tale paradossalità è consapevole l’Autore, che vi allude, quasi distrattamente, in apertura: «Addio alla verità: così potremmo esprimere, in maniera più o meno paradossale, la situazione della nostra cultura attuale, sia nei suoi aspetti teorici e filosofici, sia nell’esperienza comune»
Rudolf Otto, Opere, a cura di Stefano Bancalari, Biblioteca dell’«Archivio di Filosofia» 38, Fabrizio Serra Editore, Pisa - Roma 2010
«Qual è l’essenza della religione?» : con questo interrogativo Rudolf Otto apriva nel 1899 il Rückblick alle schleiermacheriane Reden über die Religion, curate per Vandenhoeck & Ruprecht nel centenario della prima edizione. È proprio nel sollevare la domanda sull’essenza del religioso, e nell’elaborare un metodo in vista di una possibile risposta, che Schleiermacher s’inserisce per il filosofo di Marburgo nel solco della grande Religionsphilosophie - sorta un paio di secoli addietro sul terreno di quel quesito fondamentale e affermatasi quale disciplina dotata di criteri propri, indipendente tanto dalla teologia quanto dalla tradizione ecclesiastica. Lo stesso potremmo dire - autorizzati dalla presente edizione delle sue Opere - di Otto e dello sforzo teorico da lui coltivato su impulso di quella tradizione. Cosicché l’interrogativo, percorrendo trasversalmente la quasi totalità degli scritti che vi sono raggruppati, potrebbe fungere altresì da filo conduttore utile a orientarsi nella preziosa silloge curata da Bancalari per Fabrizio Serra
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