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Tra originalità e ritardi: le piazze dello scambio a Carpi nel tardo Medioevo
La ricerca affronta il tema della topografia dei luoghi di mercato in epoca tardomedievale a Carpi.
La storia degli spazi per la mercatura è stata la lente per osservare i "caratteri" urbani di Carpi - in alcuni casi di accento insolito e in controtendenza con quelli di città vicine - e per comprendere che il trasferimento e l'allestimento di tali spazi derivarono non solo da necessità di carattere commerciale ma da una precisa strategia signorile, tesa alla promozione del proprio potere politico anche attraverso il conferimento di nuove funzioni, compresa quella mercantile, ad un preesistente grande invaso, destinato a divenire la grande piazza centrale della città.
La ricerca si è avvalsa delle laconiche testimonianze coeve (rubriche statutarie, scarne determinazioni notarili e qualche toponimo) e dell'analisi comparata di analoghe realtà padane
Special Issue on Understanding Human Capital in Italy: Comments and Guest Editor's Reply
Il contributo interviene a commento dell'articolo di De Angelis et al., dedicato alla mobilità interregionale degli studenti universitari (e apparso nel fascicolo precedente della rivista Politica Economica) e secondo il quale il fenomeno analizzato avrebbe come driver principale la qualità dell'università dove ci si reca a studiare, misurata tramite cinque indicatori dedotti da dati ISTAT e ANVUR). Nel contributo si propongono ulteriori spunti di ricerca sul tema, quali l'analisi del reddito e patrimonio familiare e l'incidenza della esigibilità di strumenti del diritto allo studio. Ci si sofferma, poi, sulla mancata disponibilità di dati affidabili che correlino la situazione di uno studente al suo ISEE familiare, necessari alla comprensione sociale ed economica della platea studentesca universitaria. Il contributo si conclude con una riflessione sull'effetto "san Matteo" (a chi più ha, più sarà dato) che pare oggi caratterizzare le politiche tra qualità, mobilità studentesca e finanziamento statale delle università
Le ragioni di una riforma: il nuovo modello di formazione iniziale e accesso al ruolo dei docenti di scuola secondaria
Nella prima parte, il saggio propone una retrospettiva critica degli esiti delle disposizioni che hanno disciplinato - negli ultimi trent'anni - la formazione iniziale dei docenti di scuola secondaria e le modalità della loro selezione per l'accesso al ruolo. La prospettiva storica è necessaria per inquadrare le novità introdotte dalla Legge 107 del 2015 rispetto a questi due settori fondamentali della legislazione scolastica, a partire da quella di maggiore impatto sul sistema: la fase di selezione dei candidati, mediante concorso nazionale su base regionale, precederà quella della formazione professionale ed entrambe faranno parte di un percorso unitario (e non separato come nei modelli precedenti). Il saggio prosegue quindi nell'analisi del cosiddetto FIT, cioè del triennio - retribuito e valutato in itinere e complessivamente - destinato alla formazione alle competenze professionali, prima attraverso il conseguimento di un diploma universitario annuale di specializzazione e poi con un biennio di approfondimento e completamento della preparazione teorico-pratica, incentrato sull'attività diretta nelle scuole (tirocinio diretto e indiretto, supplenze) e sulla graduale assunzione di autonome funzioni docente. Nel saggio, particolare attenzione è dedicata al ruolo di co-progettazione scientifica e organizzativa dei nuovi percorsi di formazione dei docenti della scuola secondaria assunto da scuola e università
La nuova formazione universitaria dei docenti
Il contributo analizza le più importanti novità introdotte dal decreto legislativo n. 59 del 2017 in merito alla formazione universitaria dei docenti di scuola secondaria e alle modalità di accesso al ruolo, a partire dal ribaltamento di paradigma, dato che la selezione degli aspiranti docenti avverrà prima e non dopo la specifica formazione professionale. Ci si sofferma poi sulla specificità della disciplina transitoria, sui requisiti per accedere al concorso ordinario, sulle caratteristiche del successivo percorso formativo (da svolgersi prevalentemente in ambiente professionale e pertanto retribuito), sulla co-progettazione di scuola e università
La norma e la sua applicazione: la strada interrotta per l'ingresso della ricerca educativa nella politica scolastica
L'intervento esamina l'istituzione della Conferenza nazionale per la formazione iniziale e l’accesso alla professione di docente della scuola secondaria (disposta dall'art. 14 del Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 59 "Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docenti nella scuola secondaria"), quale esempio della difficoltà che la ricerca educativa incontra nel permeare la normativa scolastica. Ci si sofferma, in particolare, sulla fase attuativa della norma primaria da parte dell'Amministrazione ministerial
Diritto allo studio universitario e diritto alla formazione superiore: problemi, prospettive, obiettivi
Il testo affronta il tema del diritto allo formazione superiore, a partire dall'analisi puntuale dei problemi strutturali (riconducibili a tre categorie interconnesse: carenza di finanziamenti, ritardi nell’assegnazione delle risorse disponibili e nell’attuazione normativa, frammentazione delle competenze e delle informazioni) che ancora oggi non agevolano l'accesso all'università. Ci si sofferma, poi, su quei nodi culturali che relegano il diritto alla formazione superiore nell’ambito delle politiche specialistiche e non in quelle di sistema che alimentano la buona crescita del Paese: tra questi, la coincidenza - per molti analisti - del diritto allo studio con alcune specifiche prestazioni (la borsa di studio, ad esempio); la limitata e paternalistica attenzione alla rapida maturazione dell’autonomia e dell’indipendenza personali, culturali e formative dei giovani; il pregiudizio sociale maturato nel corso dell’ultimo ventennio nei confronti della “spendibilità” del titolo di laurea; l'esigenza di valutare l'aggiornamento e l'ampliamento del perimetro delimitato dalla definizione costituzionale di «...capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi...» e delle competenze tra Stato e Regioni nel sostegno agli studenti e studentesse universitari. Infine, ci si sofferma su alcune proposte di riforma del sistema del diritto allo studio e di progettazione di un nuovo welfare studentesco, anche alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), in gran parte a valere sulle risorse a disposizione del nuovo strumento
europeo Next Generation E
I capitoli del Giudice alle Vettovaglie (secolo XVI)
Il Giudice alle Vettovaglie – che prenderà anche il nome di Giudice della Piazza – era l’ufficiale preposto al controllo e alla organizzazione dell’approvvigionamento delle derrate alimentari. A Carpi, questa figura è stabilmente presente solo dopo il definitivo passaggio della contea Pio agli Estensi; tuttavia non è detto che essa non fosse prevista tra gli ufficiali dei domini Pio, e la sua presunta assenza potrebbe essere facilmente ricondotta alla dispersione dei documenti. Il documento del quale qui si riproducono alcune carte – intitolato Ordine si debe servare per lo officiale alla vitualia di Carpi – contiene la minuziosa descrizione delle competenze che attenevano al Giudice. L’Ordine è organizzato in 40 “capitoli”, alcuni dei quali riprendono il contenuto di precedenti rubriche statutarie dei secoli XIV e XV, ma in una prospettiva di aggiornamento e adeguamento alla mutata situazione economico-sociale. Il vasto ambito di attività spettante al Giudice si articolava in quattro settori: sicurezza pubblica (ad esempio, assicurandosi che i contadini entrassero in città con carri o buoi, tenendone «il timone in mano»); decoro urbano e igiene; controllo delle attività di mercatura e artigianato, in tutte le loro declinazioni; infine, supervisione e gestione del mercato settimanale
Il diritto allo studio universitario in Italia: un quadro attuativo disuniforme
In 1991, Italian legislation established the principle of «uniformity of treatment» in student support policies, but its implementation varies significantly across regions. Economic thresholds for accessing grants differ from region to region; in some regions, all eligible students receive a grant, while in others they do not. Regional disparities also affect housing availability and the provision of catering services. The main reasons for these discrepancies are twofold: the coexistence of two governing authorities – State and Regions – without a clearly defined allocation of responsibilities; the involvement of numerous entities managing interventions, with no national-level coordination
Editorial
The call launched through img-journal was an invitation to reflect, in theoretical terms or related to the results of specific research experiences, upon the broad conceptual space that lies between the true and the false. As historians we were (and are) particularly interested in the gradation and the scale of values that separates the two terms: we endorse our interpretative hypotheses based on the findings supplied by documents and sources – of diverse kinds – and the sense we assign to our research depends on their reliability or the awareness of their mendacity. With this in mind, we decided to focus our interest, within the visual dimension undertaken by the respondents to the call, less on what is false and/or falsified (and its theoretical classification) and more on the stress placed on the study and categorisation of the reproduction and replica (that today can easily reach an infinite number of examples), which digital technologies make simple and cheap. This is a disciplinary area of great interest, from an ontological and gnoseological perspective, because it allows us, on the one hand, to assess the contribution of both the “identical reproduction”, also dimensional, of different objects (from works of art to the typical artifacts of scientific research), and their re-materialisation, that is to say their digital and vectorial reproduction, to the lines of investigation and, on the other, to determine whether they open up new directions
Il diritto alla formazione superiore : dai problemi di sistema alle prospettive del PNRR
Dopo una ricognizione dei problemi che riguardano il diritto allo studio universitario, e che ne limitano la reale esigibilità – quali, ad esempio, i ritardi nell’attuazione normativa, una governance multilivello e la carenza e discontinuità dei finanziamenti – il saggio si sofferma sulle possibili riforme di sistema, con particolare riferimento alle iniziative – normative e finanziarie – connesse all’attuazione della Missione 4 Istruzione e ricerca del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR
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