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    The lower alcohol wines = I vini meno alcolici sono sempre preferiti?

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    Le preferenze di degustazione indicano come vini di Sangiovese con un grado alcolico intorno al 14% vol risultino più graditi, mentre per il Sagrantino si arriva al 15% vo

    Valutazione dell'ifluenza della sfogliatura e dell'ombreggiamento sulla qualità di mosti e vini prodotti da uve Chardonnay e Pinot nero coltivati in Franciacorta

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    L’influenza dell’attuale cambiamento climatico sull’anticipo delle fasi fenologiche delle colture e della data di vendemmia per la vite è stata ad oggi ampiamente osservata e documentata. Questo aspetto risulta di grande rilievo nella produzione di uve atte a divenire base spumante; in questa tipologia di vino, infatti, la necessità di conservare un buon contenuto acidico totale e in acido malico e le basse gradazioni minime richieste dai disciplinari, hanno determinato una netta riduzione del periodo tra invaiatura e vendemmia che, in determinate situazioni, ha portato, in alcune annate, ad anticipare la raccolta anche ai primi giorni di agosto. Tra le pratiche oggetto di indagine, di particolare interesse risultano quelle che consentono di regolare il livello di ombreggiamento dei grappoli tramite l’utilizzo congiunto di sfogliature e ombreggiamento. L’obiettivo finale è quello di consentire la massima flessibilità di scelta del livello di copertura, in modo tale da poter decidere, in base al particolare andamento meteorologico di ogni singola annata, l’ottimale strategia di gestione. Il vigneto dove è stata condotta la prova (anno d’impianto 2004), appartenente alla Società agricola “Castello Bonomi” (Coccaglio, BS), è collocato in posizione pianeggiante, con orientamento nord-sud e allevato a cordone speronato con una fittezza di 5000 piante per ettaro. La prova è stata condotta in tre annate, 2009-2011, e ha previsto la iniziale predisposizione di 9 tesi realizzate sia su Chardonnay che su Pinot nero suddivise nelle seguenti tipologie: un testimone non defogliato e non ombreggiato; tesi defogliate senza copertura (def tot, def est, def ovest); tesi defogliate da entrambe i lati e coperte con rete ombreggiante (copertura con un singolo strato di rete da entrambe i lati, copertura con uno strato di rete solo a ovest, copertura su entrambe i lati con doppio strato di rete); tesi non defogliate e coperte con rete (copertura con un singolo strato di rete su entrambe i lati e solo ad ovest). A partire dal 2010 è stata introdotta un’ulteriore tesi non defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete. Per indurre l’ombreggiamento è stata utilizzata una rete ombreggiante al 50% di colore nero. Per tutti i trattamenti la defogliazione e l’applicazione della rete ombreggiante sono state effettuate all’inizio dell’invaiatura (circa 10% di acini invaiati) e solo a livello della fascia grappolo. In queste tre prime annate di sperimentazione si è preferito indirizzare le risorse disponibili al fine di indagare a fondo sulle ripercussioni qualitative sulle uve, sui mosti e sui vini dei diversi trattamenti, anche al fine di poter selezionare tra di essi quelli che inducono nell’uva variazioni qualitative maggiormente ricercate per la tipologia di prodotto indagata. Per l’analisi dei dati meteorologici di ciascuna annata si è fatto riferimento alla stazione di Chiari, che risulta quella più vicina al sito preso in esame e dispone di dati completi per le annate in studio. Per ciascun trattamento sono state realizzate le curve di maturazione tecnologica e, alla vendemmia (stabilita al raggiungimento di una grado alcolico potenziale standard di circa 11%vol per tutte le tesi), sono stati raccolti i dati vegeto-produttivi, i parametri analitici sui mosti (°Brix, acidità titolabile e contenuto in acido malico, pH) e sulle uve quali i polifenoli e antociani estraibili (metodo Mattivi et al., 2002b), il contenuto in glutatione per LC-MS e il profilo antocianico e flavonolico delle diverse tesi. Sono state inoltre realizzate microvinificazioni per ciascuna tesi; esse sono state successivamente degustate come basi spumanti e, in parte, sono state sottoposte a rifermentazione con degustazione prevista dopo affinamento di 24 mesi sui lieviti. Ad oggi si dispongono dei dati relativi alle degustazioni di tutte e tre le annate per le basi e della sola annata 2009 per il vino rifermentato (analisi del profilo sensoriale e test di preferenza). In tutte e tre le annate di studio è stato possibile osservare come in generale l’ombreggiamento porti, rispetto al testimone e in particolare rispetto alle tesi defogliate, ad un effettivo ritardo della data di vendemmia, con un posticipo che in alcuni casi ha raggiunto anche una settimana. Anche il livello acidico e il contenuto in glutatione sono risultati in generale superiori nelle tesi ombreggiate, con comportamento variabile tra i diversi trattamenti in funzione dell’annata considerata. I profili sensoriali e i test di preferenza, effettuati sulle basi spumante prodotte da uve Chardonnay, hanno evidenziato, nelle prime due annate di realizzazione, una preferenza per la tesi defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete e per quella non defogliata e ombreggiata da entrambe i lati in particolare rispetto alla tesi defogliata ad ovest. Per la varietà Pinot nero si è potuta osservare in degustazione una tendenza simile ma meno evidente rispetto a quella descritta per lo Chardonnay

    VALUTAZIONE INTEGRATA DEGLI IMPATTI DELLA GESTIONE SUL SUOLO: IMPLICAZIONI PER LA SOSTENIBILITÀ IN VITICOLTURA

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    Negli ultimi anni, si è diffuso in viticoltura l’interesse verso il tema della salute del suolo e della sua gestione sostenibile. Le pratiche viticole possono infatti dare origine a importanti impatti sul suolo quali erosione, compattazione, variazione della disponibilità idrica, e perdita di sostanza organica, di nutrienti e di biodiversità. Questo lavoro presenta una valutazione integrata degli impatti delle pratiche viticole sul suolo, basata su un'analisi sistematica della letteratura, applicata ad un caso studio presso l'azienda Guido Berlucchi & C. S.p.A. in Franciacorta. Attraverso l'analisi della letteratura degli ultimi dieci anni, sono stati individuati e calcolati alcuni indicatori di impatto della gestione sul suolo, basati su dati aziendali. Con lo scopo di sintetizzare le informazioni, gli indicatori sono stati normalizzati e rappresentati tramite un diagramma di Kiviat. Dalla revisione della letteratura, è stato possibile selezionare e raggruppare gli indicatori di valutazione delle performance di sostenibilità in base all'impatto associato. L'implementazione e la normalizzazione di alcuni di questi indicatori hanno permesso una prima valutazione integrata della sostenibilità della gestione aziendale. Il presente lavoro introduce un modello sintetico per valutare la sostenibilità delle pratiche viticole rispetto agli impatti sul suolo. Partendo dagli indicatori normalizzati, sarà in seguito possibile sviluppare un indice integrato della salute del suolo. L'approccio, inizialmente applicato agli impatti sul suolo, potrà essere esteso ad altre componenti del sistema viticolo

    Mechanical behaviour of three organic fertilisers to optimise spreading methods in the vineyard

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    Organic viticulture is attracting increasing interest worldwide. Fertilisation can be carried out with different products, such as manure, the solid fraction of digestate and compost. In order to optimise the distribution rate, it is very important to previously check the physical characteristics of these materials, which are typically subjected to progressive compression during the spreading procedure. In this context, the use of dedicated sensors and specialised software devoted to piloting the rotors and bulkhead speed of the spreader is highly recommended, taking into account also the different rheological characteristics of the different matrices. A series of laboratory tests to determine the load-deformation curve were arranged. The results showed that digestate and manure behaved in a similar way, but the former was more compact with the same load

    Relationship of changes in rotundone content during grape ripening and winemaking to manipulation of the 'peppery' character of wine

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    Biosynthesis of the sesquiterpene rotundone in Vespolina grapes during berry ripening was investigated over two consecutive seasons, revealing that the compound accumulates from veraison to harvest and reaches relatively high concentrations (up to 5.44 μg/kg). Rotundone levels up to 1.91 μg/kg were also found in clones of Gruener Veltliner, a white grape variety known to give 'peppery' wines. These concentrations are higher than those reported for Syrah grapes and are similar to the levels found in some plants. Rotundone was shown to accumulate almost exclusively in berry exocarp, suggesting that skin contact during winemaking could be used to modulate the peppery character of red wine. However, rotundone yield after the winemaking process was relatively low. Indeed, only 10% of the rotundone present in grapes was extracted during fermentation, and only 6% was recovered in bottled wine. The results presented in this work provide key knowledge for manipulation of the peppery character of wine in order to optimize the intensity of this characteristic wine aroma. © 2011 American Chemical Society
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