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Ognuno resti com'è, diverso dagli altri". Plurilinguismo, multilinguismo, multiculturalismo
In un’Europa che incoraggia il plurilinguismo e rispetta, almeno a livello normativo, le diversità e le minoranze linguistiche, diventa molto importante trovare un’espressione concreta ed efficace di quanto enunciato a livello di principio. Troppo spesso infatti il plurilinguismo di cui si parla rischia di ridursi al mero utilizzo di una lingua franca che funga da veicolo comunicativo, attualmente identificabile chiaramente con l’inglese, omologando anche le politiche linguistiche scolastiche con la richiesta esplicita di forgiare la competenza in lingua straniera principalmente sull’idioma suddetto e secondariamente su un’altra lingua europea (negli ultimi anni sempre più frequentemente lo spagnolo, in alternativa al francese e al tedesco).
Il metodo ormai diffuso dell'intercomprensione e la filologia romanza in quanto comparatistica che abbraccia un plesso di lingue neolatine (senza distinzione tra egemoni e minoritarie) sono un banco di prova di tali buone pratiche scolastiche per garantire il plurilinguismo. Mobilità vs inclusione e biografia linguistica come stratificazione di lingue e dialetti nell'esperienza dell'individuo sono gli altri dispositivi per garantire la coesistenza di più lingue nel singolo e nella società, così come dimostrato nella coesistenza esemplare di italiano / catalano / castigliano nelle scuole italiane all'estero
L'Italiano giovane. Dalla lettura alla riscrittura
Il volume raccoglie esperienze di docenti universitari, di docenti di tutti gli ordini della scuola e di bibliotecari intorno alla lettura e alla scrittura giovanili
Giuseppe Avanzi (1645-1718), un pittore nella Ferrara di secondo Seicento
La monografia fa conoscere e apprezzare Giuseppe Avanzi il pittore più prolifico nella Ferrara del secondo Seicento. Dopo le biografie di Girolamo Baruffaldi e Cesare Cittadella, che sottolineavano la sua indole naturalista, opposta a quella dei classicisti Maurelio Scannavini e Giacomo Parolini, allievi di Carlo Cignani, il suo carattere sbrigativo e l’abbondante, ma discontinua, produzione pittorica, in epoca moderna è stato Eugenio Riccomini, nel suo fondamentale volume sulla pittura a Ferrara nel Seicento del 1969, il primo a tentare una rivalutazione critica dell’artista ferrarese. Partendo dal contesto storico politico della Ferrara di metà Seicento, che in assenza della corte estense e dopo la scomparsa di Scarsellino e Carlo Bononi presentava ancora un’attività artistica rilevante, Enrico Ghetti, grazie a un approccio di studio che si è tradotto in accurate ricerche bibliografiche e archivistiche e nell’indagine sul campo, dimostra che Avanzi è stato in grado di recepire e rielaborare le sollecitazioni classiciste d’osservanza cignanesca di Scannavini, la modernità del primo Parolini e il paesaggismo di Giuseppe Zola. Dunque non fu un pittore irrimediabilmente ritardatario ma si rivelò capace di recepire le novità del panorama artistico contemporaneo e di conquistarsi un pubblico ampio e diversificato grazie al suo linguaggio originale e schietto. La ricognizione di Enrico Ghetti, che ha prodotto un catalogo ragionato delle opere e l’identificazione di diversi dipinti inediti, non ha precedenti nei contributi dedicati all’artista e nel contesto della pittura ferrarese di secondo Seicento. Grazie a questo lavoro è oggi possibile mettere a fuoco le circostanze di alcune importanti commissioni messe in cantiere da Avanzi, come il soffitto per la chiesa di San Carlo, i dipinti per la chiesa dei Santi Giuseppe Rita e Tecla e il ciclo un tempo nell’oratorio di San Crispino dell’Arte dei Calzolai che vide coinvolto anche Giacomo Parolini. Dal punto di vista metodologico il lavoro di Ghetti rappresenta un esempio importante per approfondire gli studi su un momento ancora poco considerato, quello cioè della produzione artistica a Ferrara nella seconda metà del XVII secolo e aprire la strada alle ricerche future
Il ruolo dei proverbi sugli animali nella cultura contadina
Quaderni del Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Vicino Oriente - Università Ca' Foscar
Ghetti Andrea
Ghetti Andrea: biografia e impegno educativo nell'ambito dello scautismo cattolico italiano (ASCI)
Restauro architettonico e sistemazioni urbane: il contributo di Bruno Maria Apollonj Ghetti
The research developed within the PhD in Cultural and Landscape Heritage’s Preservation, aims to analyze the figure of architect and professor Bruno Maria Apollonj Ghetti (1905-1989), and in particular his role and his contribution to the discipline of restoration work in the second half of the twentieth century.
This paper, using both a bibliographical analysis on the subject and some unpublished document archive, reconstructs Apolloni Ghetti’s career as an architect and an academic in the context of Italian restoration work culture’s essential phases during the twentieth century, in order to provide a contribution to the knowledge of a complex character, barely investigated by historiography to this day.
The essay is split into four chronologically ordered parts, and for each of them the theoretical features of Apolloni Ghetti’s restoration works are always compared with their implementation in actual works, highlighting the contribution of this multifaceted character to Italian Restoration work’s culture during the twentieth century.
In each of these parts some relevant examples have been analyzed in light of a wide unpublished documentation found during archival research, especially into the “Fondo Apolloni Ghetti” kept in Accademia di San Luca’s Historical Archives in Rome, focusing on operational results through direct evidence on the considered architectures.
Apollonj Ghetti’s figure is analyzed starting from the experience within the culture of ‘Roman School' in which he was trained as a student and an assistant of Gustavo Giovannoni, from whom he inherited a scientific approach to restoration, nevertheless reaching a clear personal systematization of the analytical approach preceding the practice.
Through a rereading of his entire career as an architect, a restorer and an University Professor, Apolloni Ghetti’s approach type to relevant issues into the debate about restoration work, which developed from the thirties, through the post-war period of 'reconstruction', until to the crucial moment of revision of the discipline in the sixties and seventies, is analyzed within the paper.
Through careful examination of restoration works carried out by Apolloni Ghetti, it comes to light a constant relationship between theoretical reflection and operational practice, which leads to the application of a methodology in which restoration is the result of a path based on a philological analysis of the building supported by direct relief of material architecture substances.
The versatile nature of the roman architect makes it impossible distinguishing his experience as an architecture historian, a restorer and a designer from the one as an academic.
The analysis of Apolloni Ghetti’ s critical growth, starting from the reconstructive outlook of the thirties, experiencing the modernist approach within the ‘old-new’ post-war debate and reaching the undivided attention to the integral conservation of the palimpsest, of the architectural surface and of human and environmental factors, allows us to review all of the critical issues that contributed to the definition of restoration’s discipline during the twentieth century.
The paper highlights Bruno Maria Apolloni Ghetti’ s main contribution to the culture of his time, which can be found in materical approach to the architectural palimpsest in its authenticity made by form, material and structure, as well as in the recognition of the importance of human and environmental factors considered as essential values which necessarily affect the approach to operative practice of restoration work.
We find his cultural legacy into the balance between the demands of restoration techniques and theoretical issues as well as in the attention to the preservation of the building’s material authenticity, resulting from a path of theoretical and operational growth during which the roman architect has been a protagonist of all the basic stages of restoration discipline’s development
Agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi tra sistema e problema
Lo studio analizza la disciplina di agenti in attività finanziaria e mediatori creditizi come impostata dal d.lgs. 141/2010. Mettendo ordine nel complesso insieme di norme applicabili, identifica le caratteristiche delle fattispecie coinvolte e studia alcuni problemi posti dalla loro disciplina. Dopo avere chiarito il rapporto degli istituti in esame con le disposizioni dedicate alla trasparenza bancaria, l’analisi storica rivela i principi ispiratori e le linee portanti dell’attuale normativa. L’indagine del diritto positivo, riferita particolarmente alle caratteristiche dell’attività, ai profili di indipendenza, incompatibilità e responsabilità, è condotta in relazione ai principi generali della disciplina codicistica di agenzia e mediazione nonché alle pratiche distributive degli intermediari del settore creditizio.This essay studies the Italian law on credit agents and brokers after legislative decree 141/2010. After examining the development and the content of admis- sion and conduct of business rules, these are put in the context of transparency requirements generally applicable to credit intermediaries. Focusing on the legal notions of independence, incompatibility and contractual liability, the article examines links with both the principles of general private law and the practice of the distribution networks in the credit sector
Introduzione
Biografia, bibliografia e storia degli studi di B. M. Apollonj Ghetti (1905-1989)
Crogioli e probabili indicatori di attività produttive. Analisi dei manufatti lapidei e dei crogioli provenienti dal monastero di S. Antonio in Polesine
L'analisi petrografica di quattro crogioli dello scavo di San Antonio in Polesine ha consentito di approfondire le conoscenze sulle tecnologie ceramiche nella seconda metà del XV secololo. In particolare è stato possibile verificare l'utilizzo di impasti silicatici refrattari trattati in superfice con elementi alcalini per favorire la formazione di vetrine. Il rinvenimento di residui di lavorazione ha fornito informazioni sull'impiego dei crogioli
Per il problema di Lorenzo Gennari tra il Guercino, Matteo Loves e Benedetto Zalone
Si riesamina la figura di Lorenzo Gennari, un artista dal catalogo eterogeneo oggi in parte riassegnato ad artisti quali Matteo Loves e Benedetto Zalon
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