1,721,030 research outputs found

    Design. I paradigmi della ricerca universitaria in Italia

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    Il saggio illustra uno stato dell'arte della ricerca italiana in design, articolata in paradigmi tra loro relazionati: accessibilità, innovazione sociale, sostenibilità e territorio. Illustra anche le relazioni tra la ricerca in design in Italia e i temi prioritari fissati dall'Agenda Europea

    Mello, homo faber nell'era dell'industria del design sperimentale a Torino

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    Franco Mello, l’artista, il grafico, il designer, il regista televisivo, personaggio prolifico e poliedrico, proiettato nella dimensione industriale del design sperimentale degli anni '70 e '80. Mello progetta oggetti pensiero, a volte industriali e a volte artigianali, interpreti di una valutazione storico/politica del quotidiano, che vengono letti dal pubblico come esuberanti, ironici, talora inutili, comunque simpatici, mai irritanti. Il saggio osserva e descrive la figura di Mello designer in particolare e il suo posizionamento nel gruppo di designer che in quegli anni sono attivi a Torino, vicini ai movimenti del Radical Design, della Pop Art americana, dell'Arte Povera e delle opere manifesto politico

    Piani per la scena urbana. Plans for the town.

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    Il capitolo costituisce una documentazione e una riflessione metodologica sulle attività progettuali e di pianificazione della scena urbana espletate dello Studio De Ferrari Architetti dalla metà degli anni '80 in "luoghi" e "sistemi di luoghi" di molte città italiane.The chapter constitutes a documentation and a methodological reflection on the design and planning activities of the urban scene carried out by Studio De Ferrari Architetti since the mid-1980s in "places" and "systems of places" in many Italian cities

    Design resiliente: un quadro sinottico. Resilient Design: a synoptic framework.

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    ll Design, disciplina del progetto orientata a prodotti, servizi e processi, ha sviluppato in questi anni atteggiamenti consapevoli dei cambiamenti, sempre più veloci, che interessano sia i modelli della produzione e del consumo, sia quelli che regolano gli ecosistemi, fatti di individui e comunità. Agisce in favore della ‘sostenibilità’ e della ‘resilienza’ a scale diverse e in molteplici settori, anche grazie a una propria identità che lo distingue come sapere di connessione tra humanities e technologies. Ha imparato a progettare per ciò che può mettere in crisi il sistema, sviluppando azioni collaborative di adattamento alle cause interne come il superamento dei limiti dello sviluppo, le migrazioni, l’invecchiamento, sia di mitigazione verso quelle esterne, come le calamità naturali, anche se sovente queste dipendono dalle prime. Questo saggio intende fornire una panoramica ampia e articolata, quasi un quadro sinottico, del contributo che il Design può offrire alla società in termini di ‘resistenza’ e di ‘resilienza’, anche considerando gli eventi critici un’opportunità per evolvere i propri orientamenti e le proprie pratiche. Design, the planning discipline targeted at products, services, and processes, has developed, in recent years, behaviours that are more aware of increasingly rapid changes, which concern both the models of production and consumption and those that regulate ecosystems – composed of individuals and communities. It acts to benefit ‘sustainability’ and ‘resilience’ on different scales and in multiple sectors, thanks also to its own identity, which distinguishes it as a kind of knowledge that connects humanities and technologies. It has learned to plan for what can place the system in crisis, developing collaborative actions to adapt to the internal causes such as exceeding the limits of development, migration, ageing, as well as mitigation regarding those external causes, such as natural disasters, even if these often depend on the first causes. This essay is intended to provide a wide and articulated panorama, almost a synoptic framework, of the contribution that Design can offer society in terms of ‘resistance’ and ‘resilience’, also considering critical events as an opportunity to evolve its orientations and practices

    Il viaggio quotidiano: da tempo perso a tempo utile

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    Una storia di viaggio quotidiano casa-lavoro/studio raccontata da due pendolari, Reina e Nico, accomunati dalla dimestichezza con il digitale ma diversi per carattere e comportamento: l'una, estroversa e predisposta alla condivisione; l'altro, neomane l'altro, neomane digitale, più incline all'isolamento. Due figure in sui si riassumono i i tratti principali dei tredici milioni di pendolari che ogni giorno in Italia colmano il tempo di viaggio con occupazioni, loro che quella vera ce, loro che quella vera ce l'hanno già. Aiutati da una galassia di offerte, tra servizi e prodotti digitali o analogici, impiegano il loro tempo utile lavorando, leggendo, conversando, giocando, informandosi, conoscendo. Dunque, lavoro e/o piacere: per Baudelaire erano gli unici modi positivi per impiegare il tempo. Preoccupati di essere comunque occupati: come si vive questa domanda nell'era di IOT? Daily journeys: from a waste of time to time put to good use [A story of daily commuting told by two commuters, Reina and Nico, who share a familiarity with digital technology but who have different personalities and habits. One is extrovert and happy to share; the other, an early digital adopter, is more inclined towards isolation. These two people sibilities, sibilities, sibilities, ranging from digital and analogue products and services, they pass the time working, reading, chatting, playing, getting informed or learning. Thus it's a case of work and/or pleasure: Baudelaire felt these were the only good ways of spending time. Their preoccupation is to remain occupied in some way: how do we deal with this challenge in the age of IOT?

    Design del giunto “per forma”. The design of the joint “by form”.

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    Design del giunto "per forma" è un tema originale, oggetto di una ricerca che ha preso in esame oltre 500 esempi di connessioni che non necessitano di elementi accessori oltre ai componenti da giuntare. Questa modalità costruttiva rappresenta un approccio caro ad un certo design di prodotto che coniuga, in un processo di sintesi, progetto e sperimentazione. Questo articolo ne indaga le relazioni storiche e culturali, le questioni di linguaggio e quelle tecniche, oltre ad illustrarne la catalogazione tassonomica in ragione del materiale impiegato, della tipologia del semilavorato, del numero di piani interessati dalla connessione e dalle forze tra questi scambiate. Un archivio di casi studio accompagnati, per una maggiore comprensione dei fenomeni indotti, da rappresentazioni fotografiche e di dettaglio in esploso assonometrico. L'articolo si configura pertanto come lente di ingrandimento posata sulla micro-cultura delle connessioni, che diventano marker di riferimenti al passato e di fughe in avanti: dalle tecniche di carpenteria lignea in Giappone al lavoro dei maestri dell’architettura e del design; dalle tecniche dell’artigianato preindustriale a quelle del design parametrico e making post-industriale. Joint design "by shape" is an original theme, the subject of a research that has examined over 500 examples of connections that do not require accessory elements in addition to the components to be joined. This article investigates the historical and cultural relationships, the language and technical issues, as well as illustrating the taxonomic cataloging based on the material used, the type of semi-finished product, the number of floors affected by the connection and the forces exchanged between them. An archive of case studies accompanied, for a better understanding of the induced phenomena, by photographic and detailed representations in axonometric exploded views. The article is therefore configured as a magnifying glass placed on the micro-culture of connections, which become markers of references to the past and of leaps forward: from wooden carpentry techniques in Japan to the work of the masters of architecture and design; from the techniques of pre-industrial craftsmanship to those of parametric design and post-industrial making. magnifying glass

    The museum visit as an experience. La visita museale come esperienza.

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    Il saggio, redatto da un team universitario interdisciplinare esperto in UXD, discute il ruolo del design di interazione per rendere la visita di un museo più attrattiva e coinvolgente. Negli ultimi anni sono infatti cresciute le sperimentazioni attivate da musei, noti e meno noti, per arricchire la visita avvalendosi di soluzioni analogiche/digitali, anche con modalità di interazione differenziate per specifiche categorie di utenti. Nel tentativo di creare un legame empatico e durevole con il visitatore, queste istituzioni museali lavorano su tre stati di coinvolgimento - ante, intra e post visita - talora tra loro integrati. Il saggio segue il simposio internazionale tenutosi nel 2017 alle OGR di Torino dal titolo "Museum at the post-digital turn" con la partecipazione di direttori di noti musei di arte contempomporanea, artisti e designer dell'interazione. This essay, written by an interdisciplinary university team expert in UXD, discusses the role of interaction design to get a museum visit more attractive and engaging. In fact, in recent years the experiments activated by museums, known and less known, have grown to enrich the visit by making use of analog / digital solutions, also with different interaction addresses for specific categories of users. In an attempt to create an empathic and durable bond with the visitor, these museum institutions work on the three possible states of involvement - ante, intra and post visit -, that many time we find integrated. The essay follows the international symposium held in 2017 at the OGR in Turin entitled "Museum at the post-digital turn", with the participation of directors of well-known contemporary art museums, artists and designers of interactio

    Workshop Arredo Urbano

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    Il workshop è dedicato alla cultura dell'intervento contemporaneo, minimo e inclusivo, per gli spazi pubblici urbani
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