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    Caratterizzazione metrologica di un trasduttore di forza multicomponente a forma di esapodo.

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    A hexapod-shaped Multicomponent Force Transducer (MFT) was developed and calibrated by I.N.Ri.M. for a specific request of the railway industry, of measuring the axial and transverse force components on coil springs. Linear regression techniques were applied to obtain an empirical mathematical model that links the applied force components to the MFT outputs. Finally, the uncertainty associated to the force components was evaluated.Un Trasduttore di Forza Multicomponente (TFM) a forma di esapodo è stato sviluppato e tarato dall’I.N.Ri.M. per la richiesta specifica di un’industria ferroviaria, di misurare le componenti di forza assiale e trasversale su molle elicoidali. Per ottenere un modello matematico empirico che colleghi le componenti di forza applicate alle uscite del TFM, sono state applicate tecniche di regressione lineare. Infine, è stata valutata l’incertezza associata alle componenti di forza

    Metrological Characterization of an Hexapod-Shaped Multicomponent Force Transducer

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    A Multicomponent Force Transducer (MFT) was devised by INRiM for a specific request in railway industry of measuring two force components (transversal and axial force). The measurement of the two transversal components was not required, but it was helpful for the practical use. INRiM, basing on its experience, developed and calibrated a full six-components hexapod-design prototype of MFT. Linear regression analysis was applied to get an empirical mathematical model linking the applied components to the MFT outputs. Best Subset Regression was adopted to identify parsimonious models by considering all possible combinations of predictor variables. Finally, the uncertainty associated to the values of transversal and axial force was evaluated

    Attività svolta presso lo CSIRO-NML (Australia)

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    Nel mese di gennaio 1996 mi sono recato presso il National Metrology Laboratory (NML) dello CSIRO in Sydney per svolgere diverse attività nel campo della metrologia nelle misure di durezza. Dette attività sono sostanzialmente la continuazione di una cooperazione in atto già dal 1992 con i colleghi Australiani. Difatti nel 1993 si era iniziata questa cooperazione con la visita del collega T. Bell per tre mesi presso l’IMGC del CNR. A seguito dei risultati profiqui ottenuti a quel tempo si è voluto prolungare il periodo di cooperazione per proseguire alcune attività che a suo tempo si erano valutate estremamente utili ed interessanti e per portare a termine alcuni inter-confronti in atto. I temi rimasti aperti erano sostanzialmente la continuazione di interconfronti sulle scale di durezza e la ricerca di sistemi avanzati per la misura geometrica dei penetratori. Per lo svolgimento di tali attività era stata chiesta la visita per due persone dell’IMGC presso lo CSIRO, ma essendo stata, detta richiesta, accolta solo in parte, si è dovuto limitare alcune attività. Per quanto riguarda il primo argomento, con la visita del 1993 era stato effettuato un confronto sulla scala di durezza Rockwell C. Con la visita attuale si è ampliata la gamma delle scale confrontate con le scale Vickers da 1, 10 e 30 kgf. Per ottenere questo risultato è stato necessario svolgere una ampia attività per la messa a punto delle macchine e dei sistemi di misura delle impronte. Si sarebbero dovute confrontare anche altre scale (Rockwell A, B, N e T) ma per le ragioni sovra esposte questi confronti non sono stati effettuati. Per il secondo argomento ho potuto valutare i sistemi si analisi e di misura a disposizione del NML. Innanzitutto è stato fatto un confronto sulla misura dei parametri geometrici di due penetratori dell’IMGC per le durezze Vickers a cono di diamante (preventivamente tarati in IMGC). Successivamente sono stati tarati altri penetratori Vickers dell’NML; questa taratura ha permesso di scegliere il migliore per eseguire le impronte necessarie per l’interconfronto sulle scale Vickers. Alcuni penetratori dell’NML ed uno dell’IMGC sono stati esaminati con un microscopio a scansione elettronica (SEM) per valutare qualitativamente la forma e le possibili irregolarità della superficie. Approfittando della visita presso i laboratori dell’NML, ho potuto anche adoperare uno strumento di costruzione dello CSIRO per la generazione e la misura di ultra-microimpronte. Poiché sia il NML che l’IMGC saremo convolti nel 1996 in una serie di interconfronti sulla misura della durezza sui materiali ceramici, ho potuto eseguire alcune misure su dei campioni di materiale ceramico che proverò successivamente all’IMGC. Questo permetterà di verificare se l’apparecchiatura IMGC, nata esclusivamente per la generazione di macro-impronte, dopo una serie di modifiche è in grado di eseguire anche questo tipo di prove. Confrontando i dati prima dei Round Robin organizzati dal NAMAS saremo più sicuri sull’affidabilità della nostra apparecchiatura

    CON I PIEDI PER TERRA: STORIA, ATTUALITÀ E PROSPETTIVE DELLA MISURA DI ACCELERAZIONE DI GRAVITÀ LOCALE

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    Iniziando ad illustrare i metodi per la misura assoluta di gravità, dalla storia ai giorni nostri, con particolare riferimento alle incertezze di misura associate, sarà descritto in particolare il gravimetro assoluto IMGC-02, il suo schema di funzionamento, le problematiche, i principali fattori di influenza della misura di g e la stima dell’incertezza. Con la descrizione dell’attività di misurazione dello strumento negli anni si illustreranno le campagne di misura a cui ha partecipato e l’attività futura prevista; seguirà una breve sintesi sulle necessità delle misure assolute di g nei vari campi di applicazione. Terminerà una descrizione dell’ambito internazionale in cui si svolgono queste attività, dei confronti internazionali e delle collaborazioni attualmente in atto
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