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Le elezioni regionali del 2020: pandemia, personalizzazione e “ordine sparso”
Il saggio introduce un fascicolo monografico della rivista dedicato a “Votare ai tempi della pandemia: la democrazia dell'emergenza” e fornisce un inquadramento delle elezioni del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale che si sono svolte in ben nove regioni italiane nel 2020. Si dà conto di come l’emergenza sanitaria connessa alla pandemia Covid abbia condizionato l’azione delle amministrazioni regionali nei mesi precedenti le consultazioni elettorali nella maggior parte di queste regioni, del contesto politico nazionale, delle caratteristiche salienti delle campagne elettorali e, infine, degli esiti finali. L’affluenza alle urne è cresciuta, rispetto alla tornata elettorale precedente, in ciascuna delle regioni, dando così luogo a un’imprevista inversione di tendenza in fatto di partecipazione elettorale. I presidenti in carica ri-candidati sono stati confermati ovunque, verosimilmente anche grazie all’opinione pubblica favorevole alla loro gestione della pandemia – così validando il presenzialismo dei “governatori” (e la loro scelta di trattare la pandemia come una risorsa politica ed elettorale) e rafforzando la personalizzazione della vita politica regionale. Si è assistito a una forte bi-polarizzazione degli esiti politici, confermando la persistente debolezza del Movimento 5 Stelle nelle elezioni regionali. Ci si sofferma, infine, sull’ordine sparso dei provvedimenti tesi a gestire i contagi e le loro conseguenze latamente sanitarie, economiche e sociali: l’eterogeneità degli interventi, della loro efficacia e della loro tempestività continua a porre in risalto il lato oscuro dell’autonomia regionale, sollevando l’esigenza di rivedere il regime di ripartizione delle competenze fra lo Stato e le regioni in molti ambiti, anche in vista di un’attuazione proficua del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
La scuola italiana: intralciata dalle anomalie e condannata alla mediocrità?
Il testo presenta e commenta risultati di indagini e rapporti periodici che consentono di aggiornare le conoscenze in merito ad alcune caratteristiche del sistema scolastico italiano (ivi compresi i livelli di competenza degli scolari) e di collocarle in un contesto comparativo internazionale. Tra le fonti citate e analizzate: Education at a Glance, Programme for International Student Assessment (PISA) e Teaching and Learning International Survey (TALIS), tutte a cura dell’Organizzazione per lo Sviluppo e Cooperazione Economica; Progress in International Reading Literacy Study (PIRLS) e Trends in International Mathematics and Science Study (TIMSS), a cura dell’International Association for the Evaluation of International Achievement. I confronti internazionali permettono di affermare che l’Italia non vanta situazioni particolarmente virtuose e si caratterizza piuttosto per la presenza di elementi anomali (in senso negativo: livelli di istruzione della popolazione, impiego di risorse, invecchiamento dei docenti) e di prestazioni mediocri (livelli di competenza degli alunni)
Il margine di errore nei sondaggi sulle intenzioni di voto: dall’ambiguità all’indizio di reato
Le elezioni politiche italiane del settembre 2022 offrono un’occasione per riflettere sulla normativa - art. 8 della legge n. 29 del 2000 e apposito Regolamento emanato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni-Agcom (allegato alla delibera n. 256/10/CSP, risalente al 2010) - che in Italia governa la pubblicazione sui mezzi di informazione degli esiti dei sondaggi “politico-elettorali”. L’Agcom definisce il margine di errore come “una stima di quanto nei campioni probabilistici i risultati del sondaggio si discostino da quelli che si otterrebbero se fosse interpellata l’intera popolazione”. La maggior parte dei documenti depositati dai realizzatori di sondaggi sulle intenzioni di voto riporta un solo margine di errore, corrispondente al valore che si ottiene tenendo conto di un livello di fiducia del 95% (quasi mai espressamente dichiarato), di una stima puntuale del 50% (corrispondente alla massima variabilità del fenomeno) e dell’insieme di tutti gli intervistati. Questo modo di procedere è problematico per diversi motivi: i sondaggi in questione difficilmente corrispondono ai requisiti del campionamento probabilistico; le copiose mancate partecipazioni ai sondaggi e le dichiarazioni di indecisione e di astenesione sono determinate da fattori socialmente e politicamente rilevanti; i "documenti" prodotti dai realizzatori di sondaggi riportano – per i singoli partiti – percentuali calcolati al netto degli astenuti e indecisi. Inoltre, la maggior parte dei sondaggi pre-elettorali condotti in prossimità delle elezioni del settembre 2022 si sono avvalsi di modalità miste di rilevazione, che comportano ulteriori complicazioni per quanto riguarda la formulazione delle stime. Lo stesso vale per il ricorso alla ponderazione, ossia all’assegnazione di pesi differenziati ad intervistati appartenenti a categorie sociodemografiche e/o di comportamento politico diverso. In ogni caso, pare vana la volontà del legislatore e dell’Agcom di indurre i realizzatori di sondaggi a “conformare la loro attività a requisiti di rigore metodologico, correttezza professionale e trasparenza” e di “garantire all'utente/cittadino la correttezza dell'informazione” (come si legge sul sito web dell’Agcom).
Colpisce la notizia che si sta prendendo sul serio il margine di errore in Brasile, dove in recenti contese elettorali si è registrata una forte divergenza fra risultati dei sondaggi ed esiti effettivi, a sfavore di candidati conservatori. La destra ha accusato gli istituti demoscopici di essere incompetenti o corrotti, agevolato l’avvio di inchieste giudiziarie contro i sondaggisti e promosso un disegno di legge che renderebbe un reato diffondere risultati di sondaggi pre-elettorali che dovessero divergere dagli esiti effettivi in misura maggiore del margine di errore. Il fatto che sia stata evocata la criminalizzazione dei prognostici errati costituisce motivo di grande preoccupazione
Far from the Ivory Tower? Italian Academics’ and Higher Education Institutions’ Societal Impact and Contributions to Economic Development
Review of the books: La terza missione degli accademici italiani, edited by A. Perulli, F. Ramella, M. Rostan and R. Semenza, R., Il Mulino, Bologna, 2018. ISBN: 978-88-15-27351-2, and Università e innovazione. Il contributo degli atenei italiani allo sviluppo regionale, edited by M. Regini and C. Trigilia, Il Mulino, Bologna, 2019. ISBN: 978-88-15-27943-
Sondaggio
Surveys and polls, considered as both research techniques and social phenomena, are a central part of everyday life in contemporary society. From a methodological standpoint, surveys can usually be identified by the following elements: the individual as collection unit; recruitment and training of interviewers; administration of a structured questionnaire; construction of a data matrix; recourse to statistical data analysis. Sources of survey finding variability and problems with their generalisation to wider populations (especially in the case of opinion polls) are examined. Particular attention is paid to the effects of recent technological innovations in data collection techniques (telephone- and computer-assisted interviewing). As a social phenomenon, surveying represents a key activity for the economy (market research, international survey institutes, professional associations), politics (monitoring of public opinion), and the mass media (agenda-setting functions, newsmaking through "pseudo-events"). The convergence of economic, political, and media interests has increased the potential for consensus manipulation in democracies; along with other developments, this has led some groups to call for more stringent regulations on survey activity and publication of poll findings
The Ambivalence of School Segregation and the Inefficacy of Desegregation Policies
Review of the book: Understanding School Segregation: Patterns, Causes and Consequences of Spatial Inequalities in Education, edited by Xavier Bonal e Cristián Bellei, London, Bloomsbury, 2019. ISBN: 978-1-3500-3351-
Studio universitario, orientamenti valoriali, consumi culturali
The article explores aspects of university students' attitudes and behaviours, especially as regards their value options and cultural consumption activities, through the analysis of data collected in a sample survey of 450 students enrolled at the University of Bologna. In terms of value orientations, the major difference between university students and other youth populations concerns the greater role played by study and culture in the lives of the former. On the basis of a principal components analysis and a subsequent cluster analysis, three major groups of students are identified: idealists, universalist materialists and particularist materialists. The three groups express different degrees of appreciation for culture as a value and - as shown by an analysis of consumption levels and styles in the following sectors: reading, listening to music, theatre-going, visiting museums and art exhibits, cinema, use of personal computers - divergent cultural preferences. "Idealists", who tend to be enrolled in humanist faculties, are the most culture-loving, whereas particularist materialists, who tend to study technical-scientific disciplines, attach the least importance to cultural pursuits. Other important differences in cultural consumption reflect students' gender and usual place of residence
The Predictive Ability of Pre-Election Polls in Italy: A Regional Focus
The article aims to study the predictive ability of pre-election polls in Italy. Previous papers by Callegaro and Gasperoni have already studied national polls published before general parliamentary elections, using the measure of “accuracy” A originally proposed by Martin, Traugott and Kennedy (2005). This article will follow the same methods of those studies and focus on a) pre-elections polls published before regional elections and b) pre-general election polls based on regional samples. The peculiar electoral system of the Italian Senate confers a strategic importance to some regions, and for this reason some polls based on regional samples are commissioned and published. Using a data-base of published poll findings drawn from the website www.sondaggipoliticoelet¬torali.it, the article will analyze these regional polls dia-chronically and synchronically in order to highlight differences among regions. In 2010 regional elections the winning candidates’ level of support was generally underestimated by pre-election polls. In 2013 poll findings tended to severely underestimate the success of a new actor on the Italian political stage: the Five-Star Movement
A Social Profile of the Contemporary Italian Education System
The chapter provides a social overview of the Italian education system and highlights how the nation’s schools and
universities are characterised by forms of educational inequality linked to gender, social origins and geography. A comparative outlook situates Italy in a framework of other major European countries. Firstly, an overview of general features of the country, comprising demography, the adult population’s level of education, and the Italian economy identifies the social backdrop against which contemporary educational experiences occur. Expenditure on education in Italy is relatively low, especially at the university level and compared to overall public spending. The upper secondary education system features distinct academic, technical and vocational tracks, that are differentiated on the basis of
curricular content as well as students’ social origins and gender; family background plays a key role in shaping track choices. The incidence of NEETs is particularly high among Italian youths, especially in the country’s Southern areas. Achievement levels, as recorded by the OECD’s International Progamme for Student Assessment, are relatively low in the domains of reading comprehension, mathematics, and science. Proficiency varies significantly according to geography, with the South featuring low shares of top performers and high shares of low achievers. PISA findings
also point to weak aptitudes towards S_`a studies among girls. Half of upper secondary school-leavers enrol in university studies, with the lion’s share preferring humanities and social studies. Again, higher education displays strong gender differences, with low shares of women in STEM fields and high levels of women in humanities and health disciplines. The slowly rising level of university-educated youths is shown to be consistent with persisting inequality of educational opportunities. A final section focuses on teachers in Italian schools: teaching staff is comparatively elderly and features a very high incidence of women (even more so than in other comparable countries); teachers enjoy a
particularly low level (with respect, again, to other countries) of social esteem and, at best, medium-low salaries. Youths graduating from education science degree programmes originate from humble social backgrounds and have had unexceptional school careers. In Italy, as in many countries, schooling as a means for reducing social inequality and contrasting the role of ascriptive characteristics is both an unfulfilled promise and an ideal that needs to inspire educators
Cinque anni dopo. Le disfunzionalità del sistema elettorale e la debole efficacia rappresentativa dei Consigli Metropolitani
La legge n. 56/2014 (“Delrio”) ha uno dei suoi perni nella definitiva istituzione delle Città
Metropolitane, cui sono affidate funzioni fondamentali per lo sviluppo del territorio. A cinque anni dalle prime
elezioni e dall’insediamento di cinque Consigli Metropolitani, eletti secondo un modello indiretto, il contributo
esplora la loro efficacia rappresentativa mediante un esame delle modifiche nella loro composizione, anche alla
luce della rappresentanza territoriale e di genere. Si sviluppano quindi alcune considerazioni pertinenti in vista
dell’imminente tornata elettorale metropolitana.Law no. 56/2014 (“Delrio”) has, as its most distinctive feature, the establishment of Metropolitan
Cities, which are entrusted with basic functions for territorial development. Five years after the first elections and
the inauguration of five Metropolitan Councils, elected according to an indirect model, this paper explores their
representation efficacy by examining the changes in their composition, not least from a standpoint of territorial
and gender representation. Some pertinent considerations are developed in view of the upcoming new Council
election
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