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COMUNITÀ PENALE MINORILE. UN PONTE VERSO IL SOCIALE PER MINORI AUTOCTONI E ALLOGENI
La comunità penale rappresenta una delle forme non detentive di intervento alle quali la giustizia minorile ricorre in via
prioritaria nel rispetto dei succitati principi, permettendo all’utenza la possibilità di usufruire dei servizi e delle risorse offerti
dal territorio. Finalità, questa, dimostrata sin dalla costituzione di alcune comunità penali alla cui base vi è infatti la stipula di
una convenzione tra i centri per la giustizia minorile e le associazioni del privato sociale, o cooperative, che si occupano di
minori
L’operatore delle relazioni di aiuto tra comportamento prosociale, altruismo ed empatia.In M. Garro (a cura di). Psicologia e interventi educativi. Trasversalità, contesti e relazioni.
Il comportamento prosociale è una tematica che si pone al centro del percorso formativo degli educatori di comunità, il cui profilo professionale mira alla promozione e all’incoraggiamento degli aspetti positivi negli individui e nei gruppi, implicando l’eliminazione dei comportamenti sociali indesiderati.
Ma come educa in tal senso? E, soprattutto, quali motivazioni supportano il suo intervento? È necessario soffermarsi su quest’ultimo aspetto perché, come afferma Titta (2018), «È interessante non dimenticare che tale attività, fino a pochi decenni fa, era legata allo spirito di carità di religiosi e del mondo cattolico in generale, quindi a dei valori ideologici morali e spirituali di un gruppo di uomini ben definito. Col tempo la società ha trovato spazio per riconoscere la necessità di questa figura che è divenuta anche laica ‒ anzi, soprattutto laica ‒ ciò potrebbe significare che si sono modificati anche i valori morali e spirituali dell’uomo comune di oggi, o forse ancora che sono cresciuti e sentiti da più persone che se ne fanno carico. Nascono alcune domande in proposito: Quale eredità storica e mandato sociale hanno assunto gli educatori? Fare delle riflessioni in proposito significa poter avvalersi dell’esperienza pratica e della teoria, delle conoscenze acquisite e dei vissuti per arrivare ad una sempre maggiore consapevolezza di sé, per essere più presenti e aperti alla lettura delle interazioni
Operatori delle comunità con migranti. Competenze coss-culturali e digitali
La sfida lanciata in tema di migrazione, e di bisogni delle comunità multiculturali, è legata alla maturazione della consapevolezza relativa alla necessità che gli operatori che lavorano in
questo ambito abbiano un’adeguata formazion
Reversing the Trend: a Psychosocial Intervention on Young Immigrants in Sicily
Intervention projects based on providing support for immigrants can offer a number of benefits with regard to the social inclusion of young immigrants. Therefore, the actions suggested in this proposal may not only create a network between institutions and the private sector capable of supporting the intervention of a host country, but may also help to reduce the risk of crime as well as advocating a sense of otherness and integration. The approach to the project, a psychosocial intervention carried out on four young Africans who reached Sicily after crossing the Sicilian Channel on a dilapidated boat, has chiefly been to provide the four individuals with the chance to revisit their original, harrowing voyage, thus allowing them to view the voyage not only as a source of pain and death but also as a source of well-being and mutual understanding. Positive outcomes from the intervention include the satisfaction of the participants and a greater sensitivity towards each other, an awareness of the importance of rules, free time monitoring through utterances, and finally, photographic images for the resulting awareness raising event. The intervention, the only one carried out in Sicilian territory, culminated in the organization of a social visibility day, an event designed to advocate the involvement of local communities and young people. Further, the public event also aimed to raise awareness among the host community to the needs of immigrants, while contributing to discussion on hostile attitudes and closure towards immigrants
Shielding families’ experiences during the COVID-19 pandemic: a review across the UK and Italy
As communities have gone into lockdown to stop the worldwide spread of the COVID-19 pandemic, the mass efforts to save lives has put some people more at risk than others, and in their own homes. Starting with a comparison between Italy and the UK, this review examines the impact of pandemic measures for those shielding families who are affected by abusive relationships and those who, with health and social care needs, are considered at high risk of serious consequences if they are exposed to COVID-19 measures. Focusing on an increased number of DV cases reported, we explore the impact of pandemic measures on vulnerable people and families through a review on this topic, that comprises early research findings from initial web-based surveys, and subsequent online surveys, about life, health and wellbeing, and daily activities during the COVID-19 pandemic. Our findings show information on changes and disruptions experienced during lockdown by people lived across the UK and Italy, even if they were not nationally representative samples. The majority of results reports income changes, mostly decreased during the lockdown, as well as educational/employment activities changes. Significant gendered effects of the epidemic have pointed out adverse impacts of lockdowns, globally, on women. Moreover, of those receiving ongoing healthcare, most of all reported that it had been disrupted; especially women and young people, with previous mental health problems, were more likely to report disruptions to their care and services. Overall, a comparison between the two different countries and their community services highlights how lockdown has resulted in a reduction of available support for vulnerable people, while many others have experienced significant changes in how this care is provided. As results showed, modifiable psychological variables play a significant role in predicting distress, and indicated that emotional distress interventions might be helpful to mitigate the negative impact of the COVID-19 pandemic, especially within shielding people
Psicodinamica delle reti territoriali e dei servizi socio-sanitari. Famiglie, contesti e metodologie di intervento
La famiglia come gruppo sociale primario e come contesto di apprendimento,
Il gruppo rappresenta le basi della società; la maggior parte delle persone vive in gruppi, intorno ad essi e ne cerca nuovi.
Lewin (1951) definisce il gruppo come una totalità dinamica, ovvero come più della semplice somma delle singole parti, dove i cambiamenti di stato che vive una di queste interesserà ognuna delle altre singole parti che compongono il gruppo. Esso è, quindi, più di una semplice aggregazione di individui, come ad esempio le persone che aspettano ad una fermata dell’autobus o che si riuniscono in strada dopo un incidente d’auto. In tali casi non vi è sentimento di appartenenza, né interdipendenza tra i membri.
Dalla consapevolezza del Sé, di cui si p parlato capitolo precedente, si procede dunque lungo il percorso del ciclo di vita di un individuo che vive all’interno di molti tipi diversi di gruppi sociali anche contemporaneamente, a partire dal gruppo familiare si può giungere all’appartenenza ad esempio ad una squadra sportiva, di un club, ad un gruppo religioso, ad una classe scolastica, o ad un gruppo di lavoro.
E’ importante soffermarsi, dunque, sulla natura dei gruppi sociali, per comprendere in che modo essi influenzano il comportamento di un individuo.
In particolare l’attenzione, nel presente capitolo, verrà rivolta alla famiglia, gruppo sociale primario al quale i manuali di psicologia sociale non sono soliti dare spazio, perché da modo di innescare l’ambito psicologico con l’ambito educativo. Il contributo professionale dell’educatore si orienta infatti sui processi di crescita, di apprendimento e di prevenzione, con una rilevante e costante attenzione allo sviluppo della partecipazione degli individui, dei nuclei familiari e degli ambienti relazionali e comunitari (Santerini, Triani, 2007)
Gruppi: motivazione, formazione e appartenenza,
Nasciamo all’interno di un gruppo, viviamo in relazione ad uno o più gruppi e lavoriamo con un gruppo di colleghi. Questa l’apertura, in tale sede, del percorso di presentazione, e di analisi, della vita all’interno dei gruppi sociali. Essi sono i luoghi entro i quali l’individuo si forma, che costituiscono il suo ambiente esperienziale concreto (Kaneklin, 2010). La famiglia, come sottolineato, è il contesto entro il quale l’individuo esperisce le dinamiche gruppali, ed essendo un gruppo primario, è un contesto in cui non affronta i passaggi previsti per una sua formazione, al contrario dei gruppi secondari. Rimanendo, quindi, entro la tipologia dei gruppi primari, troviamo quello dei pari e, a seguire, quelli secondari che forniscono sostegno sociale quasi formale come, ad esempio, il volontariato oggetto di attenzione anche del’ultimo capitolo, infine quelli di formazione, quelli di lavoro e così via, per i quali sono previste delle fasi di sviluppo
Il Sé e l’Altro.
Who am I ? That's a question that has passed through time and that, despite its centrality in the literature, does not yet boast agreed definitions; the Self is, indeed, included among those notions that have never been clear, unambiguous and direct (Harré, 1998). The interdisciplinary approach proposed in Social psychology, Developmental psychology and Dynamic psychology aims to an in-depth vision of a very complex issue to be addressed, in order also to enhance their understanding of disciplinary transversality
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