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    La comunicazione multilingue con minorenni in contesti legali - Introduzione

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    Interpretare per adulti o per minorenni non è la stessa cosa, anche se questa attività spesso viene presa in considerazione solo come servizio a beneficio degli adulti e insegnata in questa prospettiva. Le ragioni per operare una distinzione specifica sono svariate. I/le minorenni sono vulnerabili per se in quanto non hanno completato i loro stadio di sviluppo fisico, mentale ed emotivo; a ciò può aggiungersi una vulnerabilità dovuta a circostanze familiari, sociali, economiche ed educative sfavorevoli, e non da ultimo alla mancanza di conoscenza della lingua del paese in cui si trovano. A buona ragione bambini/e e adolescenti sono pertanto titolari di protezione e salvaguardie particolari. Ma come possono esercitare i loro diritti se non li comprendono e di conseguenza non li conoscono? L’interprete, che consente un dialogo tra persone che non condividono la stessa lingua e cultura, svolge un ruolo centrale per assicurare il rispetto e l’attuazione dei diritti linguistici, senza i quali non è possibile l’esercizio di nessun altro diritto o tutela. Questo volume, oltre ad una panoramica sul contesto normativo nazionale e internazionale, sulla ricerca e sulle buone pratiche nella comunicazione con bambini/e e adolescenti mediata da interpreti, offre materiali e spunti pratici per attività di formazione interprofessionali per persone che operano con minorenni alloglotti/e in contesti legali

    Interpretare per bambine, bambini e adolescenti. Una panoramica sulla ricerca internazionale

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    Interpretare per adulti o per minorenni non è la stessa cosa, anche se questa attività spesso viene presa in considerazione solo come servizio a beneficio degli adulti e insegnata in questa prospettiva. Le ragioni per operare una distinzione specifica sono svariate. I minorenni sono vulnerabili per se in quanto non hanno completato i loro stadio di sviluppo fisico, mentale ed emotivo; a ciò può aggiungersi una vulnerabilità dovuta a circostanze familiari, sociali, economiche ed educative sfavorevoli, e non da ultimo alla mancanza di conoscenza della lingua del paese in cui questi soggetti si trovano. A buona ragione bambini e adolescenti sono pertanto titolari di protezione e salvaguardie particolari. Ma come possono esercitare i loro diritti se non li comprendono e di conseguenza non li conoscono? L’interprete, che consente un dialogo tra persone che non condividono la stessa lingua e cultura, svolge un ruolo centrale per assicurare il rispetto e l’attuazione dei diritti linguistici, senza i quali non è possibile l’esercizio di nessun altro diritto o tutela. Questo volume, oltre a una panoramica sul contesto normativo nazionale e internazionale, sulla ricerca e sulle buone pratiche nella comunicazione con bambini e adolescenti mediata da interpreti, offre materiali e spunti pratici per attività di formazione interprofessionali per persone che operano con minorenni alloglotti

    Montalbano e la voce dell’interprete

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    Uno degli ultimi romanzi del ciclo di Montalbano (L'altro capo del filo 2016) vede tra i protagonisti un medico e una giovane donna tunisini che, nel contesto degli sbarchi di migranti in Sicilia, fungono da interpreti per il commissario. Il contributo svolge un'analisi di queste due figure all'interno della struttura narrativa del romanzo e della sua collocazione nella realtà dell'Italia contemporanea. I tratti salienti dei due personaggi di Camilleri vengono analizzati da diversi punti di vista, ricorrendo anche all’analisi della conversazione, e messi a confronto con caratteristiche della figura dell'interprete percepite da gruppi di utenti reali di servizi di interpretazione. In particolare si farà riferimento ad alcuni studi recenti seguiti dall’autrice, tra cui uno sull'interpretazione per il contingente italiano stanziato in Libano e uno sull'interpretazione per bambini e adolescenti condotto all'interno di una serie di progetto di ricerca europea sull'interpretazione in ambito penale. Il confronto rivela sorprendenti analogie nella rappresentazione dell'interprete nella finzione letteraria e la sua percezione in contesti reali.One of the last novels by Andrea Camilleri starring inspector Montalbano (L'altro capo del filo 2016), set in the context of the landings of migrants in Sicily, features two Tunisians, a physician and a young woman who act as lay interpreters. This paper sheds light on these two figures within the narrative structure of the novel and its place in the reality of contemporary Italy. Salient traits of the two characters are analysed from different points of view, using also conversation analysis, and compared with characteristics of the interpreter role perceived by groups of real-life users. In particular, reference is made to some recent studies by the author, including one on interpretation for Italian soldiers deployed in Lebanon and one on interpretation for children and adolescents in criminal justice settings carried out as part of a European research project. The comparison reveals surprising similarities in the representation of the interpreters in literary fiction and their perception in real contexts

    La comunicazione in ambito legale mediata da un interprete dal punto di vista di bambini, bambine e adolescenti

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    Una parte importante del progetto CO-Minor-IN/QUEST II verteva sulla raccolta delle percezioni, opinioni ed esigenze di minorenni che partecipavano per la prima volta a una conversazione mediata da un interprete e ha coinvolto 18 minorenni italiani di tre diversi gruppi di età (6-9, 10-13 e 14-17 anni). L’approccio incentrato sui minorenni costituisce una caratteristica essenziale e imprescindibile di questa ricerca: invece di essere solo oggetto di osservazione, bambini e ragazzi in questo lavoro sono stati i protagonisti, soggetti e non oggetto dello studio, fonte di informazione e conoscenza di cui tener debito conto quando ci si trova da adulti a occuparsi di loro

    Potersi esprimere ed essere ascoltati. Un’indagine pilota tra minori stranieri accompagnati e non accompagnati

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    Questo studio è il risultato del progetto di ricerca ChiLLS (Children in Legal Language Settings) che coinvolgeva 15 bambine/ragazze stranieri intervistati in Sicilia nell'autunno 2019 con l'intento di approfondire se e come i loro bisogni comunicativi erano stati soddisfatti a partire dal loro arrivo in Italia

    CHILLS – Children in Legal Language Settings

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    Nel novembre 2018 la Direzione Giustizia e Consumatori dell’Unione Europea ha approvato il progetto di ricerca CHILLS (Children in Legal Language Settings - Grant Agreement JUST-AG-2017/JUST-JACC-AG-2017–801695, 2018-2020) si concentra sull’interpretazione di incontri nell’ambito di procedimenti giuridici e/o giudiziari che coinvolgono minorenni particolarmente vulnerabili per via di trauma, o perché vittime di reato, che non parlano la lingua del procedimento. A causa di questa vulnerabilità multipla del minorenne, l’interpretazione in questo ambito costituisce un’attività particolarmente delicata. Il progetto CHILLS verte pertanto sulla tutela dei diritti linguistici (ma non solo) di bambini e ragazzi particolarmente vulnerabili o a rischio che si trovano in tutti i tipi di situazioni con implicazioni legali quali ad esempio: - rapimento internazionale di minorenni, - famiglie transfrontaliere, - minori abbandonati (a causa di genitori che lavorano all'estero), - rifugiati minorenni, - minori stranieri non accompagnati, oltre a situazioni che comportano un rischio di abuso o sfruttamento sessuale. In tutte le situazioni sopra descritte bambine/i e ragazze/i si trovano (quasi) sempre in un paese straniero e devono quindi confrontarsi anche con un'altra lingua per nulla o poco conosciuta. Negando loro un’assistenza linguistica adeguata, non solo vengono preclusi ai minorenni i loro diritti linguistici, ma – fatto ancora più grave - l'espressione del trauma diventa impossibile. Ecco perché il progetto si concentra su una figura essenziale in questo frangente: l’interprete, tenendo però presenti anche tutte le altre figure professionali con cui l’interprete si trova a cooperare, – dall’assistente sociale all’agente di polizia, allo psicologo, al magistrato e/o all’educatore. L’obiettivo è quello di riuscire a dare maggiore protezione e sostegno ai soggetti più vulnerabili che entrano in contatto con un sistema giuridico o amministrativo di cui non parlano la lingua, sviluppando strumenti e risorse informatiche per i professionisti che operano con i minorenni traumatizzati e/o vittime di reato. I risultati del progetto dovrebbero consentire ai futuri utilizzatori di rivolgersi on-line ad una comunità di esperti in grado di fornire loro conoscenze e sostegno specialistici per gestire al meglio i casi di minorenni particolarmente vulnerabili (sulla base della tipologia di trauma, della lingua e della cultura del soggetto, etc.) che entrano in contatto con il sistema giuridico/giudiziario e amministrativo di un paese di cui non conoscono la lingua. I partecipanti al progetto sono: Katholieke Universiteit Leuven, Anversa (Belgio), Hintalovon Alapitvany, Budapest (Ungheria), Università di Bologna, DIT – Dipartimento di Interpretazione e Traduzione, Campus di Forlì

    CO-Minor-IN/QUEST – Cooperation in Interpreter-mediated Questioning of Minors

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    Partendo dalla descrizione dello stato dell’arte dell’interpretazione nelle indagini penali preliminari del progetto di ricerca ImPLI (per risultati e prodotti si veda http://www.arts. kuleuven.be/home/english/rg_interpreting_studies/research-projects/co_minor_in_quest/index) e alla luce del recepimento della direttiva europea 2010/64/EU del 20 ottobre 2010 sul diritto all’interpretazione per sospetti, vittime e testimoni che non conoscono la lingua del procedimento penale a cui partecipano e della Raccomandazione della Commissione del 27 novembre 2013 sulle garanzie procedurali per le persone vulnerabili indagate o imputate in procedimenti penali (2013/C 378/02), il progetto Co-Minor-IN/QUEST (Cooperation in interpreter mediated questionings of minors, Grant Agreement JUST/2011/JPEN/AG/2961, durata 24 mesi), si è concentrato sui colloqui con minori mediati da interpreti in ambito giuridico-giudiziario e in particolare nel contesto delle indagini preliminari. I minori, siano essi vittime, sospetti, parti in causa o testimoni, meritano un’attenzione particolare in quanto soggetti “vulnerabili” sia per ragioni linguistiche, sia per età, secondo la definizione contenuta nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. Ne danno atto anche una serie di direttive europee, in particolare le direttive 2012/29/UE del 25 ottobre 2012 che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e 2016/800/UE dell'11 maggio 2016 sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali. L’interpretazione per i minori richiede un’impostazione che sia “incentrata sul bambino” e di conseguenza il progetto CMIQ I ha seguito un approccio multidisciplinare coinvolgendo scienziati comportamentali, psicologi, psichiatri, avvocati, funzionari di polizia giudiziaria, magistrati inquirenti e interpreti che operano in questo ambito. Hanno partecipato al progetto: Heriot-Watt University Edinburgh, School of Management and Languages (Regno Unito); ISIT Parigi, Institut de Management et de Communication Interculturels, Programme d’Interprétation de Conférence (Francia); Lessius University College Antwerp, Department of Applied Language Studies (poi confluito in KU Leuven) (Belgio); Fondazione Eszter – Ungheria); DIT – Dipartimento di Interpretazione e Traduzione, Campus di Forlì, Università di Bologna (Italia). L’obiettivo del progetto era triplice: a) raccogliere informazioni e sensibilizzare i professionisti che operano in questo ambito e b) laddove possibile, migliorarne le competenze professionali; c) individuare le buone pratiche allo scopo di inserirle in programmi di formazione interdisciplinari rivolti a tutti i professionisti e gli operatori che si occupano di minori coinvolti in procedimenti penali e che non parlano la lingua del procedimento. I prodotti materiali del progetto sono: - un questionario online sullo stato dell’arte dell’interpretazione per i minori nei paesi partner al quale per l’Italia hanno risposto ca. 230 professionisti dei vari ambiti di attività; - il pieghevole “Raccomandazioni per i colloqui con minori mediati da interpreti” (realizzato in 5 lingue); - una conferenza internazionale per divulgare i risultati del progetto e porre le basi per un ulteriore lavoro di ricerca e per un networking tra le categorie professionali che operano in questo ambito; - il volume Balogh, Katalin & Salaets, Heidi (eds) Children and Justice: Overcoming Language Barriers. Cooperation in interpreter-mediated questioning of minors. Antwerpern et al.: Intersentia. Tutti i prodotti sono consultabili e scaricabili all'indirizzo: https://www.arts.kuleuven.be/tolkwetenschap/projecten/co_minor_in_quest/children-and-justice

    Leonardo's question, or: What do we know about interpreters' occupational health and safety?

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    What do we know about interpreters’ occupational health and safety? There are research findings focussing on specific aspects, but we are far from having a general overview of the multiple and complex aspects of an only apparently simple subject. This contribution presents a cross-disciplinary editorial project in which interpreting researchers work hand in hand with an international team of occupational health specialists in order to help practicing interpreters to take their health into their own hands

    L’interpretazione simultanea

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    La simultanea è la modalità di interpretazione allo stesso tempo più innaturale e più affascinante, in quanto richiede a chi la pratica l’abilità di ascoltare in una lingua e parlare in un’altra in contemporanea. Il suo insegnamento mira a trasformare la capacità di un individuo bilingue di alternare spontaneamente l’uso di due lingue ben padroneggiate in un’attività professionale altamente specializzata da mettere al servizio della comunicazione altrui. Il modulo propedeutico alla simultanea qui descritto segue un approccio intralinguistico basato sull’italiano. Esercitazioni di crescente complessità e difficoltà introdotte e seguite da riflessioni e discussioni in gruppo sono intervallate da riflessioni teoriche atte a inquadrare problematiche generali e difficoltà specifiche, nonché da finestre aperte sulla realtà professionale e consigli pratici per impostare lo studio personale. Le varie attività sono state proposte in aula, ma anche sotto forma di compiti per casa ed esercitazioni autonome da continuare durante i primi passi nell’interpretazione simultanea
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