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    Improvement of environmental quality in intensive pig farming through an integrated bioactivation program for the control and prevention of swine mycoplasmal pneumonia

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    The decline of pig health status is the effect of a bad air quality inside breeding facilities related to the concentration of biogases derived from the action of faecal microbial flora on urine nitrogen. Bioactivation of the environment with bacterialenzymatic mixtures is able to reduce this chemical emanation. An experimental trial has been performed to evaluate the efficacy of the bioactivation treatment to prevent mycoplasmal pneumonia in finishing pigs. Treated and untreated groups, different treatment schemes and different floors have been compared. The ammonia concentration was checked by a chemical method. M. hyopneumoniae infection was evaluated through seroprevalence and by a quantitative lung-scoring system. For all slaughter-lots average carcass weight was recorded. The decrease of the environmental ammonia concentration resulted in lower lung-scores and higher carcass weight

    Utilizzo del punteggio polmonare (lung score) nei suini italiani: validazione del metodo, valutazione della prevalenza e dei fattori di rischio associati all’infezione da Mycoplasma hyopneumoniae

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    Il presente lavoro ha avuto i seguenti scopi: a) valutare l’applicabilità di un metodo di quantificazione delle lesioni polmonari riconducibili all’infezione da M. hyopneumoniae (Mh) in suini normalmente macellati nel nostro Paese, b) identificare i fattori di rischio correlati ad un aumento della prevalenza e della severità delle lesioni polmonari e, c) valutare la possibile relazione tra gravità delle lesioni polmonari da Mh e qualità della carcassa. Sono stati esaminati al macello i polmoni di 10.041 suini di 109 partite provenienti da 91 allevamenti del nord-Italia. Le lesioni polmonari sono state quantificate utilizzando il metodo descritto da Madec e Kobisch (1982). Per ciascuna partita, sono state raccolte alcune informazioni relative alla tipologia, management e sistemi di profilassi adottati negli allevamenti di origine. Per 41 delle partite esaminate (3.603 animali) è stato possibile ottenere anche informazioni relative alla valutazione qualitativa delle carcasse. Il metodo di quantificazione utilizzato consente di valutare la presenza di lesioni polmonari mycoplasmalike anche in animali di circa 9-10 mesi di vita. Lesioni causate da Mh sono state evidenziate nel 59,6% dei polmoni esaminati. Il punteggio medio di partita è stato di 2,11. I fattori di rischio aziendali correlati con un aumento significativo della gravità delle lesioni polmonari riscontrate sono stati: presenza di riproduttori nell’allevamento, avvio del magronaggio nella stagione invernale e mancato utilizzo della profilassi vaccinale contro Mh. È stato inoltre rilevato che all’aumentare del punteggio polmonare della partita corrisponde una diminuzione della valutazione qualitativa delle carcasse

    Impiego di un programma integrato di bioattivazione per il controllo della polmonite micoplasmica del suino.

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    La qualità dell’aria nelle strutture di allevamento dei suini dipende soprattutto dalla concentrazione dei biogas, derivati dall’azione della flora microbica fecale sull’urea contenuta nelle urine; il peggioramento della qualità ambientale è alla base di molti problemi sanitari, basati in primo luogo sull’impossibilità degli animali a mantenere un bilancio organico corretto. Una soluzione possibile e innovativa è rappresentata dalla bioattivazione con miscele batterico-enzimatiche; per questa via, si può ottenere una riduzione delle emanazioni, controllando anche la formazione di sostanze dannose per l’ambiente. È stato programmato un intervento in due aziende suinicole (il reparto di magronaggio-ingrasso di un ciclo chiuso completo e un allevamento di solo ingrasso), per controllare il danno indotto dall’infezione micoplasmica nelle fasi di produzione a flusso continuo; sono stati messi a confronto gruppi trattati e non trattati, diversi tipi di pavimentazione (grigliato completo, concreto completo e misto grigliato-concreto) e più schemi d’intervento, utilizzando, da soli o in combinazione, bioattivatori in polvere e liquidi. Il sistema di bioattivazione impiegato comprende due bioattivatori (in polvere e soluzione) e un prodotto naturale di origine vegetale da aggiungere alla razione alimentare. La polvere è stata distribuita sulle pavimentazioni, in ragione di 0,5 kg per 100 mq ogni 15 giorni mediante spargimento manuale, mentre la soluzione è stata aerosolizzata nell’ambiente di stabulazione, mediante impianto computerizzato, in ragione di 1 litro ogni 100 mq al mese; il prodotto vegetale, per la sua composizione in grado di riequilibrare la flora intestinale, è stato invece aggiunto quotidianamente alla razione, in ragione di 500 g/t di mangime. I rilievi e le osservazioni hanno riguardato la concentrazione di azoto ammoniacale (rilevata con metodo chimico), la presenza di anticorpi specifici per M. hyopneumoniae prima e dopo il periodo di trattamento (valutata con metodo ELISA), i punteggi polmonari al macello (valutati con metodo quantitativo) e il peso medio di partita. In tutti i gruppi trattati, la sieroprevalenza per M. hyopneumoniae è stata elevata, a dimostrazione della circolazione dell’infezione nel periodo di osservazione, ma la diminuzione della concentrazione ambientale dell’ammoniaca (ottenuta grazie all’impiego dei bioattivatori) ha permesso di ottenere benefici evidenti sul punteggio polmonare medio, confermati dalla significatività statistica delle differenze, e sul peso medio di partita. In rapporto ai tipi di pavimentazione, la bioattivazione ha fornito i risultati migliori combinando polvere e liquido sul grigliato completo. I risultati ottenuti dimostrano che nelle situazioni di allevamento, la stabilizzazione del bilancio organico degli animali attraverso una gestione ambientale che, ne garantisca anche il benessere è una soluzione attuabile, in una logica di depotenziamento delle infezioni; essi sono la conseguenza dell’accresciuta reattività degli animali, correlata ad un miglior bilancio organico, piuttosto che l’effetto di un’azione diretta sui patogeni; è in corso la valutazione della reattività immunitaria aspecifica dei suini sottoposti a trattamento, per correlare stato sanitario e produttività al miglioramento della qualità ambientale

    Pneumonia Disease Assessment using a Slaughterhouse Lung-Scoring Method

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    The aims of this study were the evaluation of a quantitative method for the assessment of pneumonia lesions applied to heavy-weight slaughtered pigs, the identification of risk factors connected with the increase in the prevalence and severity of the lesions and the evaluation of a possible correlation between the presence of pneumonia lesions and the decrease in the carcass quality. The lungs of 10 041 pigs (109 slaughtered batches) coming from 91 farms located in Northern Italy were examined. Lung lesions were scored using the method developed by Madec and Kobisch (Journ. Rech. Porc. Fr., 14, 1982, 405). Before the scoring, anamnestic information regarding the farm of origin of each batch were collected. For 41 batches (3603 pigs), information about carcass quality were also collected. Pneumonia lesions were found in 59.6% of the lungs (range 3–91%), and the average batch score was 2.11 (range 0.03–7.15). We identified as farm risk factors those related to an increase in the severity of the lung lesions, the presence of breeders within the herd, the starting of a growing cycle during the winter season and the lack of vaccination programmes to Mycoplasma hyopneumoniae. Moreover, we also found a statistically significant association between the increase in the mean lung score of the batch and the decrease of the carcass quality

    Impiego del punteggio polmonare al macello nella valutazione della malattia respiratoria da M. hyopneumoniae sul suino pesante.

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    La necessità di oggettivare le osservazioni epidemiologiche e cliniche dell’infezione da M. hyopneumoniae, e la mancanza d’indicazioni sull’impiego del punteggio polmonare nel suino pesante, hanno motivato questa indagine sperimentale, condotta su 109 partite di macellazione, per un totale di 10.041 suini pesanti, provenienti da 91 allevamenti situati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia ed Emilia-Romagna. Il punteggio medio di partita è stato pari a 2,11, con una variabilità da un minimo di 0,03 ad un massimo di 7,15; tutte le partite considerate hanno avuto almeno un soggetto con lesioni polmonari, e il 60% circa dei suini ha mostrato alterazioni riconducibili a micoplasma. I risultati ottenuti dimostrano che la rilevanza clinica dell’infezione micoplasmica è condizionata dalle scelte manageriali, non solo di natura sanitaria, e che l’impatto sulla produttività è certamente rilevante

    I danni sanitari ed economici della polmonite micoplasmica.

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    La quantificazione delle lesioni polmonari al macello costituisce uno strumento valido per verificare presenza, gravità e diffusione dell'infezione da Mycoplasma hyopneumniae in allevamento, oltre che per valutare l'efficacia della profilassi aziendale, realizzata non solo attraverso l'impiego di antibiotici

    Proposta operativa per un modello di valutazione dell’enteroflora del suino svezzato

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    La microflora intestinale è un ecosistema complesso in grado di gestire la propria stabilità, ma errori alimentari e manageriali, possono causare alterazioni delle componenti batteriche; nel tempo, ciò aggrava gli squilibri, e provoca forme enteriche e alterazioni del normale ciclo di crescita. Abbiamo perciò pensato di mettere a punto, e applicare al sistema produttivo del suino pesante italiano, un metodo affidabile di rilevazione e di verificare l’interferenza dei trattamenti di medicazione strategica. A questo riguardo, vengono proposte alcuni considerazioni su lattobacilli, enterococchi e coliformi. Le prime indicazioni dicono che è, prima tutto, necessario stabilire, attraverso verifiche programmate e ripetute, i “livelli soglia” aziendali; in ogni caso, il modello di rilevazione proposto può rappresentare uno strumento per la valutazione diagnostico-sperimentale delle popolazioni batteriche nell’ambito enterico del suino di buona efficacia e di semplice applicazione
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