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FROM TRANSACTIONS TO ENCOUNTERS: THE JOINT GENERATION OF RELATIONAL GOODS AND CONVENTIONAL VALUES
In this Chapter the author addresses in its entirety the challenge of accounting for the communicative/affective side of face-to-face interactions, starting with a review of the various proposals that economists have advanced for doing this. Then he proposes to view such interactions as ‘encounters’, i.e., as peculiar productive processes in which agents – besides possibly exchanging ordinary goods or delivering services – create and get pleasure (or displeasure) from ‘relational consumption goods’. He stresses the fact that the inputs of these processes include ‘relational capital goods’, i.e., durable relation-specific intangible entities, which in turn accumulate (or decumulate) over successive encounters. After discussing these concepts, he provides examples of how this conceptual framework can be used for getting new insights about various phenomena ranging from migration patterns to financial markets
Review of: Brennan, G. and Pettit, P.,The Economy of Esteem. An Essay on Civil and Political Society
Viene esaminato criticamente il lavoro di Brennan and Pettit che porta l'attenzione su incentivi non monetari tipicamente trascurati dalla riflessione economica
Exchanges? Encounters! A Note on Economics and Interpersonal Relations
The paper focuses on the notion of relational goods and presents a framework that allows to account for them naturally within economic interactions. Then few implications of the consideration of relational goods and encounters for the structuring of social and economic interactions are presented
Un'introduzione al sistema economico
il volume introduce il lettore al sistema economico, esaminandolo successivamente da quattro punti di vista: come insieme di attività (di produzione, di riallocazione dei beni, di consumo), come meccanismo per prendere decisioni allocative, come insieme di istituzioni e infine come un insieme di interazioni tra i membri del sistema stesso. Ne emerge una visione non riduttiva dell'operare del sistema economico, da cui discendono alcuni importanti suggerimenti per la strutturazione del sistema stesso
On mutual benefit and sacrifice. A comment on Bruni and Sugden's "Fraternity".
In a recent paper (2008) Bruni and Sugden—unhappy about the usual identification of morality with self-sacrifice—proposed a way to reconcile what they call ‘fraternity’ with the intention to obtain legitimate benefits in market relationships. The key, they believe, is to view a market contract as a joint commitment to cooperate for mutual benefit, which activates ‘team reasoning’.
In this paper, after briefly summarising their arguments (Section 2), I maintain that their criticism of social preferences does not apply to guilt aversion, which in fact lends itself to the rephrasing of most of their claims in the language of individual reasoning (Section 3). Then I argue that aiming for mutual benefit does not prevent individuals from facing trade-offs between their own and their partners’ surplus, so the notion of sacrifice cannot be entirely eschewed. Since in enduring
relationships agents’ attitudes towards each other evolve as a function of past actions, reciprocal ‘sacrifices’ have a role to play: to enhance cooperative intentions and help create those ‘feelings of friendliness and goodwill’ that are associated with the idea of fraternity (Section 4). Section 5 presents some concluding comments
Riflettendo sulla crisi economica: salvaguardare la stabilità, ma non solo.
A partire dalla grande depressione degli anni Trenta del secolo
scorso una drammatica domanda ha continuato a insinuarsi nella testa
di uomini d'affari, politici e studiosi a ogni tremito del sistema economico:
Potrebbe succedere di nuovo? La crisi del 2008, mi sembra
di poter dire, ci rivela brutalmente che la risposta è: Sì, potrebbe. Sperando
di non aver raggelato gli ammi con questa frase iniziale, nelle
pagine che seguono vorrei: giustificare quest'affermazione; qualificarla,
nel senso che non si tratta di un'infausta profezia senza possibilità
di scampo, come il contenimento della crisi ancora in corso ha fin
qui dimostratoj esprimere qualche valutazione su quanto è successo
e, infine, guardare al di là della crisi, riportando l'attenzione su quelle
domande che dovremmo comunque porci, quand'anche la carrozza
dell'economia riuscisse a procedere senza scossoni
Tra for-profit e not-for-profit qual è l'anomalia? Una riflessione su forme organizzative e motivazioni intrinseche dei lavoratori
Il saggio discute il ruolo svolto dalle motivazioni intrinseche nel permettere alle organizzazioni nonprofit di attrarre lavoratori con buone alternative nel mercato del lavoro nonostante che le retribuzioni siano in genere relativamente basse. Queste considerazioni vengono poi estese al caso delle imprese con finalità di lucro e alle organizzazioni pubblich
Un delicato equilibrio: motivazioni intrinseche e politicheretributive nelle imprese sociali.
Il saggio discute il doppio problema di adverse selection a cui si trovano di fronte le imprese sociali quando determinano la retribuzione dei lavoratori: se la abbassano troppo la composizione dei lavoratori per abilità può diventare critica, mentre se la alzano troppo rischiano di avere una quota di lavoratori privi di motivazioni intrinseche per il tipo di servizio svolto
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