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    Università e città gateway. Il caso studio di Bari/University and gateway city. The case study of Bari

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    The paper starts from the marking of banch DATAR (2003) in which only two indicators Bari brought to a level of European competitiveness: population dynamics and size of the local university. The contribution by looking at the relationship between universities and cities to Bari reconnects to one of the themes of the author

    Politiche agrourbane alla ricerca di strumenti. Esercizi (e acrobazie) di copianificazione tra pianificazione paesaggistica e pianificazione ordinaria.

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    Complesso è per l’attività amministrativa mettere a fuoco la gestione del periurbano, ovvero quello spazio non perimetrato in alcuno strumento di pianificazione, né alla scala locale né alla scala vasta, né in quella settoriale e neppure in quella strategica. Uno spazio problematico che oscilla tra le dinamiche di espansione della città e le tendenze di marginalizzazione/resistenza dell’agricoltura mentre, inconsapevolmente, su di esso si concentrano sempre di più le attenzioni, le aspettative e gli interessi della collettività. Nell’attuale processo di pianificazione generale, soprattutto quella paesaggistica, assegnare e riconoscere un valore di tutela e sviluppo al contesto periurbano potrebbe rappresentare una maniera per individuare discipline d’uso, condivise con gli attori istituzionali e sociali coinvolti a vario titolo nel processo di pianificazione (Comuni, Enti, Cittadini), progettandone caratteri prestazionali e regole di uso del suolo. Ai professionisti riflessivi, nel senso lato in cui il mestiere di urbanisti può essere inteso,è datodi pensare, ridisegnare e problematizzare la periurbanità. Si ha motivo di credere che oggi emerga il periurbano dalla action science, ovvero da quel contesto di lavoro in cui soggetti e sistemi sociali progettano e implementano le loro intenzioni proponendosi di migliorare l’efficacia dell’azione professionale, considerando il mondo della pratica professionale non solo oggetto di osservazione ma anche contesto in cui le teorie si costruiscono e si sperimentano (Schön, 1983, Barbanente, 1999). In che modo la periurbanità può essere messa a fuoco attraverso gli strumenti che sono a disposizione per governarla? Quali sono i termini attraverso i quali il perturbano si attiva nelle politiche agrourbane costruendo campi di interferenza tra la città e la campagna? Dove la pianificazione urbanistica incontra quella dello spazio rurale? Il Piano Paesaggistico potrebbe provare a dare risposte a queste domande. Leopportunità che offre appaiono di un certo interesse per la originalità e indeterminatezza dei frame procedurali in cui il processo normativo del piano si esplicita, per la capacità di costruire volta per volta situazioni non chiuse in una razionalità tecnica, ma piuttosto montare situazioni problematiche che si muovono dalla costruzione del dubbio alla sua risoluzione. La periurbanità è una condizione che potrebbe ricadere nelle forme di razionalità progettuale, ovvero in quella particolare capacità di costruire un problema a partire da una situazione problematica, non solo per trovare gli strumenti tecnici e normativi per affrontarla ma come processo di indagine in cui la visione del periurbano si sostanzia, legittimandosi. Il lavoro presenta alcuni casi studio su cui si sta lavorando all’interno delle nuove politiche del territorio del governo regionale pugliese

    Il riciclo del paesaggio estrattivo. Un’opportunità di sviluppo?

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    allargati e la dispersione abitativa hanno prodotto, a partire dalle seconda metà del secolo scorso forme spaziali sempre diverse, una dilatazione del fenomeno urbano che ha investito prevalentemente lo spazio agricolo periurbano. Seppur il fenomeno non possa essere inscritto se non in una chiave interpretativa che lo vede come evoluzione della città contemporanea, il cuneo dell’ agrourbanità è quello che a noi pare in grado di costruire una visione critica e progettuale dei problemi che in questo contesto si aprono. Il periurbano non è un paesaggio inedito ma, come tanti territori dell’età moderna, presenta «ordini spaziali inattesi», nel senso che la sua spazialità non è necessariamente voluta o pensata dagli attori che, in diversa maniera, hanno contribuito a produrlo. Un territorio inatteso, come quello che emerge nella Valle d’Itria, dove il processo storico dell’abitare in campagna sta trasformando profondamente il senso delle relazioni tra l’abitar

    Le Università come attori della promozione di nuovi modelli di mobilità sostenibile

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    A partire dalla definizione dei concetti di Smart City e Smart Mobility e dal riconoscimento della vocazione all’innovazione e alla sperimentazione peculiare dell’istituzione universitaria, attraverso una sintetica overview sulle iniziative intraprese dagli Atenei italiani impegnati su questo fronte, con un particolare focus sul caso di Bari, si è indagato il ruolo chiave che possono ricoprire, nella costruzione di una ‘città intelligente’, in una congiuntura economico-finaziaria delicata come quella attuale, politiche e iniziative a sostegno della mobilità alternativa, che coinvolgano la comunità universitaria in qualità di promotrice e di destinataria

    A temporary atlas: identity and coastal landscape comparisons between surveys in an eastern mediterranean peninsular territories

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    Coastal cities, however, with their historical centres, have witnessed the improvement of an idea and a form of liveability by the sea, founded on the choice of a favourable setting both for living and for sea activities. The city started to build stable installations by affirming a relation of necessity between the land and the sea. This study aims to build the different coastal “places biographies” to carries out the comparison among three territorial and urban situations, along the Apulian coast, a Mediterranean peninsular territory, 800 km, with different morphologies, histories and societies, with a coastal development equal to approx

    Rinaturalizzare/reinventare/riparare: azioni paesaggistiche per il riuso del paesaggio estrattivo: il caso studio della nuova provincia BAT

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    L’attività estrattiva ha costituito per la Puglia un importante motore di sviluppo economico e produttivo, uso del territorio legato alla sua tradizione storico-costruttiva. In particolare il bacino estrattivo della nuova provincia Barletta – Andria – Trani (BAT), a nord di Bari, in crisi ed in parte dismesso, è stato per la Regione uno dei riferimenti per l’ economia, non sempre sensibile verso le indotte trasformazioni sul paesaggio e territorio. Il presente contributo si propone di indagare quale possa essere il punto d’incontro tra il processo di pianificazione e quello produttivo, al fine di individuare strategie con cui operare il ripristino e la restituzione di usi, significati e valori a siti estrattivi ormai dismessi; attivando proattivamente e propositivamente processi virtuosi capaci di innescare da un lato una migliore gestione del paesaggio e dall’altro la necessaria innovazione nel sistema di gestione del comparto estrattivo risorse per il territorio. Partendo dall’atto di avvio del PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), attento al recupero di cave esaurite ed abbandonate, si è cercato di definire un percorso metodologico e progettuale, nel quale il presupposto di riacquisire le cave esaurite in un processo di sviluppo sostenibile del territorio trova, attraverso azioni di paesaggio ripensate come le “3R”: Rinaturalizzare, Reinventare, Riparare, proposte strategiche di trasformazione territoriale in grado di delineare scenari futuri per il territorio e per i nuovi contesti di vita. Operativamente attraverso lo strumento delle linee guida sono state messe a sistema le tre azioni di paesaggio in risposta alle criticità che derivano dai processi e conflitti in atto individuati dai progetti territoriali di paesaggio regionale, con l’obiettivo di pensare al riuso delle cave esaurite per consolidare e valorizzare i caratteri di ciascun contesto di vita, e creare nuovi valori e risignificazione dei luoghi.The mining activity has been an important driver of economic and productive development for the Apulia region, representing a land use inextricably linked to its historical and constituting tradition. In particular, the mining basin of the comprehensive province Barletta - Andria - Trani (BAT), north of Bari, is now undergoing a crisis and has been partly dismissed. However, it has always been an important driving force for the local economy of the region. The consequent problems associated with landscape modification and alteration, land use,waste and sludge proper disposal have never been sufficiently taken into account This paper aims to investigate a possible meeting point between the planning and the production processes, in order to identify recovery and recycling strategies, as well as identifying how to return the dismissed extraction sites their former uses, meanings and values by proactively activating virtuous processes capable of triggering a better landscape management on the one hand and, on the other hand, the necessary innovation of the mining management system, allowing it to be a territorial resource again. Starting from the act of initiating the PTCP (Provincial Territorial Coordination Plan), attentive to the recovery of exhausted quarries and abandoned, we have tried to define a methodological and design, in which the assumption of regaining the exhausted quarries in the process of development sustainable land is, through actions of landscape rethought as the "3R" renaturalise, Reinvent, Repairing, policy proposals of territorial transformation can outline future scenarios for the region and for new life contexts. Operationally, through the instrument of the guidelines have been put in the system landscape of three actions in response to the issues that arise from the processes and ongoing conflicts as identified by the local projects of regional landscape, with the aim of thinking about the reuse of exhausted quarries for consolidate and enhance the characteristics of each context of life, and create new values and re-signification of places.Peer Reviewe

    Coastal landscape quality indicators: coastal depth. An application along the Apulian coast

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    This work intends to verify if some valuations elaborated by the Landscape Ecology starting from an informative layer of covering/use of the soil, may be elaborated directly on the satellite remote sensing images through semi-automatic procedures (Ex: n. classes clusterizations), with significant outputs

    A temporary atlas: changes of the coastal landscape. Transformation scenarios of an Eastern Mediterranean Territory

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    Since the last century, the seafront has become more and more a self-representational place for the middle-class society and for its notion of sea as ‘leisure’, by depriving at the meantime the potential interpretations of the relations between the city and its natural context. The coastal cities have been replaced by a permanent settling model not distinct from the living. This study wants to build the different coastal changing landscape through the understanding of some significant moments during the transformation and enlargement of the cities, proposing a critical consideration on the results of modern cities, of architectures and the shapes that built it, apart from the consequences the city itself has on the modern one
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