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    Costituzionalizzazione del principio di equilibrio dei bilanci e possibile “rilancio” del ruolo dello Stato nell’“ordinamento composito” europeo

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    La costituzionalizzazione del principio del c.d. “pareggio di bilancio”, avvenuta in un contesto di grave crisi economico-finanziaria e di particolare debolezza delle istituzioni europee e nazionali, sembra assumere una particolare (e tutt’altro che marginale) funzione non solo sul piano dell’ordinamento interno, ma, anche, su quello dell’“ordinamento composito” europeo e del più ampio processo di integrazione sovranazionale. Nel presente saggio, si intende esaminare in che misura e sotto quali profili la “disciplina composita” del principio de quo possa incidere, soprattutto alla luce della sua peculiare articolazione, sui rapporti tra ordinamenti ed, in particolare, sul ruolo che lo Stato sembra essere (indirettamente) chiamato a svolgere nello “spazio giuridico” europeo e globale. Si evidenzia, in particolare, come siffatto ruolo non sembri poter essere ridotto ad un semplice “spazio di manovra” residuale, risultante dal mero saldo tra “forze centripete” e “forze centrifughe”, ma sembri potersi espandere (quasi paradossalmente) anche al di là delle funzioni, per così dire, di mero “player globale” svolte dallo Stato stess

    La potestà legislativa regionale in materia di turismo nella Costituzione (prima e dopo il 2001), nella giurisprudenza costituzionale e nel progetto di riforma “Renzi-Boschi”

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    Il lavoro cercherà almeno di inquadrare, in particolare, la natura, il contenuto ed i limiti della competenza legislativa delle Regioni nella materia “turismo”, mettendone a fuoco le perduranti ed, in larga parte, irrisolte criticità inerenti il complessivo regime di rapporti tra Stato e Regioni, soprattutto alla luce dell’ampia ed articolata giurisprudenza costituzionale sul tema e della possibile “risposta” recentemente offerta dalla proposta di riforma costituzionale c.d. “Renzi-Boschi”

    Potestà legislativa concorrente ed autonomia regionale nel processo di "trasformazione" del regionalismo italiano

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    La potestà legislativa regionale c.d. “concorrente” o “ripartita” pur costituendo uno dei caratteri fondamentali, se non proprio il fulcro, dell'ordinamento regionale non ha mai goduto di grande considerazione, o fortuna. Ad essa sono stati imputati, di volta in volta, la problematicità del regime di rapporti tra Stato e Regioni, la scarsa linearità (e/o incisività) della legislazione, l'incerta definizione della sfera di autonomia regionale. In verità, è possibile constatare come, nel corso degli anni, da un lato, sia venuta progressivamente meno la prospettiva di attuare e realizzare coerentemente e pienamente quanto prefigurato dalla Costituzione, mentre, dall'altro, si sia cercato sempre più decisamente di avviare processi di riforma della Costituzione stessa, attraverso i quali ridefinire l'autonomia regionale prescindendo del tutto dalla possibilità di rendere "virtuosa" la peculiare prospettiva offerta dalla potestà legislativa "concorrente e ripartita". Alla luce di tutto ciò, diviene possibile cogliere non solo le dinamiche e le direttrici che hanno segnato l'evoluzione della legislazione regionale, ma anche taluni tratti di fondo che hanno caratterizzato il più ampio processo di trasformazione del nostro regionalismo

    La Corte accoglie solo parzialmente alcune istanze regionaliste, ma conferma, nella sostanza, la disciplina di attuazione del principio di equilibrio dei bilanci pubblici (note a margine della sentenza Corte cost. n. 88/2014)

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    This work examines some possible implications of the the judgment n. 88/14 with that the Constitutional Court ruled on the enforcement provisions of the so-called “principle of a balanced budget” (law n. 243/12), examining, specifically, some issues proposed by the Region of Friuli Venezia Giulia and the Autonomous Province of Trento about the bonds of debt and use of balances which are subject to management autonomy, as well as collaboration tools between State and Regions under the law in question. However we tried to highlight, considering the result reached by the Court (of partial acceptance of some of the questions raised), the possible arising of some critical issues that may occur in the application of Law n. 243/12, about the normal relationships between State and Region

    Questione di fiducia (ad iniziativa governativa) e “unità” dell’indirizzo politico di maggioranza

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    La “questione di fiducia” appare, in linea generale, come un utile, se non proprio prezioso (e non, semplicemente, “legittimo”) strumento lasciato nella disponibilità dell’Esecutivo affinché possa essere garantita l’efficacia dell’azione di governo e, in particolare l’unità dell’indirizzo politico di maggioranza. La sua concreta applicazione, tuttavia, impatta, anche molto pesantemente, non solo sul piano dei rapporti tra Parlamento e Governo, ma anche su quello più ampio della separazione dei poteri, dal momento che rischia, costantemente, di compromettere, soprattutto ove divenga oggetto di usi distorti o di veri e propri abusi, l’autonomia della maggioranza parlamentare che sostiene il Governo rispetto alle ingerenze di quest’ultimo
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