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The final Foucault and Education
The emphasis of this collection of papers is on using Foucault for thinking differently about education. A distinctive feature of the contributions is to mobilise a foucauldian attitude towards the historicisation and denaturalisation of what it means to be educated, and the privileging of a critical ontology of the self as part of wider projects for the critical reconstruction of both education as a practice of government and our modes of being as educational subjects. In relation to that, it is possible to identify four distinctive issues around which the papers of this collection coalesce: a) the formulation of a distinctive foucauldian ethical standpoint for a post neoliberal education; b) the mobilisation of the foucauldian concept of self formation to outline a different ethics of education; c) the sketching of a politics of the care of the self as a tool to remake the school as heterotopy; d) the use of the foucauldian analysis of parrhesia to rethink professional practice in education as a practice of self
Governance and Heterarchy in Education. Enacting networks for schools innovation
The paper deals with the complex issue of the shift towards heterarchical modes of coordination in educational governance, exploring the nexus established by the contemporary discourse on networking between networking itself and innovation. Once presented the main features of such a discourse, the work develops addressing those critical positions that challenge the ‘magic properties’ attributed to networks by the prevailing governance narratives in the field of education. A contribution to this critical pathway of analysis is given, presenting the findings of a case study on a policy program for combating social exclusion and school drop out developed through the establishment of a network to innovate the practices of teaching and learning in a group of Italian failing schools. The study highlights how the discourse on networks tends to offer a partial and simplitic view on the functioning of the networked forms of coordination and self-organising, eliciting those analytical dimensions that could be related to the issue of power. On the contrary it is crucial, it is argued, to take seriously into account the issue of power, if the dynamics of networks are to be understood. The study will also highlight and address the tension and the clash bewteen two different and conflicting representations of innovation. The prevailing of one or another understanding in the enactment of innovation policies can be regarded as strongly influencing, it is argued, the possibility to effectively pursue the development of a bottom-up innovation and the embedding of the innovations themselves in local contexts
Destrutturare la classe multiculturale
La relazione presenta una pratica virtuosa di educazione interculturale realizzata in una scuola napoletana che nasce dal tentativo di affrontare in una logica integrata la complessità della pratica educativa in contesti multiculturali.
L'esperienza discussa ha coinvolto in un’attività di educazione interculturale gli alunni cinesi iscritti all’istituto ed alcuni alunni
con cittadinanza italiana che vivono condizioni di disagio sociale, culturale ed economico. L'azione interviene in particolare su:
- la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di assenteismo, demotivazione ed abbandono degli alunni immigrati (in particolare della nutrita comunità cinese) e di alcuni alunni italiani che vivono condizioni particolari di disagio socio-economico e familiare;
- le difficoltà di apprendimento mostrate da gruppi specifici di alunni/e, connesse alla poca concentrazione, allo scarso interesse ed impegno;
- le difficoltà di socializzazione linguistica vissute da molti alunni immigrati ed i relativi deficit in termini di alfabetizzazione;
- la realizzazione concreta di pratiche di educazione interculturale che riducano il rischio di attivare, più o meno consapevolmente, processi di assimilazione e forme di etnocentrismo nella quotidianità della vita scolastica;
-- il ripensamento delle logiche pedagogiche e didattiche, attraverso la sperimentazione di attività didattiche che ridisegnino le relazioni (troppo spesso asimmetriche) tra docente e discente;
- il rischio di ghettizzazione e/o segregazione tra le diverse comunità etniche che compongono la platea scolastica, che appare particolarmente cogente nel caso della comunità cinese a causa dell’alterità culturale, della peculiarità dell’organizzazione dei tempi di vita dei membri della comunità cinese e del radicamento degli stereotipi culturali che mediano
l’interazione dei nativi con i membri di quella comunità
Uno sguardo sociologico sul miglioramento nella scuola. Saperi, dispositivi ed etica
In linea con gli obiettivi del convegno AIV e della Sessione ‘Dalla valutazione al miglioramento della scuola’, la relazione intende dare un contributo al dibattito sulla costruzione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) adottando uno sguardo prossimale rispetto ai processi di embedding dei saperi e dei dispositivi che ne costituiscono l’ossatura nei contesti organizzativi e sociali delle scuole.
In particolare, il contributo mira a rovesciare la prospettiva istituzionale, settoriale e discreta a partire dalla quale troppo spesso vengono condotte le riflessioni sulle singole linee di sviluppo del SNV e sui suoi dispositivi adottando il punto di vista di insegnanti e dirigenti che si trovano, nel flusso quotidiano della pratica scolastica, immersi in un complesso (ed in questa fase del tutto nuovo) assemblaggio di attori, saperi e dispositivi che prefigurano un nuovo regime di governo della scuola in cui la valutazione gioca un ruolo sempre più importante (Dean, 2010).
L’analisi proposta mira dunque, innanzitutto, a ricostruire in una prospettiva cartografica la configurazione emergente di questo nuovo regime di governo, mettendo al centro della rappresentazione dirigenti ed insegnanti. In secondo luogo, nel corso della presentazione si proverà ad evidenziare alcuni dei principali effetti, attuali e potenziali, che la nuova matrice di saperi e dispositivi produce, leggendoli in termini di processi di oggettivazione e soggettivazione che vedono coinvolti insegnanti e dirigenti (Foucault, 1982).
Il contributo si basa su alcune scelte teoriche ed analitiche. In primo luogo, adotta una prospettiva relazionale ed orientata ad una analisi dei processi di enactment delle politiche e dei dispositivi della valutazione in campo educativo (Ball et al., 2012), che tiene conto della complessità dei processi di interpretazione, traduzione, tradimento e resistenza implicati nell’implementazione delle riforme e dei cambiamenti istituzionali, nella scuola come in altri contesti organizzativi (Callon, 1986; Landri, 2016; Grimaldi e Barzanò, 2014).
Mettendo al centro il punto di vista dell’insegnante/dirigente che si trova a dover fronteggiare contemporaneamente diverse istanze di accountability e di valutazione/auto-valutazione, il contributo proverà ad evidenziare gli effetti prodotti dalla co-esistenza e dall’assemblaggio tra i diversi dispositivi e le diverse forme di razionalità dispiegate, guardando in particolare all’interazione tra:
- le nuove modalità di produzione della conoscenza sui/dei professionisti dell’educazione implicati dai nuovi dispositivi valutativi dispiegati (oggettivazione);
- le pratiche di divisione e classificazione che tali dispositivi mettono in campo (oggettivazione);
- le implicazioni che il nuovo regime di governo/regolazione basato sulla valutazione ha rispetto alla autoregolazione della condotta da parte del dirigente/insegnante (soggettivazione).
In questo senso, le domande che la relazione proverà, in una forma ovviamente solo embrionale, ad affrontare riguardano quale sia il tipo di attore che le nuove politiche valutative sembrano presupporre (attore razionale e strategico orientato allo scopo?), che tipo di disposizione etica venga promossa tra insegnanti e dirigenti rispetto al loro rapporto con la valutazione e l’orientamento al miglioramento (riflessiva, strumentale, rituale?), che tipo di soggetti si stia chiedendo di essere loro (performers? Competitivi?).
Anche a partire dal richiamo ad un consolidato corpus di conoscenza prodotto da più di due decenni dalla ricerca educativa in contesti che prima dell’Italia hanno percorso le strade intraprese dal nostro paese in materia di valutazione della scuola, il contributo prova ad evidenziare alcuni rischi connessi all’implementazione del nuovo regime valutativo, richiamando i concetti di performativity, fabrication e abjection (Ball, 2003; Youdell, 2011)
Old and New Markets in Education: austerity, standards and ICT as pushes towards privatisation(s) in Italy
This article deals with the issue of privatisation(s) in the field of education. In doing so, it focuses on three distinct, although interrelated, processes currently being experienced in the Italian education system: (a) the widening of the spaces for private schooling; (b) the ongoing privatisation of policy and the related blurring of the boundaries between public policy-making and the private sector; and (c) the dynamics of new/old markets where commercial actors and edu-businesses sell tools, technologies, knowledge and data, policy programs and recipes that inform educational processes. The work tries to highlight some connections between specific developments in these three processes of privatisation(s) and three distinct policy trends that are increasingly shaping the European education space, namely austerity, standardisation, and digitalisation. The conclusion discusses the actual and potential implications of all of this for both the ongoing transformation of the role of the education state in the post-welfarist scenario, and the restructuring of the societal governing of education, reflecting on the relationship between these specific processes of privatisation(s), the related reshaping of the role of the education state, that seems to shift towards a metagovernance function, and the developing of a new market-like governmental environment informed by the neo-liberal imaginary
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