1,721,028 research outputs found

    A computational model of action resonance and its modulation by emotional stimulation

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    Recent research has shown that stimulus–response compatibility (SRC) effects can be modulated by the emotional state of the participant and, more specifically, that the SRC effect is larger when aversive emotional stimulation precedes the seen movement [Rumiati, R. I. & Grecucci, A. (submitted for publication). On the emotional modulation of action]. In the present study, we propose that this effect arises from four assumptions: First, that the cortical representations subserving observation and execution of the same actions overlap and resonate; second, that graded persistence of activation due to observed movement facilitates subsequent movement execution; third, that movement representations that are similar but different compete for activation; and fourth, that aversive emotional states enhance the processing of events. By means of a set of simulations, we demonstrate that each of these assumptions plays a critical role in capturing the compatibility effect and its emotional modulation. We further employ the model to clarify the debate between synergistic and competitive views of cognition/emotion interactions, and demonstrate how emotionally-driven stimulus–response compatibility effects may be modulated by task demands, thus offering a possible resolution to the long-standing debate between synergistic and competitive interactions between emotion and cognition

    Il conflitto epistemologico. Psicoanalisi e neuroscienze dei processi anticonoscitivi

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    L’Autore si propone di analizzare la patologia dei processi di pensiero da un doppio vertice utilizzando le teorie e le scoperte che in questo secolo sono emerse sia dalla ricerca psicoanalitica che quella neuroscientifica. Lo scopo è quello di formalizzare in un modello semplice, ma, il più possibilmente esaustivo, le nostre conoscenze attuali sul funzionamento emocognitivo nella normalità e nella patologia, ovvero come l’affettività venga mentalizzata e resa pensabile o come questo processo fallisca e sfoci in un funzionamento di tipo anticonoscitivo. Studi psicoanalitici da una parte e ricerche neuroscientifiche dall’altra, hanno permesso di isolare alcuni importanti fattori che congiuntamente agiscono nel facilitare o nel contrastare il funzionamento mentale più o meno patologico che caratterizza ognuno di noi (l’epistemopatologia personale). Dopo aver introdotto lo sfondo teorico su cui l’autore si muove, che parte dalla psicoanalisi bioniana e dalle ricerche sulla mentalizzazione e giunge alle moderne neuroscienze cognitive e affettive, vengono passati in rassegna questi fattori cosi come sono stati scoperti nei vari campi di ricerca. Per concludere, un modello formale del conflitto epistemologico, viene esposto. Infine le declinazioni terapeutiche di un simile approccio sono discusse indagando i meccanismi neurocognitivi della regolazione emozionale e di come esse permettano lo sviluppo e il mantenimento di un sano funzionamento psicologico nella vita e in psicoterapia

    Meaning and Affect in the Placebo Effect

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    This article presents and defends an integrated view of the placebo effect, termed "affective-meaning-making"model, which draws from theoretical reflection, clinical outcomes, and neurophysiological findings. We consider the theoretical limitations of those proposals associated with the "meaning view"on the placebo effect which (a) leave the general aspects of meaning unspecified, (b) fail to analyze fully the role of emotions and affect, and (c) establish no clear connection between the theoretical, physiological, and psychological aspects of the effect. We point out that a promising way to overcome these limitations is given by grounding the placebo effect on Peirce's theory of meaning, in which the role of the meaning constitution and change is placed in logical and objective structures. We also show the connection between our theoretical proposal and the appraisal theory and integrate it with emotion regulation

    Effetto Placebo: Il Modello "Affective-Meaning-Making"

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    L'interesse nei confronti dell'effetto placebo negli ultimi an-ni è cresciuto notevolmente, non solo nel contesto della neu-rofisiologia e delle neuroscienze affettive, ma anche in quel-lo epistemologico (Chiffi, Zanotti, 2017). D'altronde, nono-stante questa crescente attenzione, l'integrazione tra i diversi approcci di studio che si occupano dell'effetto placebo è an-cora in gran parte lacunosa, poiché le nuove scoperte sui meccanismi fisiologici alla base di questo effetto non sono state ancora ricollegate in pieno alla sua visione teorica. Per questo motivo, l'obiettivo di questo contributo consiste nel presentare una nuova visione dell'effetto placebo che nasce dall'interazione tra recenti scoperte neurofisiologiche all'interno di una riflessione teorica, considerando anche gli esiti clinici che essa implica. Verrà proposto un nuovo mo-dello, chiamato "affective-meaning-making", che tramite la fusione di approcci filosofici e neuroscientifici si pone l'obiettivo di giungere ad una comprensione dell'effetto placebo in una prospettiva più accurata. In parti-colare, la riflessione epistemologica proposta prenderà in considerazione uno dei più rilevanti approcci teorici sull'effetto placebo, ossia il "meaning model" (Brody, Bro-dy, 2000; Moerman, 2002), che considera l'effetto placebo come una reazione del corpo dovuta a un simbolo che, rappresentando un segno di possibile guari-gione all'interno di un ambiente, agisce attraverso la mente modificando la concettualizzazione che i pazienti hanno della loro malattia (o condizione di salute). In sostanza, l'effetto placebo verrà concepito come una relazione di significato tra mente e corpo all'interno di un contesto di salute che può portare ad un cambiamento nelle credenze del paziente, e, quindi, ad un cambiamento del si-gnificato attribuito alla situazione vissuta. Questo cambia-mento, come indicato da Brody, deve essere accompagnato da risposte psicologiche e neurofisiologiche che permettano di chiarificare e supportare la discussione teorica sull'effetto placebo. Nello specifico, il nostro approccio per-feziona il "meaning model" evidenziando la connessione tra la visione teorica dell'effetto placebo e la teoria dell'appraisal, integrata con la regolazione emozionale. In-fatti, il cambiamento di significato comprende non solo le credenze dell'individuo, ma anche il suo stato affettivo. Per questo, il modello presentato prende in considerazione an-che le neuroscienze affettive per dimostrare in che modo la generazione e la regolazione emozionale, tramite processi di appraisal e reappraisal (corrispondenti alla generazione e alla modificazione del significato) (Grecucci, Job, 2015), rappresentino concetti chiave per una spiegazione piena dell'effetto placebo e dei suoi effetti fisiologici e psicologici rilevanti per l'interpretazione del significato della malattia
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