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Questo non è un "garbato incivilitore"
Sotto forma di nota del traduttore lo scritto si interroga sui possibili significati del titolo del volume, nell'ambito di una riflessione stimolata dai problemi posti dalla traduzione, gettando luce, da un'angolazione particolare, sul senso complessivo dell'opera
Il mite civilizzatore delle nazioni. Ascesa e caduta del diritto internazionale 1870-1960
L'autore del libro rintraccia nel tardo Ottocento l'emergere di una sensibilità liberale specificamente rivolta alle questioni internazionali e ne segue la parabola declinante nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale. Il libro unisce analisi giuridica e critica storico-politica a indagini di carattere biografico sui protagonisti della vicenda, tra cui Hans Kelsen, Hersch Lauterpacht, Carl Schmitt e Hans Morgenthau, e illustra il ruolo delle istituzioni-chiave, come l'Institut de Droit international e la Società delle Nazioni. L'analisi del realismo giuridico e politico delle "law schools" americane si chiude con una critica dello "strumentalismo" prevalente dopo il 1960. Il volume esprime nel complesso una riflessione senza pari sulla possibilità, oggi, di pensare e praticare il diritto internazionale in modo critico. Il volume contiene una presentazione del volume (G. Gozzi), una premessa dell'autore all'edizione italiana, una nota del traduttore che con il pretesto delle difficoltà poste dalla traduzione del titolo si interroga sul senso complessivo dell'opera (L. Gradoni, P. Turrini), numerosi emendamenti all'apparato critico-bibliografico dell'opera originale
Diritto comunitario: una lex specialis molto speciale
Tenuto conto della giurisprudenza e della prassi pertinente, nell'elaborato si esamina la configurazione del diritto comunitario quale diritto speciale caratterizzato da specifiche peculiarità, nella prospettiva di una ricostruzione sistemica del diritto internazionale.
Sin dal 1964, la Corte di Giustizia delle Comunità europee ha affermato in termini perentori e incondizionati il divieto di ricorrere a qualsiasi forma di autotutela, anche se il Trattato CE non prevedeva in origine alcune disposizione di carattere sanzionatorio. Quali sono le cause e le implicazioni dell’emergere di questo “principio fondamentale dell’ordinamento giuridico comunitario”? La questione è più complessa di quanto non si creda. Risolvendola in modo nuovo alla luce del dibattito contemporaneo sul rapporto tra regole speciali e generali in materia di autotutela, questo scritto tenta di dimostrare come l’analisi del diritto comunitario possa contribuire allo studio del diritto internazionale (e viceversa) anche in un ambito nel quale lo scarto tra i due ordinamenti appare netto e ben sedimentato. Non si tratta dell’ennesimo tentativo di diluire la specificità comunitaria usando le categorie del diritto internazionale alla maniera di un solvente. Al contrario, queste serviranno a riscoprire quella specificità attraverso un’esplorazione del fondamento e delle ramificazioni del principio appena ricordato, che fa del diritto comunitario una lex specialis molto speciale
All'ombra delle Nazioni Unite
I governi degli stati membri dell’Unione europea hanno concordato, nel quadro della politica estera e di sicurezza comune, l’adozione di sanzioni antiterrorismo contro cittadini europei o persone residenti o con attività finanziarie in Europa; in seguito, gli stessi governi hanno concorso all’adozione di atti comunitari di identico contenuto, questa volta, però, nell’ambito di una diversa struttura, la Comunità europea; il giudice comunitario, che sarebbe chiamato a controllare la conformità di tali atti con i diritti fondamentali della persona, ha rinunciato ad esercitare il suo compito in considerazione del fatto che le sanzioni erano state erogate dalle Nazioni unite, contro le quali non sono esperibili vie di ricorso dirette.
Un apparato noto col nome di Ufficio dell’Alto rappresentate ha decretato la soppressione dei diritti politici di alcuni cittadini bosniaci. Questi hanno deciso di citare la Bosnia Erzegovina davanti alla Corte di Strasburgo. Ma non è affatto chiaro in nome di quali soggetti l’Ufficio agisca. Si può però dimostrare che i suoi comportamenti sono determinati da una ristretta cerchia di soggetti, tra i quali figurano vari stati parti alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La Corte di Strasburgo ha invece ritenuto che i fatti dell’Ufficio siano ascrivibili alle Nazioni unite e si è quindi dichiarata incompetente ad esaminare il ricorso nel merito. Ha inoltre enunciato una teoria dell’insindacabilità degli atti compiuti nel quadro di missioni o attività autorizzate dal Consiglio di sicurezza.
Questi casi illustrano alcune sofisticate tecniche di elusione della responsabilità, più o meno apertamente rivendicate dai governi europei e recepite dal giudice comunitario e dalla Corte di Strasburgo, ossia dagli organi che dovrebbero svolgere il ruolo di custodi della legalità a livello continentale. Il giudice comunitario si è ritenuto abilitato a sindacare incidentalmente la compatibilità del regime sanzionatorio predisposto dal Consiglio di sicurezza con le norme imperative del diritto internazionale. Ma i governi degli stati membri, che non sembrano disposti a tollerare neppure questa forma di controllo (debolissima), propongono oggi alla Corte di giustizia di fare sua la teoria dell’insindacabilità di recente coniata dalla Corte di Strasburgo. Questa circostanza rafforza l’impressione di essere al cospetto di un fenomeno sostanzialmente unitario. Questo lavoro ne esamina alcuni aspetti – dalla distorsione dei criteri di attribuzione del fatto illecito alla «sospensione» dei diritti fondamentali o dei meccanismi giurisdizionali preposti all’accertamento di eventuali violazioni di quei diritti – prendendo spunto dalla recente giurisprudenza della Corti europee.
Dall'analisi emerge che l’ombra di cui si parla nel titolo non è proiettata da un ingombrante potere concentrato nelle mani delle Nazioni Unite. L’organizzazione universale appare piuttosto come una sagoma di modeste dimensioni, che getta ombre più o meno lunghe a seconda dell’intenzione di chi manipola la fonte luminosa. In questo senso, la giurisprudenza delle Corti europee appare oggi immersa in un’oscurità che essa stessa contribuisce a creare. Si può però intravedere qualche spiraglio di luce, soprattutto – ma non esclusivamente – sul versante comunitario. Alcuni elementi circostanziali inducono infatti a credere che la sentenza Kadi, che si trova attualmente all’esame della Corte di giustizia, sarà da questa annullata nei prossimi mesi
On the Field Statistics in Nested Reverberation Chambers
We study the normalized field statistics inside nested reverberation chambers, through the analysis of the shielding effectiveness of enclosures and material samples. Accurate knowledge of field statistics allows to improve the estimation of probability distributions for high field values inside electrically large enclosures. Furthermore, the study allows for better selection of the measurement model for both shielding effectiveness of enclosures and materials and gaskets. We find the correct procedures to achieve such distributions. We study basic cases of single and electrically small coupling apertures filtering single or double field components and we show the theoretical statistics of the field components inside NRCs. The change of inner field distributions is driven by the electrical size of coupling apertures and has been verified experimentally. The theory developed to obtain such statistics is based upon physics and the results are supported by measurements. The procedures and results shown in this paper are applicable to predict the statistics in NRCs as well as in adjacent RCs
Evaluation of Stochastic Electromagnetic Field in Multi-Volume Reverberation Chamber Configurations
Full wave simulations of a reverberation chamber were performed in order to evaluate the stirring efficiency when the overall volume of the chamber was varied, progressively enlarged. The stirrer geometry, position and geometry, do not change during the analysis. We evaluated the stirrer uncorrelated positions, K-factor and the power max-to-mean ratio
Coupling Between Multipath Environments Through a Large Aperture
A key issue in measuring the shielding of buildings against wireless communications signals is presented. We use a mode-stirred reverberation chamber (RC) to emulate the EM coupling through windows or doors. This is achieved experimentally by leaving the RC door open. The room hosting the RC is identified as an external semi-reverberant space, and thus used to generate the stochastic field exciting the internal RC through the door opening. Two methods for the transmission parameter measurement and shielding effectiveness (SE) estimation are compared: the first one consists in moving receiving antenna within a volume, the second one makes use of a rotating stirrer. The comparison confirms the interchangeability of the two techniques provided a proper averaging factor is introduced. This argument supports a quasi-ergodic hypothesis in imperfect and semi-open reverberating environments. The measured aperture SE is compared to a theoretical value given by an ideal reverberating environment
Full wave analysis of chaotic reverberation chambers
In this paper, we study possible ways to improve the Reverberation Chamber (RC) behavior. There could be benefits in deforming the RC rectangular geometry of the baseline cavity by inserting spherical diffractors into the RC or by titling the walls of the RC. We demonstrate that increased field disorder and randomization can be achieved with both the asymmetric structures in presence of the same mechanical stirrer. It is found that the improvement is prominent at low frequencies, with respect to the lowest usable frequency (LUF), which is consistent with results obtained by other investigators on similar RC structures. Numerical Finite-Difference Time-Domain (FDTD) simulations are performed to demonstrate the field chaoticity improvement in terms of both uncorrelated excitation frequencies and stirrer configurations
Efficient Simulations of Field-to-PCBs Coupling Under Random Excitation
The reverberation chamber can be used for the analysis of the behavior of a device under test irradiated by a random excitation such as plane waves. The finite-diffence time-domain method is adopted in order to analyze this behavior by using a summation of random plane waves instead of simulating the whole chamber. The considered device is a simple PCB, stressed by random source provided by this superposition
Full Wave Computation of the Electromagnetic Field in Chaotic Reverberation Chambers
The geometry deformation of a rectangular shaped reverberation chamber (RC) improves the field mixing and the chaoticity within the RC, in addition to traditional stirring techniques. We noted how the position and number of hemispherical diffractors affect the RC, evaluating their typical key performance parameter such as the number of uncorrelated stirrer positions. Full wave finite-difference time-domain simulations were performed for the analysis
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