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Disegnare il politico: le cartoline italiane di satira antiturca nella guerra 1911-12 per la conquista della Libia
Rainer Baudendistel, Between Bombs and Good Intentions. The Red Cross and the Italo-Ethiopian War 1935-1936
Il colonialismo e l'Africa. L'opera storiografica di Carlo Giglio. A cura di Giampaolo Calchi Novati
Popolazioni, eserciti africani e truppe indigene nella dottrina italiana della guerra coloniale
In questo saggio viene presa in esame la dottrina militare italiana della guerra coloniale in quei testi che affrontano il tema da un punto di vista teorico. E’ uno studio di dottrina accompagnato da comparazioni con le reali operazioni belliche italiane e con le esperienze teoriche e pratiche di guerra analoghe britanniche, francesi, tedesche e spagnole. Tranne il testo di Nasi la produzione italiana è di modesta qualità, più o meno pesantemente tributaria di precedenti lavori inglesi e francesi. Aspetti di più sicuro interesse di queste opere riguardano quelle parti dedicate alle truppe indigene e gli eserciti africani dove talvolta l’esperienza ha la meglio sull’ideologia
Santarelli (Enzo), Rochat (Giorgio), Rainero (Romain) et Goglia (Luigi) : Omar el Mukhtar e la riconquista fascista delle Libia
Martel André. Santarelli (Enzo), Rochat (Giorgio), Rainero (Romain) et Goglia (Luigi) : Omar el Mukhtar e la riconquista fascista delle Libia. In: Revue française d'histoire d'outre-mer, tome 71, n°262-263, 1er et 2e trimestres 1984. pp. 85-86
Le organizzazioni fasciste indigene
Il saggio affronta e analizza un aspetto molto poco visitato dagli studiosi, quello della creazione di organizzazioni fasciste indigene in Libia e in AOI e la fondazione, solo nella colonia dell’Africa settentrionale, di una sorta di partito fascista libico. Il promotore dell’iniziativa è il maresciallo Balbo che imprime un’impronta molto personale e sicuramente fascista anche se eterodossa rispetto alla linea politica del governo e del Pnf che il duce spingeva in senso razzista e, di conseguenza, ad una più netta separazione tra i coloni bianchi e sudditi africani. L’intento di Balbo era quello di formare una elite libica che potesse essere non solo elemento collaboratore del potere coloniale ma che ne condividesse anche l’ideologia fascista. In Libia fu data una preparazione politica sia a livello GAL che a quello dell’AML, aspetto che fu meno curato in AOI dove l’intento principale fu quello della preparazione di futuri ascari
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