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    Come madri e bambini percepiscono lagravità di eventi negativi esperiti dal bambino: uno studio esplorativo.

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    L’obiettivo era indagare come bambini di 5-9 anni e le loro madri valutano la gravità di eventi autobiografici negativi (fisici e psicologici) esperiti dai bambini. Dopo la narrazione dell’evento i bambini ne hanno valutato la gravità. Le madri, poi, hanno espresso due valutazioni assumendo il proprio punto di vista e quello dei figli. Il livello di gravità che le madri hanno attributo ai bambini era superiore al proprio. Per gli eventi psicologici la gravità attribuita dalle madri ai bambini era maggiore di quella del bambino. La discussione dei risultati concerne gli aspetti teorici e applicativi legati alla condivisione e al supporto dell’adulto

    Lessico psicologico in narrazioni personali di benessere e malessere nei bambini.

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    Il presente contributo riguarda la produzione spontanea di stati mentali in narrazioni personali riferite a eventi di malessere (studio 1) o malessere e benessere (studio 2) di tipo fisico e psicologico, in bambini di 5 e 9 anni. Il numero di stati mentali aumenta con l’età con tutti i tipi di eventi, mentre il genere non ne influenza l’uso. Esaminando l’influenza delle diverse tipologie di racconto, un maggior uso di stati mentali ha caratterizzato i racconti di malessere psicologico rispetto a quello fisico a entrambe le età, mentre per il benessere la differenza fra i due domini nell’uso di stati mentali varia con l’età e con il tipo di stato. Inoltre, per i più piccoli, c’è una maggiore presenza di stati mentali nelle narrazioni psicologiche di valenza negativa rispetto a quella positiva. I risultati sono discussi sottolineandone la rilevanza teorica e applicativa

    Percezione di benessere e malessere in adulti e bambini: la rilevanza dell’esperienza dipende dalla frequenza?

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    Introduzione. Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo e dell’educazione, acquista particolare importanza comprendere quale sia la risonanza interna di eventi di esperienza quotidiana vissuti da bambini di diversa età. Recenti ricerche hanno indagato alcuni aspetti della percezione di benessere e malessere nei bambini (Bornstein, Davidson, Keyes, e Moore, 2003; Fivush, 1998; Fivush, Hazzard, McDermott Sales, Sarfati, e Brown, 2003; Siegal e Peterson, 1999), quali ricordo di eventi emotivi, concetto di malattia e salute, distinzione tra i due domini (Bibace, Wiehe, e Leeman, 2001; Carey, 1995; Fivush et al., 2003; Schmidt e Fröhling, 2000; Wellman e Gelman, 1992). Nonostante ciò indichi un crescente interesse nei confronti di tali tematiche, tuttavia ancora poco si conosce in merito a come vari la rappresentazione del bambino di diversi tipi di stati interni, a seconda che derivino da esperienze positive o negative, e che riguardino la sfera fisica o psicologica. Solo di recente, ricerche sulla narrazione di eventi personali e sulla percezione della loro gravità hanno rivelato una non corrispondenza fra la percezione di bambini di 9 anni e quella loro attribuita dalle proprie madri (Gobbo, Zanon, Raccanello, e Tornatora, 2009). Tuttavia, tali lavori si sono limitati a rilevare la percezione della gravità di eventi negativi di vita quotidiana. Lo scopo principale del presente contributo è stato quindi approfondire il ruolo di alcune variabili sulla percezione dell’impatto dell’evento. Pertanto si è inteso indagare (a) se la percezione dell’intensità emotiva e il giudizio d’importanza delle proprie esperienze si diversifichino a seconda della valenza positiva o negativa e/o del dominio fisico o psicologico. Si è anche esaminato (b) il ruolo dell’età ipotizzando che con essa aumenti la capacità di discriminare l’impatto emotivo e la rilevanza di vari tipi di stati. Si è inoltre osservato (c) se il grado di importanza in bambini e adulti fosse legato alla frequenza con cui hanno esperito i diversi tipi di stati. Infine, si è controllato il ruolo giocato dalle differenze di genere, tenendo conto della presenza di dati discordanti in letteratura. Metodo. A 90 bambini (5, 7 e 9 anni) e 30 adulti è stato proposto (oralmente per i bambini di 5 anni e per iscritto agli altri) un questionario su alcune dimensioni relative a stati di benessere di dominio fisico (BF; es., essere in forma) e psicologico (BP; es., essere felici), e di malessere fisico (MF; es., avere mal di testa) e psicologico (MP; es., essere tristi). Per ogni stato (5 per tipologia) si è chiesto di valutare, con apposite scale Likert a 5 livelli, le seguenti dimensioni: rilevanza, frequenza e impatto emotivo. Risultati. Tramite MANOVA a misure ripetute (con età e genere come fattori tra i soggetti e stato come fattore entro i soggetti) sui punteggi di rilevanza, frequenza e impatto emotivo, sono emersi come significativi l’età (F(9,336)=2.69, p=.005), lo stato (F(9,104)=133.17, p<.001) e l’interazione tra età e stato (F(27,318)=1.72, p=.016), moderata dall’interazione tra età, stato e genere (F(27,318)=1.57, p=.039). Si sono quindi condotte 3 ANOVA separate, una per ciascuna dimensione. In merito alla rilevanza (stato: F(3,336)=132.12, p=.001; età x stato: F(9,336)=3.11, p=.001), gli stati di benessere sono considerati più rilevanti di quelli di malessere; per gli stati di malessere fisico non ci sono differenze tra i bambini delle tre età, ma essi sono più rilevanti per i bambini di 7 e 9 anni rispetto agli adulti. Per quanto riguarda la frequenza (stato: F(3,336)=103.32, p=.001; età: F(3,112)=5.10, p=.002; età x stato x genere: F(9,336)=3.01, p=.002), in generale è considerata più elevata dai bambini di 9 anni, ed è più alta per il benessere rispetto al malessere. Inoltre, a 9 anni i bambini considerano più frequenti gli stati di benessere fisico rispetto alle bambine. In riferimento all’impatto emotivo (stato: F(3,336)=594.23, p=.001; età x stato: F(9,336)=3.92, p=.001; età x stato x genere: F(9,336)=2.42, p=.011), il grado di risonanza di stati fisici di benessere è simile a quello di stati psicologici, mentre il malessere fisico è valutato come più negativo rispetto a quello psicologico, ma solo per le bambine di età minore. Infine, valutazioni di rilevanza e frequenza erano correlate positivamente per ognuna delle 4 tipologie di stati (BF: r=.53; p<.001; BP: r=.47; p<.001; MF: r=.38; p<.001; MP: r=.46; p<.001). In conclusione, i risultati illustrano sia come la percezione di stati diversi per valenza e/o dominio si modifichi con lo sviluppo sia lo stretto legame esistente tra valutazione di importanza nella vita quotidiana e frequenza dell’esperienza personale. Ciò sollecita ulteriori approfondimenti anche in vista di future applicazioni, da un punto di vista psico-educativo, per aiutare genitori e insegnanti a relazionarsi con i bambini in modo più consapevole, alla luce delle conoscenze sulla rappresentazione da loro posseduta

    Racconto di eventi negativi vissuti dai bambini: lessico psicologico di madri e figli.

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    The ability to express mental states is an important achievement in children’s development. Inclusion of mental state terms in narratives relating to personal experiences is essential in order to better understand the internal worlds of both self and other persons. The aim of the study was to analyze the spontaneous production of mental states by children aged 5 to 9 years and their mothers when narrating children’s personal events. Narratives concerned physical and psychological negative events. Forty-eight mother-child dyads (mean age : 8 years old) narrated separately three personal events experienced by the children. Narratives were coded according to types of mental state and persons they were attributed to. Introduction of mental states in psychological vs. physical event narratives differed in terms of type of lexicon expressed by both children and mothers, although the latter showed more sophisticated variations depending on event domain. The mothers’ psychological lexicon was richer than that produced by the children and attribution of mental states to mothers was higher in mothers’ rather than in children’s narratives

    Parlare con i bambini. L'interazione comunicativa nello sviluppo normale e patologico

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    Il libro approfondisce concetti critici che fondano lo sviluppo di capacità comunicative e la la costruzione dell’individualità attraverso l’intersoggettività. Nella relazione con figure di adulti significativi il bambino non solo apprende forme e contenuti convenzionali che consentono scambi comunicativi ma coopera alla produzione di rappresentazioni originali della realtà, in un processo in cui è fondamentale il contesto e l’interpretazione dell’intenzionalità reciproca. Nel libro si delinea il percorso di sviluppo delle itnerzioni fra adulto e bambino, con sviluppo tipico e atipico, con particolare riferimento all’autismo e alla sindrome di Down. Si evidenziano i legami fra cognizione e affettività e si approfondisce il ruolo dell’adulto nello sviluppo della rappresentazione del mondo esterno e dell’elaborazione concettuale e linguistica del mondo interno proprio e altrui, esaminando gli stili di comunicazione che caratterizzano la relazione e l’interazione psicoeducativa

    How Children Narrate Happy and Sad Events: does Affective State Count?

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    The influence of induced affective states on children’s narratives of personal events was investigated. The affective state of 5-to-6-year-old children, 128 in number, was manipulated by way of winning or losing a game. They were then asked to narrate happy or sad personal events. A self-report instrument indicated that a different affective state was indeed induced by the two game conditions. Narratives were coded for agency, affective aspects and structural complexity (antecedents). The negative condition influenced attribution of causality and intention to agent and addressee, according to a self-serving bias and affected number of antecedents. Moreover, in the negative condition, global intensity revealed a congruency effect, in line with the Affect Infusion Model. However, mental states varied with event valence, independent of affect-inducing condition. Results are discussed in terms of the complexity of the relation between emotional event narratives and children’s affective state
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