196,315 research outputs found

    Alcune fitopatie osservate su girasole in Italia

    No full text
    Vengono segnalate alcune fitopatie sia di origine biotica che abiotica, frutto di osservazioni condotte in questi ultimi anni sulla coltura del girasole. Tra le malattie fungine sono state osservate Epicoccum neglectum Desm., tra le fanerogame parassite Cuscuta sp. e tra le fitopatie di origine abiotica si segnalano malformazioni della calatide, danni da diserbanti (Pendimethalin e Oxyfluorfen) e danni da grandine

    Il girasole

    No full text
    Questo testo è stato scritto con l' intenzione di offrire agli studenti degli dei Corsi Universitari. È un trattato didattico di tipo istituzionale, distinto in una parte introduttiva, nella quale sono richiamati alcuni concetti di base indispensabili per il miglioramento genetica, tecnica colturale, ed estrazione dell olio di piante di girasole. Riteniamo che l' organizzazione di questi capitoli sia semplice e logico. Ci auguriamo che essi vengano apprezzati tanto quanto li abbiamo apprezzati noi. Siamo innanzitutto estremamente grati a tutti quei ricercatori I cui brillanti risultati hanno reso di assicurare una trattazione accurata ed equilibrata dell’argomento. Un grazie all Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali (DISA) dell’Universita degli studi di Udine, a prof. Gian Paolo Vannozzi, Che ha autorizzato la pubblicazione della prima edizione in Republica Islamica de Iran. Il libro ha tratto un grande beneficio dall’intelligente lavoro di Maurizio Turi, e Claudio Ferfuia della maggior parte dei disegni

    Il girasole. Caratteristiche morfologiche, tecniche colturali e utilizzo di nuovi ibridi

    No full text
    Il volume propone, in forma articolata ed organica, i risultati di sperimentazioni e ricerche sulla coltura del girasole effettuate presso l'azienda agraria dell'Università di Udine e descrive l'intensa attività di miglioramento genetico che ha consentito lo sviluppo di nuove varietà e di nuovi ibridi, alcuni dei quali attualmente in commercio. Il testo, presentandosi come uno strumento di consultazione e di studio, fornisce una visione d'insieme su questa pianta unendo idealmente tra loro i vari aspetti che la caratterizzano - biologici, fisiologici, genetici ed agronomici - e focalizza soprattutto l'attenzione sul girasole alto oleico e sulle caratteristiche genetiche e fisiologiche che lo distinguono dai genotipi tradizionali; largo spazio viene dato alla tecnica colturale considerando sia gli aspetti produttivi sia la tutela dell.ambiente connessa alle pratiche agronomiche. Sono riportati, infine, i possibili impieghi industriali degli oli vegetali derivati sia dal girasole che da altre oleaginose come il ricino e la soia, per illustrare le enormi possibilità offerte nei diversi settori tecnologici che interessano il quotidiano

    Produzione di biodiesel tramite transesterificazione di olio di girasole: uno studio comparativo di diversi sistemi di agitazione

    No full text
    Questo lavoro ha per oggetto l’ottimizzazione del sistema di agitazione relativo alla reazione liquido-liquido di transesterificazione di olio di girasole con metanolo in catalisi omogenea. Due configurazioni del sistema di agitazione hanno consentito di conseguire una drastica riduzione del consumo energetico specifico senza significative riduzioni della velocità di reazione: quella con un miscelatore statico alla velocità superficiale di 1.3 m/s e quella con agitazione meccanica con accoppiamento di una turbina Rushton (in posizione superiore) ed una assiale, alla velocità di 250 rpm per 1 minuto, con successivo arresto dell’agitazione. Questi risultati implicano un significativo miglioramento del bilancio energetico relativo alla produzione del biodiesel da oli vegetali

    Risposta di diversi genotipi di girasole alla demasculazione chimica con acido gibberellico

    No full text
    Effetto di tre dosi di acido gibberellico in tre genotipi di girasole sulla fertilità. Valutazione della demasculazione chimica per le attività di breedin

    Rilievi fitopatologici su varietà di girasole a confronto nel biennio 1988-89

    No full text
    Indagini fitopatologiche sono state svolte nel biennio 1988-89 al fine di valutare l'incidenza delle malattie del girasole ed il comportamento di 92 varietà in prova nei confronti dei parassiti. Le prove varietali, in coltura asciutta, erano state organizzate in tre località (Papiano e S.Apollinare (PG) e S.Severo (Foggia)) e a Papiano i rilievi hanno interessato, inoltre, il girasole in coltura principale irrigua. Il quadro fitosanitario emerso in questo biennio è stato caratterizzato in generale dalla presenza di due patogeni: Sclerotium bataticola Taub. e Phoma sp. Per quanto riguarda la presenza di altri parassiti, sia in coltura asciutta che irrigua, si sono osservati occasionali attacchi al fusto di Sclerotinia sclerotiorum, sporadiche infezioni al fusto di Phomopsis helianthi e in coltura irrigua, nel 1989, forti attacchi di Alternaria alternata e A.helianthi su foglie, fusto e calatidi

    Rilievi fitopatologici su varietà di girasole a confronto nel 1991

    No full text
    Le infezioni di Sclerotium bataticola sono risultate inferiori a quelle del 1990, dato che il patogeno predilige stagioni siccitose con temperature elevate (lo scorso anno è stato invece caratterizzato da una primavera in cui si sono registrati notevoli abbassamenti termici subito dopo la nascita del girasole e abbondanti precipitazioni fino a giugno inoltrato). Gli attacchi di Phoma sono risultati leggermente superiori a quelli del 1990; tuttavia, l'incidenza della malattia è da considerare bassa. le infezioni di Phomopsis helianthi sono risultate sporadiche. Notata la presenza di Alternaria alternata, di A.helianthi e di Septoria helianthi

    Prestazioni di oli vergini di girasole a diverso livello di insaturazione durante la frittura ad immersione

    No full text
    Lo scopo di questo lavoro è stato quello di confrontare, attraverso diversi indici di qualità, il comportamento durante la frittura ad immersione di due oli di semi di girasole vergini estratti per pressione e a differente composizione acidica. I due oli differivano per il diverso contenuto di acido oleico e linoleico; in particolare OG1 era un normale olio di girasole ad alto contenuto di acido linoleico (60%) e OG2 era un olio di girasole ad alto contenuto di acido oleico (87%). Le prove di frittura sono state condotte in una friggitrice domestica per 18 h senza rabbocco di olio. In totale sono stati eseguiti 72 cicli di frittura, con un consumo complessivo di ca. 6.5 kg di patate, effettuando 9 prelievi di olio a diversi tempi di utilizzo, compreso l’olio crudo. Per ciascun olio sono state realizzate due repliche di frittura. Gli oli crudi e i campioni di olio prelevati durante la frittura sono stati caratterizzati mediante l’esecuzione di analisi compositive (acidi grassi e tocoferoli), la determinazione degli indici dello stato idrolitico e ossidativo (acidità, composti polari e polimerici totali) e la valutazione di parametri fisici (viscosità). In particolare, per i composti polari e polimerici sono state valutate per HPLC le seguenti frazioni: polimeri, dimeri, trigliceridi ossidati, digliceridi e acidi grassi liberi. Sugli oli crudi è stato valutato anche il potere antiradicalico, tramite il metodo DPPH°, e il numero di perossidi. Inoltre, i campioni di olio prelevati durante la frittura sono stati caratterizzati mediante spettroscopia UV-VIS, per la determinazione degli indici spettrofotometrici e di colore (scala CIE L*a*b*), e spettrometria nel vicino e medio infrarosso. I due oli di girasole hanno mostrato cinetiche di degradazione ossidativa differenti, evidenziate dalle diverse velocità di formazione dei composti polari e polimerici totali e dei dieni coniugati, che sono risultate maggiori nell’olio più insaturo (OG1). Al contrario, il processo idrolitico, evidenziato dallo sviluppo di acidità libera, non è risultato differente per i due oli. In accordo con precedenti sperimentazioni, le cinetiche di degradazione dei tocoferoli (alfa- e beta-tocoferolo) sono risultate più veloci nell’olio con un minor grado di insaturazione (OG2), che ha presentato la quasi totale scomparsa di entrambi i tocoferoli già dopo dieci ore di frittura, partendo da valori iniziali di alfa- e beta-tocoferolo pari a circa 700 mg/kg e 50 mg/kg rispettivamente. Tale fenomeno è legato alla maggiore stabilità all’ossidazione degli acidi grassi monoinsaturi rispetto ai tocoferoli. La modificazione degli indici di colore, invece, ha mostrato un andamento abbastanza simile in entrambi gli oli: durante le prime tre ore di frittura si è assistito ad un incremento della luminosità (L*) contemporaneamente alla diminuzione dell’indice di giallo (b*) e della componente verde (a*). Nelle restanti ore di frittura L* e b* hanno fatto registrare un’inversione di tendenza, mentre a* ha continuato a diminuire. Per quanto riguarda la spettroscopia IR, attraverso l’elaborazione chemiometrica degli spettri MIR e NIR è stato possibile costruire delle cinetiche in grado di descrivere l’andamento dei fenomeni che avvengono in frittura. I due range spettrali hanno evidenziato fenomeni differenti, probabilmente legati allo stato ossidativo dell’olio nel caso del vicino infrarosso e alla degradazione dei tocoferoli nel caso del medio infrarosso. Le cinetiche della viscosità hanno presentato un andamento crescente in entrambi gli oli, dovuto alla formazione dei composti polimerici. In conclusione, il lavoro ha dimostrato come il diverso grado di insaturazione iniziale dei due oli di girasole vada a modificare le cinetiche di degradazione degli oli stessi durante la frittura. L’impiego di un olio di girasole ad alto oleico è maggiormente raccomandabile sia dal punto di vista tecnologico che da quello nutrizionale. Tale olio può sopportare infatti un tempo di utilizzo maggiore, in quanto più stabile al fenomeno dell’ossidazione, e di conseguenza l’alimento che ne deriva fornisce un minore apporto di radicali liberi

    Operationalizing the Circular City Model for Naples' City-Port: A Hybrid Development Strategy

    No full text
    The city-port context involves a decisive reality for the economic development of territories and nations, capable of significantly influencing the conditions of well-being and quality of life, and of making the Circular City Model (CCM) operational, preserving and enhancing seas and marine resources in a sustainable way. This can be achieved through the construction of appropriate production and consumption models, with attention to relations with the urban and territorial system. This paper presents an adaptive decision-making process for Naples (Italy) commercial port's development strategies, aimed at re-establishing a sustainable city-port relationship and making Circular Economy (CE) principles operative. The approach has aimed at implementing a CCM by operationalizing European recommendations provided within both the Sustainable Development Goals (SDGs) framework-specifically focusing on goals 9, 11 and 12-and the Maritime Spatial Planning European Directive 2014/89, to face conflicts about the overlapping areas of the city-port through multidimensional evaluations' principles and tools. In this perspective, a four-step methodological framework has been structured applying a place-based approach with mixed evaluation methods, eliciting soft and hard knowledge domains, which have been expressed and assessed by a core set of Sustainability Indicators (SI), linked to SDGs. The contribution outcomes have been centred on the assessment of three design alternatives for the East Naples port and the development of a hybrid regeneration scenario consistent with CE and sustainability principles. The structured decision-making process has allowed us to test how an adaptive approach can expand the knowledge base underpinning policy design and decisions to achieve better outcomes and cultivate a broad civic and technical engagement, that can enhance the legitimacy and transparency of policies
    corecore