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    Incipitario della Lirica meridionale e Repertorio generale degli autori di Lirica nati nel Mezzogiorno d'Italia (secolo XVI)

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    L'"INCIPITARIO" si basa su una nozione ampia di 'lirica', che comprende, accanto ai generi canonici della tradizione due-trecentesca, tipi di poema breve collocabili in zone di confine, talora imparentati con la scena o apertamente 'ex lege' rispetto ai modelli dominanti di stampo petrarchistico: la poesia burlesca, l'epico-lirica, la satira, la bucolica, i proverbi e gli enigmi in rima. Esso ricostruisce una rassegna completa dei produttori di poesia lirica meridionali: un grande ritratto di gruppo (570 autori indicizzati, professionisti e non) e il corpus lirico completo, ossia un inventario indicizzato generale recante almeno una attestazione a stampa per ogni componimento d'autore meridionale (ma per la grande maggioranza, costituita dai minori e dai minimi, i dati bibliografici raccolti configurano una 'recensio' esaustiva), con l'indicazione, per ciascun capoverso indicizzato, dell'autore, delle edizioni/fonti, del tipo di libro (monografia, raccolta o testo spicciolato) e del genere metrico. Accluso all'Incipitario è il "Repertorio generale degli autori di lirica, comprendente per ciascun autore uno "Schedario delle referenze bio-bibliografiche" e un "Indice dei componimenti per autore:strumenti destinati a delineare un'anagrafe rigorosa dei letterati meridionali del secolo XVI in quanto produttori di testi lirici

    Finzioni marine. Travestimento e mito nella civiltà di corte

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    Le pratiche di travestimento letterario legate al mare sono antiche quanto la letteratura. Ad informarle, in origine, c'è il mito: i suoi linguaggi sono il racconto di un'aspettativa, di un 'desiderio'. Ogni pratica di travestimento ha sempre un rapporto col mito: in ognuna di esse c'è sempre una scheggia di quel desiderio, da raccontare, da far 'vedere' come simulacro di un'eternità proiettata nel reale come spettacolo del 'sé'. E' il destino di ogni classicismo. Una ricognizione di queste pratiche, alla cui origine c'è Sannazaro bucolico-pescatorio, creatore di paesaggi archetipici e di Arcadie di diversa natura, delinea un sistema espressivo dotato di una precisa autogiustificazione tipologica, diffuso in tutta Europa, ma con una parabola a termine, che si esaurisce con il tramonto dell''Ancien Régime'. Ne emerge un linguaggio poetico che in dialogo con le arti figurative ripropone al pubblico di corte, nella cornice dell'esotico e della peripezia marinaresca, sul confine fra natura e mito, l'ambiguità costitutiva della letteratura
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