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Commento su "Il caso L."
Il resoconto di Fanny Guglielmucci e Antonella Granieri del caso di L. (n. 1/2015, pp. 129-139) permette di osservare da vicino una psicoterapia con una perso-na che presenta problematiche dell’identità di genere. Queste problematiche possono appartenere a diversi pazienti, tra cui le persone transessuali e intersessuali. Da una parte quindi è necessario differenziare le tematiche transex-transgender da quelle in-tersex; dall’altra è possibile affrontare il lavoro clinico con questi pazienti prendendo in considerazione gli elementi comuni alle due condizioni. Come giustamente sosten-gono le Autrici, il lavoro con le persone intersessuali «per certi aspetti è simile al la-voro clinico con i pazienti transessuali, ma per altri se ne discosta anche: transitare da un sesso all’altro, infatti, non è esattamente la stessa cosa che essere tra loro» (n. 1/2015, p. 134, corsivi nell’originale). Bisogna però specificare che il transessualismo comprende realtà molto diverse tra loro, in cui la transizione può essere solo parziale e non costituire esattamente un passaggio da un sesso all’altro
Cosa prova il cervello. Scritti di neuropsicoanalisi
Da quando è stato coniato, nel 1999, il termine 'neuropsicoanalisi' ha suscitato un ampio dibattito nel mondo scientifico, nonostante l'inizio dei rapporti Ira psicoanalisi e neuroscienze risalisse a molti anni prima. L'ambizione di questa disciplina che getta ponti Ira due approcci per qualcuno ritenuti antitetici, è quella di indagare cosa prova il cervello, quasi sempre oggetto, piti raramente soggetto, di ricerca. La neuropsicoanalisi investe i campi più disparati: la psicoanalisi, certo, ina anche i disturbi neurologici, il sogno e la coscienza. Numerose sono le implicazioni filosofiche di un approccio che si muove al confine Ira mente e cervello e ne esamina le interazioni. Questo volume fornisce un'introduzione alla materia e scandaglia le sue implicazioni. Mark Solms, che ne è uno dei pionieri, guida il lettore alla scoperta delle diverse sfaccettature di una disciplina di confine. Nella prima parte analizza il ruolo della psiche nella neuropsicologia, nella seconda fornisce alcuni esempi clinici di ricerca neuropsicoana-litica, mentre nella terza traccia Lina panoramica delle applicazioni del metodo ai disturbi psichiatrici, in particolare depressione e dipendenze. La quarta parte torna sulla prospettiva freudiana del sogno, aggiornandola alla luce delle recenti scoperte neuroscientifiche. Il volume si conclude con una sezione dedicata alle implicazioni filosofiche della disciplina, ovvero al monismo dal duplice aspetto percettivo, perno attorno al quale ruota, secondo l'espressione di David Chalmers "il problema 'difficile' della coscienza", che l'autore cerca di risolvere attraverso una distinzione preliminare fra il soggetto e gli oggetti della coscienza stessa
Il lutto del corpo come "roccia basilare" nel trattamento psicoanalitico di transessuali.
Questo lavoro introduce il concetto di “trauma grave di genere”, una sindrome clinica che emerge dall’incontro oneroso tra il mancato riconoscimento di genere sofferto dai pazienti transessuali e l’esperienza soggettiva e angosciosa del corpo in cui si è nati. Negli ultimi anni, la consapevolezza degli analisti sulla complessità delle interazioni tra psiche, soma e cultura è progressivamente cresciuta, di conseguenza la considerazione dei rischi psicologici del mancato riconoscimento di genere ha suscitato un interesse sempre maggiore all’interno della psicoanalisi. Tuttavia la disforia legata al corpo è spesso trascurata anche da quegli analisti che cercano di lavorare con l’esperienza di genere dei loro pazienti. Attraverso il dettagliato resoconto della terapia di una bambina transessuale di cinque anni (che si vive come femmina ma è nata in un corpo maschile), viene seguito, all’interno del trattamento, il percorso evolutivo di un corpo non sufficientemente mentalizzato. Focalizzandosi sulla fantasia inconscia e sulle sue trasformazioni, l’autrice mostra quanto per i pazienti transgender sia importante un aiuto volto alla rappresentazione mentale del dolore originato dal corpo. Tale rappresentazione è una delle condizioni necessarie per una transizione psicologicamente sana.This paper introduces the concept of massive gender trauma, a clinical syndrome arising at the onerous intersection of the misgendering of transgender patients and the subjective, anguished experience of the natal body. Analysts have become increasingly aware in recent years of the complex interactions between psyche, soma, and culture. Consequently, the field is increasingly hospitable to considering the psy- chic risks inherent in misgendering. However, patients’ body dysphoria is often left unaddressed even by analysts who seek to work within their analysands’ gendered experience. Through a detailed, in-depth account of work with a five-year-old trans girl (female-identified, male-bodied), the developmental implications of the natal body’s not becoming suffi- ciently mentalized in the course of treatment are tracked and explored. Attention to unconscious fantasy and its transformations shows the importance of helping transgender patients whose bodies are a source of suffering to be able to psychically represent their pain as a critical step in the process of a psychologically healthy transition
Gender Dysphoria in Childhood and Adolescence in Italy. Preliminary Data of a Mapping Study.
Gender dysphoria (GD) in childhood and adolescence is a complex phenomenon characterized by clinically significant distress due to the incongruence between assigned gender at birth and experienced gender. Gender identity issues among children and adolescents can be highly variable and, in recent years, consensus about the best clinical practice is currently under debate. In several countries (e.g. the Netherlands, Canada, UK, USA) the number of children and adolescents who are referred to gender identity clinics is high and increasing. In Italy, so far, young referrals are scarce. The aim of this research is to understand the reasons of this discrepancy. Carrying out the first mapping of GD in childhood (2-11 years) and adolescence (12-19 years) in Italy, the research group developed an online questionnaire for psychologists, psychotherapists, paediatricians and child psychiatrists. The questionnaire explores clinicians’ knowledge and interest on gender dysphoria, the number of encountered cases and, for each case, the display of GD behaviours. Preliminary findings (from the first three months, answers collected only among psychologists and psychotherapists) showed a numerous rate of answers that made possible the collection of diverse profiles for Italian GD children and adolescents. Moreover, little knowledge about gender dysphoria (along with a clinical interest and need for more information on that topic) was found among psychologists and psychotherapists. Lastly, the questionnaire explored how clinicians have dealt with each case in terms of taking the patient in care or referring him or her to other health professionals or to gender clinics. As expected, referrals to gender clinics resulted very low
Buying time or arresting development? The dilemma of administering hormone blockers in trans children and adolescents
In recent years, the use of gonadotropin-releasing hormone (GnRH) analogues in adolescents with gender dysphoria (GD) to suppress puberty has been adopted by an increasing number of gender clinics, generating controversial debate. This short essay provides an overview of the difficulties associated with this heterogeneous group of adolescents and discusses arguments for and against the suspension of puberty. Further, it reviews the main follow-up studies conducted in some of the world's largest clinical centres for gender-variant children and adolescents
Credere e avere fiducia nella complessità. Commento critico alla co-occorrenza tra disforia di genere e autismo
Di recente, nella letteratura scientifica è emersa una correlazione tra le condizioni di Disforia di Genere (DG) e Disturbi dello Spettro Autistico (DSA). In questo lavoro, a cavallo tra clinica e ricerca, gli autori propongono un commento critico a tale co-occorrenza, attraverso il racconto di un caso clinico di un adolescente transgender e una discussione della letteratura a riguardo. Gli autori indicano i rischi di una ipersemplificazione di diagnosi così complesse, e offrono una loro lettura delle aree di sovrapposizione tra le due categorie dia- gnostiche.In recent years, scientific literature has found a correlation between Gender Dysphoria (GD) and Autism Spectrum Disorders (ASD). In this contribu- tion, straddling between clinical observations and research findings, the authors propose a critical comment on this co-occurrence. They review existing literature and report a psychoanalytic account of a therapy with a transgender adolescent. The authors highlight the risk of an over-simplistic view of two complex diagnoses and offer their interpretation to understand overlapping areas between the two diagnos- tic categories
Volevo solo girare il primo film di psicoanalisi
Perché da un feuilleton gotico che ispira un film non del tutto risolto nasce una delle storie più belle, più note, più amate del cinema? La risposta è semplice ed è tutta negli ingredienti: Hitchcock, il trauma e la psicoanalisi.
Il romanzo è quello che avete letto: The House of Dr. Edwardes, pubblicato nel 1928. L’autore, Francis Beeding, è lo pseudonimo degli scrittori inglesi Hilary St. George Saunders (1898-1951) e John Pal- mer (1885-1944), amici e autori a quattro mani di decine di romanzi tra gli anni venti e gli anni quaranta. E il film è, lo sapete, Spellbound, in Italia tradotto, e mirabilmente tradito, con Io ti salverò
Personalità e attaccamento in un campione di persone transessuali nel processo di riassegnazione di genere
L'assessment diagnostico dei soggetti transessuali costituisce un campo ancora largamente inesplorato. Nell’eziologia del transessualismo, alcuni autori sottolineano la prevalenza di fattori genetici e costituzionali (vedi Erickson-Schroth, 2013), altri mettono in luce la centralità delle esperienze precoci di attaccamento (Coates, Cook, 2001). Mentre la maggioranza degli studi sull'attaccamento si riferisce all’età evolutiva (Zucker, 1998; Birkenfeld-Adams, 2000), pochi indagano tale costrutto in età adulta (Vitelli, Riccardi, 2011; Colizzi et al., 2013). Rispetto alla personalità, la letteratura sul transessualismo fornisce risultati contrastanti indicando in alcuni casi una patologia conclamata, in altri profili assimilabili a quelli normativi (Lothstein, 1979; Vidal Hagemeijer et al., 2003).
Obiettivo del presente lavoro, supervisionato dal professore Vittorio Lingiardi con la professoressa Annamaria Speranza, è investigare i costrutti di attaccamento (AAI, George, Kaplan, Main, 1996) e personalità (SWAP-200, Westen, Shedler, Lingiardi, 2003) e le loro relazioni in un gruppo di 44 soggetti (28 MtF, 16 FtM) transessuali (DSM-5; APA, 2013). Un ulteriore obiettivo è quello di individuare nel gruppo cluster di soggetti omogenei per caratteristiche di personalità.
I risultati mostrano per l'attaccamento un'elevata percentuale di condizioni Irrisolte/Disorganizzate (U/d; 50%) e un tasso piuttosto elevato di attaccamento Sicuro (F; 37%). Solo sette soggetti (16%) presentano un Disturbo di Personalità mentre, nel complesso, il campione mostra un buon funzionamento.
La Q-factor analysis ha identificato tre fattori-Q: Alto Funzionamento (23% della varianza), Depressivo/introverso (10% della varianza) e Istrionico/estroverso (8% della varianza), quest'ultimo composto solo da soggetti MtF.
Lo studio mette in luce la variabilità dei profili di personalità dei soggetti, indicando la necessità di considerare il transessualismo come un costrutto multifattoriale e multidimensionale
Clinical Cases
L’obiettivo principale di questa ricerca è quello di indagare, all’interno del funzionamento della casa famiglia “Casetta Rossa” – di cui si darà una descrizione nella prima parte dell’intervento – quali siano quegli aspetti che nei ragazzi residenti nella nostra struttura possano permettere lo sviluppo delle capacità legate al costrutto della mentalizzazione. Tali capacità riguardano il comprendere e riflettere meglio sui propri stati emotivi e su quelli degli altri, l’avere una migliore comprensione delle differenze tra la realtà esterna e il proprio immaginario, il comunicare meglio le proprie emozioni, l’essere più concentrati sulle attività e meno distratti, e l’avere più empatia nei confronti degli altri
Detenute transgender clandestine negli istituti penitenziari italiani: un’indagine pilota.
La presente ricerca nasce dalla costituzione, nell’anno 2009, di un Gruppo di Lavoro PEA “Elaborazione di un modello di trattamento per transessuali”, la cui priorità è stata stabilita dal Ministero della Giustizia, su proposta della Direzione Generale Detenuti e Trattamento. Al fine di ottenere una più approfondita conoscenza delle problematiche delle detenute transessuali/transgender presenti negli istituti penitenziari italiani, e con lo scopo di ricercare elementi trattamentali adeguati a tale tipologia di detenute, il gruppo di lavoro ha elaborato e costruito un questionario anamnestico self-report, che è stato trasmesso ai Provveditorati Regionali dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP) nel cui territorio sono ristrette detenute transessuali/transgender (n. 64). La presente ricerca, pertanto, risulta essere la prima indagine pilota che viene effettuata a livello nazionale, richiedendo la collaborazione di tutti gli istituti penitenziari italiani in cui sono recluse detenute transessuali/transgender.This research is a result of the founding, in 2009, of the PEA Work Group “Development of a treatment model for transsexuals”; its priority was set by the Ministry of Justice after suggestions by the Directorate-General for detention and treatment. The work group has prepared and set up a self report anamnestic questionnaire which has been sent to the regional superintendency of detention (PRAP) in which transsexual/transgender female prisoners are held; this was done to gain a thorough understanding of the problems and issues of the transsexual/transgender female prisoners in italian detention centers, with the purpose of finding appropriate treatment for this tipology of convicts (N° 64).
This research is the very first pilot inquiry on a national level, having required the collaboration of all the italian correctional facilities in which transsexual/transgender female prisoners are held
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