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    Recensione de M. CORTÉS ARRESE, Nolstalgia del porvenir. Navegando hacia Bizancio con El Greco de Toledo, Madrid, 2015

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    Si recensisce un importante volume di Miguel Cortés, titolare della Cattedra di Storia dell'arte bizantina - l'unica in Spagna - presso la Università di Castilla la Mancha. La novità propositiva del volume è il far spaziare il concetto di Storia dell'arte bizantina ben oltre il millennio comunemente inteso per "spazio temporale" bizantino, ovvero fino alle radici ed oltre dell'arte russa ed anche dell'arte europea e spagnola. Questo, attraverso l'opera del Greco, cretese arrivato a Toledo via Venezia e Roma, autentico trait d'union tra il mondo greco-veneziano mediterraneo e quello, nuovo! iberico atlantico. Un volume complesso ma ricco di spunti e temi

    Un viajero en la Constantinopla del siglo XV poco conocido: el borgoñon Bertrandon de la Broquière

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    Si studia il valore culturale ed ideologico delle pagine relative al soggiorno a Costantinopoli del diplomatico borgognone (ambasciatore di Filippo il Buono) Bertrandon de la Broquière. Del suo "Voyage" si conoscono, sopra tutte le altre, le pagine relative ai passaggi in Terrasanta, a Damasco e nella penisola Anatolica, non quelle relative ai territori dell'impero romano orientale né dell'Europa Balcanica (il Danubio, Belgrado, Vienna), né i giudizi e le impressioni sui Turchi. Si tratta di pagine di grande valore e interesse: il sovrano di Borgogna da anni si era posto tra i primi incaricati di condurre un intervento armato di salvataggio dell'impero, contro il Turco, dietro le sollecitazioni dei pontefici romani

    Un ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesti a Firenze nel 1459: in primo piano nel Corteo dei Magi di Benozzo Gozzoli nella Cappella di Palazzo Medici

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    Si propone una interpretazione poco "praticata" dalla storiografia attorno all'affresco detto "La cavalcata di Magi"dipinto da Benozzo Gozzoli sulle pareti della Cappella privata di Palazzo Medici a Firenze, tra 1459 e 1364. La presenza del fedele ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesti al centro della scena- e così vicino ai ritratti di tre generazioni di committenti, i Medici -, chiarifica il significato generale dell'affresco: la esaltazione dei committenti e delle relazioni da loro favorite e promosse: il Malatesti, infatti, è in quegli anni, ancora il condottiere dell'esercito a difesa di Firenze

    L’impero romano-orientale e la Costantinopoli Nuova Roma di Gilbert Dagron nella storiografia bizantinistica contemporanea

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    Si studia la complessa produzione di Gilbert Dagron sulla ideologia politica bizantina, la città e la ideologia urbica (statue, colonne e relative profezie). L'illustre studioso francese dedicò pagine fondamentali su questi temi valorizzando una letteratura che fino ad allora era considerata "eterodossa" e non "credibile": trattati di etichetta, "oracula", profezie, trattati di riti di fondazione, simbolismi e racconti di viaggio. Dopo volumi quali "Nissance d'une capitale: Constantinople et ses institutions", del 1976, colpevolmente tradotto in italiano una quindicina abbondane di anni più tardi, e "Constantinople imaginaire", del 1984, addirittura mai tradotto, tali temi divenero patrimonio dello studio della città e della mentalità in generale

    Dinamiche politico-ecclesiastiche nel Mediterraneo cristiano tardoantico. Studi in onore di Ramón Teja, a cura di S. ACERBI e G. VESPIGNANI, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2017 (Saggi di storia antica, 40)

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    Si tratta di una serie di oltre venti contributi dedicati da studiosi italiani e francesi a Ramòn Teja, maestro di storia, Professore Emerito presso la Università di Cantabria, con sede a Santander, ma anche "italiano" di Spagna, membro di infinità di comitati scientifici di riviste, collane e congressi. Si tratta di studi di storia romana classica, tardo-romana, bizantina, della chiesa e non

    Letture della Quarta crociata a Venezia nel secondo secolo XVI

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    L'esempio fornito dai teleri del Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio, che sostituirono precedenti distrutti dall'incendio del 1578, otto dei quali riguardanti fasi della Quarta crociata (1203-1204), è esemplare del metodo usato dal ceto dirigente veneziano di "confezionare" la propria storia con "exempla" e miti illustrati grazie a monumenti, marmi e dipinti. Qui, oltre tutto, si tratta del luogo del potere per eccellenza, il Palazzo del governo. Le vicende controverse della Quarta crociata, che lo stesso dirigente aveva nascosto tra le righe della storia per alcuni secoli, ora diviene un "exemplum" per i contemporanei perché, in un momento difficile e in piena decadenza militare e commerciale della repubblica,,seguano l'esempio degli antenati, capaci di assediare, vincere e conquistare Costantinopoli

    Costantino e la fondazione di Costantinopoli nel giudizio di Josif Brodskij

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    Si indaga sulla posizione di Iosif Brodskij, Nobel per la Letteratura già americano, circa la fondazione di Costantinopoli e la affermazione storica dell'impero romano-orientale, linfa e nutrimento della civiltà russa. Brodskij, cittadino sovietico dissidente fin dai primi anni '70 del Novecento, ebreo, sente la componente cristiana e romana medievale (cioè bizantina) della civiltà russa come la versione "asiatica" di quella romana classica, una piaga che porterà all'orrore sovietico. Non a caso il saggio celebre di Brodskij si intitola "Fuga da Bisanzio": una posizione, la sua, non casuale, ma che torna in altri filoni, più o meno riconoscibili, della cultura russa tra Ottocento e Novecento

    La campagna di Vlad (III) Draculea contro i turchi dell’estate 1462 negli storici bizantini

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    Si tratta di un contributo originale. Si passano in rassegna le notizie che riguardano i violenti scontri lungo il Danubio tra contingenti turchi e quelli alla guida del "voivoda" di Valacchia Vlad III Drakulea, il "figlio del Drago", nell'estate del 1462, offerte dagli ultimi storici bizantini. Notizie di scontri duri, ma nessun accenno alle efferatezze proprie di un "mostro" che verranno addebitate al personaggio nel giro di anno o poco più, e che, alla fine dell'Ottocento, sarebbe divenuto Dracula, il conte di Transilvania nel romanzo di Bram Stocker. Sulla origine del personaggio letterario si è versato parecchio inchiostro, ma sull'interesse degli osservatori tardi bizantini, no. Si tratta dunque di una lacuna, almeno in parte, colmata

    Dialoghi con Bisanzio. Spazi di discussione, percorsi di ricerca

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    Dialoghi con Bisanzio: spazio di discussione, percorsi di ricerca, raccoglie gli atti dell'VIII Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini. Questi due volumi offrono contributi che spaziano dalla filologia alla storia, dalla archeologia alla storia dell'arte, dalla letteratura alla cultura materiale, lungo una diacronia compresa tra il IV e il XVI secolo
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