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Luoghi di lavoro. Istituti di formazione della buona tecnica
Il contributo offre una panoramica sul ruolo degli organismi ed istituti preposti alla messa a punto di linee guida e buone prassi, i modelli di organizzazione aziendale come previsti dal Testo Unico Sicurezza sul Lavoro (n.81/2008 e s.m.i.) ed approfondisce i principali contenuti delle linee guida per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) ed i relativi strumenti.The paper discuss the main italian laws and guideline addressed to aim the safety in the workplaces
LA DIMENSIONE DEL FENOMENO: EVOLUZIONE DEMOGRAFICA E ORGANIZZAZIONE DELLA RETE DEI SERVIZI DEDICATI. PROBLEMATICHE E OPPORTUNITÀ DELL’APPROCCIO ESIGENZIALE E PRESTAZIONALE AL PROGETTO DELLO SPAZIO
Gli ultimi dati disponibili confermano il trend di invecchiamento della popolazione italiana con alcune significative differenze a livello territoriale. Su 60milioni e 600mila residenti (1/01/2011, ISTAT) negli ultimi 10 anni, la percentuale di individui ultra65enni è aumentata del 20,3% con un incremento del ben 1,8 milione di individui; aumentano i “grandi vecchi” ed il numero di persone ultracentenarie si è triplicato. Come conseguenza sono in costante aumento i casi rilevati di deficit cognitivo - 1 anziano su 4 ne è affetto anche se in maniera lieve (2007, CNR) – e di perdita di autonomia funzionale. Rispetto alla disabilità, alta è la percentuale di coloro i quali vivono all’interno del contesto familiare. Nonostante i percorsi assistenziali siano codificati, sono molte le criticità rilevabili e la disomogeneità nell’offerta degli stessi a livello regionale. Non si può non ricordare come la riforma del Titolo V della Costituzione abbia dato un forte impulso a tale grave processo di diversificazione.
Dalla lettura dei percorsi assistenziali è possibile identificare i “luoghi fisici” all’intero dei quali vengono erogate le prestazioni sanitarie e socio-sanitarie. Nella convinzione che un’adeguata progettazione dello spazio e del sistema di oggetti che gravitano in esso, possa essere un elemento di riduzione del disagio ed agevolare il recupero dell’abilità residua, si individua nell’approccio esigenziale – prestazionale a carattere multidisciplinare, un metodo per costruire un quadro di riferimento strutturato delle esigenze dell’utenza. Attraverso questo si individuano infatti requisiti e prestazioni del sistema ambientale e tecnologico ad hoc, ovvero capaci di indirizzare l’azioni progettuale in risposta ai reali bisogni dei fruitori.The paper discuss the main data of the dementia phenomenon in Italy and shows the strategy to approach the design
PVS-Planning Viable Sustainability with the Emerging Regions I Conferenza annuale “Esperienza e conoscenze. Progetti Internazionali nel Paesi emergenti”
La I Conferenza Nazionale promossa e organizzata dal Centro PVS è finalizzata a raccogliere e discutere contributi di studiosi, professionisti e operatori del terzo settore su progetti e interventi nei cosiddetti Paesi emergenti. Coerentemente con la propria tradizione, il Centro PVS concentra l’attenzione sul settore della ricerca e della formazione, scommettendo sull’ipotesi che vi sia ancora poca riflessione, scambio e comparazione sulle pratiche e gli interventi realizzati da planners, architetti e designers italiani che operano nella cooperazione internazionale e nei paesi emergenti.
La Conferenza si propone di diventare un appuntamento annuale con l’obiettivo di confrontarsi e capire come potenziare le iniziative nei Paesi terzi e la collaborazione con gli altri interlocutori, considerando che questi interventi rappresentano, sempre più, una imperdibile opportunità di sperimentazione, innovazione e apprendimento da parte delle Università coinvolte, che possono così acquisire nuove conoscenze utili alla sviluppo di figure professionali nello specifico settore
Erasmus Mundus BASILEUS II
Vince la borsa di mobilità per staff del programma Basileus IIFacoltà di Architettur
Master di II livello in Architetture per la Salute, Cofinanziato Ministero degli Affari Esteri, DGCS
“Schedatura delle attività e dei rischi meccanici e posturali” in Ambiente e Sicurezza, Ergonomia e Sicurezza nel Cantieri Edili,
L'era della scarsità: autoproduzione tra necessità ed opportunità
L’attuale crisi sociale, politica, economica ed ecologica ha accelerato la consapevolezza che il modello di crescita guidato dalla speculazione e dai mercati finanziari instabili, sta portando il pianeta ad una scarsità cronica di risorse. Entro il 2050 si stima che la popolazione mondiale raggiungerà i 9,3 miliardi, di questi 6 miliardi vivrà in aree urbane. Nel 2025 le megalopoli saranno 27 a fronte delle 21 censite 2010, con conseguenze inimmaginabili in termini di domanda di servizi, di consumo delle risorse e sul sistema degli spazi e delle relazioni sociali. Al 2010 circa un terzo della popolazione urbana dei cosiddetti paesi in via di sviluppo vive negli slum ed i numeri, dalle previsioni effettuate, sono destinati a crescere e con essi l’aumento della povertà urbana. Il ruolo dell’architettura oggi è chiamato confrontarsi con questo scenario globalizzato e come nella sua natura, ad anticipare i bisogni futuri per darne risposta. Se tradizionalmente il ruolo dell’architettura è stato legato prevalentemente alla “ricchezza”, alle sue potenzialità di evidenziare uno status symbol, oggi si ritiene necessario rafforzare il suo campo di azione nella città diffusa e negli insediamenti informali, quali luoghi autodeterminati con pratiche spontanee. L’era della scarsità, di materiali e di risorse, offre l’opportunità, di riconfigurare la pratica in un modo radicalmente nuovo, alle diverse scale di intervento, dalla pianificazione al design in una direzione che alcuni definiscono della post-sostenibilità. Si affaccia un nuovo approccio nell’architettura definibile materialist and sensitive practice, connotato da una forte dimensione etica Di notevole interesse, in questo ambito specifico, è il filone dell’autoproduzione che si sta sempre più sviluppando in diversi comparti produttivi della società, e che, se per alcune fasce di popolazione è un’opportunità per “avviare” dal basso un nuovo modello di sviluppo, come testimonia il contemporaneo movimento dei “maker”, per altre è una necessità in assenza di risposte istituzionali. Il progetto esemplificativo dell’autoproduzione come necessità è quello della Torre Confinanzas, chiamata Torre David, presentato alla Biennale di Venezia nella sezione degli Arsenali. Nel centro di Caracas un grattacielo di 45 piani, che avrebbe dovuto ospitare un centro direzionale e appartamenti di lusso, finanziato da privati e successivamente rilevato dal Governo, è stato lasciato incompiuto ed abbandonato, a seguito della crisi economica sopraggiunta nei primi anni ’90. Vengono occupati spontaneamente 28 piani e la Torre David con i suoi 2500 squatter, alloggi e botteghe, diviene un modello di “spazio comune” e di “abitare collettivo e informale”. A questo progetto trasformazionale, di Justin McGuirk e Iwan Baan e Urban-Think Tank , definito uno slum verticale, è stata riconosciuta la capacità di cogliere le potenzialità delle associazioni informali. Il futuro che si intravede per agire su tali contesti nasce dalla stretta collaborazione tra tecnici, imprese e popolazione locale, in una sorta di laboratorio permanente, i cui metodi trascendono quelli tradizionali e nel quale è possibile coltivare i mezzi di sussistenza, recuperare la tradizione locale e studiare l’adattamento, con un forte potenziale di innovazione e sperimentazione.The ongoing social, political, economic and ecological crisis has accelerated the awareness that the model of growth guided by speculation and unstable financial markets is leading the planet to a chronic scarcity of resources. By 2050 it is estimated that the world population will reach 9.3 billion, of whom 6 billion will live in urban areas. In 2025 there will be 27 megalopolis with unimaginable consequences in terms of demand for services, consumption of resources and on the system of spaces and social relations. In 2010 about one-third of the urban population of the so-called developing countries lived in slums and the numbers are destined to grow and with them there will be an increase in urban poverty. Architecture today is called upon to face up to this global scenario and, as it is its nature to do so, anticipate future needs to respond to them. If traditionally the role of architecture was prevalently linked to “wealth”, to its potentiality to highlight a status symbol, toda
Health Spaces. Hospital outdoor environment
The book titled “Health spaces. Hospital Outdoor Environments”, involves different Italian and Serbian experts in the healthcare design and landscape, aware of the need for interdisciplinary approaches and of the significant importance that landscape design gains in these last years. The book discusses and shows design solutions aimed at creating the right balance as much between the city and the hospital’s outdoors, that much between hospital open spaces and indoor environments, in accordance with users’ needs and behaviors.
The book develops the topic starting from a general approach to go on in the real case study’s analysis. According to that, it is divided in two parts: the first part collects essays on planning and design approach and the second part shows significant case studies located in Serbia and in Italy.
The first part of the book collected six papers, written by Z. Ðukanović, F. Terranova, N. Beretić, F. Quici, F. Giofrè, R., R. Božović Stamenović. They explore theoretically the main topic from different points of view, from different disciplines of the architecture.
The second part of the book collected seven papers written by R. D’Onofrio and E. Trusiani, A.M. Giovenale; F. Giofrè, I. Miletić, V. Napoli and G. Primiceri, V. Mandić and T. Stanisavljević , R. Belibani and M. Ciardi.
The papers analyze several case study as the Piacenza Hospital complex, Policlinico Umberto I of Rome (Italy); the Clinical Center in Belgrade, Clinical Centre of Niš and Clinical Centre of Vojvodina in Novi Sad (Serbia) and more
Il nuovo ospedale dei Castelli romani - Storia di un processo e di un progetto
L'articolo descrive il processo di pianificazione, programmazione e progettazione di un edificio a destinazione ospedaliera come un’operazione molto complessa, legata principalmente alle componenti specifiche di carattere funzionale, tecnologico e gestionale della struttura stessa e alla valutazione dei fattori psico-sociologici della componente professionale medica, infermieristica, dei pazienti e dei loro familiari. Il Nuovo Ospedale dei Castelli Romani, tutt’oggi in corso di realizzazione, a distanza di oltre 10 anni dal primo studio di fattibilità elaborato all'interno del Dipartimento Pinaificazione, Design, Tecnologia dell'Architettura (gia' ITACA) , ne è una dimostrazione.The article describes the planning, planning and design process of a hospital-designed building as a very complex operation, mainly related to the functional, technological and managerial features of the facility itself and the psycho-sociological factor evaluation of the professional component Medical, nursing, patient and their family members. The New Hospital of Castelli Romani, still in progress, more than 10 years after the first feasibility study elaborated within the Department of Planing, Design, Technology of Architecture (already ITACA), is a demonstration
Urban and Rural connection between global and local, between role and reality. What design can do to achieve the synergy?
Urban and rural terms have different significances with reference to the context and their relationship have changed over time according to socio-political changes, always in a dichotomous way. The latest studies overpass this dichotomy and propose multi-sectoral approach focusing on patterns of territorial continuity, which goes beyond boundaries.
On the international level, Habitat II (1996) argued that "Rural and urban development are interdependent. In addition to improving the urban habitat, we must work to provide adequate infrastructure, public services, and employment opportunities to rural areas to increase their attractiveness, develop an integrated network of settlements, and minimize rural-to-urban migration. Small and medium-sized towns need special focus”. Nowadays in a globalized era, where the South and the North are interdependent, and where cities are growing exponentially, the Sustainable Development Goals, do not consider the rural but they have a strong focus on urban dimension. It is true that in 2010 more people live in urban than rural areas, and that in 2030, 60% of the eight billion inhabitants will live in cities, and moreover, in cities 70% of the economy is concentrated; 60% of the global energy consumption; 70% of the greenhouse gas emissions and 70% of the global waste. This is even more true in Europe, where 70% of the population live in urban area, with a polycentric model of cities of which Italy is a unique example (ASvis, 2016).
The author is however convinced that a step back should be undertaken, and that the policies of the countries should be geared towards achieving a better synergic balance between urban and rural, thus reducing the pressure on cities, as promoted by Cork 2.0 European Conference on Rural Development (2016). In addition, the author discusses some examples of revitalization projects in rural areas in Italy that have contributed to this goal
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