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    SPATIAL VARIATION OF THE DOLOMITE CHARACTERISTICS IN AN ANALOGUE OF THE UPPER KHUFF FORMATION (CALCARI GRIGI, SOUTHERN ALPS, ITALY)

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    Analisi delle variabilità spaziali dei processi di dolomitizzazione nei Calcari Grigi della piattaforma di Trento e loro caratterizzazione. Il fine del progetto è una modellizzazione dei processi di dolomitizzazione per definire un analogo di studio con quanto si osserva nella Upper Khuff Formation del Golfo Persico, una dei corpi sedimentari e reservoir più significativi del Medio Oriente

    Nomination of the Dolomites for inscription on the World Natural Heritage List UNESCO

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    Candidatura delle Dolomiti per i criteri vii e viii nella lista dei beni naturali dell'Umanità. coordinamento scientifico e geologia prof. Gianolla P. management plan e aspetti estetici e paesaggistici arch. Micheletti C. aspetti geomorfologici prof. Panizza M

    Carbonate sequence stratigraphy: an intriguing challenge or an hazardous tool?

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    Sequence Stratigraphy is an integrated and multi-disciplinary approach to the investigation of depositional systems that has deeply influenced the researchers in the last tens of years. The sequence stratigraphic framework applied to carbonate depositional systems provides one of the major tools for the understanding and prediction of facies associations and geometric architectures. Differently to siliciclastic system, carbonates cannot be described or limited only in terms of changes in accommodation, sedimentary supply and climate. In fact, carbonate sediments do not come from a source external of the depositional system, but they are mostly produced in situ (e.g. autochthonous and parautochthonous carbonates). Moreover, carbonate sediments are sensitive to water chemistry, pCO2, temperature, nutrients, biota, and other environmental forcings. Furthermore, during fast subsidence phases, the impressive capacity of carbonate platforms to keep up might lead to a misinterpretation of the hierarchic order of the depositional cycles or sequences. A similar problem derives from the high sensitivity of carbonate platform systems to small eustatic variations. Hence, sequence stratigraphy applied to carbonate depositional systems needs a deep investigation of all these controlling factors, in particular which the carbonate sediment supplier is, where it is physically produced and how it is transported. The stratigraphic record of Mediterranean Meso-Cenozoic carbonate platforms is an amazing laboratory for testing carbonate sequence stratigraphy in different settings and with different depositional systems, from M to T to C factories over a period of 250 Ma. In particular, a stunning laboratory is the Triassic succession of the Southern Alps, which permits to compare the response of carbonate, terrigenous and mixed systems to relative sea level variations within a highresolution bio-chronostratigraphic framework

    PRIN 2010-2011 - Crisi e ripresa di sistemi carbonatici e potenziale per la formazione di reservoir: i ruoli di clima, tettonica e magmatismo

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    L'unità di Ferrara si occuperà dei meccanismi che definiscono le geometrie deposizionali in sistemi piattaforma carbonatica-bacino, prendendo in esame alcuni casi dal Triassico delle Dolomiti, delle Alpi Giulie e del Giurassico Inferiore del Sudalpino. Si vogliono analizzare i meccanismi di crisi e recupero nella produzione carbonatica, in un contesto ove sia plausibile definire il contributo di tettonica, clima e variazione del livello marino. La scelta delle aree di studio e dei casi specifici è dettata dalla ricerca di esempi, noti all'unità di ricerca per l'eccellente preservazione delle originarie geometrie deposizionali e nei quali sia possibile studiare il comportamento dei sistemi carbonatici inseriti all'interno di un framework bio-cronostratigrafico ad alta risoluzione (Triassico Medio delle Dolomiti). La possibilità di indagare la risposta dei sistemi carbonatici alle variazioni dei parametri ambientali in un contesto temporale, permetterà di analizzare le velocità di reazione alle perturbazioni del sistema stesso. Particolare attenzione sarà riservata al forcing climatico e a tal fine s'implementeranno le conoscenze esistenti sugli andamenti paleoclimatici dell'intervallo esaminato, attraverso analisi su indicatori climatici primari e secondari. Per gli esempi studiati nelle Dolomiti, l'attenzione sarà focalizzata sull'impatto del vulcanismo sulla produttività carbonatica. Essendo infatti le Dolomiti una delle poche aree al mondo dove si possa osservare in dettaglio l'interazione tra processi magmatici e dinamica delle piattaforme carbonatiche, essa rappresenta un' area esemplare a scala globale per questo tipo di processo. Per quanto riguarda il Giurassico Inferiore, l'unità di Ferrara intende indagare i meccanismi che controllano la brusca dismissione, apparentemente diacrona, della piattaforma di Trento, in un contesto caratterizzato da perturbazioni del ciclo del carbonio controllate da eventi globali. In particolare si cercherà di comprendere quali siano i motivi di questa dismissione selettiva della carbonate factory giurassica e come quelle perturbazioni siano state registrate nelle successioni carbonatiche di mare basso. Saranno pertanto utilizzate metodologie stratigrafiche, sedimentologiche e chemio-stratigrafiche, per mettere a disposizione della comunità scientifica dei case history e se possibile dei modelli per i sistemi carbonatici e misti; questi ultimi potranno essere migliorativi per il potenziale di previsione in esplorazione e sviluppo di reservoir carbonatici di idrocarburi, ma anche di possibili serbatoi di stoccaggio per CO2 o gas naturale, o di fluidi geotermici

    NOMINATION OF THE DOLOMITES FOR INSCRIPTION ON THE WORlD NATURAL HERITAGE LIST UNESCO

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    Redazione dei documenti di candidatura (Nomination Document e Management Framework), secondo le direttive IUCN e UNESCO delle Dolomiti come bene seriale naturale nella WHL

    PRIN 2008 (2010) - Stratigrafia fisica e geocronologia di successioni del Triassico Superiore nella Tetide occidentale

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    Il progetto propone di indagare il contesto fisico-stratigrafico degli stratotipi di base dei piani (GSSP) del Triassico Superiore, attraverso l'analisi di corpi geologici in cui sia possibile integrare una zonazione biostratigrafica ad alta risoluzione con dati lito-, magneto-, chemiostratigrafici, geocronologici e di stratigrafia sequenziale. Le competenze dell'unità di Ferrara riguardano principalmente la stratigrafia fisica dei sistemi piattaforma bacino, la stratigrafia sequenziale e la geocronologia isotopica di precisione. Queste competenze verranno utilizzate in stretta collaborazione con quelle delle altre unità coinvolte, in particolare per ottenere una buona risoluzione biostratigrafica. La recente ridefinizione della durata dei piani del Triassico, a cui hanno contribuito anche componenti di questa unità operativa, introduce una sensibile variazione nella scala dei tempi geologici oggi comunemente accettata. La scoperta della lunga estensione cronologica dei piani del Triassico Superiore implica anche la necessità di rivalutare la gerarchia degli eventi geologici e biologico-evolutivi, con conseguenze attinenti a molte diverse branche delle Scienze della Terra. L'elevata risoluzione stratigrafica disponibile per il Triassico Medio stride con quella, inferriore di un ordine di grandezza, esistente in buona parte del Triassico Superiore. Questa disomogeneità si riflette chiaramente anche nella ben diversa accuratezza dell'inquadramento stratigrafico-sequenziale. Diventa pertanto fondamentale incrementare il numero e la qualità dei dati cronologici sul Triassico Superiore. Oggetto di studio saranno aree del Sudalpino Orientale, in particolare successioni ove sia possibile riconoscere le geometrie deposizionali e gli spostamenti della linea di costa terrigeno-carbonatica. Questi corpi geologici sono già stati individuati nelle Alpi Calcaree Settentrionali (Drau Range) e nelle successioni bacinali della Slovenia e dell'Appennino meridionale. Una volta correlate attraverso un approccio stratigrafico integrato, queste aree potranno fornire una registrazione continua e dettagliata degli eventi del Triassico Superiore. L'obiettivo principale del gruppo di lavoro sarà la definizione di uno schema stratigrafico di corpi di margine di piattaforma e bacino che integri le conoscenze delle geometrie deposizionali e dell'evoluzione paleoambientale con dati biostratigrafici, chemostratigrafici (es. attenzione agli isotopi stabili del C e dell'O) e di stratigrafia fisica. Questo quadro sarà integrato con datazioni isotopiche ad elevata precisione, prodotte in collaborazione con i laboratori del MIT di Boston-Cambridge (MA, USA). Verranno investigare in dettaglio le seguenti aree: 1. Alpi Giulie italiane: sezioni del Privat, Portella (Törl), Passo di Sompdogna (intervallo Tuvalico-Laciano); 2. Alpi Giulie slovene: sezioni nell'area di Kamnik - Savinja, Triglav e nelle valli della Vrata e di Kot (intervalllo Tuvalico-Sevatico), in collaborazione con ricercatori del Servizio Geologico Sloveno (Geoloski zavod Slovenije) 3. Karawanken meridionali Austriache: la sezione di Frauenkogel nella zona di Hahnkogel (intervallo Carnico-Hettangiano); 4. Appennino Meridionale: Lagonegrese, nei dintorni di Potenza e di Lagonegro-Lauria (intervallo Carnico-Hettangiano); 5. Sicilia occidentale: Monte Mufara (intervallo Carnico Norico) In collaborazione con le Unità operative di Milano, Padova, Palermo e Perugia, ci si propone infine di studiare campioni per geocronologia provenienti dalla sezione di Pizzo Mondello (Sicilia) e dalla sezione di Antalya (Tauridi, Turchia Meridionale)

    Il libro di roccia

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    Descrizione della storia geologica del Gruppo della Marmolad

    Le Dolomiti dichiarate dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità

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    Il giorno 30 giugno 2009, durante la 33a sessione del World Heritage Committee (22-30 giugno 2009 Sevilla, Spagna), le Dolomiti sono state proclamate patrimonio dell’Umanità e iscritte nella lista dei beni naturali per i criteri settimo (estetico e paesaggistico) e ottavo (geologico e geomorfologico). Si è così concluso nel migliore dei modi il lungo iter della candidatura ufficialmente iniziato nel 2005, ma che riprendeva delle istanze provenienti dalle associazioni ambientaliste nazionali e locali già perseguite fin dalla prima metà degli anni novanta. Nell'articolo vengono discusse le motivazioni e i criteri di questo importante riconosciment
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