6,448 research outputs found

    Roberto Giannetti da Fonseca [entrevistado por Françoise Terzian]

    No full text
    Embora as exportações do Brasil estejam em alta, alguns fatores críticos presentes no ambiente econômico e institucional do país podem ser obstáculos sérios à nossa competitividade. Nesta entrevista, o  diretor do Departamento de Relações Internacionais e Comércio Exterior da Fiesp, Roberto Giannetti da Fonseca, faz um balanço da situação atual do país no mercado internacional e identifica os dilemas que o governo e empresas devem enfrentar em defesa do crescimento

    La democrazia individualistica: una "democrazia per l'uomo della strada"

    No full text
    La democrazia individualistica è quella particolare forma di democrazia che si è affermata per la prima volta in America in contrapposizione alle aspettative dei Padri fondatori della Repubblica americana, legati alla tradizione del repubblicanesimo classico, che prevedeva l'instaurazione di un regime politico fondato sulla virtù. Settembrini ricostruisce la genesi di questa forma di governo, mostrando l'impraticabilità e la pericolosità dei modelli alternativi: la teoria ortodossa della democrazia, fondata sul mito dell'autogoverno, e quelle forme di democrazia pedagogica, che si caratterizzano per il disprezzo della "gente oscura" che della democrazia costituisce l'unico possibile protagonista

    Introduzione

    No full text
    In questa prefazione ci limitiamo a tratteggiare un breve profilo dell' attività di studioso di Domenico Settembrini, che si è articolata in tre dimensioni principali: quella del docente, quella dello storico del pensiero politico e quella dell’intellettuale militante

    Bobbio interprete di Gramsci

    No full text
    The reconstruction of Gramsci's political theory carried out by Norberto Bobbio focuses on the notion of civil society. According to Bobbio, one of the most original features of the Prison Notebooks is encapsulated in the innovative interpretation that Gramsci gave of civil society as part of the superstructure rather than, as Marx had argued, as an aspect of the substructural base. Starting from this conception of civil society, new light could be shed on some of the themes that characterized Gramsci's reflection: the distinction between "hegemony" and "direct domination", the importance of ideologies, the function of the intellectuals. In short, Gramsci gave priority to the superstructure over the base as the determinant causal factor of historical change. In this article I argue that Bobbio has always maintained that Gramsci's departure from "scientific" Marxism does not mean that he does not belong to the marxist tradition and that the author of the Notebooks is not a liberal but a revolutionary thinker. I show that, although Bobbio underestimated the influence of Gentile's philosophy on Gramsci's thought and did not draw all the implications inherent in the liquidation of Marx's materialistic sociology, his interpretation proves, after more than fifty years, to be exemplary in terms of rigor and depth

    Democrazia e potere giudiziario nel pensiero di Tocqueville

    No full text
    Nella sua recensione al secondo volume della Democrazia in America John Stuart Mill proponeva una vera e propria chiave di lettura dell’opera del pensatore francese. Con il termine “democrazia – scriveva il filosofo inglese – Tocqueville non intende, in genere, uno specifico tipo di governo. […] Per democrazia [egli] intende eguaglianza delle condizioni, e l’assenza totale dell’aristocrazia, sia essa costituita da privilegi politici o dalla superiorità conferita dall’importanza e dal potere sociale. […] [Nelle istituzioni democratiche] Tocqueville non vede un aggravamento dei più seri mali tipici di una condizione democratica della società, ma piuttosto un loro correttivo”. Soltanto tenendo ferma la distinzione analitica tra assetto sociale e istituzioni politiche si poteva cogliere l’originalità della posizione di Tocqueville nei confronti della democrazia rispetto alla maggior parte dei suoi contemporanei i quali, prigionieri del ricordo dell’esperienza giacobina, non si rendevano conto che, “per combattere i mali che l’eguaglianza può produrre, c’è un solo rimedio efficace: la libertà politica”. La chiave di lettura suggerita da Mill, per quanto acuta e illuminante, necessita tuttavia di un’integrazione. Se è vero che le istituzioni della democrazia politica rappresentano utili rimedi per eliminare, o comunque attenuare, le conseguenze negative prodotte dall’assetto sociale democratico, è altrettanto vero che il mantenimento della libertà in una società in cui si è affermata e consolidata l’égalité des conditions ha bisogno anche di istituzioni e di vincoli ulteriori. È partendo da questa considerazione che si può tentare di comprendere il ruolo centrale che nell’opera di Tocqueville, globalmente considerata, assumono le riflessioni sul rapporto tra democrazia e potere giudiziario. Il pensatore francese ne parla diffusamente nel suo diario di viaggio e soprattutto nel primo volume della Democrazia in America, là dove descrive le forme particolari in cui quel potere si incarna negli Stati Uniti, per poi ritornarvi anche nel secondo volume, in quella celebre quarta parte in cui, avendo in mente soprattutto le difficoltà della Francia nella transizione verso la democrazia, tratteggia le caratteristiche di una nuova forma di dispotismo che potrebbe minacciare le società democratiche. Né mancano i riferimenti a questo tema nell’opera dedicata all’Ancien Régime e in scritti minori, dove l’interesse di Tocqueville si focalizza sul contenuto e sulle origini di una nuova branca della giurisprudenza, il diritto amministrativo, e sui rischi per la libertà individuale derivanti dall’istituzione di tribunali speciali per risolvere i conflitti tra l’interesse dell’amministrazione pubblica e quello dei privati cittadini. Si è molto discusso sull’opportunità di attribuire all’autore della Democrazia in America la qualifica di giurista e sull’importanza della sua opera nell’ambito degli studi giuridici. Del resto, lo stesso Tocqueville, non appena ricevuta la nomina a giudice uditore al tribunale di Versailles, confessava all’amico Kergolay tutte le sue perplessità sulla nuova carriera, temendo “di diventare con il tempo una macchina del diritto” come la maggior parte dei futuri colleghi, “persone speciali, se mai ce ne furono, tanto incapaci di giudicare un grande movimento e di condurre una grande operazione, quanto sono adatti a dedurre una serie di assiomi e a trovare analogie e antinomie”. Si può certamente concordare con il giudizio espresso da Lucien Jaume, secondo cui Tocqueville, proprio alla luce delle sue analisi sul potere giudiziario negli Stati Uniti, dovrebbe essere considerato “più che un teorico del diritto, […] un osservatore delle istituzioni” o “del gioco giuridico-istituzionale”. Ciò non deve indurci tuttavia a sottovalutare o, peggio ancora, a non tener conto della rilevanza che la meditazione sulle questioni attinenti al diritto ha avuto nello sviluppo del suo pensiero. Un errore che non è stato commesso da Jean-Claude Lamberti, il quale ha osservato: “Per quanto sparse, brevi e non sistematiche, le sue visioni sul diritto esprimono una concezione coerente e originale e sfociano in riflessioni molto in anticipo rispetto ai suoi tempi. Sullo sfondo delle descrizioni della Democrazia in America, Tocqueville contrappone sempre in modo molto suggestivo la continuità delle fonti del diritto e l’empirismo angloamericano al razionalismo giuridico dei francesi e alla pretesa dei rivoluzionari di fare tabula rasa del passato per costruire un nuovo diritto”. Le pagine che seguono sono un tentativo di approfondire questo giudizio e di mostrare come molte delle analisi di Tocqueville rappresentino ancora un valido aiuto per la comprensione del ruolo delle istituzioni giuridiche nelle società democratiche contemporanee

    Audiomobiles, Sculptures and Conundrums

    No full text
    Roberto Gerhard was a pioneer of electronic music in England creating a number of substantial concert, theatre and radio works from as early as 1954. Gerhard’s electronic music is one of the richest repositories for understanding the development of the composer’s late compositional technique. Apart from the Symphony no.3, ‘Collages’, none of Gerhard’s electronic music is published. This paper will discuss aspects of Gerhard’s electronic music, focusing on Audiomobiles (1958-59) and Sculptures (1963)

    Interesse e spirito pubblico. Note su Tocqueville

    No full text
    La riscoperta dell'attualità di Tocqueville deriva dal fatto che alcuni dei suoi maggiori temi - i complessi rapporti tra eguaglianza e libertà, i processi di massificazione, le minacce dei dispotismi - non cessano di occupare un ruolo centrale nella riflessione intellettuale e nel dibattito politico contemporaneo. Questo lavoro si inserisce nel quadro della ripresa di interesse per il pensiero di Tocqueville, caratterizzandosi in base all'intento di privilegiare una lettura unitaria della sua opera più celebre. L'obiettivo è quello di ricostruire i principali contenuti analitici della Democrazia in America nella prospettiva dell'individualismo metodologico, un approccio che in Italia resta minoritario anche se guardato con attenzione crescente. Ne deriva una messa a fuoco dell'importanza del contributo di Tocqueville all'analisi di una questione fondamentale nella riflessione politica contemporanea: come riconciliare condotte individuali ispirate all'autointeresse e "spirito pubblico", ovvero come garantire la cooperazione necessaria a sostenere l'ordine democratico

    Bobbio e la democrazia

    No full text
    Per Bobbio la democrazia, nella sua "definizione minima", consiste in un insieme di "regole (primarie e fondamentali) che stabiliscono chi è autorizzato a prendere le decisioni collettive e con quali procedure". Questa definizione si ricollega a quella originariamente formulata da Kelsen e Schumpeter e successivamente accolta dalla maggior parte degli scienziati politici. Bobbio, tuttavia, ha utilizzato l'espressione "democrazia minima" anche per indicare una serie di "promesse non mantenute" e una serie di ostacoli e di vincoli che continuano a porsi tra l'ideale della democrazia e la sua effettiva realizzazione. Ma questi presunti insuccessi possono essere considerati tali solo se posti in riferimento ad una visione della democrazia fondata sull'autogoverno popolare e sull'estensione delle procedure democratiche a tutti gli ambiti della vita associata
    corecore