656 research outputs found

    Il contributo dell’Architettura Tecnica per la conoscenza e la conservazione del patrimonio costruito: un progetto per la valorizzazione degli archivi del Genio Civile.

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    Il contributo presenta gli esiti dell’applicazione di una metodologia comune, messa a punto parallelamente e sviluppata in collaborazione, dai gruppi di ricerca di Architettura Tecnica attivi presso l’Università di Padova (Dipartimento ICEA: Angelo Bertolazzi, Giorgio Croatto, Gianmario Guidarelli, Michelangelo Savino, Luigi Stendardo) e l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (Dipartimento DICII: Ilaria Giannetti, Stefania Mornati con la collaborazione di Francesca D’Uffizi, Valentina Florio), per la valorizzazione della documentazione storico-tecnica conservata negli archivi del territorio, estendendone l’uso agli enti gestori e alle comunità professionali, ai fini della conoscenza e della conservazione del patrimonio costruito moderno. I progetti di ricerca hanno visto il coinvolgimento attivo di associazioni e Archivi operativi nei territori di riferimento di Verona (Associazione Agile, progetto ARCOVER, Archivio di Stato di Verona, Comune di Verona, Archivio Generale, Settore Estimo, Settore Pianificazione Territoriale, Biblioteca Civica, Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona, Consorzio Zai, Immobiliare Magazzini SRL) e di Roma (Archivio di Stato di Roma (Vincenzo De Meo, Luca Nicastro, Ursula Mariani, Giovanna Mentonelli)

    Gusci sottili in cemento armato: invenzioni e innovazioni tecnologiche per gli edifici industriali (1920-70)

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    Reinforced concrete thin shells and, specifically, self-supporting vaults find their most significant application in the industrial buildings of the 1900s. In Italy, where reinforced concrete can be considered throughout the 20th Century the predominant construction technique, the design and construction evolution of self-supporting vaults for industrial buildings trace a significant story in the broad history of construction and industry. Starting from a gradual assimilation of foreign systems and patents elaborated around the 1920s, the design and methods of execution of the self-supporting vaults adapted to national design and technological specificities. Through an intertwining of heterogeneous sources, including literature and archival documents, the paper assesses and analyzes the application of self-supporting vaults during the phases of autarkic experimentation in the 1930s, the development of new solutions during the 1940s, the use and role of prestressed concrete in the 1950s, and the influence of the industrialized building processes in the 1960s

    Costruire in tempo: i cantieri sperimentali della ricostruzione in Francia e Italia (1945-55)

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    In Europa, teatro del conflitto, nell’immediato secondo dopoguerra l’ideologia del “tempo breve” della ricostruzione, fondata sull’ottimizzazione dei processi produttivi e realizzativi, si dimostra esemplarmente nei quartieri sperimentali, considerati il “punto di partenza” per la formazione di una cultura tecnica sull’industrializzazione del processo edilizio. L’esperienza francese e quella italiana, discusse nel contributo, sono legate a doppio filo nella storia della costruzione: nella comune scelta per il cemento armato come materiale nazionale, la sperimentazione francese costituisce il modello per quella italiana e, insieme, rappresentano ricerche pionieristiche sulla scientifizzazione del processo edilizio e sull’organizzazione del cantiere

    ARCHITETTURA INDUSTRIALIZZATA A MILANO. Prototipi e modelli per l’edilizia residenziale pubblica (1945-1965)

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    Nel secondo dopoguerra, in Europa, il binomio tra ricostruzione edilizia e politiche per l’abitazione di massa rappresenta l’opportunità per portare a compimento i processi di industrializzazione della costruzione. In Italia, invece, il cantiere tradizionale è politicamente trasformato in un importante bacino occupazionale e l’industrializzazione delle costruzioni, rimasta nelle mani dell’iniziativa privata di progettisti e imprese, è anacronisticamente rimandata, rimanendo un processo incompiuto. Tuttavia, a Milano, in prossimità della “enclave” della grande industria, prende forma una vivace sperimentazione che, in controtendenza alla generale rinuncia all’industrializzazione della costruzione per la Ricostruzione del Paese, si avvia nei primissimi anni dopo la guerra, animando un fervente dibattito, e si concretizza nei primi anni Sessanta con la realizzazione, da parte dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Milano (IACPM), dei quartieri di edilizia residenziale pubblica, sulla base dei modelli insediativi e tecnologici francesi. Alla distanza del tempo le “architetture industrializzate” milanesi rappresentano un contributo significativo alla cultura internazionale dell’industrializzazione edilizia e costituiscono un fragile patrimonio costruito che richiede conoscenze specifiche per la tutela e la valorizzazione

    L’Adige a Verona: ingegneria e città (1882-1895)

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    La piena dell’Adige del settembre 1882 è un momento decisivo nella storia di Verona, nel passaggio, già avviato nelle grandi città europee, dalla città dall’età moderna a quella dell’età contemporanea. Il tragico evento, in accordo agli sviluppi dell’ingegneria e dei principi della nascente disciplina urbanistica, richiede il progetto e la costruzione (1883-1895), di un monumentale sistema di opere di difesa idraulica che, innescando un drastico cambiamento della morfologia urbana, altera profondamente l’originario rapporto tra il tessuto edilizio e produttivo della città e il suo fiume. In questo volume sono presentanti gli esiti di una ricerca in corso condotta sulla base di una documentazione proveniente dagli archivi dell’Ufficio Tecnico Municipale e del Genio Civile di Verona (Archivio di Stato di Verona), dell’Archivio Generale del Comune di Verona e della Biblioteca Civica, e integrata da preziose collezioni fotografiche – come la straordinaria campagna commissionata a Giuseppe Bertucci dall’impresa Giacomo Laschi – ha permesso di ricostruire la storia del progetto della costruzione degli argini fluviali, offrendo nuovi spunti di lettura per l’evoluzione della città di Verona in epoca contemporanea, mettendo in luce il ruolo delle opere di ingegneria e degli ingegneri nella trasformazione

    Civil engineering heritage: country profile – Italy

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    This paper is a review of Italy’s civil engineering heritage after the unification of the country (1861/1870), one of the series of national profiles being published by Engineering History and Heritage. This paper excludes ancient engineering works, as in Italy, these fall under the heading of archaeological heritage for both legal and cultural purposes, and focuses only on the civil and structural engineering heritage of the nineteenth and twentieth centuries. It is presented under four headings: ‘Italy’s major civil engineering achievements’, ‘National and regional recognition of engineering heritage’, ‘Exemplar conservation of engineering structures’ and ‘Information sources for engineering heritage’. The paper discusses engineering structures of heritage importance, including major iron and steel structures developed in the nineteenth century, such as the 150 m arch railway bridge over the River Adda in Paderno (1886); the urban arcades of Milan (1864), Genoa (1874) and Naples (1887); early application of reinforced concrete in large structures such as Risorgimento Bridge in Rome (1911); concrete dams for the development of the hydroelectricity industry, such as the Santa Chiara dam in Sardinia (1924); reinforced-concrete bridges and viaducts for the reconstruction of the national highway network after World War II, such as the viaducts of the Autostrada del Sole (1956–1964); and signature structures in reinforced concrete such as Pier Luigi Nervi’s domes for the Olympic Games in Rome (1960), Riccardo Morandi’s Polcevera viaduct in Genoa (1966) and Sergio Musmeci’s Basento Bridge in Potenza (1975). The paper concludes with a short list of organisations involved in the conservation of engineering structures and sources giving further information about Italian engineering heritage

    Il progetto SMUH: una piattaforma webGIS interattiva per l’analisi della città del Novecento

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    Il patrimonio costruito della città contemporanea, a partire dalle trasformazioni urbane condotte tra Ottocento e Novecento, è caratterizzato dalla presenza di manufatti edilizi e infrastrutturali costruiti con materiali “moderni”, ai limiti della loro vita utile e ai confini del patrimonio storico-culturale riconosciuto. In tal senso è urgente un’articolata operazione di conoscenza che permetta di sistematizzare, in quadri strutturati, i dati e le informazioni riferibili alla storia e alla materialità delle opere costruite. Nel volume si discute, a questi fini, una possibile “epistemologia dell’informazione” per la valorizzazione degli archivi del costruito fondata su un rigoroso processo di trasformazione dei dati storici e tecnici – dai documenti ai modelli digitali informativi supportati dalle tecnologie BIM e GIS – necessario all’applicazione di criteri di rilevanza e pertinenza dei dati. Il processo di costruzione di conoscenza esteso anche alla comunicazione efficace di tali quadri informativi permette, quindi, la scoperta di nessi di causazione tra l’anatomia rilevabile della città contemporanea e la storia progettuale e costruttiva dei singoli manufatti. Il volume presenta gli esiti di diversi contribuiti alla ricerca confluita nel Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2022) “Safeguard of Modern Urban Heritage: a cross-disciplinary webGIS for knowledge, monitoring, and risk analysis (SMUH)”: il sistema concettuale, tentativamente delineato in tali studi, costruisce un living archive virtuale dedicato all’aggregazione delle memorie storico-tecniche per una cultura collettiva direttamente utilizzabile nei processi di patrimonializzazione della città del novecento e progetto della sua trasformazione contemporanea

    Costruire l'industria tra forma e struttura. Progetti e cantieri del Novecento

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    Omogeneo per funzione, ma eterogeneo nelle espressioni architettoniche e strutturali, il patrimonio costruito dell’industria costituisce oggi un ambito di studio centrale della storia della costruzione e dell’ingegneria del Novecento. Nella rapidissima evoluzione tecnologica del secolo breve, le esigenze funzionali e prestazionali dei processi produttivi – e, conseguentemente, degli spazi dell’industria – hanno richiesto, da un lato, l’applicazione di soluzioni costruttive e strutturali sperimentali e, dall’altro, lo sviluppo di nuovi materiali e specifici processi di cantiere: per tutto il secolo l’edificio industriale diviene, così, un laboratorio ideale della riflessione progettuale tra forma, struttura e costruzione. A questo laboratorio ideale, che si sviluppa prevalentemente nel contesto culturale e tecnologico dell’Italia del Novecento, è dedicato il presente numero tematico della rivista «Patrimonio Industriale »: Costruire l’industria tra forma e struttura. Progetti e cantieri del Novecento

    Philological HBIM for Knowledge, Management, and Valorisation of the Industrialized Building: The Case of Prefabricated Large Panels Systems (1950–80)

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    The paper presents the results of an ongoing research relating to the application of HBIM for the knowledge and management of industrialized buildings of the second half of the Twentieth century (1950–1980). The main aim of the study is to advance the HBIM approaches dedicated to the heritage of contemporary buildings, setting up a methodological framework that supports the technical knowledge and the management of the existing building stock, focusing on the novel use of the BIM model as a tool to collect, organize, classify, and access, the archival documents and the historical survey-derived data. The methodology concerns three phases, following the different HBIM roles as a knowledge, systematization, and representation tool, within the historical-technical analyses: (1) design of the CDE and classification of the documentary sources; (2) 3D crossreference and verifications of the documents-derived data; (3) production of opendata and interactive visualizations. Theworkflowrelied on modelling strategies for an effective exploitation of the native functionalities of the BIM Authoring commercial platforms and the IFC open standards, with the aim to extend the proposed approach to the professional communities for the management of the Twentieth century building heritage. The methodological framework is applied to the digitalization of the noteworthy Camus system, a French patent used in the Gratosoglio district (Milan) in the 1960s. Such system is a benchmark of reinforced concrete large panels prefab systems and it has a large-scale and world-wide diffusion
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