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    Riflessioni sulle prospettive di formazione per gli operatori dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo

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    Durante gli anni 2014 e 2015, il Mar Mediterraneo è stato teatro di un enorme flusso migratorio. Solo in questi due anni, migliaia di persone hanno lasciato i loro Paesi per un lungo viaggio nella speranza di trovare un posto, in Italia e in Europa, dove vivere con dignità. Da novembre 2015 ad aprile 2016, l’esperienza lavorativa nel centro di prima accoglienza per richiedenti asilo di Conetta, un piccolo villaggio nella provincia di Venezia, ha permesso di individuare alcune caratteristiche proprie della “Comunità di pratica” (Wenger, 2006; Wenger, McDermott, & Snyder, 2007) degli operatori che ogni giorno sono impegnati ad affrontare la sfide dell’accoglienza e a relazionarsi con persone portatrici di una cultura diversa da quella occidentale, portatrici di culture diverse tra loro e portatrici di un estremo disagio interiore. Fondato alla fine del mese di luglio 2015, il centro, uno dei più grandi del nord-est Italia, ospita più di 500 immigrati uomini provenienti dai paesi dell'Africa sub-sahariana e da quelli asiatici come l’Afghanistan e il Bangladesh. Nella seconda parte il lavoro individua, grazie ad una prima analisi bibliografica di fonti istituzionali ed accademiche, modelli di competenze necessari per lo sviluppo di questa professionalità coinvolta nella gestione dei flussi migratori. Partendo dai modelli di competenze individuati e dall’esperienza di partecipazione alla comunità di pratica degli operatori sociali del centro di accoglienza menzionato, il lavoro suggerisce alcuni nuclei tematici e metodologie per la progettazione di percorsi formativi

    Apprendere, progettare, costruire: esperienze didattiche project-based per futuri educatori

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    Il contributo descrive due esperienze didattiche project-based svolte con studenti universitari futuri educatori. I progetti proposti prevedono la realizzazione di un programma radiofonico per l’emittente web RadioUAO e di un set Lego virtuale per il contest Lego Idea. La metodologia utilizzata permette di acquisire concetti significativi in contesti reali e strategie per creare cose, risolvere problemi e comunicare idee. Attraverso la progettazione e la costruzione di artefatti materiali e virtuali come quelli sviluppati in queste esperienze, si può diventare consapevoli che la professionalità dell’educatore può essere applicata in un nuovo mercato, alternativo a quello dei servizi alla persona: l’industria creativa. Al termine delle esperienze le opinioni degli studenti confermano le potenzialità dell’apprendimento basato su progetti ed evidenziano un interesse verso la possibilità di pensare la propria carriera in maniera differente
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