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Premessa: Psiche, il papilionide divino
Nel mondo greco psiche era intesa quale soffio vitale che dimorava in ciascun umano e che ne lasciava il corpo nell’istante del trapasso. Riacquistava le sembianze di colui cui era appartenuta nei sogni degli altri indivi dui, o al cospetto di chi si fosse arrischiato a varcare la soglia dell’oltretomba; il mito annoverava tra gli eroi Orfeo, Polluce, Teseo, Ercole e Odisseo. Lo status di anima vera e propria la psiche l’avrebbe raggiunto per iniziativa delle scuole di pensiero orfiche, pitagoriche, platoniche, e con la dotazione di un destino ultraterreno contraddistinto da castighi e ricompense, eventuale trasmigrazione oppure ritorno al Mondo delle Idee. Psiche dunque come soffio vitale, rappresentazione dello spirito individuale, sostanza di natura divina in forma di papilionide, garanzia di immortalità, e poi psiche come cuore dell’elaborazione mentale consapevole e inconsapevole e dei moti pulsionali
Pneûma e Psiche. Cibernetica del mondo antico.
Il saggio analizza come per Greci il pneuma, o soffio vitale, fosse un’entità più sfumata rispetto alla psiche, cioè l’anima nel significato più pieno e prossimo al nostro. Fu forse questa dicotomia a consentire loro di cimentarsi nella progettazione di macchine e automi, letteralmente forniti di pneuma e ovviamente privi di psiche (benché, almeno un caso, quello del tempietto dionisiaco inventato da Erone, fosse precisamente espressione di culto dell’anima). La cibernetica non appartiene dunque esclusivamente alla nostra epoca, ma trova origine autentica, non solo etimologica, nella kybernetikès téchne, l’arte di pilotare le navi estesa alla scienza del vivificare le macchine; l’uomo ellenico, al di là del luogo comune secondo cui egli pensava ma non fabbricava, in realtà si dedicò con diletto a escogitare e realizzare
PREMESSA a Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia di F. Pananti (II volume)
Il volume segue il primo delle "Avventure e osservazioni sulle coste di Barberia" a cura degli stessi F. e G. Scarpelli, pubblicato nel 2006 (l'opera del letterato, viaggiatore e studioso italiano Pananti risale al 1830). Pananti, in odore di giacobinismo aveva abbandonato il Granducato di Toscana e si era trasferito in Inghilterra. In seguito, deciso a rientrare in patria, la nave su cui era imbarcato era stata assalita dai corsari barbareschi ed egli era stato tradotto in schavitù ad Algeri. Dopo un tormentato periodo, Pananti aveva ottenuto la libertà: a questo punto aveva stabilito di dedicarsi, senza risentimenti, all'esplorazione della terra dei berberi. Questo secondo volume contiene infatti una ricca messe di osservazioni su usi, costumi e natura locali, proposte con scoppiettante ironia. E rappresenta una sorta di lavoro antropologico sul campo ante litteram, viene cioè a collocarsi tra le opere precorritrici di discipline per tradizione francesi e inglesi. Giacomo Scarpelli acclude alla premessa una aggiornata bibliografia su Pananti
I copricapi di Monicelli
Un ritratto di Mario Monicelli (della sua poetica, della sua arte e della sua personalità), scritto da Giacomo Scarpelli, che l'ha conosciuto, a lungo frequentato e con il quale ha lavorato
Ingegni e congegni: intervista a Giacomo Scarpelli
Giacomo Scarpelli has got the leading role in this interview by Marzia Caciolini, based on his book Ingegno e congegno. Sentieri incrociati di filosofia e scienza, published by Storia e Letteratura in 2011. The autor dialogues with several authorities in science, litterature and philosophy, but we are just going to delve into his cues about the idea of theatrum mundi, sign, and direct human operation on reality
La Diana Efesia di Goethe
Goethe wrote Groß ist die Diana der Epheser (1812), after his journey in Italy and inspired by an episode of Acts of the Apostles, settled in the Lydian town, where Artemides-Diana was venerated. Both Frazer and Freud studied the history of the cult of the Goddess. Particularly, Freud speculated that the divine patroness during the succession of ages evolved and transformed herself, and finally became the imagine of Virgin Mary. The article includes the Italian translation of Groß ist die Diana der Epheser by Giacomo Scarpelli
Nel bosco di Psiche. Filosofie della natura umana
I volti di Psiche sono assai più numerosi dei nomi che le sono stati attribuiti. Anima, spirito, coscienza, oppure mente, pensiero, ragione, tutti calzanti, e tutti parziali. Forse “soffio vitale” è quello che radicandosi nella culla etimologica del fiato, del respiro quale segno primigenio del vivente, ne raccoglie insieme le possibili metamorfosi e le molte figure. Non per questo però le delinea realmente. Anzi, la sua identità rimane inevitabilmente molteplice. I saggi raccolti in questo volume, a firma, oltre che dei due curatori, Vallori Rasini e Giacomo Scarpelli, di Agnese M. Fortuna, Claudia Baracchi, Roberto Brigati, Alessandro Mecarocci, Francesca De Simone, Fabio Grigenti, cercano di cogliere la gamma delle metamorfosi di Psiche, testimoniandone la ricchezza e anche la differenza di accezioni e di essenza. A ben guardare, Psiche non ha mai cessato di affannarsi per orientarsi tanto nel mondo dei sogni quanto nel mondo reale, un mondo reale che talvolta rimane o ritorna anch’esso bosco tenebroso e selvaggio
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