1,721,189 research outputs found
NOT A writtEn word but graphic symbols. NOTAE : An evidence-based reconstruction of another written world in pragmatic literacy from late antiquity to early medieval Europe
Ghignoli Antonella. NOT A writtEn word but graphic symbols. NOTAE : An evidence-based reconstruction of another written world in pragmatic literacy from late antiquity to early medieval Europe. In: Gazette du livre médiéval, n°63.2017. pp. 84-86
I fondi monastici come fonti per la storia della civiltà tardomedievale
Rassegna e commento delle relazioni tenute al XIII Seminario della Fondazione Centro studi per la civiltà del Tardo Medioevo, svoltosi a San Miniato, nella sede del Centro, dal 6 all'11 settembre 1999
Fortschritt durch Fälschungen? Ursprung, Gestalt und Wirkungen der pseudoisidorischen Fälschungen, hrsg von W. Hartmann u. Gerhard Schmitz, Hannover, 2002 (MGH, Studien und Texte, 31)
Die Urkunden der Merowinger, nach Vorarbeiten von Carlrichard Brühl (†) hrsg. von Th. Kölzer, Hannover, 2001 (Monumenta Germaniae Historica, Diplomata regum francorum e stirpe merovingica)
«Ut memoria eorum perdatur». La biblioteca di Giangirolamo Monferrato e l'Indice dei libri proibiti di Paolo IV
Il ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vaticano Latino 12592 è uno dei manoscritti sequestrati nel 1711 all'erudito ferrarese Girolamo Baruffaldi da papa Clemente XI. Non è sconosciuto in storiografia; origine, natura, contesto di trasmissione e autore sono tuttavia stabiliti in questo saggio per la prima volta. Il manoscritto è un composito, che riunisce frammenti provenienti da alcuni ‘libri di famiglia’ (libri de' raccordi), relativi agli anni 1552-1574, di Giangirolamo Monferrato, noto per essere stato segretario e alumnus prediletto dell'umanista ferrarese Celio Calcagnini († 1541). Il saggio si concentra su un particolare avvenimento registrato tra il 24 dicembre 1558 e il 20 marzo 1559: la pubblicazione dell'Indice dei libri proibiti da parte di papa Paolo IV a Roma e la conseguente epurazione da parte di Giangirolamo della propria biblioteca; essa fu ‘liberata’ di 62 libri, distruggendone 8, tutti manoscritti, e consegnandone 54 (43 stampe nei diversi formati e 11 manoscritti) al vicario dell'Inquisitore di Ferrara. Il saggio offre, nel contesto del suo commento, anche l'edizione del testo di questo lungo raccordo «sopra i libri prohibiti», che servì a Monferrato per inventariare ordinatamente quei libri che, banditi dall'Indice, dovettero lasciare la sua biblioteca.The ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 12592 is quite known in
literature; nevertheless, its origin, transmission and authorship are demonstrated in this paper
for the first time. The ms. is made up of passages of some ‘libri di famiglia’ of Giangirolamo
Monferrato, who was alumnus and secretary of the famous Ferrarese humanist Celio Calcagnini
(† 1541). The paper focuses on a particular event recorded by Monferrato in his libro de’
raccordi between December 24th 1558 and March 20th 1559, when he had to purge his library
of 62 books as a result of the publication at Rome, in Januar 1559, of the Index librorum
prohibitorum by pope Paul IV
Su due famosi documenti pisani dell'VIII secolo
Il documento longobardo datato all'anno 748 (una "cartula testamenti" scritta da un vescovo) e il testo longobardo attribuito a un periodo anteriore al 769 ("breve de moniminas": un elenco), entrambi originali provenienti da Pisa, sono stati oggetto di ricorrenti studi nell'arco di più di un secolo, di edizioni critiche e commentari paleografici (rispettivamente come Codice diplomatico longobardo 93 /ChLA 803 e Codice diplomatico longobardo 295 / ChLA 808), nonché oggetto di divergenti datazioni e interpretazioni ad opera di storici, paleografi e diplomatisti (fra i quali, Luigi Schiaparelli, Armando Petrucci, Jan-Olof Tjäder per citarne alcuni). Con questo studio composto di due parti (I. Due vescovi per un testamento, pp. 2-38, II. Il breve de moniminas per Ghittia, pp. 38-69) l'Autrice presenta ulteriori argomentazioni storiche, paleografiche e diplomatistiche per offrire una interpretazione nuova dei due testi (e una nuova edizione critica, nel caso del il breve de moniminas), che non costituiscono soltanto testimonianze eccezionali per la storia di Pisa longobarda: perché possono a ragione essere considerate esemplari e significative per lo studio in generale della tradizione documentaria dei Longobardi, e della loro cultura scritta
Gli Acta comunitatis Tarvisii del sec. XIII, a cura di A. Michielin, Roma, Viella, 1998 (Fonti per la storia della Terraferma veneta, collana diretta da Giorgio Cracco; 12)
- …
