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    Decommissioning and PIE of the MEGAPIE spallation target

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    A key experiment in the Accelerated Driven Systems roadmap, the MEGAwatt PIlot Experiment (MEGAPIE) (1 MW) was initiated in 1999 in order to design and build a liquid lead-bismuth spallation target, then to operate it into the Swiss spallation neutron facility SINQ at Paul Scherrer Institute (PSI) (Ref. 1). The target has been designed, manufactured in ATEA (France) then set-up, fitted with all the ancillary systems, on an Integral test stand in PSI for off-beam tests dedicated to thermohydraulic and operability tests, carried out during the last months of 2005. The system was then moved for the final implementation in the SINQ facility, with the ancillary systems, for irradiation, carried out from August 14th to December 21st, 2006. The irradiation allowed obtaining very important results particularly showing the very good operational behaviour of the target. Moreover a lot of results in the thermal hydraulic and neutronics fields, gas analysis contributed validating the design studies and the models used for that. The decommissioning of the target has been carried out and PSI teams have prepared the samples (760) for post irradiation examination (PIE). The samples have been distributed to the following partner laboratories (CEA, KIT, PSI, SCK·CEN and US-LANL). CNRS and ENEA will also contribute to the PIE, respectively in SCK-Mol and PSI hot Laboratories. The goal is to study the structural material properties changes due to the harsh environment of high temperatures, contact with flowing liquid metal (LBE) and proton irradiation. After presenting an overview of the project history, we describe the target decommissioning, PIE sample preparation and distribution and highlight first results that have been obtained

    PRIN 2009 Coordinatore Nazionale del progetto Dott. Stefania Gessi- Caratterizzazione farmacologica e funzionale dei recettori adenosinici in cellule schiumose umane, un modello di aterosclerosi

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    L’aterosclerosi rappresenta la principale causa di morbosità e mortalità in tutto il mondo. E’ una malattia progressiva e multifattoriale, che attraverso più meccanismi e più fasi contribuisce all’accumulo di lipidi ed elementi fibrosi nelle grandi arterie. L'aterosclerosi inizia con la disfunzione delle cellule endoteliali a livello dei siti di lesione nella parete delle arterie, con conseguente infiltrazione dei monociti nell'intima. Queste cellule si differenziano in macrofagi, i quali poi internalizzano grandi quantità di lipoproteine ossidate a bassa densità (oxLDL) formando macrofagi ricchi di colesterolo definiti “cellule schiumose” (FC), che a loro volta danno origine a striscie di grasso nella parete delle arterie. Quando si sviluppa la lesione aterosclerotica, lo spessore della parete delle arterie aumenta e la diffusione di ossigeno nell'intima è notevolmente ridotta. Queste regioni ipossiche contengono elevate quantità di FC sottolineando il coinvolgimento di queste cellule in ipossia durante lo sviluppo delle lesioni aterosclerotiche. La teoria anossemica dell'aterosclerosi suggerisce infatti che uno squilibrio tra la domanda e l’apporto di ossigeno nella parete delle arterie costituisca un fattore chiave per lo sviluppo delle lesioni aterosclerotiche. Il Fattore indotto dall’ipossia (HIF-1), il più importante fattore coinvolto nella risposta cellulare all’ipossia, è un fattore di trascrizione eterodimerico costituito da una subunità inducibile HIF-1α e da una subunità costitutivamente espressa, HIF-1β. E' stato riportato che le oxLDL inducono l'accumulo di HIF-1α nei macrofagi umani suggerendo un possibile ruolo di HIF-1α nell'aterosclerosi. Inoltre, è stato dimostrato che HIF-1 gioca un ruolo fondamentale nell'espressione del fattore di crescita dell'endotelio vascolare (VEGF) e nell'angiogenesi, regolando importanti alterazioni associate all'aterogenesi e all'attività angiogenica dei macrofagi. Quindi, in condizioni aterogeniche, l'elevata espressione di HIF-1 nei macrofagi promuove la formazione delle FC e l'aterosclerosi. Recentemente è stato dimostrato che un'altra chemochina angiogenica, l'interleuchina-8 (IL-8), è incrementata dalle FC localizzate nelle aree ipossiche a livello delle placche aterosclerotiche umane e di coniglio. Il rilascio, indotto dall'ipossia, di IL-8 dalle FC potrebbe portare al reclutamento del muscolo liscio, dell'endotelio vascolare e delle cellule T nelle placche aterosclerotiche, e quindi favorire la progressione della placca stessa. E' stato inoltre dimostrato che nell'endotelio vascolare, in ipossia, HIF-1 aumenta l'espressione di IL-8. L'adenosina è un nucleoside purinergico proangiogenico rilasciato dai tessuti ischemici ed ipossici. In queste condizioni viene rilasciato ad elevate concentrazioni nello spazio extracellulare. L'adenosina agisce attraverso lo stimolo di quattro diversi recettori accoppiati a proteine G denominati A1, A2A, A2B, e A3. Tutti questi quattro sottotipi sono stati recentemente associati alla modulazione dell'angiogenesi. In particolare, è stato dimostrato che nei mastociti umani e nelle cellule endoteliali microvascolari la secrezione di VEGF e di IL-8 è stimolata dall'attivazione dei recettori A2B. In diverse linee cellulari tumorali umane, in condizioni ipossiche, l'accumulo di HIF-1α e di VEGF è stimolato dai recettori A3. In condizioni di normossia, nei macrofagi murini l'accumulo di HIF-1α e VEGF è mediato dai recettori A2A. Infine, nei monociti umani il rilascio di VEGF è stimolato dai recettori A1. Quindi, in base al legame tra adenosina, ipossia ed angiogenesi, e alla crescente evidenza di come questi fattori giochino un importante ruolo nell'aterogenesi, valuteremo in questo progetto: 1) se i recettori dell’ adenosina siano in grado di modulare HIF-1α, VEGF e IL-8 nei macrofagi umani, che come dimostrato diventano in ipossia cellule schiumose cariche di grassi, e in un modello di cellule schiumose umane; quale sottotipo recettoriale può influenzare la formazione delle foam cells. 2) il meccanismo alla base di questa modulazione, attraverso la caratterizzazione dello stato di fosforilazione delle chinasi regolate da segnali extracellulari 1/2 (ERK-1/2), della protein chinasi p38 (p38 MAPK), della chinasi Jun N-terminale (JNK-1/2) e della protein chinasi B (pAkt). 3) se gli effetti oggetto di studio possano essere ridotti dagli antagonisti dei recettori dell'adenosina e dal silenziamento dei recettori dell'adenosina e di HIF-1α. Questo studio permetterà di chiarire il ruolo dell’adenosina nello sviluppo dell’aterosclerosi. Inoltre investigherà se gli antagonisti dei recettori dell'adenosina possano essere utili per bloccare importanti fasi nello sviluppo della placca aterosclerotica. 4) se gli antagonisti dei recettori adenosinici possono interessare la patologia vascolare in seguito a dieta ad alto contenuto di grassi e privazione dell’endotelio in un modello di coniglio

    Progettazione del sistema di monitoraggio e controllo dell'ossigeno disciolto nell'impianto a metallo liquido HELENA

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    This document describes the technical specification far the OCS (Oxygen Control System) to be implemented in the HELENA facility, with the goal to obtain very low Oxygen concentrations in HLM during the operation

    HIF-1 neuroprotection through erythropoietin increase in hypoxia: a role for A1 adenosine receptors

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    Several reports suggest that neuronal death is an important mechanism in neuropathic pain and neurotrophic factors have been demonstrated to possess potent neuroprotective activity. Unfortunately, these factors are limited therapeutically because they have a tendency to induce hyperalgesia. Erythropoietin (Epo), by contrast, does not induce hyperalgesia and is a neuroprotective agent for primary sensory neurons, spinal neurons and their supporting glial cells. Hypoxia induces genes that have been shown to be associated with neuroprotection. One of the key genes involved is HIF-1. HIF induces a series of genes one of which is Epo. Adenosine is an endogenous nucleoside modulator released from almost all cells and is generated in the extracellular space by breakdown of ATP through a series of ectoenzymes, including the ENTDase (CD39) and 5’-nucleotidase (CD73). Adenosine modulates HIF-1α in different cancer cell lines and in foam cells (Gessi et al., 2008; Gessi et al., 2010). In particular this nucleoside, through A1 receptor activation, plays an essential role in protecting the embryo from hypoxia by regulating HIF-1 (Wendler et al., 2007; Gessi et al., in press), suggesting a possible involvement of A1 adenosine receptor also in HIF-mediated neuroprotective effects. In this project we have evaluated the involvement of A1 adenosine receptors on the modulation of HIF-1, Epo, tumor necrosis factor (TNF)-alpha and IL-6, in a panel of different types of neuronal cells including N9 murine microglial, PC12 rat neuron-like, C8-D1A murine astrocytes and RSC96 rat schwann cells in hypoxic conditions, in the absence or in the presence of stimulation with LPS. These data suggest the importance of A1 adenosine receptors modulation in neuroinflammation and pain. Gessi et al. Advances in Pharmacology, in press. Gessi et al. (2008). Pharmacol Ther. 117, 123-40 Gessi et al (2010). Arterioscler Thromb Vasc Biol. 30, 90-7. Wendler et al. (2007) Proc Natl Acad Sci U S A. 104, 9697-702

    Caratterizzazione fuori pila di materiali strutturali

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    Il presente rapporto riassume le attività sperimentali di caratterizzazione termo meccanica di materiali innovativi. La definizione "fori pila" è legata alla sinergia con il programma europeo GETMAT FPVII, in particolare con l'esperimento LEXURII, nel quale i medesimi materiali, prima della caratterizzazione meccanica, saranno irraggiati in spettro veloce fino a 16 dpa

    Il fenomeno carsico nei Gessi Bolognesi

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    Gli affioramenti evaporitici di Bologna rappresentano meno dell’1% del territorio provinciale e sono costituiti da una singola formazione: i Gessi messiniani, distribuiti in maniera discontinua lungo la fascia pedeappenninica da Zola Predosa all’Olmatello. Questi affioramenti sono caratterizzati da una notevole presenza di fenomeni carsici sia epigei che ipogei che, grazie alla loro “evidenza morfologica”, hanno portato a coniare il toponimo “Gessi Bolognesi”. In assoluto i fenomeni carsici nei gessi locali sono stati i primi ad essere stati osservati e quelli che anche oggi sono maggiormente studiati al mondo. Non va inoltre dimenticato che ospitano la grotta in gesso, di origine epigenica (cioè formata dalla percolazione di acque meteoriche) più grande al mondo (il Sistema Carsico Acquafredda-Spipola, che supera gli 11 km di sviluppo). Anche per questo, i maggiori affioramenti gessosi del Bolognese (segnatamente quelli tra Savena e Idice), che negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso erano in grave pericolo di distruzione a causa dell’attività delle cave di gesso, sono oggi totalmente salvaguardati essendo stati inseriti nel Parco Regionale dei Gessi Bolognesi. Il capitolo descrive il fenomeno carsico dell'area Bolognese in dettaglio, facendo una sorta di stato dell'arte

    Realizzazione sezione di prova e provini per caratterizzazione fuori pila di materiali strutturali

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    La realizzazione di prove meccaniche (creep e tensile) di materiali innovativi, quali 9Cr ODs e 14Cr ODS, è in programmazione presso il Laboratorio Prove Meccaniche di Brasimone. Queste prove vengono condotte parallelamente alla attività LEXURII, parte del programma europeo GETMAT, dove campioni dello stesso tipo vengono sottoposti alle medesime prove dopo un irraggiamento da spettro veloce, fino a 16dpa, a contatto con Pb, fino a 550°C. la conduzione di queste prove rende necessario l'aggiornamento delle strumentazioni del Laboratorio Prove Meccaniche al Brasimone

    Matrice di prova di LEXURII

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    L'esperimento LEXURII rappresenta un importante step del programma europeo GETMAT, FPVII. Esso consiste nell'effettuazione di irraggiamenti presso l'installazione BOR60, presso RIAR, Dimitrovgrad, RU. Questo documento contiene una descrizione del programma GETMAT e la matrice di prova di LEXURII. L'obiettivo finale è la qualificazione di materiali strutturali di riferimento e innovativi, a contatto con il metallo liquido e sottoposti ad irraggiamento, con un effetto combinato di corrosione e neutroni sulle caratteristiche meccaniche degli stessi

    PRIN 2007 Coordinatore Nazionale del progetto Dott. Stefania Gessi- Il recettore A3 dell’adenosina: un potenziale bersaglio per la diagnosi, prognosi e terapia del cancro colorettale

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    E’ noto che l’adenosina è un importante regolatore fisiologico nel mantenere l’omeostasi dell’ossigeno. Questo nucleoside media i suoi effetti attraverso l’interazione con quattro recettori accoppiati a proteine G denominati A1, A2A, A2B e A3. Crescenti evidenze dal punto di vista sperimentale e clinico sottolineano il fondamentale ruolo patofisiologico dell’ipossia nei tumori solidi. In particolare, è stato dimostrato che nei fluidi extracellulari dei tumori solidi sono presenti concentrazioni significative di adenosina in grado di influenzare la vascolarizzazione, l’evasione dal sistema immunitario e la crescita della massa tumorale suggerendo un ruolo per questo autacoide nella crescita del tumore. In particolare il recettore A3 appare il sottotipo adenosinico maggiormente coinvolto nel processo di cancerogenesi. Studiando tessuti ottenuti da pazienti sottoposti a intervento chirurgico per l’asportazione del tumore colorettale è stata dimostrata una sovraespressione del recettore A3 nei tessuti tumorali di colon in confronto all’espressione della proteina nella mucosa sana. E’ interessante sottolineare che la sovraespressione nei tessuti di colon si riflette anche nelle cellule del sangue periferico di pazienti affetti da tumore colorettale. Inoltre in un piccolo numero di pazienti investigati i livelli di espressione del recettore A3 tornano ai valori di espressione basale dopo l’asportazione chirurgica del tumore, rendendo questo sottotipo recettoriale dell’adenosina un possibile marcatore per l’identificazione del tumore. E’ stato osservato un parallelismo tra tessuti ed elementi circolanti del sangue periferico da diversi autori che hanno confrontato con successo le proprietà dei recettori umani in circolo con quelli presenti in diversi tessuti fornendo un modello per studiare i recettori inaccessibili nell’uomo. Comunque la possibilità che non solo la proteina del recettore A3 ma anche l’mRNA possa essere sovraregolato nel tumore del colon deve ancora essere dimostrata e in questo progetto noi valuteremo: 1) se il recettore A3 possa essere un marcatore tumorale 2) se possa essere possibile ottenere attraverso esperimenti di real-time RT-PCR un test diagnostico per identificare i tumori colorettali 3) se l’aumento del recettore A3 sia limitato ai tumori colorettali o se coinvolga altri tipi di tumore o anche condizioni infiammatorie 4) il meccanismo alla base della sovraespressione del recettore A3 nelle cellule del sangue periferico dei pazienti con tumore e 5) se questa sovraregolazione nel tumore sia la conseguenza di un evento di compensazione o invece un importante meccanismo nella eziopatogenesi del tumore. In particolare per chiarire il ruolo del recettore A3 nei tumori valuteremo le sue relazioni con l’ipossia nelle cellule di tumore del colon. L’ipossia, tipica dei tumori solidi, crea condizioni che da una parte danno origine all’accumulo di adenosina extracellulare e, d’altra parte, stabilizzano i fattori di trascrizione indotti dall’ipossia, come ad esempio HIF-1, il più importante fattore coinvolto nelle risposte cellulari all’ipossia. HIF-1 è un eterodimero composto da due subunità HIF-1e HIF-1. Durante la normossia, HIF-1 è rapidamente degradato dal proteosoma, mentre l’ipossia previene la sua degradazione. HIF-1 è sovraregolato in diversi tipi di tumore ed è coinvolto in diversi aspetti chiave della biologia tumorale come ad esempio l’angiogenesi, l’invasione e un alterato metabolismo energetico. L’adenosina aumenta HIF-1 in risposta all’ipossia nei tumori umani di melanoma, glioblastoma e carcinoma del colon. E’ stato dimostrato che l’adenosina è in grado di aumentare l’espressione di HIF-1 e l’accumulo del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) attivando il recettore A3. Comunque non ci sono dati riguardo alla regolazione mediata dal recettore A3 dell’espressione di HIF-1 e dei fattori angiogenici nelle cellule di carcinoma del colon. Quindi in questo progetto valuteremo se l’attivazione del recettore A3 dell’adenosina modula HIF-1, e i meccanismi di trasduzione del segnale coinvolti in questo effetto utilizzando ligandi selettivi per i recettori dell’adenosina e un approccio attraverso l’interferenza dell’RNA per silenziare il recettore. Questi studi 1) saranno in grado di dimostrare se il messaggero del recettore A3 possa essere considerato un nuovo marcatore per diagnosticare i tumori umani attraverso un metodo diagnostico come quello della real-time RT-PCR e 2) porteranno nuove informazioni per il potenziale utilizzo clinico degli antagonisti A3 dell’adenosina nello sviluppo di nuove terapie antitumorali

    I Gessi di Monte Mauro: temi gestionali

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    L’articolo tratteggia temi e problemi gestionali dei Gessi di Monte Mauro. L’analisi prende in rassegna i primi progetti conservazionistici inerenti l’area, per poi passare agli ultimi decenni, alla nascita del Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola (2005), alla situazione odierna e infine alle prospettive future. In particolare, la ricostruzione dapprima della locale Pieve di S. Maria in Tiberiaci e poi della relativa canonica, avvenute a partire dagli anni Novanta, sono oggetto di una approfondita discussione critica
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