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    SDGs and practical implication: mapping SDGs at operational level in the energy sector

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    Il concetto di sostenibilità è stato declinato a partire dagli anni 70 a seguito della presa di coscienza della non-sostenibilità del modello economico in atto (Meadows et al.,1972). Nella consapevolezza che non si può gestire ciò che non si può misurare e che non si può misurare ciò che non può essere descritto (Kaplan and Norton, 2004), negli anni si è sviluppata la necessità di descrivere e misurare gli elementi della sostenibilità al fine di avviare un processo di “sostenibilizzazione” mondiale. La possibilità di supportare il raggiungimento degli SDGs attraverso investimenti, innovazione, efficienza e attraverso l’apporto di risorse materiali e umane (Scheyvens et al., 2016; Lucci, 2012) ha fatto sì che aziende ed organizzazioni iniziassero autonomi processi di internalizzazione e applicazione degli obiettivi (Scheyvens et al., 2016). In questa prospettiva, la presente ricerca ha inteso indagare il rapporto esistente tra un orientamento alla sostenibilità caratterizzante la business strategy di una impresa e i potenziali riflessi in chiave di contributo all’Agenda 2030 e agli SDGs maturati, letti in termini di effetti prodotti sul piano operativo e di sostenibilità a livello locale. Tale approfondimento è stato effettuato attraverso un caso studio che ha riguardato una organizzazione operante nel settore energetico Italiano (impresa ALFA) che da anni ha fatto della sostenibilità un pilastro del proprio business, e di cui si è cercato di disegnare, in modo più o meno consapevole, il contributo al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Lo studio, ancora in fase di sviluppo, pare dimostrare la possibilità di un reale contributo agli obiettivi di sviluppo sostenibile su scala locale e a livello operativo, identificando una moltitudine di iniziative che, nel caso studio preso in esame, producono effetti positivi in chiave di sostenibilità

    Modelli di business sost enibili orientati all’innovazione. Un’analisi esplorativa di un caso studio

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    Obiettivi: La ricerca si propone l’obiettivo di migliorare la comprensione dei meccanismi attraverso cui alimentare la generazione di valore sostenibile. In particolare, assumendo come framework concettuale e come unità di analisi il modello di business lo studio mira a capire come la condotta strategica di un’impresa possa essere orientata verso la sostenibilità. Metodologia: Lo studio adotta un approccio di ricerca orientato alla scoperta e privilegia, per la migliore comprensione del fenomeno indagato, l’analisi di un caso aziendale riferito ad un’azienda italiana che opera nel settore della moda dall’elevato potere esplicativo. Risultati: Nel porre in risalto i driver per la creazione di innovazione orientata alla sostenibilità alla base del business model dell’azienda indagata, la ricerca propone un framework per la Sustainable Business Model Innovation (SBMI). Limiti della ricerca: L’analisi di un singolo caso studio, per quanto esplicativo, non permette di giungere ad una generalizzazione dei risultati. Implicazioni: Lo studio offre un contributo allo sviluppo delle teorie manageriali sull’innovazione con riferimento ai modelli di business orientati alla sostenibilità proponendo un framework interpretativo. Il caso analizzato rappresenta inoltre una best practice che potrebbe guidare manager e imprenditori a progettare già in fase di start up modelli di business sustainability driven. Originalità del lavoro: In risposta ad un gap riscontrato nella letteratura, la proposta di studio è focalizzata sulle modalità attraverso cui le imprese dovrebbero incorporare a livello strategico e con una visione olistica la logica dello sviluppo sostenibile nei loro modelli di business

    SDGs and practical implication: mapping SDGs at operational level in the energy sector

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    Il concetto di sostenibilità è stato declinato a partire dagli anni 70 a seguito della presa di coscienza della non-sostenibilità del modello economico in atto (Meadows et al.,1972). Nella consapevolezza che non si può gestire ciò che non si può misurare e che non si può misurare ciò che non può essere descritto (Kaplan and Norton, 2004), negli anni si è sviluppata la necessità di descrivere e misurare gli elementi della sostenibilità al fine di avviare un processo di “sostenibilizzazione” mondiale. La possibilità di supportare il raggiungimento degli SDGs attraverso investimenti, innovazione, efficienza e attraverso l’apporto di risorse materiali e umane (Scheyvens et al., 2016; Lucci, 2012) ha fatto sì che aziende ed organizzazioni iniziassero autonomi processi di internalizzazione e applicazione degli obiettivi (Scheyvens et al., 2016). In questa prospettiva, la presente ricerca ha inteso indagare il rapporto esistente tra un orientamento alla sostenibilità caratterizzante la business strategy di una impresa e i potenziali riflessi in chiave di contributo all’Agenda 2030 e agli SDGs maturati, letti in termini di effetti prodotti sul piano operativo e di sostenibilità a livello locale. Tale approfondimento è stato effettuato attraverso un caso studio che ha riguardato una organizzazione operante nel settore energetico Italiano (impresa ALFA) che da anni ha fatto della sostenibilità un pilastro del proprio business, e di cui si è cercato di disegnare, in modo più o meno consapevole, il contributo al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Lo studio, ancora in fase di sviluppo, pare dimostrare la possibilità di un reale contributo agli obiettivi di sviluppo sostenibile su scala locale e a livello operativo, identificando una moltitudine di iniziative che, nel caso studio preso in esame, producono effetti positivi in chiave di sostenibilità

    Capacità dinamiche e vantaggio competitivo: un’analisi empirica nel retail

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    Obiettivi. L’articolo studia il tema delle capacità dinamiche nel retail, verificando l’impatto delle sue componenti sulle performance competitive di un campione di piccoli imprenditori commerciali al dettaglio. Metodologia. La ricerca è stata svolta somministrando un questionario strutturato ad un campione di imprenditori commerciali al dettaglio. I dati raccolti sono stati elaborati applicando una regressione lineare multipla. Risultati. Le evidenze empiriche mostrano come la creazione di conoscenza e di integrazione della stessa impattano in modo significativo e positivo sulle performance competitive, mentre capacità dinamiche legate a processi strutturati di apprendimento e riconfigurazione delle risorse agiscono in senso opposto. Limiti della ricerca. L’articolo esplora come le capacità dinamiche impattano sulle performance di piccoli imprenditori industriali al dettaglio; l’originalità dell’analisi e i pochi studi empirici di riferimento circoscrivono la lettura degli effetti evidenziati, che richiedono ulteriori approfondimenti. Implicazioni pratiche. I piccoli imprenditori commerciali al dettaglio in sede fissa dovrebbero puntare sulla capacità di innovare la propria offerta, rivedendola sia in termini di assortimento offerto che di servizio erogato, migliorando la capacità di alimentare un network con i propri stakeholder, fornitori e clienti in primis. Originalità del lavoro. Ad oggi la letteratura di retail ha scarsamente investigato il tema delle capacità dinamiche, rari sono gli studi empirici sul tema e limitati ad indagini di tipo qualitativo con finalità sostanzialmente esplorative. Il paper intende contribuire a colmare tali gap con una ricerca originale, sulla base di una raccolta dati ad hoc

    The social value of the sharing economy: a classification of innovative models in the food industry

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    Objectives. The current global scenario is characterized by a huge paradox: from one side there is the scourge of poverty, on the other side, 1.3 billion of food is globally wasted every year. To face these problems, innovative social business models are emerging, especially in the food retail industry such as food banks, social supermarket and recently food sharing models. The main contribution of this paper is to classify the sharing models designed to pursue a social mission in the food industry. Methodology. A hierarchical cluster analysis based on a sample of 52 food sharing models was carried. Findings. Three typologies of models have emerged. The sharing for money which is primary a B2B for profit model to reduce waste and at the same time generate revenue, the sharing for charity model where collected food is given to non profit organizations, and the sharing for the community that is a P2P model where food is shared among consumer with the main purpose of reduce waste. Research limits. The selected sample examined a wide but not exhaustive set of models. Also, the analysis techniques employed require a certain discretion on the part of the researcher. Practical implications. The identified clusters provide an overall frame of reference for understanding food sharing models and offer a clarification and an overview that facilitates the identification and understanding of each model. Originality of the study. It is one of the first study that provides a systematization of emerging sharing models in the food industry
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