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Comparison of consumption and CO2 emissions between diesel and fully-electric powertrains for a heavy-duty truck
MeV sterile neutrinos in low reheating temperature cosmological scenarios
It is commonly assumed that the cosmological and astrophysical bounds on the mixings of sterile with active neutrinos are much more stringent than those obtained from laboratory measurements. We point out that in scenarios with a very low reheating temperature T-RH << 100 MeV at the end of (the last episode of) inflation or entropy creation, the abundance of sterile neutrinos becomes greatly suppressed with respect to that obtained within the standard framework. Thus, in this case cosmological bounds become much less stringent than usually assumed, allowing sterile neutrinos to be 'visible' in future experiments. Here, we concentrate on massive (mostly sterile) neutrinos with masses m(s) > 1 MeV for T-RH <= ms
Development and Experimental Validation of a Dual Extended Kalman Filter for Three Way Catalytic Converter
A three way catalytic converter (TWC) is responsible for conversion of engine out hazardous pollutants such as carbon monoxide (CO), nitrogen oxides (NOx) and hydrocarbons (HC) into carbon dioxide (CO2), water (H2O) and (N-2) nitrogen. TWC conversion efficiency highly depends on the amount of oxygen stored in the converter, or State of Oxygen (SOX). Estimation of SOX during real time operation is key controlling the TWC behaviour maximizing its efficiency. Moreover, the decrease of TWC conversion efficiency over converter lifetime due to mechanical, chemical and thermal factors, is observed through the decrease of a macroscopic quantity, the Oxygen Storage Capacity (OSC). In this paper, a Dual Extended Kalman Filter (d-EKF) to estimate TWC SOX and OSC is presented. The observer is built upon an experimentally validated, physics-based model of the converter developed by the same authors in a previous work. The nonlinear partial differential equation-based TWC model is properly adapted, through the finite discrete method, for real-time estimation within a vehicle engine-control unit (ECU). Experimental results collected from a TWC instrumented with wide-range oxygen sensors show the ability of the dual observer to robustly estimate both SOX and the catalyst age
Head-up Displays for Augmented Reality Applications in Racing Vehicles: a Feasibility Study
This paper studies the applicability of Augmented Reality Head-Up Displays (HUD) to car racing applications. HUD have been used for years in avionics to effectively represent environmental cues to the pilot without the need to look at the instruments. Recent advances in technology claim that similar systems can be developed for cars. HUD have been available for cars for some time, but have been exploited only as virtual dashboards. This paper looks into the potential benefits and limitations of truly Augmented Reality for car racing. In particular, the objective is to highlight the curbs of the track so to help the driver plan the best trajectory. We develop the algorithms needed to detect the curb and project its position on the HUD. We show that, in order to provide a precise projection of the cue, the attitude of the vehicle needs to be estimated and the information from a camera needs to be merged with a map of the racing track. We test the approach on an experimental vehicle rigged to emulate a HUD. The results indicate that, while the algorithms can be designed to be robust and precise, they require a very large Field of View
Eventi tettonici e migrazione del sistema fronte deformativo-avanfossa nell'Appennino Settentrionale dal Miocene inferiore al Pliocene inferiore.
L'evoluzione stratigrafica e strutturale del versante padano dell'Appennino Settentrionale tra il Miocene inferiore ed il Pliocene inferiore è caratterizzata dalla migrazione verso l'esterno della catena dei bacini torbiditici (Flysch), del fronte deformativo compressivo e del conseguente ricoprimento da parte dei complessi liguri ed epiliguri. Nella "zona della Val Marecchia", procedendo da SW a NE si attraversano fasce subparallele a direzione appenninica di età sempre più giovane, separate tra loro da contatti di sovrapposizione tettonica e costituite da unità arenacee risedimentate chiuse da sedimenti marnoso-siltosi. La fascia più sud-occidentale è rappresentata dalle Arenarie del Cervarola-Falterona (Aquitaniano-Langhiano) e dalle Marne di Vicchio (Burdigaliano-Serravalliano), seguita da una seconda di Marnoso-arenacea (Langhiano-Serravalliano) e di "Marne di Verghereto" (Serravalliano-Tortoniano) e infine da quella più esterna di Marnoso-arenacea (Serravalliano-Tortoniano) e di marne dei "ghioli di letto" (Tortoniano-Messiniano inf.). Come si può dedurre dalla loro età le marne legate ai Flysch arenacei sono sia ad essi parzialmente eteropiche (depositi di scarpata a margine del bacino) sia di chiusura della sedimentazione torbiditica.L'evoluzione strutturale della catena è riconducibile, come d'altra parte già riconosciuto da molti autori, ad una tettonica a thrust vergenti a NE, che tendono a raccordarsi nei due livelli principali di scollamento rappresentati dalla Scaglia Toscana-Scaglia Cinerea e dalle più profonde evaporiti triassiche. L'età dei thrust è progressivamente più recente verso NE e la loro formazione è collegabile ad altrettanti eventi compressivi separati da più lunghi periodi di stasi.I rapporti fra tettonica e sedimentazione, anche se un notevole limite alla definizione cronologica degli eventi sopra descritti deriva dalla non precisa datazione dei litosomi risedimentati, possono essere così schematizzati:- il carico tettonico delle falde delimitate dai thrust determina una subsidenza (avanfossa) nella zona esterna a cui si associa ancora più all'esterno un sollevamento periferico (peripheral bulge );- nella zona subsidente s'incanalano le torbide arenacee mentre nelle zone marginali e più elevate si sedimentano marne che rappresentano in buona parte la componente pelitica delle torbide;- la sedimentazione torbiditica viene chiusa da quella marnosa quando l'avanfossa viene ad essere coinvolta nell'attivazione della compressione (fronte deformativo), che porterà alla diretta sovrapposizione delle Liguridi sui depositi marnosi. In alcuni casi l'instabilità del bacino è testimoniata dalla messa in posto di frane sottomarine sia formazionali che extraformazionali che precedono l'arrivo della coltre ligure;- all'esterno del sollevamento periferico, che inizialmente può essere di tipo flessurale, ma che si evolve come thrust nell'evento tettonico successivo, si sviluppa un'area subsidente che diventerà un ulteriore bacino torbiditico, quindi sfasato nello spazio e nel tempo rispetto al precedente, - nei bacini epiliguri gli eventi tettonici corrispondenti alla massima attivazione dei thrust sono registrati da discontinuità nelle sequenze sedimentarie, che possono essere rappresentate da brusche variazioni batimetriche e/o discordanze angolari con o senza emersione (lacune stratigrafiche).Sulla base dei dati raccolti, integrati da quelli bibliografici, sono riconoscibili diversi eventi tettonici compressivi, che vengono datati sulla base dell'età delle marne di chiusura dei bacini torbiditici:1) Evento burdigaliano - caratterizzato dalla sovrapposizione del Macigno del Chianti sulle Arenarie del Cervarola-Falterona (fronte della Falda Toscana AA.) e dalla discontinuità nell'epiligure tra le Formazioni di Antognola (Oligocene sup.-Burdigaliano inf.) e quelle soprastanti di Bismantova-S. Marino (Burdigaliano sup.-Langhiano inf.);2) Evento serravalliano - l'unità Cervarola-Falterona, chiusa dalle Marne di Vicchio, si sovrappone alla Marnoso-arenacea "interna" (Unità del M. Nero e del Castellaccio); le Liguridi si mettono in posto interrompendo la sedimentazione delle Marne di Vicchio. Nell'Appennino bolognese-modenese si ha la messa in posto dell'unità Sestola-Vidiciatico e l'accavallamento delle Arenarie del Cervarola su di essa. Nella successione epiligure tale evento è registrato dalla discordanza con lacuna tra le marne sommitali della Formazione del M. Fumaiolo (Langhiano sup.-Serravalliano inf.) e le sovrastanti Argille di Montebello (Serravalliano sup.-Tortoniano inf.). Per quanto riguarda l'unità di Castel Guerrino, di età serravalliana, riteniamo che possa essere correlabile con i coevi depositi risedimentati delle Arenarie di Suviana-Porretta (Unità Sestola-Vidiciatico) e di M. Coroncina presso Castiglione dei Pepoli e che rappresenti un episodio torbiditico all'interno delle Marne di Vicchio;3) Evento tortoniano - il fronte della compressione porta a sovrapporre la Marnoso-arenacea "interna" con a tetto le Marne di Verghereto sulla Marnoso-arenacea "esterna"; l'arrivo delle Liguridi interrompe la sedimentazione delle Marne di Verghereto, mentre nella successione epiligure l'evento è registrato dalla discontinuità fra le Formazioni di Bismantova e Termina nell'Appennino bolognese-modenese e dalla discordanza con lacuna tra le Argille di Montebello e la sovrastante Formazione di Acquaviva (Tortoniano sup.-Messiniano inf.);4) Evento messiniano inf. - contrariamente a quelli precedenti e ai due successivi, questo sembra avere importanza solo locale, non essendo stato possibile riconoscere all'esterno della Val Marecchia alcun indizio di attività tettonica. Qui si ha la chiusura del bacino torbiditico della Marnoso-arenacea con le marne dei "ghioli di letto", all'interno delle quali sono frequenti frane extraformazionali precedenti l'arrivo della coltre ligure; la Marnoso-arenacea si accavalla in parte sulle proprie marne di chiusura. L'arrivo delle Liguridi interrompe parzialmente la sedimentazione marnosa, che nelle zone adiacenti, sia verso NW che SE passa verso l'alto all'evaporiti. L'evento del Messiniano inf. non ha riscontro nella successione epiligure; a seguito di questo evento, il bacino epiligure perde la propria identità e forma un tutt'uno con quello dei "ghioli": sulle Liguridi e al loro esterno si ha infatti lo stesso tipo di sedimentazione, rappresentata dapprima dalla parte terminale dei "ghioli" e successivamente dalle evaporiti;5) Evento inframessiniano - caratterizzato da discordanze tra depositi evaporitici e postevaporitici (formazioni a Colombacci e S. Donato), che livellano le depressioni e gli alti strutturali formatisi durante l'evento tettonico e dalla chiusura definitiva della sedimentazione torbiditica a provenienza alpina. Il carattere deformativo principale di questo evento sembra essere più plicativo che disgiuntivo e traslativo, come era avvenuto negli altri casi; inoltre, in concomitanza di questo evento, non sembra che la coltre ligure abbia subito un apprezzabile spostamento verso NE;6) Evento pliocenico inf. (Zona a G. puncticulata ) - assume grande rilevanza non solo nella strutturazione dell'area padana, ma anche all'interno della catena. Si accentuano le deformazioni plicative precedentemente abbozzate con il coinvolgimento degli stessi depositi pliocenici, ma il carattere prevalente è di nuovo disgiuntivo e traslativo, con formazione di thrust, e la definitiva messa in posto della coltre della Val Marecchia, che avviene in ambiente subacqueo, dat che su di essa si depositano prismi di accrezione in bacini di tipo piggyback. In base ai dati raccolti viene proposta una ricostruzione paleogeografica, limitata all'intervallo Miocene inf.-Pliocene inf., che tiene conto: a) della formazione nell'avanfossa di bacini torbiditici che, separati l'uno dall'altro, sono legati ed antistanti ai thrust; b) della loro chiusura ad opera prima di depositi marnosi e poi della messa in posto di depositi liguri; c) del loro migrare nel tempo e nello spazio, mano a mano che il fronte della deformazione compressiva si sposta verso l'esterno. Due stadi di evoluzione possono essere riconosciuti nei depositi dell'avanfossa: uno precedente al Messiniano, caratterizzato da apporti di tipo alpino (fase di Flysch) e l'altro, sviluppatosi successivamente, con apporti a direzione appenninica (fase molassica).La tettonica trasversale assume la sua massima rilevanza nel condizionare l'estensione longitudinale dei depositi di chiusura ed in qualche caso dei Flysch dell'avanfossa (Marnoso-arenacea) e nel limitare, lungo un allineamento che corre da Arezzo fino alla valle del Conca, il margine sudorientale delle Liguridi. La tettonica trasversale sembra quindi essere legata (come probabilmente nel caso del Sillaro) al migrare del fronte dei thrust, interessando depositi di età progressivamente più recente e influenzando soprattutto la sedimentazione di quei depositi (marne di chiusura) più direttamente collegati al migrare dell'attività compressiva
Gravitational wave signatures from discrete flavor symmetries
Non-Abelian discrete symmetries have been widely used to explain the patterns of lepton masses and flavor mixing. In these models, a given symmetry is assumed at a high scale and then is spontaneously broken by scalars (the flavons), which acquire vacuum expectation values. Typically, the resulting leading order predictions for the oscillation parameters require corrections in order to comply with neutrino oscillation data. We introduce such corrections through an explicit small breaking of the symmetry. This has the advantage of solving the cosmological problems of these models without resorting to inflation. The explicit breaking induces an energy difference or "bias"between different vacua and drives the evolution of the domain walls, unavoidably produced after the symmetry breaking, towards their annihilation. Importantly, the wall annihilation leads to gravitational waves which may be observed in current and/or future experiments. We show that a distinctive pattern of gravitational waves with multiple overlapped peaks is generated when walls annihilate, which is within the reach of future detectors. We also show that cosmic walls from discrete flavor symmetries can be cosmologically safe for any spontaneous breaking scale between 1 and 1018 GeV, if the bias is chosen adequately, without the need to inflate the walls away. We use as an example a particular A4 model in which an explicit breaking is included in right-handed neutrino mass terms
GC-MS analysis and biological activity of hydroalcholic extracts and essential oils of Rhus typhina L. wood (anacardiaceae) in comparison with leaves and fruits
Hydroalcoholic extracts (HE) and essential oils (EO) of branches, leaves and fruits of Rhus typhina L., were characterized by GC-MS. HE (yealds: branches 68.30 mg/g, leaves 35.82 mg/g and fruits 257.76 mg/g), showed different compositions dominated by gallic acid (33.46%) in branches, its precursor 1-cyclohexane-3,4,5-hydroxy-carboxylic acid (20.55%) in leaves and malic acid (89.15%) in fruits. EO yields were 210 μg/g for branches (main component δ-cadinene, 22.00%), followed by fruits with 132 μg/g (β-pinene 32.2%) and by leaves with 54 μg/g and phenylacetaldehyde as major component (40.13%). Total phenolic content (TPC) was highest in branches HE (5.87 μg GAE/mL) and in EO leaves (17.71 μg GAE/mL). The highest value of radical scavenging activity (DPPH test) was detected in leaves HE and EO. The branches EO antimicrobial activity was strong against C. albicans and negligible against E. coli. Leaves and fruits EO showed strong activity against C. albicans and intermediate activity against Escherichia coli
TIVA-TCI anesthesiologic technique in videolaparoscopic cholecystectomy.
TIVA-TCI anesthesiologic technique in videolaparoscopic cholecystectomy
New insights in telomerase and telomeric proteins and their clinical application to urological cancers
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