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    VIRTUAL MUSEUM DEVOTED TO VERA KOMISSARZHEVSKAYA

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    The result of this project is a web-portal of the theatrical and virtual museum dedicated to the work of the great Russian actress Vera Komissarzhevskaya, developed in the framework of a joint project of the ITMO University with the Roman University "Tor Vergata", curator Donatella Gavrilovich. The content for development was provided by the Saint-Petersburg State Museum of Theatre and Music (St. Petersburg) and A.A. Bakhrushin State Central Theatre Museum (Moscow). The development of this theater-virtual museum was based on the technical recommendations for the creation of virtual museums, developed by the Ministry of Culture of the Russian Federation, as well as on its own unique methodology developed specifically for this interdisciplinary project

    Un documento venuto dal passato. L'intervista alla «leggendaria» scenografa-regista Marina Sokolova

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    Negli anni Settanta e Ottanta del 20. secolo la scena teatrale sovietica, liberatasi dai dettami del Realismo socialista, accoglie in modo originale l’influenza dell’arte occidentale: dall’Informale all’Arte Povera. Di segno inverso a questa nuova visione “occidentalista”, è l’opera della scenografa-regista Marina Sokolova (1939-1992), erede e custode della tradizione slavofila dello spettacolo della sintesi delle arti, inaugurato dall’Opera Privata di Mamontov alla fine dell’Ottocento. L’intervista inedita, rilasciata all’autrice di questo saggio da Sokolova nel 1985, è la preziosa testimonianza del suo lavoro di scenografa-regista, intimamente legato all’arte della decorazione popolare, alla visione sinestetica della messinscena e alla concezione di un’«arte-gioco» in continuo vitale contatto con lo spettatoreDuring the seventies and the eighties, after freeing itself from the dictates imposed by Socialist Realism, the Soviet theatrical scene opens up to the influence of Western art, from the Informal to Poor Art. An opposing trend to this new “Western” attitude can be found in the productions of the stage designer and director Marina Sokolova (1939-1992), a figure considered the heir and protector of the Slavophile tradition of the theatre of synthesis, a particular form of art begun by Mamontov with his Private Opera at the end of the nineteenth century. This unpublished interview, released by Sokolova in 1985 to the author of the present essay, is a valuable testimony of her work as a stage designer and director, a poetics closely linked to popular decorative art, to a synesthetic vision performance, and to a conception of art as play, in constant and vital contact with the audience

    Riflessioni sul metodo di studio del costume teatrale

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    Oggi il metodo di studio, la catalogazione e l’archiviazione del costume teatrale si basa su principi settoriali: l’abito è competenza degli storici dello stile e della moda, il figurino e gli schizzi di scena dell’artista sono analizzati dagli storici dell’arte e così via. È necessario, al contrario, studiare il costume teatrale in modo organico, cioè nell’ambito dello spettacolo per il quale fu creato. Un’indicazione può venire dalla storia del teatro russo di fine OttocentoNowadays the methodology of the study, cataloguing and archiving of stage costumes is based on sectorial principles: clothing is examined by historians of style and fashion, whilst fashion plates and scene sketches drawn by the artist are analysed by art historians, and so on. On the contrary, it is necessary to approach the study of stage costumes in an organic way, considering the performative context for which they were created. In this sense, useful clues can be provided by the history of nineteenth-century Russian theatr

    Marius Petipa: un’altra storia. Il rapporto con gli scenografi e i direttori dei Teatri Imperiali

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    Il saggio disegna un’ampia panoramica degli avvenimenti storici, culturali, artistici e politici, occorsi in Russia e, in particolare, nei Teatri Imperiali dall’ingresso del famoso maître de ballet fino alla sua uscita di scena nel 1903. Seguendo il fil rouge degli spettacoli di Petipa, rappresentati tra il 1862 e il 1903, è stato possibile ricostruire i rapporti di lavoro che egli ebbe con i diversi direttori dei Teatri Imperiali, con i compositori e i decoratori di scene, facendo luce sulle reali motivazioni politiche che ne determinarono l’allontanamento, ordinato dallo stesso zar Alessandro II

    Premessa

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    In occasione dei festeggiamenti nel bicentenario della nascita del celebre maître de ballet Marius Petipa (1818-1910), sono stati organizzati eventi, spettacoli di danza e convegni in tutto il mondo. L'articolo presenta la miscellanea che raccoglie testi volti a comprendere le motivazioni artistiche, culturali, storiche e politiche che determinarono in Russia l’immediata fortuna di Petipa, così come il repentino declino agli inizi del Novecento

    «Sentieri» di lettura

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    Questo articolo introduce gli articoli della Miscellanea di studi internazionali, dal titolo "Sentieri interrotti / Holzwege"della nuova collana Arti dello Spettacolo/Perfoming Arts. Il saggio studia e evidenzia i legami esistenti nella ricerca di ambiti diversi sul teatro e l'arte russo-sovietica.Interrupted Paths / Holzwege is the title of the first volume of “Collected Interdisciplinary Studies”, which forms part of the new series Arti dello Spettacolo/Perfoming Arts.Although they originate in different disciplines, like linguistics, literature and performing arts, their common focus is on Russian and Soviet theatre and culture

    Affinità elettive: Michail Cechov e Vasilij Kandinskij. Il concetto di immaginazione e di necessità  interiore nella cultura figurativa e teatrale russa dei primi del Novecento.

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    In Kandinsky’s On the Spiritual In Art and in Mikhail Chekhov’s To the Actor. On the Technique of Acting it is possible to find similar subjects and themes, in particular related to the concept of inner necessity and imagination. Their interest in Theosophy and in Anthroposophy is well known. It is known that Mikhail Chekhov was fascinated by Steiner’s philosophy, and this has also been asserted for Kandinsky, even if some art historians do not agree. Furthermore, it is possible to outline a common root in their thoughts in Russia during the first decade of the twentieth century. Both of them lived in Saint Petersburg, where their ethical and aesthetic vision had the chance to develop. This is the subject of the present pape

    Marius Petipa. Lo Zar del balletto russo (1828-1910). Danza, musica, arte e società

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    Il volume raccoglie una selezione degli interventi tenuti al convegno omonimo sul coreografo Marius Petipa, svoltosi a Roma al Museo degli strumenti musicali, in occasione del bicentenario della sua nascita. Diversi i saggi che attraversano il contesto storico della Russia imperiale, alcune fra le produzioni più importanti del coreografo e la fortuna in Occidente. Saggi di Michaela Böhmig, Valentina Bonelli, Annamaria Corea, Donatella Gavrilovich, Gabriella E. Imposti, Tiziana Leucci, Marta Mele, Concetta Lo Iacono, Elena Petrushanskaya, Elena Randi. Interventi di Toni Candeloro e Appendice di Elisa Anzellott

    Il mito nell'arte e nella scena russa: dal Bogatyr di Fedor Saljapin al Don Giovanni di Stanislavskij

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    Il saggio propone lo studio sugli antichi miti russi che nel XIX secolo furono riscoperti e trovarono una particolare interpretazione nei temi delle opere teatrali. Particolare attenzione è data al mito di Don Giovanni e alla riflessione sul personaggio di StanislavskijThe paper proposes the study of ancient myths in Russia, which were rediscovered in the nineteenth century. They found an original interpretation in the theater. Among the modern myths has been focused attention on the character of Don Giovanni in the vision of Stanislavski

    Premessa

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    Un excursus sull'attività scientifica di Silvia Carandini e sulla poliedricità dei suoi interessi dall'arte, al teatro alla danza, permette di portare l'argomento sul concetto di sintesi delle arti e di sintesi degli intenti umani
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