1,721,128 research outputs found

    Introduction [Academic discourse, genre and small corpora]

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    The volume collects papers which focus on a number of features of academic discourse using tools offered by Corpus Linguistics. Academic discourse can be studied to see the ways in which the experts of a discipline construct their own activity in terms of a "conversation" within and around the scientific community. The tools of corpus analysis, especially with reference to small, specialized corpora, have greatly contributed to the study of language variation across genres and across disciplines both from a descriptive as well as from a didactic point of view

    Corpus di testi e concordanze: un nuovo strumento nella didattica delle lingue straniere

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    Corpus and concordance analysis is rapidly spreading in language pedagogy. As well as materials based on concordance analysis, concordancers for classroom use have been produced, and a number of experiments have shown that they can be exploited directly by students for their own linguistic research. In this paper, I discuss the approaches adopted in introducing corpus and concordance analysis to the langauge classroom. I argue that the concordancer complements traditional resources, such as grammars and dictionaries, insofar as it highlights the conventional associations among words and between words and the context they occur in

    Discourse forces in conversational stories: entertainment vs. solidarity

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    The papers shows how the turn-taking system (Sacks et al. 1974) maybe modified in conversational storytelling and particularly how the affective intent of a story-teller towards her/his public, that is the story's discourse force (Brewer & Lichtenstein 1982) maybe negotiated among speakers in relation to different story structures and patterns of turn taking. The analysis is carried out on the basis of naturally occurring conversational stories either taped by myself or taken from the literature, told in native-native or in native-non-native interactions

    Turn-initial vs. turn-final laughter: two techniques for initiating remedy in English/Italian bookshop service encounters

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    This article analyses patterns of laughter in bookshop service encounters in England and Italy with the function of initiating remedy. Laughter sometimes occur in the turn of a dispreferred response by the assistent (i.e the book required is not available, it cannot be supplied, etc.), both in English and Italian. However, the preferred organization of laughter in such turns is different: In the English corpus, laughter is recurrently turn-initial, anticipating an account by the assistent in the same turn, whereas in the Italian corpus it is recurrently turn-final, leaving to the customer the possibility of elicitating an account and/or an alternative solution. the different mechanisms adopted in such remedial sequences in English and Italian can provide clues to culture-specific regularities in the organization of talk in the two langauges

    On the distribution of responsibilities in treating critical issues in interpreter-mediated medical consultations: the case of “le spieghi(amo)”

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    Abstract: This article examines sequences of interaction involving Italian doctors, English-speaking patients and language mediators serving as interpreters in bilingual talk. In interpreter-mediated interaction, language mediators participate with the main purpose to translate talk; there is thus normally no need for the current speaker to ask the mediator to translate. In the data presented here, however, doctors recurrently ask mediators to relay what they are saying to the patients. They do so by introducing turns to translate with items like “le spieghi” (“explain to her”) or “le diciamo” (“let’s tell her”). Such turn structures seem to have the dual function of: a. signaling that the issue dealt with in the doctor’s turn may be critical, delicate or unusual in some way; b. projecting an involvement of the language mediator to do “something more” than simply translate, e.g. explain or deal with the criticalities signaled by the doctor, “re-designing” them for the patients. The organization of these sequences highlights dynamics which orient the distribution of the rights to knowledge between doctors and mediators and consequently their responsibilities for performing certain actions in interpreter-mediated talk

    Negotiating territories of knowledge: on interpreting talk in guided tours

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    The problem of interpreting what is “behind the turns”, not explicitly said by participants in their utterances, has presented a dilemma in studies of dialogue interpreting, leading to controversies about how far interpreters should engage in dealing with implicit issues they know about, but which are not made clear by the interlocutors. In this paper, I analyse data where a guide and an interpreter present a group of tourists with locations where the history and tradition of local products are exhibited. In my data interpreters expand the guides’ presentation in their rendition, adding quite a lot of information they know about, but which has not been explicitly mentioned by the guide. I suggest that the notion of epistemics, developed in conversation analysis, may help explain the dynamics regulating the distribution of responsibilities of guides and interpreters in dealing with relevant contents and I conclude that rights and obligations to explicate what is behind the guides’ talk can largely be seen as a product of the interaction

    La mediazione linguistico-culturale come interazione: introduzione al volume

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    La pratica traduttiva che in Italia viene chiamata mediazione linguistico-culturale ha incontrato un interesse crescente nel quadro dell’attuale società plurilinguistica e multiculturale, in cui individui di lingue e culture diverse hanno sempre maggiori occasioni di interagire in ambiti di lavoro o all’interno dei servizi istituzionali. Nasce dall’esigenza, in primo luogo linguistica, di due interlocutori di comprendersi e viene utilizzata nelle trattative d’affari, nella gestione del personale delle imprese, nella cooperazione internazionale, nelle negoziazioni politiche, nei tribunali, negli ospedali e in diverse forme di trattamento dei problemi dell’immigrazione. Nonostante il mediatore sia in fondo colui che “traduce”, la sua presenza come “terzo” partecipante che interviene nella conversazione, dà luogo a dinamiche comunicative che vanno oltre la traduzione dei “turni” di parlato e che investono aspetti relativi ai contenuti che vengono condivisi e ai loro significati, alla relazione fra i partecipanti, ai ruoli di operatori e utenti dei servizi, alle “persone” e ai loro bisogni, ai contesti situazionali (ospedaliero, aziendale, ecc.) e alle aspettative culturali reciproche che possono evidenziarsi quando utenti e operatori di diverse provenienze entrano in contatto. Questo volume intende descrivere e spiegare alcune di queste dinamiche e i modi in cui la comprensione fra gli interlocutori viene resa possibile nell’interazione mediata offrendo così un contributo a un campo di studi che ha suscitato interesse negli ultimi 15 anni a livello internazionale e che si sta via, via delineando anche in Italia. Non può e non intende essere esaustivo nelle tematiche che affronta e negli approcci teorici a cui si ispira; vuole altresì proporre una riflessione sul fenomeno della mediazione linguistico-culturale come interazione, comprendendo anche un’ottica formativa che tenga adeguatamente conto dei diversi aspetti che rendono il compito del mediatore linguistico-culturale così complesso e delicato

    L’analisi dei corpora come strumento per il dialogo e per l’autonomia

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    Questo saggio si occupa del lavoro svolto da studenti che utilizzano una risorsa informatica, i corpora elettronici, per l’apprendimento della lingua straniera. Vengono descritte attività di studenti che osservano concordanze tratte da corpora elettronici e discusse alcune conseguenze di queste attività per quel che riguarda l’autonomia degli studenti nel gestire il proprio apprendimento linguistico attraverso forme di partecipazione e di dialogo in classe. Il saggio si compone di quattro parti: 1) un’introduzione all’apprendimento linguistico basato sull’uso di corpora elettronici, cioè al cosiddetto Data Driven Learning (Johns 1991, Johns 1994); 2) un’analisi del significato dell’autonomia nell’apprendimento della lingua straniera e una discussione degli intrecci fra sviluppo dell’autonomia e uso dei corpora; 3) l’analisi di due casi di lavoro degli studenti su piccoli corpora linguistici; 4) alcune conclusioni sull’uso dei corpora per la promozione della partecipazione degli studenti all’interazione in classe e lo sviluppo dell’autonomia nell’apprendimento linguistico

    Tradurre parlando: alcuni esempi di traduzione dialogica

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    La traduzione orale e, in particolare, la traduzione all’interno di una conversazione sta diventando un fenomeno sempre più diffuso soprattutto nelle interazioni di tipo istituzionale, ecome tale sta assumendo un crescente interesse negli studi traduttologici, in quelli linguistici e sull’interazione, e nella formazione degli “esperti linguistici” in generale.In questo contributo, viene tracciato un breve resoconto di come questo interesse si è sviluppato in tempi recenti e ci si sofferma su alcuni aspetti della traduzione e del ruolo del traduttore checaratterizzano da un lato la traduzione orale e dall’altro la costruzione dell’interazione che vede coinvolti parlanti di lingue diverse con l’“aiuto” di un partecipante che le parla e comprendeentrambe. In particolare analizzerò tre aspetti che mi sembrano caratterizzare l’interazione mediata dall’interprete: l’aspetto della traduzione vera e propria dei turni e delle sequenze, il ruolo dicoordinamento e di organizzazione dell’interazione che viene spesso assunto dall’interprete e il ruolo di “filtro” delle informazioni e di quanto espresso dai partecipanti che si attua inevitabilmente e in vari modi attraverso il contributo dell’interprete come traduttore e coordinatore dell’interazionein due lingue.Questo studio si basa su due prospettive di analisi che ritengo fondamentali nello studio della traduzione dialogica: a. la traduzione viene vista all’interno del “parlato” e come costitutivadell’interazione; b. l’analisi si basa su “esempi”, cioè dati conversazionali raccolti al fine di poter osservare il contributo dei partecipanti a un’interazione mediata da un interprete: in altre parole si tratta di una ricerca a sfondo empirico. Queste due prospettive di analisi mettono in luce alcuni aspetti di cui può essere importante tener conto nella formazione dei traduttori e di chi si occupa della comunicazione in ambiti in cui sono coinvolti parlanti di più lingue e di diverse culture
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