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    Il laboratorio Sicur.Lav. - "Officina per la Sicurezza e il Lavoro": esperienza di multidisciplinarietà nella sicurezza sul lavoro. Rendere sicuro il lavoro attraverso un approccio multidisciplinare

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    I recenti cambiamenti nell’ambito lavorativo hanno messo in luce la necessità di un nuovo approccio nella gestione della sicurezza fisica, economica e sociale del lavoro. La legislazione italiana ha risposto con la legge n.81/2008 che nasce dalla presa di coscienza che la sicurezza non può essere concepita solo come normativa e tecnica, ma che discipline come la sociologia e l'organizzazione aziendale forniscono un contributo fondamentale

    Persona e crisi industriale

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    L’economia mondiale negli ultimi cinque anni è stata scossa dalla più grande recessione dal secondo dopoguerra a oggi. La crisi partita dal setto-re finanziario ha colpito numerosi paesi, producendo effetti disastrosi an-che sull’economia e sulla vita sociale. Arrivata anche in Italia, oggi il no-stro Paese è in forti difficoltà economiche con le imprese che chiedono sempre più aiuto alle istituzioni e allo Stato per affrontare le situazio-ni di crisi più profonda. Ecco allora l’ampio ricorso a forme di sostegno al reddito e alla cassa integrazione guadagni ordinaria, straordinaria e in deroga. Forme di aiuto e supporto ai datori di lavoro e ai lavoratori che dalla non riescono a ripartire. All’interno di questo quadro si trova anche l’Umbria, caratterizzata da un’economia basata soprattutto sull’agricoltura e sul turismo, ma anche dall’esistenza di qualche importante distretto industriale, anche questa Regione soffre condizioni “critiche” è evidente il conti-nuo incremento di ricorsi agli ammortizzatori sociali. Da questo punto di vista le conseguenze sul piano sociale meritano la dovuta attenzione anche attraverso il ricorso a indagini di carattere quali-quantitativo che puntino a rilevare eventuali abbassamenti del livello di qualità della vita, e che analizzino le condizioni sociali generali delle differenti classi. In questo direzione la ricerca qui proposta vuole offrire un contributo, certamente non esaustivo, sul tema della quotidianità e delle difficoltà economiche e sociali che i lavoratori cassaintegrati vivono. In quale modo questi riescano a sviluppare “strategie di sopravvivenza”, in una condizione economica che sperano momentanea, ma che “per il momento” pesa come un macigno sulla gestione della quotidianità, costringendo a revisionare in primis il sistema delle economie domestiche oltre all’organizzazione del tempo libero, ma poi anche quello degli hobby e delle passioni, fino a toccare le relazioni familiari e l’identità sociale

    Mancanza di lavoro e cassa integrazione: una questione non solo maschile

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    Mentre del cassa integrato uomo si sente parlare spesso, si legge nei giornali e nei report scientifici, cominciando a sapersi qualche cosa, del lavoro delle donne in fabbrica e soprattutto di quello che finisce in cassa integrazione non si sa quasi nulla e molto poco se ne parla. Quasi fosse un problema di rilevanza sociale secondaria, parlare delle donne che finiscono in cassa integrazione non fa notizia, quasi quasi che sia luogo comune pensare che la mancanza di piena occupazione laddove femminile, non sia una piaga sociale; quasi quasi che ci sia la convinzione che alle donne, a queste donne, ci sia sempre e comunque qualcuno che economicamente "badi". Ma oggi non è sempre così. Oggi le donne studiano, si impegnano, arrivano al termine dei percorsi scolastici e spesso fino alla laurea con ottimi risultati e prima degli uomini, e poi anche se con fatica superiore rispetto a questi ultimi , trovano una loro collocazione nel mercato del lavoro, una collocazione che le rende autonome o che ha l'ambizione di renderle tali. Allora queste donne non sempre sono inserite dentro un contesto protetto di famiglia, anzi spesso sono sole e anche divorziate con figli a carico e quando si ritrovano senza lavoro o in cassa integrazione soffrono una condizione di disagio sociale profonda quanto quella dei loro "colleghi" uomini. Effettivamente ponendo attenzione ai dati e alla composizione del mercato del lavoro , le donne, insieme ai giovani e agli immigrati rappresentano uno dei segmenti più deboli e fragili del sistema. Sono le categorie su cui si deve lavorare di più in termini di politiche di inserimento al lavoro, di sostegno al reddito in caso di disoccupazione, e di politiche mirate all'occupazione

    Farmacie, farmacisti ed anziani. Il farmaco come se la persona contasse

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    In ogni epoca, farmaco e società sono sempre stati in stretta connessione tra loro: la società ha sempre riposto nel farmaco una fiducia esagerata sulla capacità di sconfiggere le malattie, e gli assertori più convinti di queste proprietà taumaturgiche sono stati sempre e soprattutto i malati, vedendo rappresentata nel farmaco una ‘promessa di salute’, anche se non sempre mantenuta. A volte il rimedio è peggiore del male (Graviora quaedam sunt remedia periculis): vero per tutti, questo principio richiama a una ancora maggiore attenzione negli anziani, per se principali consumatori di farmaci, spesso in politerapia, con conseguenti problematiche relative alla corretta assunzione, compliance, interazioni con gli alimenti e tra gli stessi farmaci. La ricerca tenta anche di definire il ruolo del farmacista nel processo cumincativo con l'anziano. Una larga parte degli anziani vedono il farmacista come un “esecutore” rispetto alle decisioni del medico, ma anche una valida alternativa nel caso di disturbi non gravi.In fondo tutte le richieste di innovazione della farmacia si fondano su quegli stessi elementi che già sostanziano il gradimento attuale degli utenti, cioè sulla capacità di informazione fondata sulla comunicazione interpersonale e sulla disponibilità continuata e diffusa del servizio; gli anziani vorrebbero una farmacia punto di riferimento globale per la salute e di snodo per ottenere informazioni “su chi fa che cosa” e sui possibili referenti sul territorio per ottenere servizi e prestazioni sanitarie

    Le prospettive relazionali nella ricerca sociologica della salute

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    La ricerca sociologica nello studio della salute ha sottolineato, da tempo, la eterogeneità dello stato della salute. L'obiettivo del saggio è una riflessione sullo spazio della salute nella società civile alla luce del dibattito post-moderno. L'ipotesi di lavoro è che sembra delinearsi nella società uno spazio di coabitazione fra approcci, anche diversi fra loro, solo apparentemente divergenti poiché l'anthropos sembra richiedere un superamento sia del funzionalismo, sia della specializzazione, verso una ipotesi dinamicamente relazionale. Ogni sistema biologico acquisisce informazioni in due momenti specifici; una fase è lenta e solida, l'altra è precaria, flessibile e rapida. La prima fase trascende l'individuo, poiché si iscrive nella evoluzione e le informazioni vengono trascritte nel genoma; la seconda è dovuta all'esperienza, nasce quindi dalla relazione e dallo scambio e non da un meccanismo biologico. È questa la fase che interessa la sociologia poiché descrive un preciso spazio sociale in cui si realizza la continua costruzione della salute

    Nuove forme di lavoro nell’economia post-moderna. La creatività a servizio della flessibilità

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    Nella società contemporanea sotto la triplice pressione del mercato, dell'evoluzione delle nuove tecnologie e dell'aumento dei livelli di competenza e di qualifica professionale il modello di relazione salariale classico viene sostituito da nuovi modelli applicativi che si differenziano a seconda dei diversi sistemi economici, giuridici e sociali di ogni nazione. L'organizzazione gerarchico-piramidale tipica del modello fordista, si sgretola in favore di un organizzazione per obiettivi, sicuramente più efficiente e adeguata alle variazioni del mercato. Questo nuovo modello produttivo favorisce la dislocazione di intere aree produttive e settori aziendali in altri territori e crea incertezze e precarietà contrattuali per i lavoratori. Questo genera richieste nuove ai lavoratori che si vedono impegnati in attività sempre più diversificate che richiedono un nuovo impegno in termini di competenze e capacità in cui la creatività può portare un valido aiuto e contributo alla soluzione di problematiche nuove
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