2,069 research outputs found

    Una nuova visione della città

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    Il volume dedicato a Monza, curato da Francesca Albani e Matteo Gambaro, è la terza pubblicazione della serie “Architettura littoria” che raccoglie studi e ricerche sulla vita e la trasformazione delle città italiane durante il fascismo, tra gli anni venti e quaranta del Novecento. Gli scritti affrontano alcuni dei maggiori contenuti della vicenda politica, sociale e culturale sviluppata in quegli anni a livello locale, con l’intento di restituire la realtà di una città che, divenuta storico punto di riferimento per l’intero territorio della Brianza, ambiva ad assumere una visibilità nazionale e internazionale, condizione che in precedenza aveva lungamente assaporato per la presenza della Villa Reale durante le dominazioni francese e austriaca, interrotta però dai Savoia dopo l’uccisione di Umberto I nel 1900 proprio a Monza. Gli argomenti dei saggi sono dedicati a delineare la nuova visione avviata e condotta a Monza in quegli anni da differenti punti di vista: la trasformazione urbanistica della città, in particolare delle sue aree centrali; l’avvio delle mostre internazionali presso la Villa Reale con l’individuazione di un suo nuovo ruolo; le iniziative pubbliche per la residenza popolare in risposta all’incremento di abitanti indotto dallo sviluppo dei settori produttivi; il passaggio dall’assistenza caritatevole alla formazione di una rete per l’assistenza pubblica in sintonia con le decisioni del governo centrale; la realizzazione dell’autodromo nel parco e il riflesso della notorietà internazionale

    Una nuova visione di città

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    Il volume dedicato a Monza è la terza pubblicazione della serie “Architettura littoria” (il primo dedicato a Novara, il secondo a Vercelli) che raccoglie studi e ricerche sulla vita e la trasformazione delle città italiane tra gli anni venti e quaranta del Novecento. Gli scritti affrontano alcuni dei maggiori contenuti della vicenda politica, sociale e culturale sviluppata in quegli anni a livello locale, con l’intento di restituire la realtà di una città che, divenuta storico punto di riferimento per l’intero territorio della Brianza, ambiva ad assumere una visibilità nazionale e internazionale, condizione che in precedenza aveva lungamente assaporato per la presenza della Villa Reale durante le dominazioni francese e austriaca, interrotta però dai Savoia dopo l’uccisione di Umberto I nel 1900 proprio a Monza. La scelta di Monza è mutuata dalla mancanza di studi specifici sul periodo ed è stata oggetto della ricerca tra il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani (responsabile scientifico Francesca Albani) e il Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito (responsabile scientifico Matteo Gambaro) del Politecnico di Milano e il Comune di Monza, Settore Governo del Territorio Servizio che vuole creare una sensibilità sul tema. Gli argomenti dei saggi sono dedicati a delineare la nuova visione avviata e condotta a Monza in quegli anni da differenti punti di vista: la trasformazione urbanistica della città, in particolare delle sue aree centrali; l’avvio delle mostre internazionali presso la Villa Reale con l’individuazione di un suo nuovo ruolo; le iniziative pubbliche per la residenza popolare in risposta all’incremento di abitanti indotto dallo sviluppo dei settori produttivi; il passaggio dall’assistenza caritatevole alla formazione di una rete per l’assistenza pubblica in sintonia con le decisioni del governo centrale; la realizzazione dell’autodromo nel parco e il riflesso della notorietà internazionale. I punti nodali dei testi si basano su ricerche d’archivio condotte prevalentemente presso l’archivio Storico Comunale di Monza. Numerose immagini d’epoca illustrano momenti di vita sociale, eventi cittadini, frammenti di città, vedute di edifici, disegni, manifesti. Si tratta di fotografie inedite, conservate presso l’Archivio Storico Comunale, che il Comune di Monza aveva commissionato ai principali studi fotografici del tempo per documentare l’attività e le iniziative svolte tra la fine degli anni venti e la metà degli anni trenta. Trasformazioni urbane, interventi pubblici, imprenditoria, eventi culturali su scala nazionale e internazionale segnarono per Monza un cambio di passo rispetto al passato e determinarono un nuovo modo di reinterpretare la città dove ogni frammento urbano rappresenta una scintilla di memoria da salvaguardare come testimonianza della società che l’ha prodotta. Parlare di questo periodo risulta quanto mai fondamentale per superare letture nutrite ancora (purtroppo!) da preconcetti e avviare processi che guardino in maniera laica alla conservazione di questo patrimonio costruito come tassello della nostra cultura e importante risorsa all’interno della città contemporanea. L’impatto principale del volume è stato l’inserimento dei principali edifici dell’epoca all’interno dell’elenco degli edifici storico testimoniali della variante del PGT di Monza in corso

    La nuova Vercelli

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    Il volume Vercelli Littoria curato da Francesca Albani e Matteo Gambaro è la prima approfondita esplorazione delle opere architettoniche realizzate durante il Ventennio nella città di Vercelli. È l’esito di un’attività di ricerca svolta presso l’Archivio Storico del Comunale, l’Archivio di Stato, l’Archivio Edilizio della Città di Vercelli, il Museo Leone, nonché l’archivio privato dell’Impresa Bona 1858 e la collezione di Riccardo Rivellino. Attraverso disegni, progetti, fotografie inedite e cartoline d’epoca è stata ricostruita la genesi dei più significativi edifici realizzati in quegli anni e del ruolo che hanno ricoperto nella Vercelli dell’epoca. Una particolare approfondimento è dedicato al piano “Furia”, importante intervento di riqualificazione urbana con ricadute non solo urbanistiche, ma anche economiche e sociali sulla città

    Costruire il paesaggio. L'architettura italiana tra contesto ambientale e globalizzazione

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    UN PUNTO DI VISTA CRITICO SUL PAESAGGIO ITALIANO CONTEMPORANEO E SUL RUOLO E LE RESPONSABILITÀ DELL’ARCHITETTURA NELLA CONFIGURAZIONE DELLE CITTÀ E NELLA TRASFORMAZIONE DEL CONTESTO AMBIENTALE. MA ANCHE UNA COMUNE RIFLESSIONE, CON PECULIARITÀ E APPROFONDIMENTI CULTURALI DIFFERENTI, SULLE «ARCHITETTURE CONTEMPORANEE SVUOTATE DI QUALUNQUE RAZIONALITÀ, ESPRESSIONE DI UNA GLOBALIZZAZIONE SUPERFICIALE CHE STA SNATURANDO IL PAESAGGIO DELLE NOSTRE CITTÀ, NEL SILENZIO DELLA COMUNITÀ SCIENTIFICA, INTELLETTUALE E DELLA CLASSE POLITICA CHE CI GOVERNA» (MATTEO GAMBARO)

    Vercelli littoria

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    Il volume Vercelli Littoria curato da Francesca Albani e Matteo Gambaro è la prima approfondita esplorazione delle opere architettoniche realizzate durante il Ventennio nella città di Vercelli. È l’esito di un’attività di ricerca svolta presso l’Archivio Storico del Comunale, l’Archivio di Stato, l’Archivio Edilizio della Città di Vercelli, il Museo Leone, nonché l’archivio privato dell’Impresa Bona 1858 e la collezione di Riccardo Rivellino. Attraverso disegni, progetti, fotografie inedite e cartoline d’epoca è stata ricostruita la genesi dei più significativi edifici realizzati in quegli anni e del ruolo che hanno ricoperto nella Vercelli dell’epoca. Una particolare approfondimento è dedicato al piano “Furia”, importante intervento di riqualificazione urbana con ricadute non solo urbanistiche, ma anche economiche e sociali sulla città

    26 KM Bergamo-San Pellegrino Terme. Strategie e progetti per la riqualificazione della ferrovia della Valle Brembana. Marta Ferretti, Tamara Taiocchi

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    La riqualificazione e riconversione delle infrastrutture ferroviarie dimesse rappresenta una tematica ricorrente in molte città italiane, e costituisce l’argomento centrale per l’avvio di processi di ri-costruzione della città e del territorio, che consentono indubbie sperimentazioni sotto i diversi profili procedurale, gestionale e morfologico-funzionale.In ambito europeo le linee ferroviarie dimesse, oramai da diversi anni, hanno rappresentato terreno di sperimentazione per progetti di recupero funzionale, con trasformazione in tramvia, e di riqualificazione natuaralistica e ambientale, con la realizzazione di greenway. Viceversa, nel contesto italiano i progetti di recupero e rifunzionalizzazione sono ancora limitati, nonostante la disponibilità di un patrimonio di circa 6.000 km di linee non più in esercizio (di proprietà F.S. e in concessione). Patrimonio in costante crescita a causa dei processi di dismissione di intere tratte e di ammodernamento e variante dei percorsi.In particolare, in questa pubblicazione, si pone l’attenzione sulla linea della ex Ferrovia della Valle Brembana, che collega Bergamo a San Pellegrino Terme. La linea, inaugurata nel 1906, è rimasta in funzione fino al 1966, portando sviluppo economico e turistico a tutta la Valle. Oggi, a quasi cinquanta anni dalla sua chiusura, anche a seguito del rilancio economico e turistico del polo termale di San Pellegrino, ritorna di grande attualità il recupero di un asse di collegamento privilegiato con il capoluogo. Partendo da questi presupposti il presente lavoro sviluppa ricerche, studi e riflessioni progettuali mirati, da un lato, alla promozione e attuazione di forme di mobilità sostenibili (tramvia e pista ciclabile) e dall’altro, il rilancio turistico della Valle Brembana. Quindi un approccio integrato e multiscalare volto a valorizzare le emergenze ambientali e culturali di un territorio
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