1,721,154 research outputs found
Effetti esagerati e paradossali dei gradienti di luminanza.
Agostini & Galmonte (1997a; 1997b; 2002) hanno dimostrato che un gradiente lineare di luminanza può modificare in modo sostanziale la bianchezza di una regione target. Il nuovo effetto trovato dagli autori si pone nell’ambito dell’induzione di contrasto di bianchezza. Questo effetto è stato spiegato sulla base di meccanismi locali di inibizione laterale.
In questo lavoro è stata indagata una nuova versione della configurazione di Agostini e Galmonte, in cui la gamma di luminanze utilizzate è stata considerevolmente ridotta. In queste condizioni il gradiente è praticamente invisibile.
Quello che si osserva è un effetto paradossale. Infatti, comparando la bianchezza di un target grigio posto al centro di un gradiente con gamma di luminanze ridotta con un target grigio identico al precedente circondato da una superficie di valore di luminanza omogeneo uguale a quello della luminanza più alta/bassa utilizzata nella configurazione con il gradiente, i due target appaiono molto diversi, nonostante i due rispettivi sfondi appaiano grossomodo identici.
Questo paradosso percettivo è notevole, poiché suggerisce che cambiamenti molto graduali in luminanza, anche se difficilmente percepibili, possono influenzare la percezione della bianchezza.
I risultati di questo lavoro non possono essere spiegati sulla base del solo contrasto locale tra l’ultimo livello di luminanza del gradiente e la luminanza del target. Questo suggerisce che il sistema visivo computi i colori di superficie tenendo conto della distribuzione spaziale globale dei gradienti di luminanza
Assimilazione e contrasto nell’effetto Benary.
Nel fenomeno del contrasto acromatico simultaneo un elemento grigio si arricchisce di una componente complementare a quella del colore dello sfondo su cui giace. Questo effetto è stato spiegato sulla base di meccanismi locali di inibizione laterale. Ci sono, tuttavia, numerosi fenomeni che mettono in crisi una spiegazione degli effetti di contrasto basata su interazioni locali. Già nel 1924, Benary aveva fornito un esempio di come i processi di organizzazione percettiva modificano il modo di apparire di superfici acromatiche indipendentemente dall'intensità locale della stimolazione. Alcuni autori hanno fornito altre evidenze a favore di questa spiegazione (Agostini, 1999; Agostini e Galmonte, 2000; Agostini e Proffitt, 1993; Galmonte e Agostini, 1997; Galmonte e Agostini, 1998; White, 1979). In questa ricerca, si è voluto misurare separatamente l’effetto osservato da Benary. A tale scopo, è stata utilizzata la configurazione di Benary, il suo negativo e altre configurazioni derivate da essa e misurate mediante una scala Munsell su sfondo bianco in condizioni di illuminazione Gelb (Agostini e Bruno, 1996) o di presentazione su monitor. Sorprendentemente, in tutti i display testati e per entrambi i tipi di presentazione, si è registrato un effetto di contrasto con il nero ma un effetto di assimilazione con il bianco, vale a dire che il grigio scelto dalla scala per eguagliare il target appartenente alla regione bianca era più bianco di quello obiettivo. Dai dati osservati sembrerebbe che l’effetto Benary sia determinato dall’effetto di contrasto che subisce la regione appartenente all’area nera. Questo potrebbe fornire una ragione sull’entità ridotta dell’effetto Benary solitamente riportato in letteratura, mentre l’effetto di assimilazione riscontrato nel caso in cui il target appartenga all’area bianca fornirebbe importanti indicazioni sull’articolarsi delle relazioni di appartenenza in una scena visiva
L’informazione acustica come elemento rilevante nella formazione di una strategia per il miglioramento della performance sportiva.
L’utilizzo della stimolazione acustica come mezzo per indurre il soggetto alla formazione della rappresentazione motoria del gesto da eseguire può essere considerato una risorsa da utilizzare nello sviluppo di ipotesi strategiche per il miglioramento della performance in campo sportivo.
Nel presente lavoro viene presentata un’ipotesi ritmica legata al lancio del martello, e consiste nell'intervenire a livello della rappresentazione motoria del gesto atletico attraverso una rappresentazione sonora del movimento dove emerga l’elemento ritmico della successione dei cicli motori del lancio.
Per massimizzare l’effetto ciclico dato dalla successione di rotazioni, è stato registrato direttamente il suono prodotto dalla rotazione del martello durante un lancio ed è stato utilizzato per la costruzione di uno stimolo.
La rappresentazione sonora del lancio veniva usata come stimolo per lanci successivi.
L’analisi dei riscontri metrici dei lanci sperimentali ha evidenziato la non significatività della differenza tra le serie di lanci successive senza intervento sperimentale, mentre la stimolazione acustica ha portato gli atleti alla realizzazione di una serie di prestazioni molto simili (ridotta variabilità) e mediamente migliori rispetto alla prima serie di lanci. La ricerca apre una prospettiva di studio in merito all’uso della rappresentazione acustica come modello per una rappresentazione motoria ottimale
Contrast or Assimilation? Two ambiguous cases
Agostini and Galmonte (submitted), Bressan (in press), and Economou, Annan, and Gilchrist [1998 Investigative Ophthalmology & Visual Science 39(4) S857] reported three different configurations showing that when grouping factors are optimised, a gray target totally surrounded by black can appear darker than an equal gray target surrounded by white. The common theoretical assumption is that, when higher-level factors act contemporaneously with lower-level factors, the contrast effect induced by the global organisation principle of perceptual belongingness prevails on retinal lateral inhibition. However, spatial frequencies of Bressan and Economou et al displays suggest an alternative interpretation. In a number of variations of their configurations, we observed that the direction of the effect does not change even in absence of global grouping factors. Our observations suggest that their results can be explained according to a mechanism of spatial summation eliciting lightness assimilation (adaptation-level theory) rather than to the principle of perceptual belongingness. This hypothesis is further supported by the observation that their illusion increases with viewing distance
The phantom contrast effect
Agostini and Galmonte (1997 Investigative Ophthalmology & Visual Science 38 S895; 2002 Psychonomic Bulletin & Review 9 264 - 269) showed that a linear luminance gradient can largely modify the lightness of a target region. In the present work, a version of the gradient configuration is offered where the luminance range has been drastically reduced. In this condition, the gradient is almost unnoticeable. Comparing the lightness of a gray target placed at the centre of this gradient with that of an identical target surrounded by a surface having a homogenous luminance value equal to the highest luminance of the gradient, they appear quite different even though their backgrounds appear the same. This perceptual paradox is remarkable because it suggests that smooth changes in luminance, even when difficult to detect, can affect lightness perception. This paradox could be due to the local contrast between the target and its closest surrounding luminance. But, by narrowing the spatial distribution of an identical reduced-range luminance gradient, the direction of the effect is reversed. It is not possible to account for this result by considering only the local contrast between the last luminance of the gradient and that of the target. This suggests that the visual system computes surface colours taking into account the global spatial distribution of luminance gradients
Le immagini consecutive con gli occhi di Paolo Bozzi (Afterimages as seen through the eyes of Paolo Bozzi)
In the present work we report one of Paolo Bozzi’s researches that, in our opinion, is perhaps the one in which it is possible to most neatly appreciate his peculiar way to approach the study of visual phenomena, that is, that one on after-images. Actually, in a sequence of observations it is highlighted his brilliant way to detect and show the features of this phenomenon, to explain it by the hydraulic model, and to demonstrate unequivocally, also without the assistance of sophisticated equipment or statistics, as in nowadays research seems by now to be essential and inevitable, that after-images can not simply be attributed to a low level explanation as still many visual perception manuals do
- …
