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    Area di scheggiatura. Collocazione ambientale, tecnologia e tipologia, funzione degli strumenti

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    All'ingresso della miniera neolitica della Defensola (Vieste-FG) è presente un'area di scheggiatura della selce di circa 10 mq, con numerosi manufatti silicei di ogni tipo. Un campione di questi manufatti è stato analizzato dal punto di vista delle tracce d'uso.Gli utensili selezionati sono rappresentativi delle varie categorie tipologiche riconosciute nell'industria di quest’area, caratterizzata dalla presenza di numerosi strumenti, a cui sono stati aggiunti anche i supporti con ritocco inframarginale; sono altresì stati analizzati anche alcuni nuclei e qualche tranchets. Buona parte dei manufatti analizzati presenta tracce, d'uso riconducibili alla lavorazione del legno. Tali dati ci permettono di escludere la possibilità che quest’area fosse riservata esclusivamente alla produzione di manufatti in pietra. La forte incidenza di lavorazione di materiale duro (legno) ci permette di supporre un’elevata specializzazione funzionale dell’area di débitage, dedicata ad attività collaterali all'estrazione della selce, come la produzione di manici per i picconi, oppure la preparazione di contenitori per il trasporto della selce estratta in miniera

    Gargano Prehistoric Flint Mines Project: the state of research in the Neolithic mine of Defensola - Vieste (Italy).

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    The Authors relate on the results concerning the more recent research on the Neolithic mine of Defensola and point out the knowledge regarding prehistoric mining activities in Northern Gargano, also in the light of new discoveries in the Peschici territory made by the Authors. Defensola is a type of structure with "communicating filled rooms and pillars" and multiple accesses, already previously identified, although the exploration and the planning of the upper level has not been completed. The A. specify the applied extractive techniques and make hypothesis about the functionality of corridors, linked both to the exterior and to the extraction areas. They examine carefully the distribution of archaeological material, linked to the structure. The typological analysis of ceramics, concerning the darkish brown class with semi-plain body, permits a chronological/cultural attribution, referable to latest phases of the mine, in part according to radiometric dating, that indicate the period between VIth and Vth millennium b.C. The other archaeological materials (lamps and picks) do not give for the time being specific cultural indications. The numerous charcoals found along the corridors set the problem about the meaning of their presence inside the mine

    La produzione del paleolitico medio su Callista Chione dello strato L di grotta del Cavallo (Lecce)

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    A Grotta del Cavallo nello strato L, pertinente al Paleolitico medio, sono stati rinvenuti numerosi frammenti ritoccati di Callista chione, un grande bivalve marino. Questo tipo di oggetti sono attestati in vari siti costieri del Paleolitico medio in Italia e in Grecia. Attualmente la conoscenza di questi strumenti è limitata a poche, spesso molto inadeguate descrizioni. In questo lavoro presentiamo i risultati preliminari dell’analisi tecnologica condotta sui reperti dello strato L recuperati durante le campagne recenti

    Lo scavo del Riparo del Biserno (San Vincenzo, Livorno).

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    Nell'ottobre 1988 è stato effelluato uno scavo di emergenza nel deposito archeologico del Riparo Bisemo, ubicato in località San Carlo, frazione del Comune di San Vincenzo (LI); il modesto riparo stava infatti per essere distrutto dall'attività estrattiva di una cava di calcare. La cavità, la cui stratigrafia risultava sconvolta, era stata adibita ad usifunerari in due distinti periodi: probabilmente nell'Eneolitico e, sicuramente, nell'età del Ferro. Sarebbero riferibili alle deposizioni più antiche alcuni resti umani fossilizzati e scarsi resti ossei di UI1 individuo eremato, oltread una lametta di ossidiana e, presumibilmente, a due vaghi ricavati dalla conchiglia di un mollusco. Risalgono invece ad epoca più recente i resti di almeno quattro inumati, uno dei quali di sesso femminile; gli scarsi elementi di corredo recuperati comprendono infarti, fra l'altro, un ago per cucire, frammenti di una spiralina [ermatrecce ed una fibula ad arco lievemente ingrossato nella parte mediana. Tali reperti sono databili fra la fine del IX secolo a.c. e gli inizi dell'VIII. L'inumazione di salme in anfratti naturali è una pratica funeraria assai rara in epoca villanoviana. L'unico confronto istituibile con il ritrovamento delRiparo Biserno è costituito infatti dalla scoperta di un gruppo di inumati all'interno di una grotta del Monte Calamita (isola d'Elba). È particolarmente interessante sottolineare la circostanza che entrambi i rinvenimenti sono stati effettuati nell'ambito di due importanti distretti minerari limitrofi, quali le colline del Campigliese edi giacimenti elbani; l'esame del materiale archeologico associato alle deposizioni fa inoltrepropendere per una sostanziale contemporaneità nell'adozione di tale rito, sia nel Riparo Bisemo che sul Monte Calamita

    Airbone remote sensing for archaeological application: prehistorical landscapes in Gargano area (Italy)

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    This paper illustrates some results of the “National Research Project -PRIN, 2005”, devoted to study both features of a prehistorical mining landscape and underground mines - not evident, or partially evident, on surface. The geographical context of the project is the Promontory of Gargano (South-Eastern Italy), where the extraordinary availability of flint is associated with evidence of numerous extraction complexes (underground mines) (Galiberti 2005). According to the available data, the mining activities cover a timespan of almost three thousand years; among them, the most important is practiced in the Defensola hill, a mine- the most ancient in Europe- active from roughly 5.800 b.C (Tarantini, 2006). Differently from other European prehistoric mining complexes, in the Gargano area, mines were generally opened onto slopes with a convex morphology and had often produced extremely large conoidal heaps outside. Digital aerial photogrammetry was used in order to natural and archaeological features of recognize the prehistorical landscape near thr mines. Starting from present and historical geo-morphological evidences, thanks to the stereo interpretation of aerial photos that have shown earthworks and soilmarks, it was possible to recognize geological features interpreted as evidence of palaeodrainages and of ancient coastline. The integration between historical references and geological researches through a GIS allowed to join different dataset, in order to highlight the spatial and temporal variations, and to produce thematic cartography
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