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    Le reti della conoscenza nella società globale. Possibilità, esperienze e valore della mobilitazione cognitiva

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    Nella società della conoscenza i saperi si producono e diffondono attraverso alleanze tra operatori, ricercatori e professionisti che, pur appartenendo a istituzioni, mondi professionali e talvolta addirittura territori diversi, garantiscono il trasferimento di pratiche e innovazioni da un campo dell’esperienza all’altro, favorendo processi di generazione e capitalizzazione di conoscenze diffuse. Parallelamente, questi sistemi di interazione agevolano lo sviluppo di legami di affiliazione e corresponsabilità tra i partecipanti che oltrepassano la mera cooperazione strumentale per definire (in molti casi) vere e proprie comunità epistemiche. Analizzando una serie di domini tematici differenti (dai partenariati tra studiosi a quelli tra operatori sociali, dai modelli di governance ai sistemi educativi), i saggi raccolti nel volume esplorano i processi costitutivi di queste reti della conoscenza, le dinamiche e i meccanismi attraverso cui esse producono capitale intellettuale, l'intensità del legame comunitariotra i partecipanti che ne consente un utilizzo comun

    Liliana Leone, Francesco Mazzeo Rinaldi e Gabriele Tomei, Misure di contrasto della povertà e condizionalità. Una sintesi realista delle evidenze

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    Il testo Misure di contrasto della povertà e condizionalità. Una sintesi realista delle evidenze di Liliana Leone, Francesco Mazzeo Rinaldi e Gabriele Tomei affronta la questione della condizionalità nelle politiche di sostegno al reddito. La tematica è ancora oggetto di scarsa attenzione nel dibattito italiano; tuttavia è di grande attualità e rilevanza se si considera che anche il nostro sistema di welfare si sta orientando verso l’adozione di un approccio condizionale. L’introduzione di me..

    La comunità educante. Riflessioni su un modello di rete locale per il contrasto alla povertà educativa

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    Su vari fronti e da varie prospettive si registra da tempo un progressivo declino della capacità della politica di contenere le tendenze anomiche che minacciano la coesione sociale e di contrastare le gravi disuguaglianze che sono tornate ad attraversare il Paese. Il sistema educativo costituisce uno dei versanti maggiormente esposti a questo declino, indubbiamente per cause strutturali legate al definanziamento ed alle rigidità del modello organizzativo, ma anche per la difficoltà a recuperare un ruolo di impulso ideale e di animazione sociale nelle attuali condizioni della post-modernità. È in questo contesto che, anche nell’ambito della programmazione socioeducativa, dall’inizio degli anni Novanta del secolo scorso il riferimento alla comunità è tornata ad essere evocato come un’opzione ideale e strategica per arginare gli effetti perversi del modello di società tardo moderna e per inaugurare una nuova stagione di alleanze virtuose tra componenti societarie, esperienze, competenze e saperi. È merito dell’insieme di questi diversi contributi se il riferimento alla comunità è diventato recentemente in Italia un ideale strategico anche per una serie di programmi di innovazione sociale e di contrasto alla povertà educativa. La locuzione “comunità educante” ha preso forma al loro interno, infatti, diventando presto l’emblema simbolico di una nuova stagione di impegno politico, pedagogico e sociale e anche di una strategia operativa di alleanze pragmatiche tra soggetti e istituzioni generalmente sconnessi che si scoprono potenziali protagonisti di progettualità comun
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