93 research outputs found
I Canti del Lazio di Giggi Zanazzo. Per una lettura etnomusicologica
The paper presents a critical review of the collection of folk song texts published by Giggi Zanazzo at the beginning of XX Century. Methodological problems of evaluating historical literary sources transcribed from oral tradition without sound recording are emphasized and discussed. Nevertheless, the author shows how a carefull analysis of the way the texts are transribed (with interesting rendering of the phonetics of the dialect), the metrical forms and the literary themes can highlight significant clues for the ethnomusicological knowledge of the song repertoires and their social context
Una avifauna dell'Appennino centrale nel '500: il trattatello e le lettere di Costanzo Felici da Piobbico ad Ulisse Aldrovandi
Relapse and metastasis of AT/RT in a boy treated with rhGH for secondary pituitary insufficiency
Etnografie del testo verbale? Giggi Zanazzo e Vittorio Imbriani
Il saggio propone una rivalutazione delle raccolte di “canti popolari” pubblicate in Italia tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Ancorché prive di notazione musicale tali fonti possono essere lette in chiave etnomusicologica soprattutto da due punti di vista: da una parte, il modo di trascrivere il testo dei canti, soprattutto per le scelte grafiche adottate (accenti, doppie consonanti, a capo, sillabe senza senso etc.), costituisce spesso un utile indizio sulla effettiva esecuzione musicale, come dimostrano gli esempi delle trascrizioni di Zanazzo qui presi in esame; dall’altra, il testo dei canti può essere messo a confronto con il testo dei canti registrati dagli studiosi a partire dalla metà del Novecento, mettendo in luce sia permanenza di elementi narrativi, temi letterari e figure poetiche a livello areale, sia la loro diffusione nel passato in aree anche geograficamente lontane, come viene illustrato in queste pagine dal confronto tra i canti raccolti da Vittorio Imbriani nell’Ottocento e le registrazioni di Carpitella e de Martino del 1952
Successo di un training metacognitivo in piattaforma Moodle a favore dei ragazzi con malattia oncologica
La metacognizione è una componente chiave nel processo di apprendimento. Abilità metacognitive e uno stile di attribuzione di tipo interno sono importanti per i ragazzi malati di cancro e hanno ripercussioni sul loro percorso scolastico. Questa ricerca vuol valutare se un training attributivo-metacognitivo che utilizza le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) può migliorare lo stile attributivo degli studenti con malattia oncologica.
Lo studio ha preso in esame 31 soggetti in cura presso tre centri AIEOP del nord-est d’Italia. Attraverso un questionario validato è stato misurato lo stile di attribuzione prima e dopo un programma metacognitivo, svolto on-line, della durata di 6 mesi (da novembre 2013 a maggio 2014). I risultati del test iniziale sono stati confrontati con quelli d’una popolazione di riferimento; i risultati del test dopo il percorso di training attributivo-metacognitivo sono stati confrontati con quelli di partenza.
Dalla valutazione iniziale si è evidenziato che i ragazzi con problematiche oncologiche presentano mediamente una riduzione dell’attribuzione rispetto alla popolazione di controllo, anche se entro i limiti di normalità.
Dal confronto dei risultati prima e dopo il training si è evidenziato un impatto positivo sulla formazione di competenze metacognitive e sullo stile di attribuzione. È emersa una differenza significativa tra l’attribuzione pre e post training, con incremento dell’attribuzione interna (pre 19,69 vs post 26,55) e una consistente diminuzione dell’attribuzione esterna (pre 11,04 vs post 6,29).
L’efficacia della metodologia utilizzata suggerisce di proporre il training attributivo-metacognitivo attraverso l’uso delle TIC a tutti i ragazzi con malattia oncologica
Malignant tumors in children living in the province of Trieste, 1972-1993: descriptive epidemiology and the quality of diagnostic-therapeutic services [I tumori maligni nei bambini residenti nella provincia di Trieste, 1972-1993: epidemiologia descrittiva e qualità dei servizi diagnostico-terapeutici.]
The study objectives were: 1) to analyse the incidence and death rates from cancer among children aged 0-14 years resident in the north-eastern Italian province of Trieste between 1972-1993, using data from the population-based Trieste Cancer Registry; 2) to evaluate the local diagnostic facilities by analysing the accuracy of histological diagnoses, the causes of delay in the diagnosis, and the interval between onset of symptoms and diagnosis of cancer; 3) to calculate the proportion of patients treated following the most effective therapy protocols known at the time of the tumour detection, and to compute the actuarial five-year survival rates since diagnosis. We recorded 123 new cases of cancer (93% microscopically verified) corresponding to a rate, age-standardized to the world population, of 161.9 (standard error [SE] = 15.1) per million child-years. The most common diagnostic group was that of primary brain tumours: 40 cases, rate = 51.0 (SE = 8.4). In 102 cases the diagnosis was made at hospitals in the province of Trieste, with a median time of seven days (25th-75th percentile = 1-16) between admission and diagnosis. In 37 cases the length of the interval between the advancing of the diagnostic hypothesis of cancer and the microscopic diagnosis ranged from eight to 57 days: 20% of the interval was spent in the identification of the lesion, 50% elapsed between the identification and the biopsy, and 30% was spent in performing the microscopic diagnosis. Out of 123 cases, 30 were partly treated or completely treated at centres not located in our province, i.e., at seven different Italian hospitals (14 cases), nine European hospitals (15 cases), and at one North-American centre (one case). The 40 children with brain tumours were spread among 12 institutions. The five-year survival rate increased from 52.4% (SE = 6.3) for the 63 children with cancers diagnosed in 1972-1981 to 62.5% (SE = 7.0) for the 48 with malignancies detected in 1982-1990
Malignant tumors in children living in the province of Trieste, 1972-1993: descriptive epidemiology and the quality of diagnostic-therapeutic services
Methotrexate therapy and liver fibrosis: are human prolyl hydroxylase and type IV collagen reliable and sensitive markers?
N/
Human granulocyte colony-stimulating factor (rHuG-CSF) for treatment of neutropenia in Shwachman syndrome.
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