673 research outputs found
Il disegno delle finte cupole di Andrea Pozzo: dall’immagine al progetto architettonico
Il saggio affronta il tema delle finte cupole disegnate e dipinte da Andrea Pozzo a partire da una rilettura degli elementi architettonici del tamburo e ne propone, attraverso un procedimento interpretativo delle composizioni e il successivo ridisegno, una prospettiva inedita, non più di sotto in su, ma come apparirebbero nel riguardarle di fronte – analogamente a quanto disegnato da Pozzo per i teatri sacri e per gli altari. L’obiettivo perseguito è stato quello di ragionare sulla costruzione dell’immagine architettonica e sulla sua percezione, attraverso una disamina congiunta delle scelte inerenti ai differenti ordini raffigurati in tre differenti finte cupole e alla disposizione degli elementi fondamentali della prospettiva. Il saggio analizza e ridisegna l’articolazione delle membrature architettoniche mettendole in relazione con le dimensioni delle singole cupole raffigurate, nonché con la variazione del rapporto dimensionale tra calotta e tamburo al variare della posizione del “punto dell’occhio” e del “punto della lontananza”
Analysis of Apple Flavours: The Use of Volatile Organic Compounds to Address Cultivar Differences and the Correlation between Consumer Appreciation and Aroma Profiling
In the selection of apple (Malus domestica Borkh) fruits, consumers predominantly use visual and organoleptic responses, such as aroma and texture, as quality/preference markers. Previous studies profiling the sensory properties and aroma profiles of apple varieties have provided a lexicon describing important attributes within the modalities of aroma, texture, and flavour. The range of volatile organic compounds (VOCs) produced by four apple cultivars was assessed by thermal desorption-gas chromatography-mass spectrometry (TD-GC-MS). To facilitate automated dynamic headspace extraction of the VOCs from bulk samples, a small multichamber thermal extraction system was used. Forty compounds were detected and putatively identified by mass spectral comparison with NIST libraries. Eight compounds were not previously identified in apples. Permutational multivariate analysis of variance (PerMANOVA) and canonical analysis of principal coordinates (CAP) done on the whole volatile organic compound profiles show separation of the four cultivars. The use of random forest classification enabled the determination of a minimum set of fifteen potential VOC markers that successfully differentiate the cultivars under study. Trends across samples, VOCs, and sensory evaluation are revealed. The association between 4-hexen-1-ol acetate with texture/consistency, and crispiness, and correlation of 2-methylbut-2-en-1-yl acetate with juiciness and acidity is shown for the first time. These sensory correlations indicate that the compounds determined by this experiment could be used as objective markers for the consumer appreciation of fresh apples, enabling the optimum conditions for processing and storage of individual cultivars to be identified without recourse to expensive sensory panels in every case. Such tests could also be used as part of routine quality control by the producer and retailer, reducing costs and eliminating waste due to batches of inferior product
Introduzione critica al Vignola illustrato nell'edizione del 1828 proposta da Carlo Antonini
The Vignola illustrato published in 1828 by Carlo Antonini, an Apostolic Chamber architect and engraver, is the reissue of a previous publication which Antonini had edited with Giovan Battista Spampani in 1770. At that time the book was welcomed, as proved by the several reissues and contemporaries commentaries.Angelo Comolli, a man of letters and art scholar, describes the book in his biography Bibliografia storico critica dell’Architettura civile e arti subalterne (1788 –1792), considering it the best. As a matter of fact, it isn’t one of the several quick reference handbooks in which Vignola’s treatises were turned into practical precepts, but it is an edition which has the quality of keeping the theoretical depth, which Egnazio Danti gave to the book in the first printed edition in 1583, unchanged. Antonini replaced Danti notes, up to then continuously reissued, with original commentaries and suggestions by Francesco Pannini and the Reverend Father Gaudio, who imposed this text as editio princeps for the following editions until the mid-20th century.On the occasion of the anastatic reprint of the volume, general research on the 18th century artistic culture in Rome and the Carlo Antonini figure has been carried out, so that the book can be fit, in a more coherent way, into the historical framework. Before analysing the text, a historical overview of perspective, examining, at the same time, the use of perspective in art and in architectural design and the progress towards a scientific definition of the representation method, has been given.In this respect, Giacomo Barozzi da Vignola made his contribution, which has been carefully analysed. In this context, it has been possible to examine the text written by Carlo Antonini, confirming, moreover, its authorship, which some authors attributed to others, thanks to a cross-comparison of different publications. The analysis has been carried out looking for the features of the book edited by Antonini, especially in relation to the edition of the Vignola text edited by Egnatio Danti, and describing the mathematician Father Gaudio original contribution. Some drawings, e. g. the one describing the Scala dè gradi which Antonini highlights, have been made to serve as a support for the text.The critical essay is divided into the following paragraphs:Carlo Antonini and the 18th century artistic culture in RomePerspective between mathematical rigour and insightThe two practical perspective rules in “Il Vignola illustrato”Editions of” Il Vignola illustrato”1330
L'arco di "Druso". Procedure per un rilevamento integrato
Questo lavoro presenta un primo risultato di una ricerca, svolta grazie alla collaborazione di studiosi nelle discipline della rappresentazione, del rilevamento e dell’archeologia, riguardante il cosiddetto Arco di Druso. Questo manufatto archeologico, risulta essere particolarmente complesso, riguardo la datazione ed interpretazione, in quanto presenta diverse strutture sovrapposte e stratificate nel tempo: una prima originaria (costruita in epoca pre-imperiale), relativa ad un arco di trionfo a tre fornici, una seconda riutilizzata come arco di un acquedotto (III sec. d. C.,) e una terza decorata da alcuni elementi architettonici (1800 ca.). Il lavoro di analisi dell’Arco di Druso, basato sulle necessarie indagini storiografiche, iconografiche e documentarie, ha avuto come principale obiettivo quello di fornire una descrizione grafica del manufatto che potesse essere, da una parte, quanto più accurata possibile dal punto di vista metrico-dimensionale e, dall’altra, rivelatrice dei diversi aspetti dell’edificio.
A questo scopo è stata sperimentata una metodologia di rilevamento che utilizza vari sistemi di misurazione: di tipo strumentale, topografico e GPS, fotogrammetrico e tradizionale diretto, che vanno a integrarsi tra di loro, in modo da restituire un modello tridimensionale informatizzato di riferimento per tutte le fasi successive di restituzione. Particolare importanza è stata data al rilevamento diretto, soprattutto nello studio degli elementi di dettaglio delle modanature che ha messo in evidenza alcuni aspetti indicatori delle diverse fasi costruttive, in particolare l’inserimento di elementi di restauro negli elementi dell’ordine architettonico del fronte Sud.
Il testo si divide in: una primo paragrafo introduttivo sullo stato di fatto, su una puntuale analisi iconografica, storica e documentaria dei recenti rilievi (D. Maestri), un secondo riguardo Il rilevamento integrato, secondo la descrizione delle diverse procedure di analisi, misurazione e restituzione grafica (M. Canciani), una terzo, riferito al rilevamento diretto ed alla elaborazione dei grafici di restituzione alla grande scala (G. Spadafora).
Scuola Innovativa Secondaria di Secondo Grado “G. Galilei”, Spadafora (ME)
Il progetto per la Scuola Innovativa Secondaria di Secondo Grado “G. Galilei”, sita a Spadafora (ME), si è collocato al terzo posto nell’ambito del concorso di progettazione in due gradi, Missione 2 – Componente 3 – Investimento 1.1 “Costruzione di nuove scuole mediante sostituzione di edifici” del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU (CIG 9297593875, Codice 2° grado A3IA0V3S).
Il progetto sposa l’idea di legame con la natura come motore e veicolo di rigenerazione diretta dell’attenzione, per arricchire gli spazi didattici con l’impatto positivo che deriva dalla fruizione di spazi verdi dislocati tra gli ambienti scolastici. Infatti, l’impianto planimetrico della scuola fonde la forma ibrida ad “L” con una ampia corte interna: il fronte più esteso e permeabile si colloca parallelo alla direttrice costiera, mentre il sistema di “green square” arricchisce il lotto conferendo alla scuola anche un valore civico oltre che didattico.
Grande attenzione viene data alla sostenibilità, che percorre il progetto nei suoi molteplici aspetti, dalla scelta dei sistemi tecnologici (utilizzo della terra cruda), impiantistici (utilizzo di FER con FV, eolico, PdC) fino ai materiali e agli arredi, atossici, riciclati e riciclabili, con packaging studiati per ridurre gli imballaggi.
L’impiantistica della scuola è tale da renderla energeticamente attiva. Soluzioni passive vengono combinate a soluzioni attive. I differenti componenti hanno trasmittanze molto basse, mentre gli involucri opachi realizzati in terra cruda consentono di raggiungere elevate prestazioni termo-igrometriche smorzando efficacemente l’onda termica. L’orientamento, gli aggetti della grande copertura, le schermature della corte interna sagomate in funzione dei percorsi solari e le tende interne, minimizzano i fenomeni di abbagliamento e i carichi termici. La corte interna alberata permette di sfruttare la ventilazione naturale per effetto camino. La riduzione dei carichi termici minimizza la potenza dei generatori (riduzione del 52% dei fabbisogni rispetto all’edificio di riferimento) e garantisce fabbisogni globali di energia primaria inferiori a 75 kWh/(anno m2). Il consumo di energia primaria EPgl,tot è di oltre il 55% inferiore alla soglia fissata per i requisiti degli edifici nZEB (EPgl,tot, lim) mentre l’EPgl,nren è inferiore del 90%. Si è deciso di abbinare al sistema fotovoltaico il microeolico per sfruttare la ventosità del luogo. I due sistemi (installati 58 kWp) generano, su base annua, circa 89.000 kWh superando i fabbisogni richiesti dall’edificio. A ciò si unisce uno studio approfondito sulla contemporaneità tra produzione ed uso dell’energia che implementa un sistema di accumulo a batterie per i cicli di breve durata ed uno di produzione di idrogeno integrato da fuelcell/microcogenerazione per i cicli più lunghi. Così si realizza una scuola che può essere del tutto autosufficiente.
Inoltre, viene garantito un comfort ottimale e un controllo distinto per ogni singolo spazio; ciò permette anche di rispondere ai criteri previsti dalla certificazione LEED Platinum. Grazie ad un BMS auto adattativo il controllo può essere gestito sia dall’utenza, con le limitazioni previste dai principi dell’adaptive comfort, che da remoto. Inoltre, l’impianto sfrutta la geotermia attraverso un sistema geotermico ad acqua di falda, associato a sistemi radianti a bassa temperatura, mentre la qualità dell’aria è garantita dalla ventilazione meccanica a portata variabile con possibilità di free cooling notturno (a riduzione ulteriore dei carichi per raffrescamento) e recuperatori ad elevatissima efficienza (>90%), controllo di CO2 e sanificazione continua a ionizzazione. Il progetto garantisce anche il comfort luminoso, grazie a sistemi a LED “blue-hazard-free”. L’illuminazione, invece, è controllata da un sistema DALI per l’integrazione con la luce naturale e la creazione di diversi scenari di luce nelle aule
Verso una nuova impostazione teorica sulla disabilità: quali implicazioni metodologiche
- …
