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Le malentendu: un questionnement
Le Breton David, Profita Gabriele. Le malentendu : un questionnement. In: Revue des sciences sociales, N°50, 2013. Malentendus. pp. 8-13
Origin and destiny of subjectivity: from professional roles to treatment processes, through an interpretation of the remains of the day by kazuo ishiguro
This reflection addresses a very important topic for care professions, with a special look at psychotherapy. To clarify the role of subjectivity and the birth and maturation of a professional role, I will present an analysis of a literary text through which it will be easier to find out how the identity of a professional role is formed and starts to mature and get codified. In particular, what are the risks associated with its rigid codification to its technical normative? I intend to draw a comparison with some subjectivity building forms that have founded the Western human’s model in its professional articulations over the centuries
Introduction
Nous ne sommes jamais dans la transparence de la coscience des autres, mais dans un mouvement permanent de significations et de projections de ce que nous en imaginons
Variazioni di setting in situazioni di clinica transculturale. Il gruppo come dispositivo naturale culturale di cura.
Nel lavoro viene esplorata la possibilità di utilizzare dispositivi clinici di gruppo con pazienti migranti in situazione interculturale. Il setting di gruppo in quanto rievocativo della dimensione gruppale della personalità di pazienti provenienti da regioni a cultura tradizionale, si rivela il mezzo più idoneo a fare emergere la componente collettiva e a richiamare la lingua dei pazienti
Considerazioni sul caso clinico di G. D'Onofrio: Campo gruppale virtuale, la storia di una migrazione riconnessa nel tessuto onirico.
Viene discusso un caso clinico relativo a pazienti migrante in cui la funzione riparatrice del sogno serve anche come luogo di elaborazione e di riconnessione con il mondo culturale originario. La prospettiva di annientamento relativa alla perdita dei riferimenti culturali che non comporta la possibilità di un nuovo orizzonte rischia la psicotizzazione del paziente. Solo il ricollegarsi simbolico ai referenti originari culturali rende il paziente operatore e ricostruttore della propria identità
Recognition, Work, Treatment
The article I am going to propose is a reflection on the theme of recognition in working and social contexts, and focuses on problems and troubles people cope with in this historical moment. This is a period during which reciprocity and recognition relationships involving our education and work career seem to have no more value, because the world of work now focuses on involving people in production and does not care about involved subjects' life plans. I also wish to point out risks and sufferance affecting subjects who perceive with always greater precision that they are more and more often oppressed by labor and mind exploitation, rather than considered human resources with a working competence who can participate in a wider project
Il riconoscimento, il lavoro, la cura
The article I propose is a reflection on the theme of recognition in working and social contexts, and focuses on problems and troubles people cope with in this historical moment. A period during which reciprocity and recognition relationships involving our education and work career seem to have no more value, because the world of work now focuses on involving people in production and does not care about involved subjects’ life plans. I also wish to point out risks and sufferance affecting subjects who perceive with always greater precision that they are more and more often oppressed by labour and mind exploitation, rather than considered human resources with a working competence who can participate to a wider project
Il gruppo di transito evolutivo come risorsa innovativa nel counselling psicologico
Nel lavoro di counselling svolto con studenti universitari appare indicato l'uso dei dispositivi mediani o allargati. La funzione che svolgono è infatti quella di aiutare lo studente ad elaborare la cultura specifica del proprio gruppo familiare e del proprio ambiente di provenienza e di confrontare tale rappresentazione con quella proposta dagli altri membri del gruppo. Si evidenziano, in tal modo le differenze che possono essere problematizzate
Malinteso
Il malinteso, nella sua impalpabilità, si propone come vero protagonista del mondo
contemporaneo. Esso si mostra nei suoi effetti e si nasconde nelle sue origini. Il malinteso
appartiene al momento presente ma si rivela sempre in un secondo momento, quando
degenera nel conflitto e nell’interruzione delle interazioni. L’ipotesi del mio lavoro è che la
diffusione del malinteso, nella realtà quotidiana delle relazioni umane e sociali, debba
ricercarsi nell’assenza di un quadro certo e definito, in una realtà sociale che è priva di
riferimenti stabili. Il dispositivo clinico, che nel lavoro di cura è la base di ogni intervento,
nell’incertezza del quadro generale, nella trasmutazione dei valori di nietzeschiana memoria,
abbisogna di costanti ridefinizioni e in assenza di ciò moltiplica i malintesi soprattutto quando
si confrontano, nella relazione clinica, persone che riportano mondi culturali diversi
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