7,880 research outputs found

    Il sequestro probatorio

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    Il saggio analizza l'istituto del sequestro probatorio. La parte curata dlla dott.ssa Paola Maggio approfondisce la tematica dei controlli e della procedura di restituzione con particolare attenzione ai problemi applicativi di maggiore rilievo

    Due progetti di Walter Gropius

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    Il saggio riguarda l'analisi grafica e il ridisegno di due case di Gropius. In particolare Francesco Maggio, coautore, si è occupato dello studio di Casa Wilinsky, progetto eseguito dall'architetto berlinese tra il 1928 e il 1929. La costruzione del modello digitale e l'analisi delle sue rappresentazioni hanno permesso di ricostruire un tassello poco conosciuto dell'architettura contemporanea evidenziandone i contenuti De Stijl

    Non solo per amore. In Memoria di Francesca Morvillo

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    Chi era Francesca Morvillo? Questo lavoro a più voci, che ricostruisce fasi e momenti diversi della sua vita, getta una luce nuova e inedita su questa giurista, tra le prime donne magistrato siciliane, sulla sua cultura, sulla sua conoscenza profonda e raffinata del diritto e della procedura penale, ma anche sulla sua grande umanità e generosità, sulla sua gentile riservatezza, sulla forza della sua personalità che ne ha fatto un vero modello di giudice per le giovani e i giovani che si avviavano allora e che si avviano oggi alla professione di magistrato. Grazie alle parole di amici e colleghi il libro ripercorre la vita di Francesca dagli anni della scuola e dell’università ai periodi più significativi in magistratura, nel ruolo amato di magistrato minorile e in quello di giudice presso la Corte di Appello di Palermo. Sino agli ultimi giorni che la videro impegnata come componente della commissione per gli esami da magistrato e alla tragedia del 23 maggio 1992. Ancora una volta accanto a Giovanni Falcone, l’uomo che tanto amava, riamata, e che con orgoglio ne apprezzava, tra le tante qualità, il grande valore professionale. Il volume che vanta la Prefazione di Marta Cartabia, è stato curato da Paola Maggio, Cetta Brancato, Giovanna Fiume e vede fra i molti autori Maria Teresa Ambrosini, Giuseppe Ayala, Giovanni Fiandaca, Pietro Grasso, Francesco Messineo, Franco Nicastro, Salvatore Salvago

    Dissolvenze. Il corpo immaginario della fotografia

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    Composto da fotografie appartenenti a tre progetti diversi – Lost in the K-Hole, Doppelgänger e Maelström – Human Surfaces è un diario visivo interpretativo che mette in luce, in modo originale, un’iconografia di varie e potenziali diversità individuali (l’alter ego, l’attore, il visionario) protagoniste di scene immaginarie ma non per questo meno obiettive. Di Donato si muove in un territorio non solo di osservazione ma di costruzione dell’immagine, a sancire che la fotografia, come tutte le forme visuali autoriali, è un’emanazione che contiene il suo artefice. Tessendo le fila delle sue visioni l’autore crea intersezioni, riconoscimenti, trasformazioni, vere e proprie descrizioni dense di ciò che immagina e ritrae, svelando le relazioni di senso affidate alle immagini e all’immaginario. Le sue Human Surfaces sono delle trasfigurazioni, metafore visive di esperienze interiori stagliate in uno spazio/vuoto esistenziale dove l’urlo angoscioso, la dissociazione e la proliferazione performativa si coniugano con il fascino della fotografia concettuale e creativa in uno stile surreale e brutale.Composed of photographs belonging to three different projects - Lost in the K-Hole, Doppelgänger and Maelström - Human Surfaces is an interpretative visual diary that highlights, in an original way, an iconography of various and potential individual diversities (the alter ego , the actor, the visionary) protagonists of imaginary scenes but no less objective. Di Donato moves in a territory not only of observation but of construction of the image, to establish that photography, like all authorial visual forms, is an emanation that contains its creator. By weaving the strings of his visions, the author creates intersections, acknowledgments, transformations, real dense descriptions of what he imagines and portrays, revealing the relationships of meaning entrusted to images and the imagination. His Human Surfaces are transfigurations, visual metaphors of inner experiences silhouetted in an existential space / void where the anguished scream, dissociation and performative proliferation combine with the charm of conceptual and creative photography in a surreal and brutal style

    Historical Perspectives: From Monomers to Dimers and Beyond, an Exciting Journey in the World of G Protein-Coupled Receptors

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    G protein-coupled receptors (GPCR)s are the largest family of proteins in the human genome, and for a long time they were thought to be monomeric in nature. Nowadays, this belief seems rather eccentric, and the concept of lonely GPCRs wandering around the cell membrane has been replaced by a different view in which GPCRs have instead a very active social life, with promiscuous coupling among, but not limited to, their family members. This short chapter summarizes the major steps that have led scientists to change their convictions, from strong supporters of GPCR individualism to enthusiastic appreciators of GPCR camaraderie. A fascinating journey started more than 40 years ago that keeps and will continue to fascinate and excite the scientific community for years to come

    Brain Damage. Psicofotografia come coscienza immaginale

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    BRAIN DAMAGE è formato da quattro progetti; quattro capitoli, “Craving”, “Doppelgänger”, “Lost in the K-Hole”, “Rorschach”, incentrati su differenti e autonome tematiche psicologiche, connesse l’una all’altra dalla presenza costante di tre elementi fondamentali: la mancanza, il desiderio, la sofferenza. Ciò che l’autore durante i tanti anni di ricerca e lavoro non ha potuto registrare istantaneamente, come nel caso di “Craving” e “Rorschach”, lo ha prima immaginato e poi ritratto alla maniera di “Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”. Non solo reportage, dunque, compongono il libro, ma anche regie. Per fotografare i deliri della mente, pur restando incredibilmente ancorati alla realtà, ci vuole, oltre a una profonda conoscenza dei temi affrontati, anche una potente e fervida immaginazione. Immaginazione che è, di fatto, visionarietà applicata a una logica dei sensi e dell’espressione. Queste doti artistiche Di Donato le possiede e le ha trasmesse evidentemente ai quattro progetti fotografici di Brain Damage dove le immagini delle pulsioni inconsce si sono trasformate in forme figurative inquietanti e perturbanti. Anche quando il corpo umano è nitido, integro e realistico (“Craving” e “Rorschach”), e non palesemente astratto, surreale e “defigurato” (“Doppelgänger” e “Lost in the K-Hole”), l’autore allude alla sua devastazione, distorsione ed evanescenza: il corpo e la sinestesia dei sensi sono immagini della mente e dei suoi tormenti, di alcuni traumi della condizione umana e dello stare al mondo. Nel panorama della fotografia e della cultura visuale contemporanea, Di Donato elabora immagini sinottiche e insieme narrative, storie visive riflessive che parlano in vario modo alla coscienza immaginale collettiva e individuale. Il carattere fortemente psicologico delle fotografie rende Brain Damage un’opera complessa, come complessa è la psiche umana così smarrita nei disagi dell’ipermodernità.BRAIN DAMAGE is made up of four projects; four chapters, "Craving", "Doppelgänger", "Lost in the K-Hole", "Rorschach", focusing on different and autonomous psychological themes, connected to each other by the constant presence of three fundamental elements: lack, desire, suffering. What the author during the many years of research and work could not record instantly, as in the case of "Craving" and "Rorschach", he first imagined it and then portrayed in the manner of "Doppelgänger" and "Lost in the K-Hole". Not only reportage, then, make up the book, but also royalty

    Lo status dello straniero irregolare e le finalità rieducative dell'affidamento in prova al servizio sociale

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    La disamina della decisione della Corte di legittimità, che ha ribaltato una decisione del Tribunale di Sorveglianza di Firenze di negazione di una misura alternativa in virtù del mero status di irregolare, è il pretesto per esaminare le basi legislative, la risposta giurisprudenziale le indicazioni dottrinare sul tema. Indicazioni tutte collimanti nel negare spazio ai trattamenti diseguali dei detenuti. Il percorso rieducativo sotteso all'opzione per le misure alternative, espressione dell'art. 27 Cost., non può essere pregiudicato dalle posizioni di svantaggio economico e sociale nel quale versano gli immigrati
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