1,721,037 research outputs found

    F. Cucchi, F. Finocchiaro & G. Muscio

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    Tra i dati registrati nell’“archivio di pietra” (le successioni rocciose) un ruolo di primo piano spetta alle evidenze cosiddette sedimentologiche. Sono rappresentate dal tipo di stratifi cazione (e laminazione) del sedimento, dalle geometrie che formano i vari pacchi di strati, dalle dimensioni dei loro costituent (frammenti, ciottoli, granuli, polveri...), e cosi via. Questo sito particolare, in destra Tagliamento, esemplifi ca tutto questo con particolare effi cacia. Lo fa proponendosi come testimonianza, chiara anche ai non esperti, di un ambiente deltizio-lagunare che, circa 10 milioni di anni fa (Miocene sup., Tortoniano), fi ssava la fascia costiera adriatica all’altezza degli attuali rilievi pedemontani carnici, a quel tempo non ancora compiutamente formati

    Dir-Actors Cut

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    Traduzione integrale in inglese dell'omonimo intervento già edito in italiano nel volume a cura di G. Muscio, G. Spagnoletti, "Quei bravi ragazzi" (Marsilio), già inserito nel catalogo dei prodotti della ricerca u-go

    Le faune a mammiferi dell’Italia nord-orientale durante il Glaciale Würmiano

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    Vengono descritte le faune del Pleistocene superiore in Friuli e Venezia Giulia, segnalando i giacimenti principali, la loro bibliografi, e fornendo brevi schede degli animali protagonisti di questo periodo

    Organismi scomparsi: grandi mammiferi quaternari.

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    Vengono brevemente descritti gli animali che erano diffusi durante il Wurmiano in Friuli e Venezia Giulia e viene fatta una scheda di quelli che sono scomparsi prima dell'Olocene

    Depositi sub-glaciali (Esker) di Dierico

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    Tra i depositi connessi all’ambiente glaciale delle nostre latitudini i più comuni sono gli accumuli morenici, rari sono invece i depositi di Esker: sabbie, ghiaie e subordinati limi (e i loro equivalenti cementati) abbandonati nei condotti sub-glaciali dalle acque di fusione che scorrono alla base di ogni lingua glaciale. Fino ad ora, in Italia, se ne conosce un unico esempio, peraltro dubbio, nelle Alpi occidentali. Questo del sito di Dierico rappresenterebbe il deposito di Esker più evidente dell’intero territorio alpino meridionale

    Cascata di Salino

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    Spettacolare cascata perenne che, coinvolgendo l’osservatore col suo salto di quasi 30 m, incuriosisce per la successione stratificata varicolore che attraversa e per i depositi travertinosi che ha prodotto lungo il tragitto di caduta della massa d’acqua. Visitata anche dal Carducci durante il suo soggiorno ad Arta, agli inizi del secolo scorso, costituisce da sempre un richiamo per turisti e appassionati di natura

    Altopiano del Montasio

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    Al piede dei contrafforti meridionali del Jôf di Montasio si sviluppa, tra le quote 1500 e 1600 m, l’Altopiano del Montasio. La sua forma e i suoi depositi quaternari suggeriscono scenari e drenaggi fluviali molto differenti da quelli odierni. L’altopiano è bruscamente troncato dalla profonda incisione (uno strapiombo di oltre 800 metri) prodotta dal Torrente Raccolana, capace di generare un paesaggio geomorfologicamente unico in Regione

    Colle di Udine

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    Il Colle di Udine puo essere considerato una vera e propria peculiarita geologica che si impone per la propria particolare morfologia, connessa a ragioni tettoniche e fl uviali; morfologia che e stata funzionale in epoca storica alla costruzione di un probabile proto-insediamento (castelliere, II Millennio a.C.) e, in tempi alto-medioevali, allo sviluppo del principale nucleo abitativo di tutto il Friuli

    Valle sospesa del Passo di Monte Croce Carnico

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    Il Passo di Monte Croce Carnico, valico di frontiera tra Italia ed Austria, deve la sua importanza geologica al significato morfologico che riveste. Si configura come un relitto di valle fluviale indicativo di una cattura (Pleistocene? Medio) da parte del bacino idrografico del Mare Adriatico a spese di quello del Mar Nero

    Linea della Val Bordaglia

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    In Friuli, territorio alpino che più di altri ha risentito di tensioni e di spinte crostali, esistono estese faglie che, nate come distensive (le cosiddette faglie normali), prima di riattivarsi come compressive (o inverse), hanno anche avuto un importante ruolo trascorrente, ossia con movimento orizzontale dei due lembi. Tra queste la più importante per estensione e significato è la Linea della Val Bordaglia
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