54 research outputs found

    A' l'ombre de Pouillon

    No full text
    Edition francaise du livre italien publié avec meme titre chez "letteraventidue" Editeur Syracuse 2016 Une analyse du travail de Fernand Pouillon (1912-1986) mettant en avant son rôle dans l'architecture contemporaine et l'évolution du métier depuis les années 1980. A l'ombre de Pouillon propose un voyage dans l'oeuvre française et algérienne de Fernand Pouillon et "tente de résumer le destin de son oeuvre de 1986 à nos jours, et son rôle dans l'architecture contemporaine". Ainsi G. Barazzetta, architecte italien praticien et enseignant, éclaircit le retentissement que l'architecture romaine de la Provence a pu exercer sur l'art de F. Pouillon. Il met en évidence que cette influence est de plusieurs natures : le caractère monumental certes mais aussi l'exemple d'Arles où ce sont l'habitat et la ville qui ont exercé leur emprise sur le monument ; également le lien indéfectible de cette architecture entre ses matériaux, ses formes et ses méthodes de construction, un credo de F. Pouillon. G. Barazzetta rappelle les livres du XVIe au XVIIIe siècle qui ont prolongé l'influence monumentale romaine - des livres familiers pour F. Pouillon - jusque pour lui-même le rôle d'Aldo Rossi dans cette prise de conscience. Sans s'y attarder, l'auteur situe les réalisations plus qu'il ne les décrit. Il questionne la réussite exceptionnelle et durable de l'oeuvre et sa capacité à créer la ville, qu'il attribue à la synthèse de l'unité essentielle des trois esprits : urbaniste, architecte et constructeur. Est-ce le fait de sa culture italienne ? Tout comme la Biennale de Venise l'avait fait en 1982, Giulio Barazzetta attribue à l'oeuvre algérienne de la seconde période les qualités qu'elle mérite, en restituant une part des choix intellectuels et culturels de F. Pouillon pour réaliser une oeuvre qui reste de premier plan. En commentant ses recueils de relevés, l'auteur met le doigt sur la principale activité didactique de F. Pouillon, trop ignorée jusqu'à ce jour. Le petit ouvrage s'achève sur le chapitre "ce que j'ai appris" en quatre points que F. Pouillon n'aurait certainement pas renié

    Fernand Pouillon. Costruzione, città, paesaggio. Viaggio in Italia

    No full text
    Questo volume raccoglie gli esiti del primo “tour” della mostra Fernand Pouillon. Costruzione, città, paesaggio, inaugurata a Napoli nell’aprile del 2018. L’obiettivo è rendere conto dei successivi sviluppi e arricchimenti che hanno caratterizzato l’iter della mostra attraverso le differenti tappe che si sono susseguite in questo anno. I contributi iniziali dei promotori e i materiali che costituiscono la prima edizione della mostra sono riproposti qui insieme agli interventi di coloro che ne hanno curato l’allestimento e la presentazione nelle tappe successive: Bari, Firenze, Milano, Venezia, Cesena, Roma. Fin dalle prime discussioni che hanno segnato l’inizio di questo percorso, l’idea di rendere la mostra itinerante si è affermata subito come strumento essenziale di dialogo e interazione, innanzitutto tra le due sedi universitarie di Napoli e Milano e l’“Association Les Pierres Sauvages de Belcastel” di Tolosa. La presentazione del volume All’ombra di Pouillon, di Giulio Barazzetta, all’Istitut français di Napoli, alla presenza di Catherine Sayen – che l’ha pubblicato e tradotto in francese con Francesca Patrono – è stata l’occasione dell’incontro decisivo con Renato Capozzi e Federica Visconti. Il libro di Giulio Barazzetta fissa le premesse del punto di osservazione scelto. I documenti di archivio dell’associazione Les Pierres Sauvages de Belcastel, hanno costituito il supporto fondamentale per il corpus stesso della mostra, sia per quanto riguarda l’apparato fotografico – foto d’epoca dei progetti appena terminati, foto di cantiere – sia per quanto riguarda i documenti planimetrici provenienti essenzialmente dalle differenti autorizzazioni urbanistiche (permessi di costruire), di volta in volta messi a confronto per la descrizione grafica più opportuna. La realizzazione di un “kit” da far viaggiare con la mostra per conferire un linguaggio comune ai differenti approfondimenti operati nelle varie sedi, ha dimostrato pienamente la sua efficacia incrementando il materiale di studio (due nuovi progetti importanti sono stati analizzati: il Vieux Port di Marsiglia e quello di Bastia) con nuovi pannelli e nuovi modelli. Così come in un progetto di architettura non c’è soddisfazione più grande che la constatazione dell’appropriazione degli utilizzatori cui il progetto è rivolto, allo stesso modo, la speranza di questa mostra è che possa essere incrementata attraverso l’adesione di nuove sedi che vorranno cimentarsi nello studio e nell’approfondimento di quella che resta ancora una straordinaria opera da riscoprire

    Fernand Pouillon. Costruzione, Città, Paesaggio

    No full text
    La Mostra Fernand Pouillon. Costruzione, città, paesaggio costituisce un’occasione di riflessione e confronto sull’opera di un maestro dell’architettura del Novecento che appartiene, con altri, a un’altra storia spesso troppo poco raccontata. La lunga carriera e il gran numero di edifici realizzati da Pouillon in diversi paesi del Mediterraneo, sono prova di una ricerca appassionata e di grande valore che spazia dalla scala urbana a quella della costruzione. La selezione dei lavori, a cura degli ideatori dell’iniziativa Giulio Barazzetta, Renato Capozzi e Catherine Sayen - allestiti in mostra da Francesca Patrono, Mirko Russo e Claudia Sansò presso l’Ambulacro della Biblioteca di Palazzo Gravina a Napoli - rappresenta uno sguardo attento su questa significativa produzione, concentrandosi accuratamente su quattro opere ritenute ‘paradigmatiche’ e individuando, per ciascuna di esse, un’altra che ne rappresentasse una declinazione secondo un principio di continuità di temi affrontati e soluzioni proposte. I grandi complessi urbani costruiti in Francia e Algeria indicano la vocazione di queste architetture a costituire pezzi della città moderna che siano in grado di interpretare le tracce dei contesti. Si rinvengono i temi della complessità tipo-morfologica ma anche della prefabbricazione e della razionalizzazione del processo edilizio, mediando tra la tradizione e una industrializzazione finalizzata all’edilizia di massa

    An Exemplary Case Study of Post-WWII Reconstruction in Milan

    No full text
    The paper deals with the use of proportional systems in architecture applied to the case study of the “modern” reconstruction of a fifteenth-century cloister heavily damaged during the Second World War bombing in Milan. First detailed analysis of the regulating lines underlying the typical vault spans of the four cloisters composing the architectural complex is carried out. Afterward, a thorough comparison is conducted of the proportional relation of the new span of the reconstruction designed by the rationalist architects Ignazio Gardella and Giovanni Romano in order to emphasize the role of the span as a proportional system that becomes the base “module” of the project. Finally, the correlation between geometrical proportions and structural conception is investigated, highlighting the differences between the existing masonry structures with a cross-vault arch system and reinforced concrete structural frames of the new intervention
    corecore