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Le parole di Bellini
Studio di lessicologia musicale condotto a partire dall’epistolario di V. Bellini per evidenziare certi usi tecnici o certi traslati non comuni, con alcune nuove proposte etimologich
"Demoni, dei e orizzonti di inchiostro e carta. Tibet e India nelle incisioni delle opere di Giorgi, Holwell e Turner", in C. Bellini, G. Bartolucci e P. Del Bianco, "Orientalismi. Buddhismo, Induismo, Ebraismo e Islam nelle raccolte della Biblioteca Gambalunga (secoli XV-XVIII)"
Indagine sulle incisioni presenti nei volumi di Giorgi, Holwell e Turner, che fotografano la 'realtà' con sguardo scientifico e analitico, animati dalla volontà di registrare aspetti della cultura indiana e tibetana, scevri da preconcetti e stereotipizzazioni
Bellini e Vaccaj : peripezie di un finale
È noto a tutti che il finale dei Capuleti e Montecchi di Bellini (1830) fu quasi subito sostituito dalle scene omologhe dell’opera di Vaccaj sullo stesso soggetto, Giulietta e Romeo (1825), e che tale sostituzione divenne prassi comune per tutto il corso dell’Ottocento. La prassi è attribuita al capriccio della Malibran, che cantando a Bologna nel 1832 sarebbe rimasta insoddisfatta del finale belliniano, poco adatto alle velleità esibizionistiche di una primadonna. Il finale dell’opera di Vaccaj, in effetti, mette in risalto alcuni momenti lirici (tra i quali il celebre “Ah! se tu dormi svegliati”), strutturati come pezzi chiusi, ed è calato nelle forme della tradizione italiana con tutte le sue chiare articolazioni, mentre il finale dell’opera di Bellini, indirizzato a una maggiore concisione e tensione drammatica, trapassa elasticamente dal recitativo all’arioso e non presenta scansioni formali altrettanto nette. È probabile che per gli interpreti e per il pubblico italiano dell’epoca la musica di Vaccaj, che alterna con regolarità momenti dinamici e stasi liriche formalizzate e subordina l’azione drammatica al canto, suonasse più familiare della musica di Bellini, che nel finale dei Capuleti concede poco alle convenzioni belcantistiche e alle aspettative comuni.
L’evidenza documentaria mostra, tuttavia, una situazione piuttosto articolata. Intanto non fu la Malibran che operò per prima la sostituzione: la prassi venne inaugurata già nel marzo del 1831 a Firenze, ad opera della Ferlotti. La sostituzione, inoltre, fu preparata da un giudizio largamente diffuso e condiviso: sin dalle prime rappresentazioni l’opera di Bellini venne messa a confronto con quella di Vaccaj, e il paragone si risolse, in genere, in favore del predecessore. I giudizi formulati nelle recensioni e negli scritti critici, tuttavia, non sono del tutto concordi. Mentre i più predilessero il finale di Vaccaj, e persino quello della vecchia opera di Zingarelli (1796) sullo stesso soggetto drammatico, altri protestarono contro l’abuso della sostituzione e mostrarono di apprezzare la novità e il valore del finale originario. Fra questi ultimi rientra Romani, l’autore del testo poetico delle due opere, che innescò una violenta polemica contro la manomissione del libretto e della partitura dei Capuleti e Montecchi. Ci furono anche cantanti, come la Ronzi De Begnis, che andarono controcorrente ripristinando il finale di Bellini.
Per tutto l’Ottocento, nondimeno, I Capuleti e i Montecchi furono eseguiti con il finale sostituito. Il giudizio estetico venne ribaltato solo nel Novecento, a partire da Pizzetti, che riconobbe al finale belliniano tutto il suo valore drammatico, e più ancora dalle rappresentazioni del centenario, nel 1935, che fecero da preludio al rientro definitivo in repertorio dell’opera belliniana
The prebiotic role of Liquid Crystal self-assembly of DNA oligomers
Molecular crowding has a crucial role in tuning the hierarchical self-assembly of complex macromolecular structures and in boosting chemical reactions, allowing the proximity of reactants.
It has been recently shown that at high concentration (> 200 mg/ml) short DNA oligomers (4-20 bases) associated in double helices may order into Liquid Crystal (LC) phases despite their nearly globular shape [1]. In these systems the formation of LC is mediated by the end-to-end aggregation of DNA duplexes into columns of chemically distinct but physically continuous duplexes.
LC ordering of DNA oligomers appears to be a robust phenomenon even in crowded molecular mixtures. Indeed LC phases are found in concentrated solution of random sequence DNA oligomers [2], and in systems in which double stranded DNA is mixed with DNA single strands or with poly-(ethylene glycol) (PEG) chains [3]. In these systems the formation of LC domains is associated with phase separations providing a mechanism of self-selection and compartmentalization of DNA in water, otherwise unusual without the presence of vesicle membrane (see cartoons in Fig.). Moreover we found that DNA-PEG phase separation influences the quality and the yield of non-enzymatic ligation of DNA duplexes, catalyzing the formation of longer strands (graph in Fig.). 1) M. Nakata et al.,Science, 318, 1276 (2007).
2) T. Bellini et al., PNAS, 109, 1110 (2012).
3) G. Zanchetta, M. Nakata, M. Buscaglia, T. Bellini, N.A. Clark, PNAS, 105, 1111 (2008)
Circa 1500: Giovanni Bellini al passar del secolo
Le vicende storico artistich, il restauro, le analisi e la storia conservativa del "Battesimo di Cristo" di Giovanni Bellini conservato a Vicenza, nella chiesa di Santa Coron
Souvenir des "Puritains" de Bellini, pour le violoncelle avec accompagnement de piano par Alfred Piatti. Oeuv. G
Titre uniforme : Bellini, Vincenzo (1801-1835). Compositeur. [I puritani
P. 472 tav I: Il cosmogramma dell'universo. Incisione di Alessio Giardoni su disegno di Paolo Antonio Ciccolini da un dipinto del pittore tibetano Yonten Lharipa
Incisione raffigurante il cosmogramma dell'universo secondo la concezione indo-tibetana, presente nell'Alphabetum Tibetanum di Agostino Antonio Giorg
P. 552 tav. IV: Pantheon buddhista tibetano. Incisione di Alessio Giardoni
Incisione di Giardoni raffigurante divinità del pantheon buddhista tibetano, maestri dell dottrina buddhista e personaggi storici, contenuta nel volume di A.A. Giorgi, Alphabetum Tibetanum (XVIII sec
Tavole all'interno del volume "Ambasceria" di Samuel Turner (1749-1802)
Tavole illustrative all'interno dell'opera di Samuel Turner, "Ambasceria al Tibet e al Butan..." (1793
34. Tavole illustrative del volume di John Zephaniah Holwell, "Événemens historique intéressans, retifs aux Provinces de Bengale, & à l'Empire de l'Indostan (...)" (1768)
Tavole illustrative opera di J.Z.Holwel
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