33 research outputs found

    Analisi della posizione di “iscritto”

    No full text
    Da alcuni decenni l’università italiana è rappresentata come un sistema attraversato da una profonda contraddizione. Temi quali l’abbandono, il ritardo negli studi, il basso numero di laureati e il carente collegamento con il mondo del lavoro ricorrono frequentemente nel dibattito politico, sociale e accademico del nostro Paese. Altrettanto frequentemente, però, viene sottolineata la capacità da parte dei nostri atenei di formare laureati preparati, capaci, dotati di profili formativi solidi, in grado di competere almeno alla pari, se non da una posizione di superiorità, con i colleghi laureati in altri Paesi. Le aree problematiche riguardano, da un lato, l’efficienza (interpretata come rapporto tra risultati ottenuti e costi sostenuti) e, dall’altro, l’efficacia (intesa come raggiungimento degli obiettivi prefissati). Entrambe le dimensioni dipendono, con modalità differenti e a diversi livelli di responsabilità, sia dalle logiche del sistema universitario sia dalle politiche in materia di istruzione e formazione, nonché dall’assetto economico e dalla capacità di assorbimento del mer-cato del lavoro. Questa contraddizione appariva costitutiva di quello che oggi viene definito Vecchio ordinamento didattico. Al fine di eliminare tale stato di contraddittorio equilibrio, aumentando l’efficienza e almeno mantenendo l’efficacia, il sistema universitario italiano è stato investito negli ultimi tre lustri da radicali riforme, tra le quali la più importante per contenuti e potenziale impatto innovativo è stata introdotta dal Dm 509/1999. Il quadro ricostruibile a livello nazionale è bene rappresentato dalla situazione del più grande ateneo italiano: la Sapienza Università di Roma. Il programma di ricerca i cui risultati sono qui presentati ha, infatti, permesso di evidenziare come, a una situazione piuttosto critica nei primi anni ’90, sia seguito nel primo Ateneo romano un periodo di importanti cambiamenti. La stagione positiva della Sapienza, però, non coincide, come si potrebbe immaginare, con l’avvento della Riforma, bensì risulta anticipata di qualche anno (nel volume si parla di effetto di retroazione del Dm 509/1999). Inoltre, questo periodo di relativa prosperità è destinato a durare poco

    Improving the characterization of meningioma microstructure in proton therapy from conventional apparent diffusion coefficient measurements using Monte Carlo simulations of diffusion MRI

    No full text
    Purpose: Proton therapy could benefit from noninvasively gaining tumor microstructure information, at both planning and monitoring stages. The anatomical location of brain tumors, such as meningiomas, often hinders the recovery of such information from histopathology, and conventional noninvasive imaging biomarkers, like the apparent diffusion coefficient (ADC) from diffusion-weighted MRI (DW-MRI), are nonspecific. The aim of this study was to retrieve discriminative microstructural markers from conventional ADC for meningiomas treated with proton therapy. These markers were employed for tumor grading and tumor response assessment. Methods: DW-MRIs from patients affected by meningioma and enrolled in proton therapy were collected before (n = 35) and 3 months after (n = 25) treatment. For the latter group, the risk of an adverse outcome was inferred by their clinical history. Using Monte Carlo methods, DW-MRI signals were simulated from packings of synthetic cells built with well-defined geometrical and diffusion properties. Patients’ ADC was modeled as a weighted sum of selected simulated signals. The weights that best described a patient’s ADC were determined through an optimization procedure and used to estimate a set of markers of tumor microstructure: diffusion coefficient (D), volume fraction (vf), and radius (R). Apparent cellularity (ρapp) was estimated from vf and R for an easier clinical interpretability. Differences between meningothelial and atypical subtypes, and low- and high-grade meningiomas were assessed with nonparametric statistical tests, whereas sensitivity and specificity with ROC analyses. Similar analyses were performed for patients showing low or high risk of an adverse outcome to preliminary evaluate response to treatment. Results: Significant (P < 0.05) differences in median ADC, D, vf, R, and ρapp values were found when comparing meningiomas’ subtypes and grades. ROC analyses showed that estimated microstructural parameters reached higher specificity than ADC for subtyping (0.93 for D and vf vs 0.80 for ADC) and grading (0.75 for R vs 0.67 for ADC). High- and low-risk patients showed significant differences in ADC and microstructural parameters. The skewness of ρapp was the parameter with highest AUC (0.90) and sensitivity (0.75). Conclusions: Matching measured with simulated ADC yielded a set of potential imaging markers for meningiomas grading and response monitoring in proton therapy, showing higher specificity than conventional ADC. These markers can provide discriminative information about spatial patterns of tumor microstructure implying important advantages for patient-specific proton therapy workflows

    Analisi della posizione di “laureato”

    No full text
    Nella struttura complessiva del volume il cap. 10 insieme ai capp. 8 e 9 entrano nel dettaglio delle posizioni di studente iscritto, drop out e laureato, dando conto dei possibili meccanismi in grado di produrre disaffezione e difficoltà durante il percorso di studi. Per comprendere le dinamiche sottostanti ai processi di successo/insuccesso universitario, si effettua un focus su coloro che conseguono il titolo individuando tre differenti profili di laureati: a)laureato in corso; b) laureato fuoricorso con un anno di ritardo; c) laureato fuoricorso con più anni di ritardo. Seguendo in via generale la classificazione sopra citata è possibile delineare un quadro più preciso della condizione di laureato in Italia grazie ai dati forniti dalle principali agenzie di valutazione universitaria e nell’Ateneo Sapienza attraverso l’analisi multidimensionale adottata. Lo scenario complessivo delineato dalle analisi proposte in questa sede mostra come effettivamente l’implementazione della riforma ‘3+2’ abbia sortito degli effetti positivi incrementando la quota complessiva dei laureati per l’università Sapienza, soprattutto gli studenti che conseguono il titolo in corso. Occorre sottolineare che questi miglioramenti non configurano una situazione di efficienza ottimale dell’Ateneo, poiché intervengono su un sistema che già versava in una condizione che possiamo definire estremamente critica, se non drammatica

    Direct demonstration of iron in a term placenta in two cases of beta thalassemia.

    No full text
    The aim of this study was to quantify iron in the placentas at the end of pregnancy in two patients suffering from beta-thalassemia and compare the data to that recorded from the placentas of healthy women. Iron was quantified in placental specimens taken after the delivery. The specimens were subjected to chemical treatments in order to remove extracellular iron and leave the intracellular iron intact. After coloration, each specimen was subjected to quantitative analysis of images in order to identify and quantify iron. Our results demonstrated that in beta-thalassemia there is an accumulation of iron in the outer basal cytoplasm of the epithelial cells of placental cotyledons
    corecore