1,721,091 research outputs found

    Una reciproca e collettiva concessione di cittadinanza : Parma e Reggio all'inizio del '400

    No full text
    Nel tardo medioevo le condizioni per ottenere la cittadinanza sono diverse da luogo a luogo nei comuni dell'Italia centro-settentrionale e sono regolate dagli statuti cittadini. Tra il XIV e il XV secolo molte città vengono assorbite all'interno di dominazioni più vaste e il diritto di concessione di cittadinanza gradualmente diventa uno strumento nelle mani dei principi per affermare il loro potere sui ceti dirigenti locali.Il saggio esamina il privilegium civilitatis che i cittadini di Parma e di Reggio si garantiscono reciprocamente all'inizio del XV secolo, quando entrambe le città diventano parte dello stato costituito da Ottobuono Terzi dopo la morte del duca di Milano. Questo mutuo scambio di cittadinanza, attivamente sostenuto da Ottobuono, coinvolge le élite dominanti di Parma e di Reggio e rappresenta un tentativo di rafforzare i legami fra le due città e l'autorità di Ottobuono su di esse. Questo documento è inoltre caratterizzato dall'uso di un linguaggio estremamente evocativo, ricco di riferimento alle auctoritates come Aristotele e Seneca e alle pratiche politiche concrete portate avanti dai principi tardomedievali. L'autore analizza la struttura e il linguaggio di questo privilegium civilitatis ricostruendo un progetto che è in linea con la nuova esperienza politica della costruzione degli stati regionali. All'interno di questo processo l'estendersi dei poteri del principe tende a trasformare la condizione di civis in quella di subditus con un passaggio delle prerogative dalla classe dirigente locale al principe stesso.In the late Middle Ages the conditions to obtain a citizenship differ from place to place in the communes of Northern and Central Italy and are governed by civic statutes. Between the fourteenth and fifteenth century many cities are included in larger political dominations and the right to grant new citizenships gradually becomes a tool in the hands of princes, a way to affirm their power over the local ruling class. This essay examines the Privilegium civilitatis that the citizens of Parma and Reggio grant each other at the beginning of the fifteenth century, when both cities are part of the state built by Ottobuono Terzi after the death of the duke of Milan. This mutual exchange of citizenship, actively supported by Ottobuono, involves the dominant classes of Parma and Reggio and represents an attempt to strengthen the ties between the two cities and also Ottobuono's authority over them. This very interesting document is characterized by the use of a strongly evocative language which is full of references to auctoritates like Aristotle and Seneca and also to concrete political practices carried out by late medieval princes. The author analyzes the structure and language of this Privilegium civilitatis reconstructing a project which appears to be in line with the new political experience of the construction of regional states. In this process the expansion of powers of the prince tends to make the condition of civis blur into that of subditus with a passage of prerogatives from the local ruling classes to the princ

    L’arte effimera : processioni e apparati scenici a Crema alla fine del Quattrocento

    No full text
    Crema, inserita dalla metà del Quattrocento nel dominio veneziano, dimostra, sul finire del secolo, una notevole vitalità economica, politica e militare, e, insieme, culturale e artistica, tanto che si può parlare di “Rinascimento cremasco”. Il saggio intende porre l’accento su un aspetto della vita sociale cremasca, già oggetto di attenzione per le maggiori città italiane, in particolare per le sedi di corti regie e principesche: l’organizzazione di manifestazioni (cortei, processioni, tornei, trionfi) che accompagnavano e celebravano momenti particolari, quali fondazioni, ricorrenze, feste. In tali occasioni venivano esibiti stendardi, baldacchini, abiti, ornamenti, ma non solo. Spesso si dava vita a veri e propri “spettacoli” e sfilate, con l’esibizione di carri, animali finti, attrezzature sceniche e machine. Sebbene effimeri, tali manufatti richiedevano una progettazione complessa (tanto che si ha la testimonianza, per altre città, di interventi di grandi artisti, quali Leonardo e Bramante), investimenti economici e, insieme, il lavoro di maestranze in grado di realizzarli. Così accade a Crema per le fondazioni della chiesa/santuario di Santa Maria della Croce e del Monte di Pietà, eventi che coinvolgono l’intera cittadinanza, mettendo anche in mostra la volontà di alcune famiglie eminenti di utilizzare tali occasioni come strumento di esibizione di ricchezza e di potere. Processioni e cortei (così come descritti in modo assai attento e puntuale da cronisti coevi) attestano come Crema fosse partecipe, anche in questo contesto, di un clima culturale e di stili di vita diffusi nei maggiori centri rinascimentali.After the inclusion in the Venetian dominions, Crema experienced a remarkable dynamism, not only on an economic and political level but also on a cultural one, so that scholars refer to the second half of the 15th century as an age of Renaissance for this city. This paper aims to investigate the organization of public and ritual ceremonies (i.e. civic processions, tournaments) that took place in specific circumstances, such as anniversaries, new foundations, etc. During these ceremonies, standards, canopies and decorations were flaunted; often, these events became proper performances or parades, that involved float, stage equipment and machine. Although ephemeral, this rich apparatus required complex planning (sometimes great artists, such as Leonardo or Bramante, got involved in these operations), investments and the cooperation of a number of workers. In Crema, the foundations of Santa Maria della Croce and of the Monte di Pietà involved the entire community and represented an opportunity for the ruling class to show its richness and power. Processions and parades (as it is well-explained by the chroniclers of that time) demonstrate that Crema was entirely involved in the cultural and social atmosphere of the most important town of the Renaissance

    Dall’abbandono all’affido : storie di bambini nella Milano del tardo Quattrocento

    No full text
    Le pratiche di affido dei fanciulli, poste in essere dagli enti caritativi e assistenziali bassomedievali per dare soluzione al problema dell’infanzia abbandonata, si giocavano tra i due poli rappresentati dall’adozione e dal cosiddetto fosterage, declinandosi in gradazioni che andavano dall’affido temporaneo alla « quasi-adozione ». L’affidamento dei fanciulli è esaminato nel contesto demografico e sociale di Milano dove, nella seconda metà del Quattrocento, la società nel suo complesso, e gli ospedali in particolare, furono chiamati a farsi carico di numeri sempre più elevati di bambini abbandonati. L’attività dell’Ospedale Maggiore è stata studiata, per gli anni 1472-1531, attraverso un registro riguardante le « Consegne di trovatelli e di figli dell’ospedale » : questa fonte è preziosa per la varietà dei casi testimoniati ma anche perché rispecchia, dal punto di vista formale, la progressiva definizione di una prassi di affidamento che si traduce in una tutela sempre maggiore dei bambini e si sviluppa contestualmente all’elaborazione, da parte dell’ospedale, di una propria identità istituzionale e amministrativa.The complex practices of children custody, employed in by late medieval charitable institutions to solve the problem of children abandonment, could have different outcomes, ranging from the « real » adoption to the so-called fosterage, from the temporary custody to the "quasi-adoption". The practices of children custody have been examined in the demographic and social context of Milan, where, in the second half of the fifteenth century, the society as a whole, and hospitals in particular, had to address the problem represented by the increasingly high numbers of abandoned children. The activity of the Ospedale Maggiore has been studied, for the years between 1472 and 1531, through a register regarding the « Consegne di trovatelli e di figli dell’ospedale ». This source is valuable for the variety of cases attested but also because it reflects, from a formal point of view, the definition of a custody practice that results in increased protection for abandoned children, in connection to the definitition of the hospital’s administrative and institutional identity

    Civitas tunc quiescit et fulget cum virtutibus pollentium numero decoratur : le concessioni di cittadinanza in età viscontea tra pratiche e linguaggi politici

    No full text
    Le concessioni di cittadinanza in età viscontea rappresentano un interessante punto di osservazione per meglio comprendere le strategie di affermazione del potere signorile all'interno delle diverse città del dominio. La concessione della civilitas rappresenta infatti, tradizionalmente, un ambito di competenza degli organismi cittadini, che lo custodiscono gelosamente. L'intervento del principe nelle complesse procedure di concessione della cittadinanza riflette dunque il tentativo di rafforzare il suo potere all'interno delle città del dominio. Come è dimostrato attraverso l'analisi dei decreti emanati dai Visconti tra la seconda metà del Trecento e la prima metà del secolo, tale scopo è perseguito attraverso un'abile utilizzo di pratiche politiche e di forme documentarie tradizionali, piegate alle diverse esigenze del potere visconteo

    Assistenza e carità nel tardo medioevo milanese : le trasformazioni istituzionali

    No full text
    Milan in the early fifteenth century was the seat of a number of charities(such as hospitals and confraternities), which found it more and moredifficult to cope with the demographic, sanitary and social crisis experiencedin that period. A complex dialogue, and sometimes conflict,between religious and political authorities developed in those decades,leading towards mid-century to the administrative pooling of hospitalsand other charities and to the building of a new general hospital (OspedaleGrande). The strength shown by ducal power in controlling andregulating public assistance went hand in hand with the participationof the town’s ruling classes in providing for poor and sick people and inmanaging the huge property of Milanese charities
    corecore